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Milano | Lorenteggio – Riqualificazione delle vie al Giambellino: novembre 2022

Avviato da più di un anno il grande progetto di riqualificazione del quadrilatero del quartiere della case popolari tra via Lorenteggio, largo Gelsomini, via Giambellino e piazza Tirana. Un progetto di rigenerazione urbana molto importante che coinvolge Comune, Regione Lombardia e Aler. 

Anzitutto qui sarà riqualificata l’area compresa del cantiere per la futura M4 Segneri, con la sistemazione superficiale della via in vista anche dell’apertura della stazione tra due anni. Nel frattempo Aler sta provvedendo alla ricostruzione di alcuni edifici ormai fatiscenti. 

Cominciamo il nostro giro partendo da via Lorenteggio, dove imboccando la via Recoaro ci imbattiamo in uno dei tre nuovi “alberi tecnologici“.

Si tratta di pali luce integrati, che non solo accoglieranno apparecchi per l’illuminazione ad alta efficienza e alta qualità, ma anche dispositivi tecnologici come hotspot per il wi-fi pubblico, telecamere e sensori ambientali, per il controllo e il monitoraggio del rumore. Saranno monitorati anche i livelli di traffico, dell’inquinamento ambientale e anche dell’abbandono di rifiuti ingombranti sui marciapiedi. I nuovi “alberi tecnologici” saranno tre: in via Segneri (angolo via Sanniti), in via Lorenteggio (angolo via Recoaro) e in via Giambellino (angolo via Sanniti).

Come avevamo già detto, operazione lodevole, ma noi, conoscendo bene la città e come si comporta, abbiamo seri dubbi sulla loro durata.

Così come la sistemazione con pietra e belle aiuole delle vie qui presenti.

Intanto ecco la situazione (molto ferma e già in degrado) dei nuovi allestimenti in corso di realizzazione.

Via Recoaro

Lo slargo formato da via Recoaro, via Sanniti e via Segneri… noi non commentiamo!

Stessa situazione di apparente abbandono del cantiere per Via dei Sanniti, dove saranno piantati alberi, cinti da cordoli in pietra circolari di notevole dimensione, ormai utilizzati come pattumiera.

Onestamente, secondo noi di Urbanfile, Comune e Regione si sarebbero dovuti accordare costruendo altrove diversi nuovi distretti popolari di piccole dimensioni, demolire l’intero quartiere popolare del Lorenteggio (conosciuto più col nome di Giambellino) e al suo posto edificare con nuovi criteri, edilizia pubblica e non, per non correre il rischio di ricreare nuovi ghetti. Abbellire queste vie è come dare due tartine agli affamati. Case fatiscenti affacciate su strade impreziosite da un arredo urbano prezioso che non troviamo neanche in Duomo.

Il comune, molti anni fa, le aveva date in gestione ad Aler. E le cose sono peggiorate. Successivamente durante la giunta di Pisapia, MM ha preso la gestione della case popolari nel settore comunale. Tuttavia la situazione nel quartiere Giambellino era ormai gravemente “compromessa” e abbisogna di interventi straordinari che tardano ad arrivare.

A dire il vero la vera opera di riqualificazione, di cui abbiamo parlato in parecchi articoli negli anni scorsi, con un investimento di centinaia di milioni di euro, sia da fondi UE, sia statali che regionali e comunali, non è ancora partita appieno, se non con qualche demolizione. Questa prevede la riqualificazione completa degli edifici, con abbattimenti e ricostruzioni in alcuni casi. Il programma è in ritardo di almeno cinque anni, pare per l’assenza del contributo da parte di uno degli enti che dovevano erogare i fondi.

Aggiungiamo anche che il ricco arredo urbano che è stato realizzato, comprese le pavimentazioni in pietra, sono conseguenza di fondi disponibili di provenienza UE e Statale che andavano spesi in quell’ambito e che sarebbero stati perduti se non realizzati in tempo. Però l’idea era che accanto alla riqualificazione degli spazi pubblici sarebbe partita in parallelo, o nel giro di poco, anche la riqualificazione degli edifici del quartiere, cosa che purtroppo non è successa per i motivi che sono stati enumerati prima.

Giusto per ribadire lo stato di apparente abbandono del quartiere e dei cantieri, ecco la situazione di via Segneri e la parte in “ricostruzione” di via Lorenteggio 181.

Qui dovrebbero sorgere i nuovi edifici di edilizia residenziale pubblica un po’ alla volta, con l’intento di rigenerare l’intero quartiere costruito 90 anni fa nei prossimi anni. Qui alcuni render di Poolmilano S.r.l.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Lorenteggio, Quartiere Giambellino, Riqualificazione, piazza Tirana, via Segneri, via Sanniti, via degli Apuli, via Odazio, largo Gelsomini, M4 Segneri, San Cristoforo




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


11 thoughts on “Milano | Lorenteggio – Riqualificazione delle vie al Giambellino: novembre 2022

  1. NF

    Abito inn via savona vicino a piazza berlinguer e purtroppo devo confermare che l’intera zona da dan Cristoforo fino alla fine di via lorenteggio è In uno stato di sciatteria senza precedenti. In parte colpa del comune in gran parte colpa dei cittadini che ha no raggiunto un livello di inciviltà mai visto prima. Una città che ha veramente troppi sporcaccioni e maleducati.

    1. Paolo

      Abito anch’io in Giambellino zona dopo deposito ATM.
      Gli abitanti del quartiere popolare Odazio Segneri ecc sono veramente INCIVILI

  2. lore66

    Concordo col fatto che l’intero quartiere si sarebbe dovuto demolire e ricostruire, anche le case che hanno lasciato sono marce. Abito nel quartiere dal 1975 e negli anni è totalmente peggiorato,, e va detto chiaramente, ma non si può dire, altrimenti si passa per razzista, col l’arrivo degli stranieri. Il problema però nasce dal fatto che si dovrebbe gestire l’assegnazione delle case in maniera totalmente diversa. Non abbiamo imparato nulla dalla lezione delle banleau francesi, abbiamo creato dei veri e propri ghetti ,in questo caso di gente di origine prevalentemente araba tanto che se si esce alla sera non trovi in giro un italiano. In Germania , per favorire l’integrazione in un palazzo abitano nove famiglie di tedeschi e una di stranieri, qui è il contrario. Come pensiamo così di non avere problemi ? Ma tanto ai radical scic di sinistra che abitano nei quartieri bene cosa interessa di questi quartieri? Loro pontificano solo sull’accoglienza indiscriminata, tanto poi sono le classi meno abbienti che ne pagano le conseguenze non loro.. Un ultimo appunto sui lavori di riqualificazione di Via Giambellino, peraltro non terminati. Hanno allargato la zona verde a fianco dei binari rispetto al primo tratto che va da Piazza Napoli al ponte di Don Milani; al di là del fatto che non si capisce perchè non hanno continuato con i meravigliosi platani utilizzando specie diverse, hanno ristretto la carreggiata per le auto, rendendo pericolosa la via per i ciclisti, inoltre in questo modo non c’è più lo spazio per una eventuale pista ciclabile.. davvero geniale, complimenti all’architetto che ha redatto il progetto..bravo davvero

  3. mm

    Vivo in zona San Cristoforo ed è brutto da dire ma la fonte principale di degrado al Lorenteggio/Giambellino è data dagli abitanti della zona, che sono in larga parte immigrati nord africani. Per questo non sono convinta che ristrutturando le strutture Aler cambierebbe molto, sarebbe un operazione di facciata, che non va ad intaccare i problemi di fondo… Penso che la soluzione migliore per il quartiere sia quella di abbattere le vecchie case popolari, e integrare meglio residenza pubblica e privata in giro per Milano, in modo tale da evitare il fenomeno ghetto.

    1. Anonimo

      Io lavoro per l AMSA di Milano e mi capita spesso di dover pulire via Segneri e via Orazio e dirvi che è dura è dire poco!
      Io personalmente ci metto il massimo impegno nel lavoro, onestamente senza un intervento drastico la vedo dura la situazione.

      1. Paolo

        Capisco. Hai perfettamente ragione
        io abito tra deposito ATM e Brunelleschi.
        Nella zona del quartiere Odazio, Segneri ecc vivono percone che definire INCIVILI è troppo elegante.

  4. Giovanna

    Buongiorno…e vero il degrado e dovuto agli abitanti ma le istituzioni non fanno nulla e tempo che si e denunciato un gruppo di persone che dormono nei giardini di largo gelsomini…i vigili che escono per il mercato li guardano…confermano di sapere ma non viene fatto nulla
    Forse invece di pensare alle piste ciclabili che sono oltretutto pericolose e portano via spazio oltre alle auto anche ai pedoni bisognerebbe pensare ad altro
    Penso che le priorità siano altre…

  5. Ivana

    Buongiorno
    abito in zona da 50 anni SONO STANCA di sentire sempre le stesse cose e non vedere cambiamenti — qui e’ la gente INCIVILE che abita la zona ormai diventata GHETTO —🤷🏽‍♀️
    Mi spiace ma non esiste “una seria” organizzazione – fanno tutti qualcosa poi abbandonano e si va avanti nell’abbandono più totale – istituzioni ???? Scusi ??!!😂😂
    GIORGIO GABER SI RIVOLTA NELLA TOMBA

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