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Milano | Sempione – Riqualificazione di Corso Sempione con ciclabile: ottobre 2022

Aggiornamento di ottobre 2022 dalla Tratta 4 dei lavori relativi alla ciclabile di corso Sempione, che interessa il corso da via Melzi d’Eril a via Procaccini, partendo dal primo parterre lato civici pari (compreso tra le vie M.d’Eril – Moscati).

Purtroppo ci sono brutte notizie: un ritardo della consegna dei lavori di circa 3/4 mesi (anziché il 31 dicembre 2022) come ha riferito il presidente del Municipio 8, Giulia Pelucchi, che riporta la risposta ricevuta dall’assessorato centrale:

Il cantiere in oggetto (la sistemazione con ciclabile di Corso Sempione) ha fatto registrare effettivi ritardi dovuti alle attuali condizioni di mercato, principalmente in termini di disponibilità e tempistiche di approvvigionamento dei materiali.

Le principali difficoltà lamentate dall’Appaltatore ad oggi sono relative alle forniture di cordoli, elementi fondamentali per lo sviluppo degli interventi che attualmente nell’ambito nel tessuto urbano stanno interessando anche molte altre zone distribuite sull’intero territorio del Comune di Milano (Linea 4 e altri cantieri). Conseguentemente la richiesta risulta di molto superiore dell’offerta con incremento dei prezzi di acquisto già pesantemente condizionati dall’attuale momento di crisi del mercato in generale.

L’appaltatore si è adoperato per la ricerca di nuovi fornitori che potessero integrare gli ordini già formalizzati per i cordoli in “Granito Bianco Sardo” che dopo il trasporto dei blocchi via nave vengono lavorati nella nostra regione.

La scorsa settimana, giunte le prime forniture, è stato dato avvio alla posa dei cordoli in corrispondenza del primo parterre civici pari (Melzi d’Eril – Moscati) e delle zone adiacenti, ma precedentemente, al fine di mitigare gli effetti connessi alle citate difficoltà di approvvigionamento, sono state comunque avviate tutte le attività possibili per la realizzazione delle opere propedeutiche (sottoservizi e predisposizioni edili) alla formazione dei nuovi percorsi ciclabili e pedonali.

MM ha incontrato l’Appaltatore per discutere il nuovo cronoprogramma delle attività che tenga conto sia di quanto sopra, sia dei disagi degli interventi che su tutti gli interventi in corrispondenza degli incroci semaforici di Corso Sempione, in modo che vengano messe in atto tutte le azioni possibili per recuperare i rallentamenti subiti nelle prime attività, producendo un cronoprogramma aggiornato degli interventi che consideri anche le principali forniture ad oggi oggetto di consegne dilazionate. L’ultimazione dei lavori è contrattualmente prevista entro il 31.12.2022, ma riteniamo che possa subire uno slittamento di circa 3/4 mesi, prevedendo una restituzione progressiva alla cittadinanza delle aree completate, anticipatamente alla citata scadenza. Vi terremo ovviamente informati su ogni evoluzione del cronoprogramma.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Comune di Milano

Corso Sempione, Sempione, Arredo urbano, Verde Pubblico, Pista Ciclabile




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


19 thoughts on “Milano | Sempione – Riqualificazione di Corso Sempione con ciclabile: ottobre 2022

  1. Anonimo

    Un progettino proprio striminzito e al minimo sindacale. Coraggio zero.
    Non si ampliano minimamente i marciapiedi e i controviali restano larghe autostrade-parcheggi.

    Anche la pista ciclabile, che senso ha farla lontano dai palazzi e dalle attività commerciali? Se devo svoltare in una via che faccio, esco dalla ciclabile per buttarmi nel controviale? Molto meglio sarebbe stato fare direttamente la ciclabile nel controviale.

    Sempre più convinto che chi progetta le piste ciclabili in città non vada in bicicletta.

    1. GG

      Completamente d’accordo con l’anonimo delle
      17:11, non c’è da convincersi, ormai è una certezza che i progettisti non sanno cosa vuol dire muoversi in città in bici.
      Praticamente questo progetto prevede la riduzione del verde che c’era già e basta. Le auto sotto gli alberi non ci dovevano essere fin da principio, anzi ora aggiungono una fila legale di parcheggi in più lungo la carreggiata centrale.

    2. Anonimo

      Non va mai bene nulla…

      Con tutto lo spazio che c’è sotto agli alberi è stato ragionevole farla lì, dove tra l’altro c’era giá una simil ciclabile.

      E quando uno deve svoltare lo fa nelle intersezioni. Frena, magari addirittura mette giù i piedi e si ferma, aspetta il proprio turno, riparte e attraversa. Semplice no??

      Che poi, tanto i cari ciclisti continueranno lo stesso a passare sul marcipiede rasenti a portoni e negozi..

  2. Paolo

    …. E aumentiamo ancora una volta superfici pavimentate dove adesso di sicuro ci sono le radici superficiali dei Platani

    Certo progettare la ciclabile nel controviale in aderenza agli edifici sarebbe stata la soluzione ideale eliminando
    Solo un lato di auto parcheggiate, oltre al delirio ovviamente del Parterre centrale dove sarebbero comunque dovute sparire le auto

  3. K.

    Le ciclabili le useranno malcontati 50 ciclisti l’ora (meno di un solo autobus ATM), ma dichiareranno il successo galattico 🙁

    1. Anonimo

      Ah bhe se lo dici tu. Li hai contati?
      Perché è facile contare le auto che ormai sono piccoli camioncini da tanto che son diventate grosse, più difficile contare mezzi agili che si muovono e non stanno inchiodati nel traffico.
      E se anche fossero 50, non sarebbe meglio per tutti, anche per chi va in auto, farli diventare 500 e avere 450 passaggi auto in meno?

      1. Anonimo

        Non li ho contati perchè la ciclabile non è finita.

        Però se il punto sono i mezzi agili che non occupano molto spazio e si muovono veloci, credo che monopattini, scooter elettrici, scooter e microcar diano un contributo molto maggiore a liberarci dalle mastodontiche auto di oggi.

        1. Anonimo

          E quindi ben vengano le ciclabili.
          Se prima non si crea l’infrastruttura non ci si può nemmeno lamentare che i ciclisti siano pochi.

          1. Anonimo

            I ciclisti sono gli unici che senza “infrastruttura” non escono di casa?!
            Peggio dei panda 🙂

  4. Maurizio

    Direi una balla clamorosa quella dei cordoli mancanti. Se anche fosse, i lavori potrebbero proseguire e iniziare anche negli altri lotti. La verità è che sono al lavoro (passo spesso di lì, lavorando in zona) non più di tre persone con una piccola ruspa. Previsione (mia) aggiornata: finiranno i lavori a luglio 2023, accettasi scommesse

    1. Anonimo

      Pensa se pagasse i cittadini che segnalano le infrazioni dei ciclisti???
      In bancarotta in una mattina..
      In qualsiasi momento, in qualsiasi via, se osservi un ciclista per più di 20 secondi lo vedi farne, almeno, una!

      1. Anonimo

        Eh si i ciclisti!
        Quanti morti e feriti provocano i ciclisti sulle strade italiane ogni giorno! E poi l’inquinamento che creano i ciclisti, e il traffico che creano con le loro enormi biciclette che occupano tutta la carreggiata, e il rumore che fanno quando pedalano, ne vogliamo parlare?
        Bisognerebbe proprio multarli quei ciclisti che sgasano a 100 all’ora in città, bisognerebbe mettere degli autovelox apposta per loro, il pericolo che creano è preoccupante.

        1. Anonimo

          Eh le auto i sosta abusiva!
          Quanti morti creano ogni giorno le auto in doppia fila o in sosta vietata dieci minuti…

          (la matrice culturale è la medesima, vergognatevi sia automobilisti che ciclisti allergici alle regole)

  5. Alessio

    Sullo stato dei lavori e sul comportamento specialmente del Municipio 8 meglio soprassedere… ma sui commenti sui ciclisti: ma che vi abbiamo fatto? Vado tutti i giorni a lavoro in bici, percorrendo corso Sempione prima e il cannocchiale poi, e ne vedo di tutti i colori.

    Sempione era già difficilmente percorribile con quella specie di striscia d’asfalto in mezzo agli alberi, continuamente interrotta da macchine, ruderi di edicole, situazioni di degrado. Nella zona ad accesso limitato, si fa di tutto per scoraggiare l’uso della bici: rotaie per strade, marciapiede che non si è mai capito se è zona pedonale mista cicli o no, ingresso a parco Sempione reso impossibile da scalini e in questo periodo da ogni sorta di gazebo. I sensi unici obbligherebbero le bici a prendere solo il giro verso piazzale Cadorna, più lungo e complesso di quello lato Arena: chi vuole passare lato Arena, è costretto a fare almeno un paio di infrazioni, rischiando continuamente di fare un incidente.

    Una volta arrivati in centro, nelle zone miste si vede di tutto: pedoni, motorini e persino auto che invadono i pochi tratti di ciclabile e non lasciano alcuno spazio nelle zone miste, totale assenza di attraversamenti per le bici, stalli praticamente impossibili da trovare che ci costringono a deturpare l’estetica della città con le bici attaccate ai pali.

    Per andare in bicicletta a Milano ci vuole un gran coraggio, forza di volontà e capacità di mordersi la lingua di fronte a occhiatacce e urla del tutto ingiustificate, lo si fa per se stessi, per i propri figli e anche per una comunità spesso ingrata che non capisce o fa finta di non capire…

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