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Milano | Centro Storico – Restauro Torre Velasca: novembre 2022

La grande signora di Milano sta progressivamente tornando al suo originario splendore. Ecco un aggiornamento di fine novembre 2022 dal cantiere per il restauro e l’ammodernamento della Torre Velasca. Il palazzo di 27 piani ha, dal 2011, un vincolo della sovrintendenza ai beni architettonici.

A luglio avevamo visto i primi “spacchettamenti” della torre, dopo un anno di lavori. Spacchettamento che ci ha mostrato le facciate ripulite e tornate all’originario color rosa del cemento armato e ai mosaici dei pannelli realizzati con pietre sempre con sfumature del rosa e del mattone.

Ora, dopo altri mesi, le impalcature sono state rimosse completamente o quasi (solo una porzione sul retro), e si è cominciato anche a eliminare la grade struttura a travi in acciaio montata nel 2013 e rimasta presente sino ad oggi.

Il restauro della Torre Velasca è a cura dello studio capitanato dal milanesissimo Paolo Asti. L’investimento complessivo di Hines, tra acquisto e interventi di restauro, è di 230 milioni di euro.

Il via al restauro della monumentale torre era cominciato nel novembre del 2020 con il montaggio dei ponteggi che hanno richiesto un lavoro particolare da parte della ditta Gruppo Di Falco a causa della forma del grattacielo di 26 piani e alto 106 metri, dove gli ultimi piani sono fortemente aggettanti e sostenuti da possenti mensole e nervature in cemento armato che caratterizzano la struttura e la fanno somigliare ad una torre medievale.

Ed ecco la meraviglia splendente più che mai, in una splendida giornata di novembre.

Eliminate le impalcature e le grandi travi in acciaio (ne manca ancora una piccola porzione), ecco la parte inferiore della torre libera e pronta al restauro.

Sul retro, la torre presenta ancora una porzione di impalcatura utilizzata per i lavori interni.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi

Centro Storico, Piazza Missori, Via Santa Sofia, Corso Italia, Corso di Porta Romana, Restauro, riqualificazione, Torre Velasca




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


17 thoughts on “Milano | Centro Storico – Restauro Torre Velasca: novembre 2022

  1. MM81

    Ottimo!! La torre velasca resta un edificio unico, brutto o brutalista non lo so, ma sicuramente espressione della Milano del boom economico e dell’ottimismo anni 50-60. Non essendo milanese la prima volta che l’ho vista, l’ho trovata veramente orrenda e poi con il tempo ho iniziato a farmene una ragione e ad apprezzarla.

  2. Anonimo

    Di sicuro edifici così a Milano non se ne fanno più…non avrebbero il visto del Ragioniere Amministrativo dell’Immobiliare di turno.

  3. Anonimo

    La piazzetta, si spera, sarà tutta pedonalizzazione e riqualificata vero?
    Non resterà a squallido parcheggio com’è sempre stato prima dei lavori, mi auguro.

  4. Wf

    Non resterà la piazza dei merdamobilisti li sotto vero?

    Sarà fatta come un vero paese civilizzato vero?

    Non come un paese sottosviluppato del terzo e quarto mondo immagino?

    Toglieranno lo schifo di automobili li sotto come fossimo in uno spot degli anni 80?

    1. Ale

      Wf, perché lanciare assist ai troll o agli estremisti dell’auto. Basta alimentare guerre di posizione. Io, a seconda delle esigenze, uso mezzi, bici o auto… spero in una pedonalizzazione. Ma quando serve, uso l’auto e parcheggio civilmente. La città civile è di tutti.

      1. Wf

        Io in realtà non faccio la guerra sugli automobilisti. Non ha senso.

        Faccio la guerra sullo spazio pubblico dedicato quasi totalmente agli automobilisti.
        La guerra per sottrarlo alle auto e restituirlo al cittadino e alla VITA.

        una volta riequilibrato lo spazio le auto possono benissimo scorrere fuori dai coglioni nei loro spazi.

        Si tratta di regolamentare in base a una nuova idea di città.

        1. Anonimo

          Beh, definire merdamobilisti la categoria dei possessori dì autoveicoli è la cosa più prossima al conflitto che tu possa trovare su internet…

          Sono molto vicino al tuo modo di vedere la città e molto lontano dal modo di esprimere la tua posizione.

          Però il provocatore più sotto propone qualche punto corretto, supponendo che volesse impressionare i lettori con paradossi. Linee blu a prezzi altissimi e controlli quotidiani, regolamentazione di motocicli, e aumento dei controlli per evitare furti bici non sono spunti peregrini… i

          1. Wf

            Parli del razzista qui sotto che preferisce le supercar al bikesharing?

            Ottima scelta.
            Hai ragione Ha un linguaggio meno divisivo del mio

          2. Anonimo

            No, con te discuto di merito e di stile.
            Con quello che delira, immagino si tratti di uno poveretto o di un provocatore, e lo tratto da tale, ignorandone le rozzezze protoleghiste
            Il che non vuol dire che nel delirio non ci possano essere temi che cervelli un filo più sofisticati possano sviluppare

            Se vuoi ti declasso a poveretto, nel mio arbitrario , personale e immodesto bestiario

  5. Anonimo

    Mille volte meglio le auto, possibilmente supercars su strisce blu da 15 euro all’ora, delle mobike e degli scooter a mandrie sparse ovunque. Le bici non fanno testo perchè spariscono in tempo reale: se le fottono gli zingari appena le leghi

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