"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Loreto – Inaugurazione del centro LOC 2026: in mostra il progetto di rigenerazione

Nhood apre alla Città, il primo spazio pubblico di LOC – LORETO OPEN COMMUNITY. Il progetto di rigenerazione urbana per la trasformazione di Piazzale Loreto a Milano.

L’hub LOC 2026 sarà il luogo in cui conoscere de vicino LOC e co-progettare la sua nuova identità, grazie o un palinsesto di incontri e laboratori a ingresso libero.

Al taglio del nostro erano presenti Giancarlo Tancredi, Assessore alla Rigenerazione Urbana del Comune di Milano Carlo Mosseroli, Direttore Strategia e Sviluppo Nhood Italy Boschetti, Head of Design & Founder Portner METROGRAMMA, coordinatore della cordata di progettazione dello piezzo di LOC – Loreto Open Community.

Nhood Italy, società internazionale di servizi e sviluppo immobiliare specializzata nelle riqualificazioni urbane e nel retail, apre oggi in via Porpora 10 l’hub “LOC 2026“, uno spazio pubblico di ascolto e informazione sul progetto LOC – LORETO OPEN COMMUNITY, per scoprire da vicino il cantiere attraverso la voce dei suoi protagonisti, e, da marzo 2023, partecipare a incontri gratuiti sulle principali tematiche emerse dalla continua attività di ascolto del territorio, prerogativa del progetto fin dal sue principio, tra cui: il ruolo della piazza come strumento di rigenerazione di una nuova identità urbana. L’architettura, la mobilità e i flussi di traffico, il verde urbano.

LOC 2026 anticipa Il paradigma del futuro e nuovo piazzale Loreto ed è il primo tassello concreto verso la realizzazione di LOC – Loreto Open Community, il progetto di rigenerazione urbana per la trasformazione di piazzale Loreto con cui Nhood, nel 2021, ha vinto il bando internazionale C40 Reinventing Cities del Comune di Milano, e il cui avvio di cantiere è previsto entro l’autunno di quest’anno, verso il traguardo di Milano-Cortina 2026.

LOC 2026 rimarrà aperto dal martedi alla domenica, dalle ore 12 alle ore 20, e sarà gestito da Temporiuso, team di esperti internazionali in usi temporanei e social engagement nei progetti di rigenerazione urbana.

“Una grande scommessa di trasformazione urbana – commenta l’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi – un progetto che risponde ai principi di Reinventing Cities e di C40, un modello per reinterpretare i luoghi della città restituendo bellezza e sostenibilità perché tutti i cittadini ne possano usufruire e beneficiore. Questo è la sfida del progetto LOC, Loreto Open Community, che nei prossimi anni trasformerà un caotico snodo viario in una piazza verde, con percorsi pedonali e ciclopedonali, servizi, spazi pubblici, mettendolo in relazione con gli assi viari di contesto e restituendole la dignità che, per storia importanza in città, sicuramente merita. L’apertura di un hub informativo a disposizione per chiarimenti suggestioni conferma la vocazione pubblica della proposta progettuale e l’avvicinarsi della fase operati dell’intervento»

Mentre ha dichiarato Carlo Masseroli, Direttore Strategia e Sviluppo Nhood Italy: «L’inaugurazione di LOC 2026 segna l’avvio di una nuova fase del progetto: la generazione di un nuovo agora pubblico, in cui i cittadini potranno vivere lo spazio, sostare e usufruire di nuovi servizi e funzioni in un luogo nevralgico all’interno dell’infrastruttura urbana. Per trasformare la piazza, dall’attuale ostacolo tra diverse parti della città a luogo di incontro, vogliamo coinvolgere da subito residenti e associazioni in percorso di co-progettazione dell’uso degli spazi».

«LOC è un progetto di rigenerazione che mette al centro il senso di comunità come collante tra brani di città. E’ il progetto simbolo di una nuova epoca di progetti urbani orientati verso città che devono essere ripensate per essere riavvicinate ai cittadini. In questo senso il nuovo piazzale Loreto è da leggere anche come un contributo dell’architettura ad un mondo nuovo in cui l’attenzione creativa è focalizzata innanzitutto sullo spazio pubblico e sulla sua qualità. Un messaggio per un’intera generazione di nuovi progetti e per questo un passaggio epocale per Milano ma non solo» ha dichiarato Andrea Boschetti, Head of Design & Founder Partner METROGRAMMA, coordinatore della cordata di progettazione della piazza di LOC – Loreto Open Community.

La creazione della nuova piazza pubblica LOC – Loreto Open Community ben rappresenta l’approccio di Nhood alla rigenerazione urbana: una stretta relazione di partenariato tra l’istituzione pubblica ed il developer come strumento indispensabile per trasformare la città nell’interesse della collettività.

Con un investimento complessivo stimato di circa 80 milioni di euro, Nhood trasformerà piazzale Loreto, da attuale vuoto urbano, un congestionato snodo di traffico, in un nuovo spazio di vita, un polo di aggregazione restituito alla comunità.

L’agora sarà connessa a Nolo per garantire continuità all’asse corso Buenos Aires/viale Monza/viale Padova, e si inserisce nel tessuto urbano generando un impatto positivo sul territorio calcolato attraverso l’indicatore dello SROI (Social Return On Investments) che è risultato pari a 4 rispetto all’investimento (per 1 euro investito 4 euro di impatto sul territorio).

L’apertura di LOC 2026 si inserisce nel sistema di interventi di rigenerazione urbana di Nhood a Milano dopo il recente annuncio dell’idea progettuale per la creazione di un distretto verde nell’area della Stazione Cadorna, l’evoluzione del cantiere del lifestyle center Merlata Bloom Milano, e l’anteprima di Dropcity
Centro di Architettura e Design.

Per l’approfondimento e l’aggiornamento su LOC – Loreto Open Community e tutti i suoi progetti, è stato svelato il sito web ufficiale (Qui) e l’account Instagram @loretoopencommunity.

Referenze immagini: Marco Montella, Nhood; Duepiedisbagliati

Loreto, piazzale Loreto, viale Monza, Via Padova, Via Andrea Costa, Viale Abruzzi, Via Porpora, Corso Buenos Aires, viale Brianza, Ceetrus Nhood, LOC – LORETO OPEN COMMUNITY, Reinventing Cities




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


31 thoughts on “Milano | Loreto – Inaugurazione del centro LOC 2026: in mostra il progetto di rigenerazione

  1. Andrea

    Non c’è un percorso per le bici che provengono da via Padova.

    Ma come si fa a commettere errori così stupidi? E non è una riqualifica che si può sistemare tra qualche anno, la piazza sarà proprio priva di tale percorso per sempre nei secoli.

    Almeno il primo pezzo della pista ciclabile che sta a lato Est di viale Monza potrebbe essere pensata a doppio senso per consentire a chi viene da viale Padova di proseguire in B. Aires.

    1. A

      Sig. Andrea se avesse letto l’articolo avrebbe capito che può attivamente intervenire sul progetto e fare domande o ricevere risposte. Hanno inaugurato uno spazio per questo motivo. Invece di sparare a raffica commenti sui social o i blog.

      1. Andrea

        Sì, ma solo a partire da marzo 2023. Fino ad allora non lamentarti con me ma con il gestore del blog che mi ha consentito di inserire “a raffica” il commento sopra.

        😘

  2. mrk

    Il “peccato originale”, lo sappiamo, è del Comune che ha organizzato il bando Reinventing cities: riqualificare una piazza, eliminandola e sostituendola con un centro commerciale è veramente da geni del male.
    Che il progetto vincitore fosse modesto lo avevamo visto e non mi pare ci siano novità rilevanti nella versione presentata quest’oggi. Ciò che più mi sorprende è in tutto questo tempo i promotori non siano stati capaci di approntare un disegno di piste ciclabili minimamente decente. Nel 2023 non puoi presentare al pubblico, sia in pianta che nel modellino, delle piste ciclabili che sono solo dei “cornicioni” dei marciapiedi: percorsi interrotti o che si “mangiano” i marciapiedi, ma cosa è ‘sta roba da peracottari?

    1. _

      E’ tanto che ci siano le ciclabili.

      Il problema è il bando, che voleva creare un Centro commerciale e a quel punto la viabilità, sia essa pedonale, dei mezzi pubblici, dei fornitori di servizi, dei taxi o delle auto private, diventa residuale – ossia la si studia al meglio che si può, punto.

      Tra l’altro mi domando dove si parcheggeranno le centinaia di motorini e scooter che ci sono adesso sparpagliati sui marciapiedi….

  3. Maurizio

    Il progetto in sè stesso (imho) è bello.
    Certo, c’è da chiedersi se la sostituzione di una piazza caotica con una sorta di centro commerciale con qualche alberello sui tetti sia ciò di cui ha bisogno Milano, o se si tratta della solita furbata che butta fumo negli occhi…

  4. massimiliano melis

    La chiamano “rigenerazione urbana”, ma se lo avesse fatto una giunta di opposto colore avrebbero strepitato contro l’ennesima colata di cemento, una vergognosa speculazione edilizia che toglie spazi alla cittadinanza e infila costringe le persone a vivere e lavorare con le finestre all’altezza degli scarichi delle automobili: avrebbero avuto ragione, ma l’ha fatto “la parte giusta” e quindi ci racconteranno che si tratta di un passo fondamentale per una città più verde e vivibile.
    Oltre a riempire di cemento una piazza importante in, ovviamente genereranno un bell’imbuto per il traffico a danno delle vie collegate, il tutto è pensato, perché così poi potranno introdurre nuove limitazioni al traffico, e così via…

  5. Anonimo

    Bellissimo progetto! Sono proprio contento che si stia davvero concretizzando. Temevo che si perdesse nei meandri della burocrazia e delle lungaggini.

    Certo, sarebbe il massimo se parallelamente si sistemasse Corso Buenos Aires, con una semi-pedonalizzazione o meglio ancora con una pedonalizzazione totale salvo residenti, mezzi e taxi. Sicuramente urge un allargamento dei marciapiedi di tutta la zona perché caminare è sempre più difficile, tra marciapiedi stretti e assediati dalla sosta selvaggia delle moto e degli scooter.

  6. Lella

    http://www.metroricerche.it/blog/2014/06/27/50-anni-della-linea-mm1-1964-2014-cantieri-parte-uno/
    Sul blog di cui ho riportato il link ci sono delle belle foto dei cantieri di costruzione della MM1, anche di piazzale Loreto.
    La vedo difficile, guardando le foto degli scavi e delle solette costruite per i tunnel della MM e del mezzanino, che ci potranno mai essere in piazzale Loreto alberi di dimensioni come quelli immaginati nei rendering (dove mai potrebbero mandare le radici alberi così possenti?). Li pianteranno piccoli e li lasceranno crescere? La foresta la vedranno i bisnipoti. Li pianteranno già grandi? Possibile, ma che costi ! E saranno in grado di sopravvivere? Perché illudere l’occhio con un effetto foresta che non potrà mai essere?

  7. Anonimo

    Questi progetti di rigenerazione sono tutti molto belli, il problema è che poi le case nelle zone “rigenerate” costano il triplo, a sto punto lasciatele così come sono che almeno la gente può viverci ad un prezzo ragionevole… ad esempio, bella Porta Nuova adesso, peccato che sia letteralmente inavvicinabile per il novanta per cento dei Milanesi, se continuano a fare così in tutta la città non si capisce dove debbano andare ad abitare le persone…

        1. paola pagliaretta

          ah quindi siccome ci saranno disagi la soluzione è non facciamo un ca**o… Ma vi ascoltate? Fosse per voi saremmo ancora nelle caverne ad accendere il fuico con le pietre focaie…

  8. Camillo

    Speriamo non diventi abbandonato e non mantenuto come la maggior parte dei progetti a Milano. Potrebbe essere utile creare un deposito per biciclette gestito sotterraneo.

  9. Anonimo

    Ok ma gli altri progetti? Piazzale Freud, piazza Cordusio… Sta giunta pare non ricordare che c’è un appuntamento chiamato OLIMPIADI fra pochi anni…. Si diano Una Svegliata, anche nel cominciare a ripulire la città da tags e graffiti

  10. Anonimo

    E’ la versione cinese del forum Les Halles di Parigi , PRIMA del grande progetto di riprogettazione che a Parigi ha restituito uno spazio vasto , arioso, polifunzionale e esteticamente rilevante. Il vecchio progetto invecchiò rapidamente e male: molto ambizioso ma poco funzionale. Questa NUOVA Loreto qui nasce già vecchia e inadeguata. Ovunque Milano cerca di reinventarsi compie disastri e spreco di risorse perché i progettisti sono mediocri. Tolti i maxi cantieri di porta nuova e Feltrinelli e Bocconi abbiamo guadagnato progettini miserabili. Peccato ….🤦🏻‍♂️

  11. claudio casaccia

    Intanto la riqualificazione di Via Padava che sarebbe dovuta terminare a giungo 2022 non è neanche iniziata….

  12. Luca dalla Pria

    La cosa che mi fa più tristezza è che “reinventare” significa “nuovo centro commerciale”.
    Come anche “ripensare una piazza” significa: nuovo centro commerciale.
    Ripensare la viabilità significa: Non ce ne frega niente se farete la coda, l’importante è che vi beviate tutto quello che vi diciamo perché dobbiamo fare il nuovo “centro commerciale”.
    Oh la mia povera Milano…. diventerà un clone di Citylife in qualsiasi piazza da “reinventare”…
    Ma va a ciapà i rat….

  13. Luca dalla Pria

    Anonimo ha ragione quando dice: “Auguri per chi dovrà passare da piazzale Loreto nei prossimi anni in auto, bus e bici”.

    1. Sgb

      D’accordo con Luca dalla Pria.
      Se è vero che Piazzale Loreto è molto trafficata, è anche vero che viabilisticamente “funziona”. Non si crea il mega ingorgo come ad esempio in altre piazze. C’è poco da fare: in piazzale Loreto si convogliano 8 (ripeto: otto) strade a doppio senso di marcia. Temo che si stia sottovalutando il problema della viabilità. Con questo non dico che sono contrario al progetto, semplicemente voglio dire che c’è il rischio che far diventare “bella” una piazza (anche se poi il bello è sempre soggettivo) si renda un inferno tutta l’area circostante. Perché non ci sono molte alternative viabilistiche. Provate a immaginare solo l’asse Buenos Aires/viale Monza come potrà funzionare.
      E se si crea un tappo sono sufficienti poche macchine o pochi mezzi pubblici per creare traffico che genera… inquinamento. Alla faccia dei rendering senza auto.

      1. Albe

        Mah, mi illudo che nel ridisegnare una piazza del genere abbiano utilizzato simulazioni attendibili.
        Il superamento del concetto di rotatoria secondo me è l’unica via percorribile e credo che sia facilmente integrabile con buenos aires completamente pedonale.
        Una volta si sarebbe pensato ad un monumento, una grande fontana, un segnale di valorizzazione, adesso il massimo dell’appeal sono quattro vetrine inutili tra edifici squadrati con un po’ di greenwashing in una piazza interessata.
        Ma tutti misurano il valore in metri quadri non in bellezza

  14. Luca Schieppati Tognazzi

    Chi rileva che forse non è stato considerato l’impatto sul traffico, perché si creerà un disastro, fa una osservazione giusta.
    Ma ci hanno pensato e come. L’impatto sul traffico è desiderato. Fa parte delle strategie di disincentivazione all’uso dell’auto fin dal tempo dell’assessorato di Maran. Ed è giusto così, perché questa gente è stata votata. Ha vinto le elezioni, anche se ha perso un numero di voti che (quando si faceva politica) sarebbe stato definito “tracollo”. Gli altri non hanno candidato nessuno… Quindi va benissimo: è la democrazia.
    Quindi, SI’ alla devastazione della viabilità di Piazzale Loreto, SI’ alla chiusura di Corso Buenos Aires (niente auto, nemmeno taxi, i disabili, vadano via che sono brutti da vedere… tanto già oggi non possono usare nemmeno il taxi: non si può fermare!), tutti a 30 all’ora.
    Chi scrive si occupa di gestioni patrimoniali in immobili. Per la prima volta nella mia vita, adesso stiamo realizzando e andando via con gli investimenti da Milano, perché (operazioni di acquisto-ristrutturazione-vendita a parte) tenere qualcosa qui è da suicidi. Si vende, pian pianino, e nei prossimi 3 anni si va via anche con la sede.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.