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Milano | Porta Romana – Scalo Romana Villaggio Olimpico: nuovi render e acquisto dell’area

Il Fondo di investimento immobiliare “Porta Romana” – promosso e gestito da COIMA SGR e sottoscritto da Covivio, Prada Holding e dal fondo COIMA ESG City Impact –, a seguito della procedura competitiva pubblica indetta da Gruppo FS Italiane a novembre 2020, annuncia di aver perfezionato l’acquisto dell’area dell’ex Scalo di Porta Romana per 180 milioni di euro.

Un progetto di rigenerazione urbana a impatto zero e di restituzione alla città di Milano

Lo Scalo ospiterà il Villaggio delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, i cui lavori sono stati prudenzialmente anticipati dal Fondo Porta Romana rispetto al cronoprogramma, avviando le operazioni di bonifica e scavo fin dal mese di agosto 2022, con previsione di completamento di scavi e paratie entro l’inizio del 2023.

Il Villaggio Olimpico, la cui progettazione è stata affidata a Skidmore, Owings & Merrill – SOM, rappresenta il primo tassello del grande progetto di rigenerazione urbana dello Scalo di Porta Romana e riflette lo “spirito olimpico” di Milano: funzionale a offrire uno spazio primario per le Olimpiadi Invernali 2026, sarà restituito alla comunità cittadina attraverso la trasformazione in student housing con circa 1.700 posti letto. Come previsto dal Masterplan “Parco Romana”, il Villaggio sarà posizionato nell’area a sud ovest dello Scalo e garantirà continuità con le funzioni esistenti e l’equilibrio generale del quartiere.

Grazie alla collaborazione pubblico-privato fra gli acquirenti e Fondazione Milano-Cortina, con Comune di Milano e Regione Lombardia, il Villaggio Olimpico sarà sviluppato coniugando le esigenze di utilizzo pre e post competizione, per realizzare un progetto a impatto ambientale zero secondo i requisiti NZEB (Nearly Zero Energy Building) e consentire l’integrazione, nel futuro quartiere, degli spazi fisici e dei servizi progettati per gli atleti, minimizzando i lavori di riconversione e gli impatti ambientali. I materiali usati saranno selezionati per le loro caratteristiche di sostenibilità (riciclabilità, riuso, ecocompatibilità ambientale), tutti gli edifici saranno certificati LEED®, le strutture edilizie saranno permanenti e quelle temporanee saranno riutilizzabili. Più del 30% dell’energia sarà prodotta grazie all’istallazione di impianti che sfruttano le fonti rinnovabili, tra cui impianti solari, termici e fotovoltaici; le acque meteoriche saranno raccolte e riutilizzate, con una riduzione di CO2 del 40% per riscaldamento/raffrescamento.

Gli spazi a verde, che rappresenteranno circa il 50% dello Scalo, sono stati progettati con riferimento all’area del Villaggio Olimpico dall’architetto Michel Desvigne, in coordinamento con il masterplan generale di Outcomist, la cui parte paesaggistica è curata dall’architetto Elizabeth Diller, già progettista dell’Highline di New York, con l’obiettivo di creare un luogo fruibile dagli studenti e dalla cittadinanza, in armonia con le altre strutture dello Scalo e con la città.

Dopo la manifestazione, il Villaggio Olimpico sarà trasformato in un laboratorio di sperimentazione urbana sostenibile focalizzata sulle persone, sulla comunità, l’integrazione e la resilienza; sarà un vivace ecosistema di abitazioni studentesche, residenze, co-working, servizi privati di interesse pubblico e spazi pubblici. L’area sarà gestita attraverso una piattaforma digitale funzionale al monitoraggio delle performance degli edifici e al coinvolgimento della comunità, evoluzione del progetto pilota di digitalizzazione sviluppato attraverso un’infrastruttura IOT e un’app di quartiere in Porta Nuova, dove oggi ha sede anche il programma di accelerazione HabiSmart della Rete Nazionale Acceleratori CDP rivolto alle startup più innovative nel settore del proptech e smart buildings, le cui migliori esperienze potranno essere successivamente scalate in Porta Romana.

Investimenti previsti nell’area

Nel complesso l’operazione di riqualificazione dell’ex Scalo ferroviario consentirà il recupero di un’ampia area dismessa e la sua rigenerazione ispirata a principi di sostenibilità, con un progetto comparabile ai migliori interventi urbanistici a livello europeo per qualità, dimensioni e finalità. Lo sviluppo prevede un grande parco centrale come elemento in grado di garantire la continuità urbana e le connessioni pedonali e ciclabili con la città esistente, caratterizzato da eco-zone, corridoi verdi che potranno ospitare attrezzature anche di interesse pubblico (sportive, aree bambini, orti urbani) e da piazze pubbliche.

Gli acquirenti hanno inoltre definito il conferimento di un incarico a Italferr, la società di ingegneria delle Ferrovie dello Stato Italiane, per la progettazione della Foresta Sospesa, con l’obiettivo di candidare l’opera ai fondi europei dedicati alla rigenerazione urbana tramite il PNRR.

Attorno al parco centrale sorgeranno residenze, uffici, social housing, student housing e servizi interconnessi a tutta l’area metropolitana tramite le stazioni della ferrovia e della metropolitana. In particolare, all’interno dello Scalo, COIMA SGR si occuperà, oltre che dello sviluppo del Villaggio Olimpico, della componente residenziale libera e agevolata con destinazione di edilizia residenziale sociale (ERS) e la previsione ex ante di trasformazione del Villaggio Olimpico in studentato con stanze a prezzi calmierati, investendo nel progetto tramite COIMA ESG City Impact Fund, il maggior fondo di investimento in rigenerazione urbana discrezionale mai raccolto in Italia, partecipato da Fondazione ENPAM, Cassa Forense, Cassa Dottori Commercialisti, Inarcassa, BCC Credito Cooperativo, Fondazione CARIPARO, Compagnia di San Paolo e COIMA SGR.

Covivio curerà lo sviluppo di uffici di nuova generazione nel quadrante orientale (East Gate) dell’area dello Scalo, secondo i più elevati standard internazionali del Gruppo attingendo anche al know how maturato in ambito hotellerie e residenziale nella direzione di una progressiva ibridazione delle destinazioni d’uso degli spazi.
Come già sperimentato in Symbiosis, sviluppo a scala di quartiere già scelto da primari brand italiani e internazionali, Covivio svilupperà nell’area dello Scalo uffici flessibili, sostenibili, che stimolino l’incremento della produttività e massimizzino collaborazione e inclusione.

Spazi attenti al benessere degli occupanti e capaci di rispondere alle esigenze attuali delle grandi corporate che interpretano sempre più l’ufficio come espressione della propria cultura aziendale e mezzo per comunicarla agli stakeholder interni ed esterni.

Prada Holding S.p.A., interessata soprattutto alla qualità del parco, realizzerà un edificio a uso laboratorio e uffici per estendere le sue attività già presenti nell’area.

Lo sviluppo dello Scalo di Porta Romana sarà finanziato da Intesa Sanpaolo, che supporterà COIMA SGR, Covivio e Prada Holding S.p.A. nell’operazione attraverso un “Sustainability-linked Loan” volto a sostenere un progetto di rigenerazione urbana che punta ai più alti standard ESG.

Il progetto è regolato dall’Accordo di Programma sottoscritto nel 2017 di cui sono parte Comune di Milano, Regione Lombardia, Ferrovie dello Stato Italiane (con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani) per la riqualificazione dei sette scali ferroviari dismessi (Farini, Porta Romana, Porta Genova, Greco-Breda, Lambrate, Rogoredo, San Cristoforo), che insieme coprono una superficie di 1 milione e 250 mila mq, di cui circa 200 mila rimarranno a funzione ferroviaria. Si tratta del più grande piano di rigenerazione urbana che interesserà Milano nei prossimi 20 anni, uno dei più grandi progetti di ricucitura e valorizzazione del territorio in Italia e in Europa.

Per Scalo Romana sono definite in 164.000 mq di SL le aree edificabili, mentre il 50% dello Scalo sarà dedicato ad aree a verde e spazi pubblici.

Un quartiere in costante trasformazione

Nell’area dello Scalo la consolidata vocazione residenziale si coniuga con sistemi industriali e artigianali, situati più a sud, ma anche con una intensa programmazione urbanistica che ha visto negli ultimi anni l’insediamento di importanti realtà del terziario e culturali, come Fondazione Prada, Symbiosis, Smemoranda e STEP FuturAbility District, situato all’interno dell’headquarter di Fastweb.

Referenze immagini: Coima;

Villaggio Olimpico, Milano 2026, Olimpiadi Invernali 2026, Scalo Romana, Porta Romana, Coima, Covivio, Prada Holding




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


55 thoughts on “Milano | Porta Romana – Scalo Romana Villaggio Olimpico: nuovi render e acquisto dell’area

  1. Anonimo

    Capisco la fretta delle olimpiadi, ma queste strutture fanno veramente pena sembrano quelle di corvetto, poi da i rendering sembra siano ricoperte di piastrelline marroncine. (Spero di veder male)

  2. Anonimo

    Abbiamo già capito quale sarà il lato “zoppo”!
    Sicuramente il budget non era altissimo visto la destinazione d’uso a studentato, ma credo si potesse far decisamente meglio di così!

    #milano città del design

  3. Anonimo

    È decisamente peggiorato rispetto ai rendering iniziali (immagine 10 e 12).
    Non capisco quale risparmio economico ne derivi…

    1. Anonimo

      Lo scalo di porta romana inizia male !
      Quei edifici sono già brutti da rendering, comunque anche a me sembra siano rivestite da qualcosa.
      Mai sia piastrelle 🙁

      Per l’ennesima volta un occasione persa!

  4. Anonimo

    un po più di serietà sull’architettura per favore. qua siamo a milano e dopo le olimpiadi abbiamo bisogno di residenze economiche ma di qualità architettonica e urbanistica. siamo la capitale del design e dobbiamo rappresentare il migliore che abbiamo in questo paese.

  5. B76

    Sono più alte e meno belle rispetto alla versione precedente.

    Hanno perso l’elemento caratterizzante del raccordo a shed sopra le terrazze

    Il trattamento delle facciate è piatto invece che scandito come in precedenza.

    Come mai?

  6. Anonimo

    SOM: bel biglietto da visita di mer*a
    MC2026: bel primo passo di mer*a

    I primi rendering ancora ancora, ora sembrano delle stecche qualsiasi, modello Viale Palmanova, Lorenteggio e dintorni: modalità costruttive che sembravano finite nel dopoguerra, quando c’era fretta e si speculava con progetti di questo (infimo) livello.

    Ma cosa li paghiamo a fare i nostri amministratori se questo è il livello del loro controllo e intervento?
    E lo dico da sostenitore, di solito: molto molto male.

    1. Anonimo

      Le stecche dell’edilizia pubblica del dopoguerra erano perlomeno sempre orientati est-ovest, e la luce arrivava più facile.

      Questi casermoni sono invece nord sud. Quindi o ti cucchi la finestra a nord che non vede mai il sole o quella a sud che cuoci. E’ comunque vero che infognati tra quei casermoni, a prescindere dalla bussola, luce ne vedi poca comunque.

  7. E.B.

    Che schifo!! Sembrano anonimi palazzi di periferia modello sovietico…ma non si vergognano a proporre un obrobrio del genere… Da radiare dall’ albo…..che tristezza 😔

  8. Vast

    Sembra una brutta periferia anni ’50, tirata su di fretta. Ed è un commento benevolo, si potrebbe pensare all’edilizia carceraria se non di peggio. Davvero non siamo capaci di fare di meglio? È questo il biglietto da visita di Milano?
    Mi consola che anche gli altri commenti colgano il punto, non siamo tutti dementi. Urge un intervento per migliorare questo orrore

    1. Che schifo

      In caso di guerra mondiale almeno partiamo in anticipo con un bel campo si concentramento già pronto all’uso . Ferrovia, capannoni= logistica nazi alla massima potenza. Spettacolo osceno di povertà creativa e ignoranza .

  9. Alessandro

    Belli i rendering! Peccato che i palazzi siano bruttissimi. Sembra che in 50 anni Milano non sia cresciuta di un passettino. Roba da Corvetto, via Missaglia, Cimiano, Bovisa…

  10. Anonimo

    Ma per la neve nelle prime immagini, come fanno? Monteranno dei mega-cannoni come sulle piste…?
    Perché a milano ultimamente abbiamo qualche problema di precipitazioni… non so se ve ne siete accorti, ma ormai la pioggia non arriva manco in inverno.

  11. Anonimo

    Inoltre rispetto ai primi render sembrano:
    – almeno un piano più alti… l
    – le finestre più piccole aumentando la percezione di “pesante” delle facciate:
    – distanze tra i blocchi e l’orientamento non sembrano molto tener conto dell’esposizione rispetto al sole, come qualcuno ha fatto notare… col progredire dei render il progetto sembra decisamente impoverito.

  12. Anonimo

    Dall’articolo:

    > Gli spazi a verde, che rappresenteranno circa il 50% dello Scalo, sono stati
    > progettati con riferimento all’area del Villaggio Olimpico dall’architetto Michel
    > Desvigne

    quando è finito tutto lo andiamo a prendere per le orecchie Michelino che non sa far di conto e sbaglia le percentuali?

    1. Anonimo

      Spazi verdi peraltro scollegati perchè separati a nord dalla ferrovia che corre a pochi metri dai casermoni.
      Forse migliorerà con il semi interramento dei binari (o ponte se anche qui rivedono al ribasso il progetto) ma è previsto più a est e soprattutto chissà quando lo faranno.

    2. Anonimo

      Orroreeeeeeeee meglio non costruirlo e fare una figuraccia per le Olimpiadi piuttosto che presentare al mondo questa nuova * architettura milanese

    1. Anonimo

      Ditemi che stiamo scherzando e che questo non è lo scalo romana in costruzione, quindi davvero è solo una questione di business senza coraggio e voglia di riqualificare Milano. VERGOGNA AAAAA!!!!!!!

      Altro che Milano del futuro, sempre solita storia è una questione di mazzette Green

  13. Anonimo

    Sento puzza di corruzione i palazzi non possono lievitare così o visto la zona a limite della circolare esterna hanno sfruttato qualche bonus ?

  14. Anonimo

    Sicuramente Milano ha bisogno di studentati ma non così, ancora come nel dopoguerra si corre senza una direzione

    Bisogna unificare uno stile milanese unico, bello esteticamente e funzionale

  15. mrk

    A me non dispiace che si sperimentino soluzioni di iper-densità senza edifici- torre. Però se scegli questa strada nel 2022, devi lavorare sulle facciate, sulla composizione dei volumi, sul mix di funzioni interno, su un articolazione di spazi diversi a terra. Qui invece vedo sei stecche identiche, alte e appiccicate, con l’orientamento sbagliato e facciate banali.
    Giustificare la povertà progettuale con il fatto che siano alloggi destinati ad una clientela di pregio è da mentecatti.

  16. Anonimo

    Lo studio ha presentato il progetto dicendo che si è ispirato alle case anni 50 milanesi, avrà un bel pensiero di Milano se questo è il risultato !

  17. Alfredo Verzeri architetto

    Mera speculazione edilizia, come quella ancora più devastante a Bergamo vedi http://www.paugemportasud.it aree dismesse e agricole sgomberato dagli orticoltori ferroviari per tenere censurato il luogo delimitato e poco conosciuto, ma in zona centrale di appetito palazzinari spacciato per rigenerazione urbana coi vari pretesti si parte di edilizia a questo obquel gruppo pseudoassiciativo e sbandierare la carità. Interessa agli speculatori il resto per investire su quanto si é preservato di verde e libero anche se ex sedime ferroviario. Pensino ai treni non al cemento delle archistar per acchiappa allodole urbanistiche, se fosse corretto il procedimento invece di cercare di accaparrarsi di fretta e furia ibfondi pubblici per usarli in consumo di suolo perché non fanno concorsi e partecipazione vera e democratica sull’uso di questi sedimi compreso opzione mantenimento naturalistico e verde? E voi di Urbanfile un giro sul posto, oltre a pubblicare quello che passano i vari sedicenti innovatori cocologici, perché non documentarlo? Grazie

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