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Milano | Tre Torri – CityLife cantiere Artline: novembre 2022

Prosegue ArtLine Milano – Parco d’Arte Contemporanea, un progetto di arte pubblica promosso dal Comune di Milano che, dal 2020, vede il Parco di CityLife ai piedi delle tre torri arricchirsi di opere d’arte di giovani artisti.

Tra le opere in fase di realizzazione all’intento del parco pubblico di CityLife, in questo caso nell’area di parco che si affaccia sulla centrale Piazza Elsa Morante, è l’istallazione dell’artista Otobong Nkanga, “Where Strada Gether”.

Invece, sul lato opposto di Piazza Elsa Morante è in corso la posa di un’altra opera, al momento senza cartello, quindi attenderemo di saperne l’autore.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Valter Repossi

CityLife, Fiera, Tre Torri, viale Duilio, viale Boezio, viale Cassiodoro, viale Berengario, Palazzo delle Scintille, Velodromo Vigorelli, piazza VI Febbraio, BIG-Bjarke




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


34 thoughts on “Milano | Tre Torri – CityLife cantiere Artline: novembre 2022

      1. Anonimo

        Beh in realtà l’arte di Otobong Nkanga di solito riflette la complessa e mutevole relazione tra esseri umani, terra e relative strutture artificiali o naturali. Affrontando i sistemi globali di sfruttamento ed estrazione, il suo lavoro rivolge uno sguardo poetico e critico verso la circolazione delle persone, della flora e della fauna, nonché delle risorse naturali, in particolare i minerali e delle pietre, come quelle in quest’opera.

        Nkanga comprende la nozione di “terra” come una formazione geologica e discorsiva che si estende oltre il suolo, i territori mappati e la terra. È un terreno su cui le forze ecologiche, economiche, politiche e sociali sono coinvolte in ritmi di conflitto e negoziazione. Un luogo, dove noi umani lottiamo per trovare soluzioni attraverso gesti di innovazione, ridistribuzione e convivenza. Basato su un’intensa ricerca e l’intreccio di mezzi tra cui installazione, performance, disegno, poesia e narrazione, il lavoro di Nkanga abbraccia la temporalità dei regimi coloniali e le reti globali che operano “sotto la superficie e agiscono sui corpi viventi”.

        Si può guardare questa istallazione di Nkanga da molti lati diversi: incontro/sccontro tra uomo in quanto abitante della superficie e tutto ciò che invece vive sotto alle pietre. Cosa delimitano? Il sopra o il sotto? L’incontro tra artificiale e naturale è sottolineato anche dall’attività di estrazione e dalle lavorazioni dei minerali, con scanalature o forme, l’artificiale agisce sul naturale. Trovo sia una bellissima installazione.

        1. Agata

          Intanto l’artista è una donna, quindi semmai brava, non bravo. Ma questo tu non lo sai perché non ti sei preso nemmeno la briga di googlare.

          In secondo luogo, perchè supercazzola? Non so se chi ha scritto il commento qui sopra lo abbia copia-incollato oppure no, ma immagino di sì. Ad ogni modo mi sembra che ci siano scritte cose valide e interessanti.

        2. Anonimo

          “V.” vai a farti un bel giro nel parco invece di scrivere così ammiri il progetto, fa bene ai polmoni ed al cervello. Altro che supercazzola quella lasciala a Tognazzi.

        3. V.

          Ottima idea. Appena esco dall’ufficio vado in giro a dare uno “sguardo poetico e critico verso la circolazione delle persone, della flora e della fauna” anch’io, così magari capisco l’arte. Grazie del consiglio.
          Ugo.

    1. Marco

      O forse non provi a capirla, non ti informi, non ci rifletti. L’arte è fatta per interrogarsi: Perché delle pietre sono qui?
      Cerca la risposta, leggi, informati, o semplicemente pensaci con la tua testa.
      Questo processo è quello che ci si aspetta dal fruire l’arte contemporanea.

      1. _

        Non è vero. Ci sono opere molto concettuali ed astratte dove in effetti si fa capire a capire. Ma ci sono anche tanti artisti ben più immediati anche per uno che casualmente passeggia in un parco.

        Certo che se per Citylife li vai a scegliere tutti impegnati, pesanti, metaforici, criptici ecc ecc non è che poi ti puoi lamentare di frizzi e lazzi.
        Certamente, si fosse fatto il Museo di Storia Contemporanea si poteva anche fare educazione, ma così non è andata.

    2. Contemporaneo

      Per capire l’arte, come per ogni disciplina o materia, bisogna anche informarsi. Non tutto è immediatamente percepibile, soprattutto con due foto da cantiere e senza neanche nome e titolo. L’arte contemporanea non si va vale necessariamente di ‘abilità manuale’ o ‘estetica’ come pregi; ed anche per l’arte antica c’è sempre dietro una storia che fornisce il contesto. Farsi un opinione in base solo a quello che si vede è limitato, riduttivo, e incorretto.

  1. Anonimo

    A tutti i commentatori: almeno aspettate di vedere l’opera completa prima di cercare di capire o giudicare, no?

    Sembrano commenti di bambini delle medie, non di adulti sapiens sapiens……

    1. Anonimo

      In teoria sarebbe giusto ma…
      …è un paio d’anni ormai che periodicamente arriva “L’arte” di questo o quel Gallerista a far bella Citylife ed è sempre la solita solfa. Ossia: “famo finta che semo a New York sulla ai laine”

  2. Anonimo

    Spero non siano soldi dei contribuenti perché a Milano ci sono tanti problemi da risolvere prima di pensare alle decorazioni artistiche

        1. Anonimo

          era ironico verso l’eterea esteta che vuole far chiudere la sezione commenti solo perchè abbiamo detto che “il re è nudo” (a proposito dei sassi per terra spacciati per profondissima riflessione artistica)

  3. Anonimo

    Se non capisci è sprecato il sarcasmo. Il problema non è del sito che è più che pregevole ed utile, ma di chi non ha null’altro da fare che perdere tempo con inutili provocazioni o peggio ancora espressioni razziste.

  4. Anonimo

    Piuttosto che chiudere i commenti, la cui maggioranza è fuori luogo e sono semplice “sfogatoio”, perché non viene utilizzato un moderatore che filtra i leoni da tastiera? Il blog è utile e ben fatto perché rovinarlo con giudizi volutamente inappropriati ?

    1. Anonimo

      Ma che poi dove li vedete i “commenti volutamente inappropriati”?

      Al di là di un po’ di colore nelle espressioni, tutte le opere per Citylife sono state scelte in un preciso filone, molto “didascalico”, impegnato, pesante, insomma una volta si sarebbe detto “da cineforum”.

      Non era obbligatorio.
      Magari (a puro titolo di esempio) una statua dedicata alle Donne o ai Bambini di Milano ci poteva stare. E invece tutta roba astrattissima, seriosa e enigmatica, boh.

      Chissà il perchè di una scelta del genere.

      1. Anonimo

        Bel commento. Io credo che sia semplicemente arredo urbano . L’arte provoca . Qui provoca come si legge solo incredulità. Sono tutte opéré troppo didascaliche . Sembra il cortile di un asilo di lusso. Temo sia tutto un problema di budget accessibili rispetto agli artisti super valutati .

  5. Michele

    Cosa stai cercando di dimostrare con questo commento? Che sei meglio tu? Ma viva i finocchi e abbasso la gente che fa commenti del genere.

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