Milano | Porta Lodovica – Riqualificazione di via Col Moschin: aprile 2023

Via Col Moschin, che prende nome da un monte nel Veneto, vicino al Monte Grappa, teatro di scontri decisivi nel corso della Prima Guerra Mondiale (ricordiamo che molte delle vie che seguono l’anello esterno delle Mura del ‘500 portano nomi inerenti alla I Guerra Mondiale), è stata riqualificata grazie alla realizzazione del mastodontico palazzo aparto Milan Giovenale, il nuovo studentato a due passi dai campus della Bocconi. 

Infatti, grazie agli oneri di urbanizzazione, il Comune ha provveduto a riqualificare la via di Porta Lodovica, che da via Col di Lana si unisce a via Castelbarco e che era un brutto spazio urbano utilizzato come parcheggio. L’intervento è stato progettato da Principioattivo Architecture Group, seguendo i dettami imposti dal Comune di Milano.

Ricordiamo anche che nel sottosuolo della via si cela (ecco perché dell’andamento non ortogonale con le altre strade limitrofe) il canale della Vettabbia che arriva dal Ticinello della Darsena.

I lavori, a dire il vero si sono conclusi ormai da alcuni mesi, ma solo ora possiamo mostrarvi la realizzazione dell’intervento. L’intervento, come sempre, appare bello e sicuramente un miglioramento di com’era (non che ci voglia molto). Bello il design della aiuole con angoli smussi, i materiali scelti e la ciclabile bella in evidenza (anche se non per tutti, come vedremo più avanti).

Cubetti di granito rivestono ora l’intera via, qualche aiuola (troppo poche e ancora un po’ scarne) e una ciclabile unidirezionale che come sempre, quando poi inserita in un contesto simile, utilizzata per entrambe le direzioni.

Purtroppo è stato scelto di lasciare i parcheggi a lisca, che sicuramente, tra pochi anni avranno distrutto i sampietrini.

Nell’immagine a seguire, si può notare la copertura del tombino per accedere al canale della Vettabbia sottostante e intubato.

Come sempre poi, i pedoni incuranti di trovarsi su una pista ciclabile, la invadono senza accorgersene.

Avremmo preferito vedere aiuole più ampie e magari con qualche alberello, ma tant’è…

Questo è il lato dispari di via Col Moschin, dove anche qui sono stati pavimentati in pietra tutti i marciapiedi e sistemate, dove possibile, qualche aiuola.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi

via Giovenale, Calzoni Architetti, Studentato, Carmody Groarke, via Col Moschin, Porta Lodovica, Università Bocconi, Principioattivo Architecture Group

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

15 commenti su “Milano | Porta Lodovica – Riqualificazione di via Col Moschin: aprile 2023”

  1. Ma se già adesso i pedoni si trovano a camminare sulla pista ciclabile, se avessero fatto le aiuole più larghe i pedoni poi dove avrebbero camminato? Sulle aiuole stesse? Oppure lo spazio per le aiuole più larghe lo avrebbero recuperato riducendo i parcheggi?

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    • I pedoni camminano sulle ciclabili perchè in italia la distinzione è sempre stata macchine/resto del mondo.

      E’ “normale” vedere biciclette sui marciapiedi e pedoni sulle ciclabili, e questo non va bene.
      A volte per è per mancanza di alternative (non è questo il caso), ma quasi sempre perchè non abbiamo sufficiente educazione civica.

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  2. Ma è possibile in qualche modo sanzionare i pedoni che camminano sulle ciclabili?
    O anche solo mettere qualcuno che li ammonisca… E’ un fenomeno tutto italiano che io trovo assurdo, si incazzano pure se gli scampanelli e gli fai notare che non devono camminare lì.

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    • Ci sono anche i ciclisti che scampanellano sui marciapiedi e a cui devi fare attenzione quando esci da casa (sempre sul marciapiedi). È’ questione di educazione, da ambo le parti.

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  3. I sanpietrini (se volete chiamarli così) saranno anche belli, ma sono scomodissimi per passeggini (vedete foto n. 13), carrozzine e persone anziane. Inevitabile poi che i pedoni finiscano sulla pista ciclabile.

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      • Beh ci sono anche altre soluzioni, non credi? In ogni caso non è una questione di opinioni o gusti… se si prediligono materiali scomodi per i pedoni poi ce li si trova sulle ciclabili (è sbagliato, non li voglio difendere), ma per evitare queste situazioni, invece che sbraitare contro chi non la pensa come te, andrebbero pensate e progettate soluzioni più comodo…

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  4. Oggigiorno riqualificare una via intera inserendo aiuole senza nessun albero per schermare l’irraggiamento estivo (oltre agli altri effetti positivi) lo trovo una follia.
    Ma come si fa a progettare un aiuola e riempirla di pacciame di corteccia? No perché lato col di lana (ovvero lontano dall’ingresso dell’edificio progettato) non ci sono nemmeno le ederine di 10 cm … solo pacciame. Almeno negli anni 70 qualche arbusto lo mettevano!

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