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Milano | Sempione – Riqualificazione di Corso Sempione con ciclabile: novembre 2022

Aggiornamento di novembre 2022 dalla Tratta 4 dei lavori relativi alla ciclabile di corso Sempione, che interessa il corso da via Melzi d’Eril a via Procaccini, partendo dal primo parterre lato civici pari (compreso tra le vie M.d’Eril – Moscati).

Dopo uno stop di qualche mese, i lavori sono ripresi, e vedono la riqualificazione dell’area centrale con le aiuole di Corso Sempione per la realizzazione di una nuova passeggiata pedonale e di pista ciclabile bidirezionale.

Il progetto, presentato ai cittadini nel 2019, prevede lo sviluppo del verde e corsie dedicate alla ciclabilità e ai pedoni, più sicurezza agli incroci, l’eliminazione del degrado e della sosta selvaggia, ma anche più parcheggi regolari per i residenti. Qui più dettagli sul progetto.

Cominciamo il nostro aggiornamento con l’attacco dell’area pedonale del Corso e l’incrocio con via Canova e via Francesco Melzi d’Eril, dove la ciclabile si innesterà con l’area pedonale.

Mentre questa è la situazione area aiuole. I percorsi ciclabili saranno realizzati in cemento drenante che avrà le stesse funzioni del terreno, lasciando penetrare l’acqua piovana nella superficie sottostante. L’intervento è curato da Deltapav.

Sono in corso anche dei lavori ai sottoservizi nella parte alta del corso, prima dell’incrocio con via Emanuele Filiberto.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Comune di Milano

Corso Sempione, Sempione, Arredo urbano, Verde Pubblico, Pista Ciclabile




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


47 thoughts on “Milano | Sempione – Riqualificazione di Corso Sempione con ciclabile: novembre 2022

    1. Anonimo

      Anche gradirei protezione delle aiuole da cani, barboni e vandali, con cartelli di divieto di accesso/calpestio e piccole recinzioni.

      Altrimenti tra 6 mesi avremo spelacchiate e maleodoranti pisciauiole

        1. Enrico S.

          Finalmente I proprietari delle automobili, che per anni hanno fatto tutto il cazzo che volevano devastando il viale, saranno obbligati al parcheggio civile ed ordinato

        2. Anonimo

          Con “piccole recinzioni” intendevo recinzioni alte 40-50 cm giusto per impedire l’accesso ai cani e scoraggiare vandali e barboni.

          A volte basta anche un cordino e un cartello per scoraggiare almeno i maleducati a fare dell’aioula il gabinetto del proprio cane

  1. lore66

    Bello, ma non capisco perché nel controviale non scavare lungo tutto il corso dei parcheggi sotterranei come hanno fatto a Parigi negli Champs Elyisée eliminando totalmente la sosta delle auto in strada..sempre le cose a metà in Italia–

  2. Peppino

    A me sembra che il gioco sia togliere ai poveri per dare ai ricchi. Milano diventa sempre più cara la riqualificazione serve per aumentare il prezzo delle case e costringere le persone che sono in affitto andare ad abitare fuori Milano dove non puoi venire a lavorare in macchina e i mezzi sono quasi sempre in ritardo o soppressi. Le misure adottate per ridurre l’inquinamento non sono queste e neanche costruire i grattacieli sempre solo per i ricchi non tutti si possono permettere le auto elettriche. Si può abbellire Milano anche con i parcheggi fatti bene.

    1. Emanuele

      Giusto, invece di riqualificare le zone (che poi porta all’aumento di prezzo delle case) togliamo le aiuole per fare parcheggi e non facciamo manutenzione, anzi roviniamo l’ambiente circostante, così almeno le case si deprezzano!

      Dai su, scherzi a parte, rileggi quello che hai scritto… 😅

        1. Anonimo

          Gli unici parcheggi fatti bene sono quelli che non si fanno. Perché ogni euro speso per le auto contribuisce a portare più auto e a incentivare l’uso d’auto.

          Se il comune ha soldi da spendere è molto più utile che li spenda in verde, mezzi pubblici o piste ciclabili, solo così si avrà una città con meno auto. Guardatevi in giro, la città è gia tutta un parcheggio e parcheggi sotterranei ce ne sono, sempre vuoti perché parcheggiare gratis in superficie è molto meglio.

          1. Anonimo

            E’ più di 10 anni che a Milano si ripete la storiella del parcheggio che attira traffico e che si riducono posti auto e non si fanno più parcheggi per residenti.

            Visto che schifo, traffico, parcheggio selvaggio continuano ad aumentare anzichè diminuire, non si potrebbe essere meno dogmatici e più pragmatici? Basta avere il coraggio di guardare in faccia la realtà.

          2. Wf

            Ma aprote gli occhi!.

            Milano È un unico GRANDE PARCHEGGIO.

            E voi vi lamentate che non c’è piu posto per parcheggiare???

            Folli che non vedete 5cm oltre il vs naso

          3. Anonimo

            Il problema è che con le battutine di Wf oppure togliendo parcheggi per “disincentivare”, lo schifo aumenta anzichè diminuire.

            Quindi mi chiedo se non ci siano sistemi più efficaci, tipo agevolare le concessioni per parcheggi di residenti in cooperativa tra loro e tassare il parcheggio in strada.

            Lo so che far pagare per il parcheggio è classista e favorisce solo chi ha i soldi (per un nuovo garage o pagare in strada) ma di andare avanti con questo devasto secondo me è peggio.

    2. Andrea

      Io non ho capito: ce l’hai con le riqualificazioni che aumentano i prezzi delle case o con la rimozione dei parcheggi sulle aiuole?

    3. Dammatra

      Vedo che hai capito tutto. Qui si stanno creando anche parcheggi dove prima non c’erano.
      La gente parcheggiava sulle aiuole.
      Ma che gusto c’e a scrivere fesserie?

    4. Anonimo

      Ma scusate , prima dell’invenzione dell’auto come si spostavano i milanesi ? Rompevano già i cigluoni perché non avevano parcheggi in centro ? Oppure si spostavano ’in bici , a piedi o in tram? Non mi sembra fantascienza ! Quando è nata Milano non c’erano le auto , eppure la gente andava a lavorare o a scuola senza brontolare . L’automobile ha proprio alterato il cervello umano , oltre che i polmoni ! !

        1. Anonimo

          anche se nessuno lo vuole ammettere, l’auto (e tutto quello che ha generato), ha favorito il riscaldamento climatico. Salvare il pianeta per noi occidentali significa fare delle rinunce. E l’auto cosi’ come la consideriamo oggi è la rinuncia piu’ difficile e facile allo stesso tempo. L’auto elettrica è la risposta!!!??? No, la risposta nei centri urbani è la rinuncia all’auto in favore di spostamenti brevi e su pedali, o altrimenti con mezzi pubblici. Sopratutto in città favorite dalla pianura.

          1. Anonimo

            Invece tutti i beoni come te lo credono, informati invece su come inquina come un milione di auto una nave portacontainer che ti porta il telefonino la lavatrice e il televisore. Vuoi rinunciare a quelli? Dacci il buon esempio.
            E se non sei del tutto ignorante non rispondere che quelle inquinano solo gli oceani perche’ l’ho già’ sentita.

          2. Anonimo

            Nell’ampia rosa delle possibili cause di inquinamento, uno può indicare sempre parecchie di cui non ha o pensa di non avere responsabilità diretta e farci contro una crociata da social media moraleggiante

            Oppure iniziare l’analisi critica dalla propria vita individuale e provare a modificare comportamenti che impattano l’ambiente. Che i motori a scoppio contribuiscano alle macrodinamiche dell’inquinamento globale penso nessuno provi a negarlo, come è innegabile che peggiorino sensibilmente l’aria locale (avete mai provato ad attraversare la strada dove c’è una fila d’auto a motore acceso)?

            Ridurre l’uso dei mezzi di trasporto a motore e privilegiare le proprie gambe come propulsore, è possibile per quasi tutta la popolazione urbana, e gli ostacoli sono in larga parte culturali e legati ad abitudini incrostate. Cambi di mentalità collettiva richiedono generazioni, ma possono essere accelerati con misure introdotte dal legislatore europeo, nazionale, regionale o municipale.

            -Eliminazione di spazi di parcheggio gratuito,
            -Riduzione drastica delle strisce blu (a pagamento per tutti). Una persona che si mette in auto in città deve sapere che ci sono pochissimi posti dove piazzare il veicolo, a destinazione, e che questi costano
            -Posti liberati per residenti, ma anche questi a pagamento (1EUR al giorno, abbonamento annuale obbligatorio). Una persona deve fare una seria disanima costi/benefici sul tenere un’auto (specie famiglie con più veicoli)
            – Rafforzamento servizio pubblico (che già andrebbe più veloce se il traffico fosse ridotto) con più corse

    5. Alex

      Se ti preoccupa il caro affitti dopo che hanno reso una zona più bella, verde e vivibile, prenditi un mutuo a rata fisso e ti compri un appartamento invece che buttarli in un affitto… inoltre senza andare fuori Milano, visto che in città per fortuna i mezzi non mancano, ti vendi la tua bella auto o le tue belle auto, risparmi qualche migliaio di euro l’anno tra rata acquisto auto, assicurazione, tagliandi, manutenzione, bollo e benzina e con quelli ti ci paghi le rate del mutuo o l’affitto… Altrimenti se preferisci parcheggi e casermoni ed essere circondato solo da cemento, esci da Milano o vai in qualche periferia malconcia e risolvi il problema 😉

      1. Anonimo

        All’anonimo delle 13:11 che mi dal beone . Gli dico solo una cosa . Si guardi le immagini satellitari dell’Europa : qualifiais app meteo fornisce l’info dei vari inquinanti tipo CO2 etc . Vedrà che è sempre Milano la zona più inquinata d’Europa . Milano più hinterland e la pianura lombarda. Non dico altro . Perché diventerebbe un post troppo lungo .

  3. Fausto

    Cemento drenante? Ma che roba è? Ma non si poteva fare come per i viali interni del parco Sempione su cui si pedala lo stesso bene? Ah scusate, non avevo pensato alla manutenzione che poi non farebbe mai nessuno!

    1. Anonimo

      Non sai neanche cosa sia e spari sentenze anzi scrivi cazzate.
      Il cemento drenante lo vedi ormai spesso anche nelle ciclabili ed è quello rosso.

      1. Fausto

        E poi prima di insultare leggi tutto il messaggio. Ho chiesto se non si poteva pensare ad un’altra soluzione. Sempre se possibile.

    2. Anonimo

      Già, la manutenzione… Con tutte quelle belle foglie che non raccoglie nessuno, del cemento o asfalto drenante ce ne si fa meno di zero…scivoloni assicurati!

  4. Anonimo

    Bello che si facciano ciclabili e si sistemi il verde togliendo quelle stramaledette auto dalle aiuole. Ma io avrei preferito di gran lunga la pista ciclabile a lato dei palazzi e dei negozi.

    Se pedalo in mezzo alle aree verdi per raggiungere i vari civici, svoltare a destra o raggiungere un negozio dovrò sempre attraversare un controviale trafficatissimo. Mi sembra veramente un grande errore progettuale.

  5. Anonimo

    Qualche mese fa hanno pubblicato un ricerca dell’ università del Massachusetts, dove uno studio e una raccolta dati ha preso in esame proprio il corso Sempione.
    La ricerca ha analizzato diversi fattori e il risultato a finalmente portato una soluzione definitiva al parcheggio selvaggio delle auto e al costante traffico urbano in zona…la conclusione della ricerca è “ANDARE A PIEDI, CRIBBIO !! “

  6. Maurizio

    I lavori “procedono” con una lentezza vergognosa, il cronoprogramma iniziale ne prevedeva il termine entro fine dicembre, siamo più o meno al 20% ed hanno iniziato ad aprile! Hanno accampato scuse di tutti i tipi per i ritardi, non è accettabile che il Comune tolleri tale situazione.

  7. Anonimo

    per me tre punti per una una milano più vivibile. a) piste ciclabili con percorsi veri b) lotta alla sosta selvaggia c) aumento del verde per ridurre afa e inquinamento. si può fare e milano deve dare l’esempio.

  8. Anonimo

    Per me questo progetto è al ribasso. Si sistema l’area verde ma non si tocca minimamente la sede stradale che rimane enorme. Non si amplia il verde e non si allargano i marciapiedi che sono ridicolmente stretti per un corso così ampio e pieno di attività.

    Si poteva avere più coraggio e allargare le aree pedonali. Non mi si dica che eliminare le auto dalle aiuole sia una riqualificazione perché dovrebbe essere inconcepibile da decenni anche solo pensare di parcheggiare su un’aiuola.

  9. Anonimo

    Per carità, bene che si faccia questa ciclabile, neh….
    Ma sono tutti pezzettini non connessi tra loro.

    Se vuoi davvero dare una svolta, devi creare una sede ciclabile protetta in corrispondenza delle due circonvallazioni, e poi in corrispondenza delle direttrici nord-sud ed est-ovest.

    A quel punto sì che la bicicletta diventa alternativa all’auto.

    1. Anonimo

      Se aspettiamo che si facciano ciclabili in tutta la città arriva il 2040 e siamo ancora qua a chiedere ciclabili.

      Sarebbe più utile una città a 30 o meglio ancora a 20 km/h con più autovelox e sosta irregolare pesantemente sanzionata. Questi sono interventi che non hanno bisogno di infrastrutture ma si potrebbero fare anche domani mattina se ci fosse la volontà politica.

      Sono ormai convinto che il vero problema della mancata crescita dell’uso della bici siano la pericolosità e la velocità incontrollata delle automobili. Io stesso che mi definisco ciclista esperto ho spesso paura di fronte ai comportamenti pericolosissimi di chi guida e sa che può fare tutto quello che gli salta in testa, dal parcheggiare su un marciapiede o sulle strisce pedonali, sforare i limiti, guidare in modo aggressivo (le pubblicità delle auto in questa esaltazione dell’aggressività sarebbero da limitare!)

      1. Andrea

        Per dare una grossa mano alla diffusione della bicicletta senza dover necessariamente realizzare costose e lunghe grandi opere come una ciclabile sulla circonvallazione, sarebbe ottimo riuscire a mettere in collegamento tutte quelle zone della città che sono ora divise da: un senso unico, un’aiuola, un divieto di svolta, un marciapiede, un muro, dei binari, un fiume.

        Guardate la cartina della città, è piena di strade e percorsi che sono stati interrotti in passato per rendere il traffico automobilistico meno caotico.

        In molti casi sarebbe sufficiente un piccolo passaggio ciclabile oppure un controsenso ciclabile per accorciare di molto la strada delle biciclette.

        Qualche giorno fa avevo portato l’esempio: Sassi – Ongaro – Susa – Sidoli ma a Milano ce ne sono altri 1000 di casi simili.

  10. Anonimo

    I lavori procedono lentissimi e nel frattempo il Corso sta diventando una discarica, nessuno pulisce più ormai da qualche anno,per non parlare delle foglie che ormai è diventata prassi non raccogliere più.
    Più di una mattina ho visto anche topi scorrazzare tra le panchine immerse nei rifiuti

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