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Milano | Baggio – Il Quartiere degli Olmi

Il Quartiere degli Olmi, nell’estremo ovest del distretto di Baggio, potremmo definirlo un quartiere satellite, separato in qualche modo dal resto della città da grandi fattori come la tangenziale Ovest. Anzitutto per accedervi dal centro di Baggio, e quindi dalla città di Milano, bisogna percorrere il cavalcavia Giuseppe Luraghi che permette di scavalcare la via di grande scorrimento che è via Sandro Pertin, proseguimento di via Parri. Altri accessi da Milano sono proprio contati, come il ponte pedonale che prosegue da Via Antonio Mosca (che poi si collega a Muggiano) e poi l’altro accesso lo si ha dal confinante comune di Cesano Boscone (anticamente frazione di Baggio).

Il quartiere, che ospita circa 8000 abitanti, fu realizzato su progetto dell’Ingegnere Fortunato Brusa negli anni tra il 1965 e il 1970 per ospitare le trasferte lavorative di migliaia di italiani che all’epoca cercavano fortuna a Milano. Perciò si presenta con un’architettura abbastanza omogenea, anche se disposta in modo variegato per non suscitare alienanti sensazioni. I palazzi si presentano disposti in maniera diversa, come un lungo blocco a stecca a piccole torri isolate, e sono tutti edifici circondati da molto verde.

Il nome Olmi deriva dal fatto che, come racconta la “leggenda moderna”, sulla strada che univa Baggio al borgo, un tempo agricolo, di Muggiano, vi fossero due grandi piante d’olmo posizionate ai bordi della strada. Ciò probabilmente ispirò il nome “botanico” al luogo, e di conseguenza venne adottato questo metodo per nominare le nuove strade che avrebbero fatto da nervatura per la mobilità del nuovo quartiere, chiamandole appunto con nomi di alberi. Così abbiamo: via degli Ulivi, delle Betulle, degli Ippocastani, Salici, Larici, Ontani e Abeti.

Come dicevamo, il quartiere degli Olmi si trova al confine col Comune di Cesano Boscone e, non cosa strana, con un intero palazzo e ben 4 scale di Via degli Ulivi. Questi si trovano nel territorio del confinante comune (i civici 13, 15, 17, 19, 21, 23 e 25), cosa non singolare, in quanto a Milano ci sono circa una cinquantina di situazioni simili. Il Comune avrebbe dovuto risolvere la questione già da anni, ma pare ancora in alto mare.

Cuore del quartiere è Via delle Betulle dove si trovano i negozi di quartiere (purtroppo sempre meno), l’ufficio postale, la farmacia e il supermercato. Anche la chiesa è stata collocata a lato della via principale. Qui si trova anche l’Istituto Comprensivo Bruno Munari, realizzato nel 1967 su progetto dell’Architetto Arrigo Arrighetti.

Tra l’istituto scolastico e la chiesa si trova una grande piazza che è ancora senza nome. La piazza, o spiazzo, è stata sistemata nel 2002 con lastre di granito, sedute in granito e una fontana posta quasi al centro. Fontana di quelle realizzate semplicemente con getti d’acqua, spesso spenti.

La piazza non è molto amata dagli abitanti della zona, perché risulta, specie in estate, un forno a cielo aperto (possiamo immaginare). Impraticabili anche le sedute realizzate in granito, che sotto il sole diventano ottime per cuocere le uova al tegamino. Insomma, da tempo gli abitanti stanno cercando di convincere il Comune a trovare soluzioni per ridisegnare la piazza, magari piantandoci grandi alberi (Olmi?) che creino ombreggiatura e rendano questa piazza vivibile. Magari trovandogli anche un nome, no?

Qui di seguito gli spazi commerciali di Via delle Betulle e il pacchettino coi giochi dei bambini.

Sempre nei pressi della chiesa e lungo Via delle Betulle si trova l’altro spazio adibito a parcheggio e area di mercato, realizzato sopra il parcheggio interrato. Peccato che anche qui manchino gli alberi (ma che vizio!).

Ed ecco la chiesa della Madonna della Fede, in via delle Betulle 16. Fu realizzata tra il 1971 e il 1973 su progetto dell’Architetto Attilio Mariani. Onestamente abbiamo visto chiese moderne molto più belle, manca proprio di anima e particolarità.

Ed ecco l’altro grande pezzo architettonico presente nel quartiere degli Olmi, l’Auditorium CAM OLMI, costruito tra il 1980 e il 1986 su progetto dell’Architetto Gioacchino Luise. Si tratta di uno spazio per eventi e fa parte di una struttura comunale gestita in appalto. L’edificio realizzato in stile brutalista è costituito da un salone, un piccolo anfiteatro e un teatro, nel quale si svolgono le attività motorie per anziani e tutte le altre proposte del Centro.

Il verde, abbastanza ben curato, è abbondante e presente un po’ ovunque, tranne che nell’area della piazza senza nome e dove si tiene il mercato, come abbiamo già sottolineato. Il quartiere è cinto anche da due rogge, la Sant’Agnese a Ovest e il fontanile nuovo a Est.

Nel futuro c’è l’arrivo della M1 con tre nuove fermate nell’area del distretto di Baggio, con anche la stazione Olmi che dovrebbe collocarsi a lato di via degli Ulivi dove questa si incrocia con via degli Ontani.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi

Baggio, Muggiano, Cesano Boscone, Quartiere degli Olmi, via degli Ulivi, via delle Betulle, via Parri




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


3 thoughts on “Milano | Baggio – Il Quartiere degli Olmi

  1. Anonimo

    In futuro ma quando per la M1 i lavori non dovevano partire quest’anno?sono in ritardo di 40 anni o di più? per fare 3 fermate assurdo..solo in Italia

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