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Milano | Acquabella – Cantiere M4 Dateo e Susa: novembre 2022, ultimi ritocchi in superficie

Ormai ci siamo: ltra pochi giorni, il 26 novembre 2022 per la precisione, sarà aperta al trasporto pubblico la nuova M4 nella tratta che va da piazzale Dateo all’aeroporto di Linate. In tutto saranno sei fermate (Dateo, Susa, Argonne, Forlanini FS, Repetti e Linate) percorribili in circa 9/10 minuti .

Come abbiamo visto, la situazione in superficie delle fermate di Linate, Repetti e Forlanini FS sono state già sistemate lo scorso anno (e alcune erano già state imbrattate, sperando siano state ripulite ora). Invece, la sistemazione degli ex cantieri di viale Argonne, piazzale Susa e Corso Plebisciti sono stati approntati solo dal mese scorso. Mancavano alcuni tratti di Corso Plebisciti e di piazzale Susa verso il corso.

Cominciamo a mostrarvi l’area occidentale di piazzale Susa, dove la sistemazione è in fase di esecuzione. Qui l’intervento è mera sistemazione, senza un intervento “strutturale” come è avvenuto nell’area rimasta cantiere per la durata della costruzione della M4.

Quindi semplice intervento di riasfaltatura dei percorsi ciclabili e sistema alle aiuole. La differenza naturalmente si vede perfettamente.

Piazzale Susa è una grande piazza nel distretto dell’Acquabella (qui vi era il famoso complesso di cascine del 1400 purtroppo distrutto completamente negli anni Cinquanta del Novecento), dalla forma pentagonale. Al centro presenta due porzioni di giardino separate da Viale Romagna e Campagna.

Gli spazi saranno FINALMENTE interdetti al parcheggio selvaggio: dove un tempo correvano i tram gli spazi diventeranno delle ciclabili che si connetteranno lungo tutto il percorso da piazza Risorgimento all’Ortica.

Come si vede, i vecchi binari sono ancora presenti sotto il manto d’asfalto (e lo saranno nuovamente).

Abbiamo un po’ di dubbi sugli interventi in corso in piazzale Susa, realizzati più come semplici interventi di manutenzione che di interventi per la riqualificazione dell’arredo urbano. Secondo noi, come al solito, forse, anziché l’aver speso tutti quei soldi per realizzare le pavimentazioni in pietra nelle aree delle stazioni, sarebbe stato meglio li avessero realizzati in asfalto (certo, più brutto) e, con i soldi risparmiati, avrebbero potuto ampliare l’intervento anche nelle aree limitrofe, come appunto il resto della piazza.

Magari anche risolvendo il problema delle ciclabili già realizzate nel 2014, che, come avevamo fatto notare già all’epoca, furono realizzate senza spostare i pali e i cartelloni che ancora oggi si trovano nello spazio della ciclabile, rendendola non molto sicura.

I lavori sono ancora in fase di ultimazione anche nell’ultimo tratto di corso Plebisciti, compreso tra l’incrocio con le vie Giuseppe Piolti de’ Bianchi e Giulio Ceradini e le vie Leopoldo Cicognara e Giuseppe Compagnoni.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


12 thoughts on “Milano | Acquabella – Cantiere M4 Dateo e Susa: novembre 2022, ultimi ritocchi in superficie

  1. Anonimo

    Speriamo mettano adeguati dissuasori in piazza susa, altrimenti le auto riprenderanno subito possesso delle aiuole e degli spazi pedonalizzazione ciclabili.

    Bisogna proteggere il più possibile i risicati spazi di verde e pedonali che abbiamo in sta città.

  2. Anonimo

    Per carità, quando c’è da lamentarsi sull’arredo urbano sono il primo ed è anche vero che la sistemazione di Piazzale Susa non ha nulla a che vedere con le altre aree riqualificate dalla M4, ma lamentarsi ogni volta vi rende ripetitivi e noiosi. Stanno rifacendo le ciclabili, hanno liberato le aiuole dalle auto e messo i paletti per evitare che ci parcheggino ancora sopra e per proteggere gli alberi. Piuttosto lamentatevi del fatto che in Dateo non c’è un collegamento tra la ciclabile di corso plebisciti e quella di corso indipendenza.

  3. Sebastiano

    La pavimentazione in asfalto sui marciapiedi è il grande cruccio della città (oltre a pali seminati a caso ovunque). Mi sorprende vedere che venga messa in discussione per andare migliorare aree dove non basterebbe del mero riallocamento di budget.

    Gli interventi predisposti andranno invece sicuramente a migliorare la vivibilità dell’area inevitabilmente compromessa dall’essere una grande piazza di passaggio tra due arterie molto trafficate.

    Concordo sul fatto che il collegamento ciclabile Dateo-Indipendenza debba essere rivisto… al momento non esiste.

    1. Peppino

      La smettiamola con le prese in giro tutto bello, ma è anche utile, non basta fare solo, ma quello che si fa deve servire a tutti, anche i parcheggi potevano essere riqualificati senza stravolgere le piste si sono dimenticati che ad alcuni la macchina serve per lavorare o per portare le persone anziane. L’egoismo non ha confini come la speculazione non ha limiti.

      1. Anonimo

        ciao peppino, non è questione di egoismo, è che in quel punto proprio non ha senso mettere dei parcheggi.

        non te la prendere: sei vittima anche tu della filosofia macchina-centrica. le città però le hanno fatte prima dell’avvento delle auto e non è giusto ne sostenibile continuare a lasciarle in preda al parcheggio selvaggio perchè “serve”.

        poco alla volta occorre sottrarre spazi alle auto per restituire spazi vitali alla città, non c’è alternativa.

        1. Anonimo

          Gentile anonimo delle 09.50, però Parigi ha 250 km di metro e Madrid 300. Milano, sabato prossimo, arriverà a 100 km, non si può pretendere di arrivare allo stesso rapporto auto/abitanti di quelle due realtà “monstre”. Detto questo, io sono milanese da sempre, odio prendere l’automobile e anzi la uso quasi solo per spostamenti extraurbani; tuttavia non mi pare che a Milano ci sia chi si sposta in auto “per piacere”, ma tanti lo fanno per esigenze imprescindibili (la spesa, un anziano da trasportare ecc). Non capisco perché da noi dobbiamo sempre trattare le problematiche dividendo sempre la società in fazioni rivali
          Fabrizio

          1. Anonimo

            caro fabrizio, sostenere però che chiunque abbia un auto lo faccia per necessità è tautologico. un conto è necessità (tutti dobbiamo spostarci), un altro mancanza di alternative.

            e la maggioranza dei milanesi, come qualcuno ha scritto, non valutano minimamente le alternative. hanno il culo pesante o comunque prediligono la comodità dell’auto di proprietà.

            per spesa e anziano basterebbe il car-sharing, quando non i mezzi pubblici.
            ma come detto, la maggioranza è vittima della filosofia macchina-centrica: è cresciuta così e non ha voglia di rivoluzionare il suo modo di muoversi.

            io peraltro non ho citato parigi e madrid, ma anche qui si mostra il tuo modo di ragionare: o metropolitana o niente. non è molto serio.

            poi c’è chi della macchina ha bisogno davvero davvero, ma a ben vedere quanti?..

      2. Anonimo

        Esatto, “alcuni”. Penso che tutti noi conosciamo un sacco di gente che usa la macchina per semplice abitudine anche per andare dal tabaccaio all’angolo a prendere le sigarette, per dire.

        Sono stato per anni pendolare e per necessità conoscevo a menadito i mezzi pubblici. Spesso parlando con i “milanesi da sempre” mi rendevo conto che conoscevano i mezzi molto meno di me e che per andare dal punto A al punto B all’interno della città prendevano la macchina di default senza neanche guardare se c’era un’alternativa. Ad esempio, molti milanesi TUTTORA pensano che il Passante sia solo per i pendolari e non sanno che si può usare in città come una linea di metro.

        A Milano ci sono 57 auto per 100 abitanti, a Parigi 45, a Madrid 32. Se disincentiviamo l’uso dell’auto riducendo le seconde e terze macchine inutili, vedrai che quegli “alcuni” che devono usare la macchina davvero per necessità troveranno molto meno traffico sulle strade e molto più spazio per parcheggiare.

  4. ALBERTO BAGNOLI

    Buon giorno a tutti. Volevo segnalare che è stata trascurata l’area pedonale antistante alla chiesa di S.Nereo. Da tempo immemore è in stato di degrado.
    Grazie per l’attenzione.
    Alberto

  5. Anonimo

    Ma che senso ha lasciare quei binari?
    Mediamente passano 37,4 anni tra una nuova linea metrò e l’eliminazione dei vecchi binari del tram. Nelle vie adiacenti anche di più: limite che tende a infinito.
    Vedi via Ponzio tra Pacini e Bonardi, a est del Poli oppure il tratto iniziale di via Ampëre davanti alla piscina Romano
    E stiamo parliamo della linea 2 verde tra Piola e Lambrate, inaugurazione fine anni 60…

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