Milano | Porta Venezia – La costante sciatteria di piazza Oberdan

Milano, Porta Venezia.

Febbraio 2026. Costantemente ci giungono segnalazioni sullo stato di sciatteria che caratterizza Milano, soprattutto in alcune zone molto frequentate e che avrebbero invece bisogno di maggiore cura. È il caso di piazza Guglielmo Oberdan, cuore della bella zona di Porta Venezia, dove sorgono i due caselli neoclassici e dove sono attualmente in corso i lavori di riqualificazione di corso Buenos Aires, con la realizzazione della pista ciclabile.

Recentemente il Comune è intervenuto in occasione del passaggio della torcia olimpica, colorando alcuni pali dei semafori con un bel giallo caldo, come già visto in altri luoghi della città. Peccato però che solo una parte dei pali sia stata interessata dall’intervento, mentre gli altri sono rimasti com’erano, accentuando una sensazione di lavoro incompleto.

Non è la prima volta che segnaliamo lo stato di abbandono in cui versa questa piazza. Come altre piazze che testimoniano la presenza delle antiche porte delle mura difensive del Cinquecento — tra cui piazzale Baiamonti, piazzale Principessa Clotilde, piazzale Baracca, piazzale Cantore e piazza Cinque Giornate — anche piazza Oberdan appare trascurata, segnata da oggetti accumulati nel tempo, rattoppamenti effettuati a più riprese e mai inseriti in una riqualificazione organica, unica e dignitosa.

La piazza venne sistemata nel 2014, ma solo nella parte verso corso Buenos Aires. Lo scorso anno sono stati rinnovati i binari dei tram. Tuttavia, l’impressione è sempre la stessa: interventi frammentari, raffazzonati, che non portano mai a un reale miglioramento complessivo.

A ciò si aggiungono disservizi e interventi poco chiari, come le scale mobili fuori uso da mesi, oppure la recente installazione di un recinto sopra il vecchio Diurno Venezia (che il Comune aveva annunciato nel 2021 che sarebbe diventato un museo del digitale), che impedisce il transito pedonale nella porzione di piazza antistante il civico 3.

Un recinto che non impedisce però ai “furbetti” di parcheggiare dove non dovrebbero, né ai vandali di imbrattare la bellissima pensilina superstite in stile Liberty che fronteggia via Tadino.

E poi c’è il verde: sempre mal tenuto, sporco, spesso colmo di rifiuti lasciati dagli incivili.

Come sempre, non chiediamo interventi faraonici. Basterebbero un po’ di ordine, rispetto e pulizia — elementi che forse contribuirebbero anche a scoraggiare i soliti comportamenti incivili.

Ci scusiamo se ci ripetiamo spesso, ma purtroppo la situazione non migliora mai: peggiora soltanto.

  • Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi
  • Loreto, Corso Buenos Aires, Riqualificazione, piazza Oberdan, Porta Venezia, Verde Pubblico, Degrado
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

6 commenti su “Milano | Porta Venezia – La costante sciatteria di piazza Oberdan”

  1. Nel precedente articolo di pochi giorni fa, Urbanfile precisa che sarebbe stato meglio fare come in altre città europee, ovvero utilizzare vernici scure e con resa finale ruvida, in modo da non far appiccicare adesivi o fare scarabocchi vari, qui sembra si cambi idea sul giallo…mah!
    A me sembra che il giallo sia un bellissimo colore, che siano meravigliosi i campi di girasole e le mele golden ben mature, ma anche che questi pacchiani pali gialli che contornano gli edifici storici di Milano producano un accostamento e un contrasto semplicemente penoso e siano solo frutto di ignoranza e di una gestione dell’ arredo urbano e della manutenzione della città molto pressapochista, come evidenziato spesso da Urbanfile.

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  2. Le auto dei furbetti parcheggiate in divieto su piazzale Oberdan sono tollerate dai vigili urbani poiché appartenenti a gestori delle limitrofe attività commerciali che usano lo spazio pubblico come loro autorimessa

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    • Poverini, come fanno, non ci sono mezzi! Devono portare vecchi parenti all’ospedale! Devono trasportare caldaie! Lavorano solo loro!

      Per sta gentaglia non bastano metro, tram, bus, passate ferroviario, loro non si abbassano a prendere un mezzo pubblico. Vogliono egoisticamente usare lo spazio di tutti come loro spazio personale. Naturalmente gratis, perché pagare pochi euro per parcheggiare in modo regolare non è concepibile.

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  3. Ed è triste constatare come non sia stata nemmeno colta l’occasione delle Olimpiadi per fare un minimo di manutenzione straordinaria… nemmeno una pulizia dei graffiti sulle vie più battute dai turisti… niente.

    Giorno dopo giorno mi chiedevo… mah, magari non hanno ancora pulito perché aspettano gli ultimi giorni, così poi non fanno in tempo a re-imbrattare di nuovo… invece è proprio che non avevano nessuna intenzione di pulire… sono ancora tutti lì.

    Molto molto deluso.

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