Milano | Casoretto – Pedonalizzazione di piazza San Materno e via Lambrate

Presto nel cuore del Casoretto, il distretto a nord di Loreto e Città Studi, dove si trova la meravigliosa chiesa rinascimentale di Santa Maria Bianca, ci sarà una rivoluzione. Il Comune ha infatti l’intenzione di rendere pedonale una porzione di piazza San Materno, la piazzetta (più un incrocio stradale) che funge anche da sagrato alla chiesa.

A questa “pedonalizzazione” segue anche l’adeguamento di via Lambrate che collega la piazzetta con via Leoncavallo.

Infatti la giunta del Comune di Milano ha deciso di pedonalizzare il tratto iniziale di via Lambrate, l’atto dell’esecutivo prevede anche una gestione a doppio senso e a fondo cieco della via Lambrate in via sperimentale e temporanea sino al 31 dicembre 2024. Questo sicuramente il preludio ad una sistemazione definitiva.

Nell’area di piazza San Materno che sarà pedonalizzata, saranno istallate delle panchine, tavolini e delle fioriere.

Via Lambrate, diventando a doppio senso di marcia per consentire alle vetture di poter tornare indietro, vedrà distribuiti diversamente i parcheggi, ora a lisca di pesce, e vedrà la creazione di una piazzola per l’inversione di marcia.

Naturalmente ci sono già i cittadini contrari a questa realizzazione che temono si riveli un nuovo problema per la mancanza di posti auto, che da progetto saranno sicuramente ridimensionati, e altro timore è quello di vedere l’area pedonale trasformata in luogo di schiamazzo e goliardia anche in orari notturni.

Qui di seguito alcune immagini di via Lambrate (dedicata, come immaginabile, all’antico Comune inglobato nel 1923 in quello della Grande Milano – il Casoretto era un piccolo borgo al confine tra il Comune di Milano e quello di Lambrate-).

Nella via, composta da case di vario genere sorte a partire dal primo Novecento sino al 2000 circa, è dominata dal campanile dell’antica chiesa del Casoretto e dall’edificio un po’ in abbandono del Cinema Casoretto. Cinema che dovrebbe riaprire, almeno secondo un comitato di cittadini e parrocchiani delal zona. Sarebbe una buona cosa.

Mentre qui di seguito alcune immagini di piazza San Materno com’è ora. La piazza dedicata al santo Vescovo (una sua immagine la si trova all’interno del sacello di San Vittore in Ciel d’Oro in Sant’Ambrogio) è formata, oltre che dal sagrato della chiesa, dall’incrocio prodotto dalle vie: Lambro, Casoretto e Ampere. Qui trovate un po’ di storia sulla chiesa del 1400 e dell’affresco della Madonna Bianca.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Comune di Milano

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

42 commenti su “Milano | Casoretto – Pedonalizzazione di piazza San Materno e via Lambrate”

  1. Ovviamente c’è chi isteggia questo cambiamento, senza proposte alternative all’attuale tristezza di via Lambrate.
    Alla fine però questo intervento migliorera il luogo e la vita delle persone, soorattutto se puantano qualche albero in più.

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  2. Ci passo ogni giorno. Effettivamente via lambrate non è che sia molto utilizzata da macchine .. quindi chiuderla non cambia molto alla viabilità. Bene per la piazza sicuramente (e sticaz per quei 4 parcheggi che si perdono (che poi sono davvero pochi quelli regolari dove vogliono fare l’intervento)

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  3. Quanti metri quadri si rendono pedonali? Una cinquantina scarsi? Ci vorrebbero interventi ben più coraggiosi. E si dovrebbero eliminare centinaia di parcheggi, non una decina scarsa.

    Ci saranno degli anziani chi si lamenteranno all’inizio, ma è indubbio che la qualità della vita aumenta con meno auto tra i piedi. E aumenta anche la ricchezza, le case acquistano valore, i negozi e i locali aumentano i fatturati.

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        • sicuramente ma non c’è bisogno di criticare ogni cosa che viene fatta. C’è anche bisogno di sostenere queste iniziative, poi è anche giusto chiedere di più

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      • Mi sono trasferito nel quartiere da poco più di un anno. Il quartiere riceverebbe un netto miglioramento con una piazza vivibile. La chiusura di via Lambrate è il modo migliore per ottenere quegli spazi. Nel quartiere sarebbe necessario anche più verde. In via Mancinelli dove è presente una sede universitaria del Politecnico, potrebbero costruire facilmente una pista ciclabile che si ricollega a via ampere e a via Padova; oltre che fare una via alberata . I marciapiedi sono larghi abbastanza da entrambi i lati e i parcheggi non ne risentirebbero. Penso che il quartiere abbia delle forti potenzialità e con pochi interventi si potrebbe valorizzare tutta un’area migliorando la vita dei suoi cittadini

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    • Se si eliminassero centinaia di parcheggi come farebbero le persone a parcheggiare? Ricordo che non tutti hanno la possibilità di affittare i acquistare un box, in questo modo si penalizzerebbero le persone e meno abbienti esattamente di ciò che il Comune dovrebbe fare

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      • Forse non le è chiaro che a Milano ci sono troppe auto. Non c’è fisicamente lo spazio per parcheggiarle tutte e lo vediamo quotidianamente camminando nella nostra città. Togliere parcheggi è un modo efficace per disincentivare il possesso dell’auto (insieme al potenziamento dei mezzi pubblici e la creazione di piste ciclabili). Così facendo queste aree potranno essere utilizzate per altro (verde, aree pedonali, ciclabili, ecc…)

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        • “ci sono troppe auto in divieto e quindi togliamo parcheggi regolari per disincentivare le auto”

          E’ 10 anni che me la bevo – in effetti è teoria nota e stranota- ma il dubbio che applicata a Milano non funziona non viene mai a nessuno?? Lo schifo aumenta costantemente.

          Ricordate la favoletta del “Re Nudo” vero? 🙂

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          • Dimmi tu dove non ha funzionato. Se funziona tutte le volte per quale motivo dovrebbe venire il dubbio?

          • Ma dove non avrebbe funzionato? Hanno tolto i parcheggi abusivi in via Pacini e sembrava che il quartiere sarebbe dovuto collassare e invece… 🙂

          • Vale la legge dell’utilità marginale: lo fai in una piccola zona periferica mai toccata e funziona.
            Mano a mano che vai avanti, l’utilità marginale diminuisce e arrivi a un punto in cui non puoi comprimere oltre altrimenti aumenta solo l’illegalità.

            Io personalmente, specie in certe zone vedo molto disordine, più che in passato. Su questo potrei sbagliarmi e Milano ha sosta più ordinata di 10 anni fa?!
            Ma che a insistere con una sola ricetta porti ad avere risultati sempre minori, questo è pacifico. E’ il motivo per cui si scelgono sempre approcci diversificati, cosa che a Milano faccio fatica a vedere.

          • Parlate troppo in generale, dov’è che non ha funzionato?

            Su google di può tornare indietro di 15 anni…

      • Non è scritto da nessuna parte che c’è il diritto al parcheggio gratuito in strada.
        Se vuoi l’auto, devi avere un garage, punto. Così come devi pagare la benzina, devi avere l’assicurazione, devi avere la patente ecc…

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  4. Forse non viaggiate ma in Spagna e Francia i parcheggi sono tutti sotto terra, perfino nei paesi sperduti o quelli di mare. L’importante è farlo bene e non farsi bloccare dai presunti comitati di quartiere che per 4 alberi bloccano sempre tutto (vedi piazzale Lavater)

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  5. Come generare più traffico allargando una strada. Il caso di Alessandria d’Egitto

    Fotografie da un tweet di Nicolàs Solano, ingegneria dei trasporti, Uniandes, Universidad de los Andes, Bogotà

    Nella foto a sinistra vediamo il problema di Alessandria d’Egitto:un’autostrada lungomare che in certi orari ha troppo traffico e troppe auto.Nella foto al centro la soluzione tradizionale, quella propugnata da cementieri e costruttori stradali: l’autostrada a SEI corsie è diventata un’autostrada a DIECI corsie.Nella foto a destra vediamo il risultato: Ancora traffico nell’ora di punta.La differenza è che prima si riempivano sei corsie, adesso dieci.

    Secondo il fenomeno della domanda indotta, quando si facilita l’uso di prodotto o servizio (aumentando la distribuzione, abbassando il prezzo, sovvenzionandolo) questo aumenta.

    Nel caso delle automobili quando si allargano le strade, se ne costruiscono nuove e in aggiunta si costruiscono più parcheggi per ‘risolvere il problema del traffico’ in realtà si incoraggia un ulteriore uso dell’automobile, aumentando complessivamente traffico, costi, incidenti e inquinamento.

    Succede la stessa cosa con le piste ciclabili: quando costruisci piste ciclabili fatte bene e bene integrate fra loro, aumenta l’uso della bicicletta.

    Succede la stessa cosa anche con i mezzi pubblici: quando raddoppi una linea ferroviaria, rendi più capillare una rete di trasporti pubblici, aumenti la frequenza dei mezzi in transito oppure abbassi il prezzo dei biglietti o faciliti l’acquisto degli abbonameti, aumenta l’uso dei mezzi pubblici.

    Quindi: per ridurre il traffico automobilistico, è meglio costruire nuove strade e nuovi parcheggi, oppure potenziare mezzi pubblici e piste ciclabili? 

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  6. Ottimo Intervento! Speriamo il Comune abbia più coraggio e pedonalizzi tutta via Lambrate, togliendo tutti i posti auto. Abbiamo troppe auto e troppe in giro ad occupare le strade (che sono un bene pubblico!). Milano è totalmente fuori da medie europee e internazionali.

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    • Hai il dato di stock di parcheggi privati+pubblici per residente o dici così un tanto al chilo tanto “a Milano ci son troppr auto per abitante”?

      (che poi anche questo è da verificare perchè è dato inquinato da una parte dalle immatricolazioni delle flotte e dall’altro dal gran numero di Milanesi che tengono la residenza altrove)

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      • Mah, senza andare a cercare dati che ogni caso vanno sempre interpretati è oggettivo che troppe auto (400.000? 700.000 al giorno?, boh anche quì…) arrivano da fuori città.

        La mia impressione, e lascio stare le statistiche, è che tanti residenti non usano più l’auto per spostarsi a Milano e forse hanno anche rinunciato alla seconda o terza macchina per famiglia.

        Ovviamente tutto dipende dal fatto che l’utilizzo dei mezzi pubblici sia quantomeno comodo e veloce per gli spostamenti che sono diversi caso per caso.

        Sempre per il mio personalissimo riscontro invece noto, a differenza dei numerosissimi commenti dei frequentatori in questo blog, ben pochi siano gli utilizzatori di biciclette e piste ciclabili.

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        • Impressioni non più vere o più false di chi pensa che dopo il covid i casi di morte improvvisa che si leggono sui giornali siano esponenzialmente aumentate.

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          • E quindi?

            E meglio farsi delle opinioni da quello che vedi in prima persona o da quello che leggi sui giornali, schierati spudoratamente per interessi dei loro editori da una parte o dall’altra?

          • Molto meglio ragionare con la propria testa che bersi quel che decidono di scrivere i giornali.

            Tutto però nasce come reazione alla frase “Milano è totalmente fuori da medie europee e internazionali.”, che detta così non vuol dire niente se non si ragiona su dati concreti, completi e non parziali o partigiani e soprattutto in modo scientificamente disciplinato.

        • Lavtua impressione è di uno che non ha mai fatto 4 passi tra via dante e piazza duomo…

          Oppure è l’impressione di uno che deve essere operato di cataratta…

          Se non vedi le auto sei cieco.

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  7. Ai commentatori sopra: i dati ci sono e parlano molto chiaro. Nelle città italiane abbiamo troppe auto:

    https://www.corriere.it/economia/consumi/cards/troppe-auto-private-italia-roma-milano-doppio-vetture-parigi-londra/confronto-internazionale-impietoso.shtml

    E abbiamo la metà delle metropolitane che servirebbero. Oltre ad avere, da decenni, una propensione a incentivare tutto il comparto automobilistico con nuove strade, parcheggi gratis, incentivi vari, poche multe, bassi investimenti sulle alternative.. le biciclette, in particolare, sono completamente dimenticate dai ministeri delle infrastrutture che si sono succeduti finora.

    Abbassare il numero di auto sarebbe facile ma è molto impopolare perché troppi cittadini ne possiedono una e la vivrebbero come una limitazione della loro libertà. Per questo la politica agisce con molta lentezza e cautela. E questa situazione ci costringe a vivere in città ormai degradate dalle automobili, perdendo ricchezza e perdendo attrattivita nei confronti di altre metropoli estere.

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      • Ma sono sempre troppe. Pensa a quanto può risparmiare una famiglia senza auto. Potrebbe permettersi più vacanze, più cene al ristorante, più cultura e una qualità della vita molto più alta, una casa migliore…

        Invece si preferisce tenere un’auto buttata in strada, pagare bollo, assicurazione e rate e magari usarla una volta ogni due settimane per andare all’ikea.

        Già sbarazzarsi di queste auto inutili sarebbe un toccasana. Come fare? Per esempio smetterla di concedere il parcheggio gratis ai residenti. Suolo pubblico regalato, quando al metro quadro le case costano 5k in media… assurdo, eppure è così.

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        • Senza dati seri non si va da nessuna parte.

          Quanti chilometri fa in media un automobilista milanese? Per andare dove? Percorso tipo? Quanti sono i box privati in città, quanti sono liberi? Quante delle auto in sosta a Milano sono di Milanesi? ecc ecc

          Altrimenti è (senza offesa) la fiera della banalità, da una parte e dall’altra.

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        • Sarebbe molto bello ed io sarei il primo a disfarmi dell’auto. Ma quando devo uscire da Milano nel we per andare in provincia di Mantova a trovare i miei genitori, con cosa vado? In treno? Un cadavere a binario unico che impiega 2 ore per fare 160km, sceso dal quale devo sperare di trovare un taxi che mi porti al paesello per 60 euro. Con l’auto a noleggio? Se non prenoto 2 settimane prima mi costa un rene perché sono rimaste solo dall’Audi A5 in su. Ho provato anche una App che offre un servizio di noleggio, ma oltre a costare parecchio, ha una disponibilità pressoché nulla. E questi problemi valgono per molti spostamenti fuori città, anche di poche decine di km, per raggiungere comuni irraggiungibili – in tempi decenti – in modo alternativo.
          Ci sono paesi in EU, tipo la Spagna, nel quale esistono parcheggi coperti in ogni angolo, perché a Milano non è mai stato fatto un piano organico di parcheggi coperti che prevedesse, ad esempio, la gestione comunale ed un canone calmierato per i residenti in quel quartiere, in modo da togliere, non dico tutte, ma almeno un 20/30% di auto dalle strade.
          Far pagare il pass per le strisce blu? Ok, però a quel punto pretenderei che il Comune si impegnasse a rimuovere (e non semplicemente multare) le numerose auto senza pass che – anche oggi – sostano abusivamente nel mio quartiere.

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  8. ciao,
    abito in zona, uso tutti i gg la bici per andare a lavoro, la macchina principalmente il fine settimana o la sera per uscire con moglie e figli, non ho un box.
    Sono a strafavore di iniziative di questo tipo ma:
    – una soluzione per i parcheggi sarebbe comunque da trovare (sotterranei ok ma sappiamo che a Milano tra falda e resti storici non è facile)
    – le zone pedonali, purtroppo, come in via pacini o venini dovrebbero essere + sorvegliate perchè l’incremento di confusione soprattutto la sera/notte per schiamazzi e assembramenti è notevole e rovina la vita ai residenti.

    Quindi come al solito il problema penso sia di civiltà..

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  9. Scusate, è previsto un collegamento ciclabile tra via Leoncavallo e via Ampere? Via Ampere è l’unica possibilità di raggiungere in sicurezza con la bici, da via Padova e viale Monza, il politecnico.

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  10. La pedonalizzazione della piazza dovrebbe portare giovamento estetico e di vivibilità della stessa. (Trarremo le somme alla fine di dicembre, termine del periodo di prova). Non sembra invece che per la Via Lambrate sia stato pianificato alcunché, a parte la modifica dei parcheggi e loro riduzione numerica. I parcheggi possono rimanere a spina di pesce e, se non ci sono soste in doppia fila (un regolare controllo della Polizia Locale sarebbe auspicabile), la circolazione a doppio senso, a velocità ridotta, è possibile. L’accesso unico dalla Via Leoncavallo sarà assai problematico dato l’intenso traffico a qualsiasi ora del giorno che peggiorerà notevolmente a causa dell’inglobamento del flusso veicolare di via Padova, presto chiusa, nelle vie Andrea Costa e Leoncavallo. L’intervento di riqualificazione dovrebbe comprendere anche la Via Lambrate con rifacimento dei marciapiedi e piantumazione di alberi, rendendo la via la continuazione ideale di Via Ampère. Capitolo a parte ma da menzionare: la riqualificazione o ristrutturazione importante della Via Leoncavallo di cui nessuno pare occuparsene ma che rappresenta un orribile esempio di generale abbandono.

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