Milano | Olimpiadi – La partenza della corsa a 5 cerchi e le motivazioni

Sono un ingegnere ed amo la mia città, mi capita spesso di ruotare su me stesso come un moderno Derviscio, per coglierne l’esplosione di colori, di emozioni, di sensazioni che Milano sa offrirmi, con la stessa intensità, citando Fiorella Mannoia, di una gonna che gira nel sole o, forse ancora meglio, come una di quelle giostre che si avvitano su sé stesse fino alla massima velocità. Questo ruotare è un tourbillon di stimoli, di bellezza, di forza, di passione; eccomi, sono io ed in poche parole ho cercato di descrivere il mio rapporto con Milano. 

Il fatto che sia un ingegnere ha come unica importanza l’avere come filosofia il costante miglioramento, quelli studiati lo definirebbero “constant improvement”, certamente più figo della versione italiana. E questo “costant improvement”, debba essere visto facendo un piccolo passo alla volta, talmente piccolo che sia impossibile fallire; la mia amica Aurora lo chiamerebbe Kaizen, volgendo i suoi occhi verso la terra del Sol Levante. Ma, con il citato passo alla volta, dobbiamo percorrere un percorso che ci porta a qualcosa di grande, forse di gigantesco, magari a qualcosa di magico.

Come, quindi, in un rapporto contrattuale, tra scrittore, il sottoscritto e lettori, Voi, quelle sopra sono le regole, le definizioni, le premesse dell’analisi sulle motivazioni dell’importanza dell’evento a 5 cerchi per la nostra città. E prendo spunto, da una battuta fatta da un’altra amica, Silvia, che mi ha replicato con un “Ma forse noi le Olimpiadi e la sua importanza, non l’abbiamo capita molto”. Ed, essendo lei rappresentante del Comune, questo mi ha fatto scattare la molla per mettermi alla sfida, nel cercare di condividere la mia visione.

Si ma, Busà, vuoi arrivare al dunque e farci capire perché queste dovrebbero essere così importanti per la città? Eccomi, se me lo chiedete, di seguito, non posso che risponderVi.

Parto dal presupposto, cautelativo, che da milanese possa non interessarci l’evento, inteso quale suo insieme di risultati e di gare sportive ma cercherò di fare capire l’importanza sulla città e per i suoi cittadini. Ora siamo veramente pronti.

Come primo punto, andrei a gamba tesa, le olimpiadi quali lascito per l’impiantistica sportiva. Nel caso di Milano – Cortina, sparuta per numero, dopo che è stata cassata la riqualificazione del Palatrussardi, Mazda Palace, Pala Vobis, Pala Sharp o come volete chiamarlo, ma importante per rilevanza, visto che lascerà a Milano un’arena da 16.000 spettatori, attrattiva per eventi anche mai ospitati dalla nostra città, si pensi quelli della NBA e dell’NHL, che gravitano sul Londra o Berlino, nelle loro O2 Arene, ma non su Milano, a causa dell’offerta inesistente in questo momento. O ricordate il famoso Eurovision, migrato, giustamente, verso Torino per l’indisponibilità di un’arena idonea all’evento? Direte, ma si, se fosse solo per questo, che se li tenga Losanna, i 5 cerchi, la fiamma olimpica ed il suo Bach. Forse avete ragione.

Inoltre, fatto ancora più importante, legata al punto infrastrutture, è il pretesto per uno straordinario approfondimento e, questo so che si sta facendo, sull’accessibilità per tutti, normodotati o diversamente abili.

Sicuramente le olimpiadi, più quelle estive, sono attrattori di investimenti, captatori di soldi provenienti dall’estero che si tramutano in rigenerazione di aree, in nuove opportunità, come possano essere la sede di quartier generali di Società estere e, quindi, posti di lavoro. E questo genera ricchezza, opportunità. Insomma, le olimpiadi, sempre più quelle estive, sono quindi veicolo, abilitatori e richiamo di chi ha voglia di fare impresa. Si pensi, alle opportunità che possono arrivare da aree come gli Scali, su tutti lo scalo Farini. Beh, posso essere accusato di essere un illuso, pronti. Le regole sono state chiare fin dall’inizio, consapevole che, a tanta chiarezza, ci possano essere maggiori critiche.

Terzo punto, ancora più importante, il lascito immateriale dell’evento. Le generazioni “Z26”, sono quelle su cui l’evento dovrebbe essere la molla per creare un humus perché ci sia una visione basata sullo sport, sull’attività fisica, non solo in un’ottica agonistica, ma proprio di benessere, di meno problematiche anche di salute, si pensi solo a malattie cardiache o vascolari. Ecco, la nascita di una cultura sportiva, tanto mancante in questo momento.

Da illuso, da sognatore, inoltre, voglio pensare come un evento a 5 cerchi, certo più quello con atletica e pallanuoto, basket e beach volley, possa rappresentare un rafforzamento del senso di appartenenza e di orgoglio alla città, alla realtà in cui siamo.

Oltretutto, in questi 770 giorni mancanti, come sempre detto, sarà un climax di emozioni, che farà sempre più comprendere con forza quanto sopra, creando una sempre maggiore attesa verso l’evento.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Andrea Cherchi

Olimpiadi invernali, 2026, Milano, Cortina, Giochi olimpici, Arena,

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15 commenti su “Milano | Olimpiadi – La partenza della corsa a 5 cerchi e le motivazioni”

  1. Dal punto di vista degli impianti, a Milano praticamente assenti, sarebbe stato molto meglio candidarsi per delle olimpiadi estive che avrebbero permesso di entrare nel circuito di città europee che ospitano manifestazioni di livello internazionale…Ma proprio non ci si arriva a pensarci!

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  2. Ricordo recente di expo che avrebbe portato manna dal cielo. Invece finito è stato subito abbattuto per cemento nuovo. E così sarà per le olimpiadi 2026. Costruzioni che hanno design e architettura passata di moda da almeno 20 anni, arriveranno cittadini qui dove i servizi non sono sufficienti neanche per chi ci vive o lavora. Spreco di suolo (cosa che con Sala va alla grande), riduzione del verde (cosa che con Sala va sempre più alla grande) e poi? Faremo la fine di Agorà, palazzetto del ghiaccio, pala sharp e forum di Assago? Rimaste li a fine degli eventi. Escluso il riciclato forum di Assago. È un’occasione per portare soldi… Nelle tasche di comune, cementificatori, amministratori, banche, forse qualche sponsor. A me non è arrivato un euro, anzi aumento di tasse e servizi ridotti…

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    • Il tuo modo di pensare è da taglio delle vene. Milano sta crescendo e non è vero che si sta cementificando inutilmente. Si costruisce sugli scali, perché non dovrebbe essere giusto? Le case servono qua, non nei paesini sperduti nella provincia di Pavia o in Brianza. È corretto costruire dove già ci sono infrastrutture. Con le nuove costruzioni in città arrivano anche nuovi parchi. Oggi sono stato nel nuovo parco di porta vittoria, bellissimo. Hanno iniziato la Beic, la nuova M4 rivoluzionerà la mobilità per centinaia di migliaia di milanesi… Expo è servito per ricostruire l’immagine di Milano e ora voi di destra la state distruggendo, continuando a criticare Milano state veramente facendo un gran danno a TUTTI. Ma siete solo dei pecoroni, continuate pure a gettare fango su noi milanesi, non vincerete, perché a Milano i bifolchi pessimisti e paurosi come voi non fanno presa.

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  3. Un arena che non sarà servita dalla tranvia che doveva essere a supporto, un collegamento importante e comodo per chi arrivava con il treno a rogoredo o alla m4 a repetti ma ritenuto non indispensabile secondo “il sindaco”. Spero che in questi ultimi 2 anni ci sia un forte ripensamento su questa infrastruttura e che si faccia alla fine per evitare di non avere Santa Giulia sommersa di auto nel 2026.

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    • Ma che pessimismo. Sicuramente il tram si farà prima o poi. Siamo il paese europeo che investe di meno in trasporto pubblico ma Milano ha una rete di tutto rispetto di 5 metropolitane, 17 linee di tram, una dozzina di linee suburbane, non è poco. Per fare le cose serve tempo, ne serve di più in Italia, iniziamo tutti a usare le nostre reti e usare sempre meno le automobili, anche così si avrà un trasporto pubblico migliore.

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      • Non sono d’accordo con il tuo punto di vista .. cosa vuol dire prima o poi verrà fatta?! É un infrastruttra importante che doveva essere di servizio all Arena e al futuro quartiere, é stata celebrata e proclamata come tanti progetti (che erano in lista e puntualmente non si faranno).

        Posso prendere anche le 5 linee metro le 17 di tram ect ma se tanto portano ovunque tranne che all”Arena.. beh sinceramente mi servono a poco.
        Una città che dice le macchine devono essere abolite e poi ritiene non importante un linea di collegamento per un evento così lo considero un autogol.

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      • Hai perfettamente ragione sia sul numero di linee (aggiungi oltre 100 tra bus urbani e extra urbani). Ed hai ragione sul uso ridotto delle auto, ma è anche vero che Atm e Trenord hanno continuamente tagliato invece di investire. E questo è sotto gli occhi di tutti. Il tuo è un ragionamento perfetto, se fossimo governati da gente che valorizza ed investe sullo sviluppo, invece di proporlo a parole e non a fatti.

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  4. Pensieri anche condivisibili ma di una leggerezza al limite dell’ingenuità.

    Sarei invece interessato ad approfondire fin d’ora quale sarà l’eredità concreta dell’Olimpiade per Milano.
    Per la futura Olimpiade Milano si doterà essenzialmente di due strutture principali (vengono tralasciati interventi minori quantunque importanti):

    – l’arena da 15000 spettatori in zona Santa Giulia e relativo masterplan. Progetto arena: David Chipperfield, finanziamento interamente privato. Ultimazione lavori: fine 2025.
    Il progetto dell’arena è gradevole e Chipperfield è una garanzia ma come verrà utilizzata in futuro l’arena? E cosa prevede il masterplan generale per il post evento? Verrano realizzati nuove linee di trasporto pubblico (l’area è ben distante dalla stazione di Rogoredo)?

    – villaggio olimpico nello Scalo di Porta Romana e relativo masteprlan. Progetto:SOM. Investitori: privati COIMA SGR, Covivio e Prada Holding. Ultimazione lavori: luglio 2025.
    Gli alloggi olimpici verranno convertiti in studentato, da una valutazione legata ai rendering pubblicati appaiono qualitativamente mediocri.

    Il confronto con l’Expo 2015 è inevitabile: l’orgoglio cittadino in quell’occasione non mancò di certo ma l’eredità in termini di strutture per i cittadini è stata imbarazzante. A distanza di otto anni cosa è rimasto? Una landa desolata di cemento con al centro il fantasmagorico albero della vita…siamo a posto.

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    • Al momento nell’area ex Expo c’è relativamente poco ma c’è un nuovo grande ospedale, un centro ricerca e tra qualche anno migliaia di studenti e ricercatori ne faranno un’area viva di studio e lavoro. Non so davvero che cosa proponi? Questi discorsi sempre disfattisti, critici e senza visione tarpano le ali. E soprattutto non ti rendi conto che Milano va vista nel contesto in cui si trova: un paese intero in grave declino, con un governo centrale che rema contro e una Regione che è governata da leghisti retrogradi che hanno in mente solo le pedemontane.
      In questo contesto io mi stupisco di quello che si riesce a fare, per essere una piccola città di 1,3 milioni di abitanti, con 3 milioni attorno che la usano e la criticano a me sembra tutto un miracolo.

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      • Non è un discorso disfattista il mio, ho anzi espresso favore nei confronti dell’arena a Santa Giulia, che mi sembra (dai render e dal progettista) un progetto notevole e importante per Milano.

        Ho altresì espresso il mio timore rispetto all’eventualità che questo grande evento si trasformi nell’ennesima occasione persa per un miglioramento concreto – urbanistico, di servizi, di mobilità e infrastrutture – per una città, Milano, che per dimensioni e status può e deve confrontarsi con città europee come Monaco, Barcellona, Vienna, Copenhagen…

        Insomma qual é la visione? Come si tradurrà questa visione in concreto, soprattutto a partire dal giorno 2 del dopo evento? Ci sarà una forte supervisione pubblica e un coinvolgimento attivo della popolazione?

        Io spero vivamente che, al di delle buone intenzione espresse nell’articolo, non sia un Expo 2015 bis, evento che a 8 anni dalla sua fine, ha partorito un topolino.

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  5. Vi invito ad arrivare alla M3 di Rogoredo e percorrere i 25 minuti a piedi necessari per arrivare all’arena. Lasciatevi alle spalle il boschetto della droga (attivo come mai) e seguite l’uscita per Santa Giulia. Attenti a schivare le siringhe e le deiezioni canine ed umane nel sottopasso. Appena usciti vi trovate sulla destra l’ambulanza con i volontari che distribuiscono le siringhe, davanti il cubo di cemento armato di Sky. Proseguite e sulla destra avete la futura sede del conservatorio, qualche mese fa oggetto di un incendio procurato dai disperati che si riparavano dal freddo. Sulla.sinistra un isolato recintato ed abbandonato a se stesso da almeno 10 anni. Qualche centinaio di metri e superate tutti i casermoni senza anima che caratterizzanonla zona per arrivare finalmente a prati abbandonati circondati da tangenziali. Chi parla di arene simili a Londra non e’ mai stato a Londra ma neanche a Santa Giulia.

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    • Speriamo.

      Checchè ne dicano i diversamente intelligenti esiste una Milano pre EXPO e una Milano post EXPO.

      Il boom del turismo ne è solo un piccolo esempio

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