Milano | Porta Genova – Nuova vita per gli ex edifici abbandonati di viale Gorizia sulla Darsena

Milano, Porta Genova.

A fine aprile Investire SGR, società attiva nell’asset e investment management, insieme a Partners Group, ha annunciato l’acquisizione di due edifici in viale Gorizia 5 e 7, a Porta Genova, per una superficie complessiva di circa 8.500 metri quadrati.

L’operazione, dal valore superiore ai 70 milioni di euro, rappresenta il primo investimento del nuovo fondo Italian PRS III e consolida la joint venture tra le due società nel settore residenziale italiano. Gli immobili entreranno infatti nel perimetro delle piattaforme Italian PRS, che puntano a costruire un portafoglio nazionale da circa 2 miliardi di euro. Le precedenti piattaforme (PRS I e PRS II) gestiscono già circa 600 milioni di euro e oltre 90.000 mq, con un focus sul living in locazione arricchito da servizi.

Il progetto prevede la completa riqualificazione dei due edifici, oggi in stato di abbandono, con l’obiettivo di trasformarli in residenze moderne e contribuire al miglioramento della qualità urbana e dell’attrattività del contesto, affacciato sulla Darsena.

Le nuove abitazioni saranno integrate nella piattaforma gestionale “On Place”, un sistema che combina servizi fisici e digitali per il mercato della locazione: concierge, pacchetti di arredo, manutenzione e convenzioni, gestibili tramite app h24. La piattaforma è già attiva a Milano, Roma e Torino con oltre 450 appartamenti.

L’operazione è stata finanziata per circa 48,2 milioni di euro da BCC Milano e ha visto il coinvolgimento di diversi advisor: Dils come broker, Legance per gli aspetti legali, RINA Prime per la due diligence tecnica e ambientale e DLA Piper per il finanziamento, mentre Dentons ha assistito la banca e FM Notai ha seguito la parte notarile.

Va però precisato che gli edifici lungo questo tratto di viale Gorizia sono in realtà tre: i civici 5, 7 e 9, tutti caratterizzati da volumetrie simili e affacciati sulla Darsena. Il numero 9, posto in testa all’isolato è abitato e resta escluso dall’operazione.

Prima della costruzione degli attuali edifici, tra Ottocento e metà Novecento, quest’area ospitava bassi fabbricati adibiti a magazzini, direttamente legati alla funzione portuale della Darsena. Dal 1894 qui venivano infatti stoccati i marmi destinati al Duomo di Milano: gli scalpellini lavoravano blocchi e decorazioni che poi venivano trasportati via acqua fino al cosiddetto “Laghett”, nei pressi della Ca’ Granda e di Santo Stefano, a pochi passi dal cantiere della cattedrale.

Nel tempo, i laboratori della Veneranda Fabbrica del Duomo si spostarono più volte per esigenze di spazio: dapprima dietro l’abside del Duomo, poi verso Santo Stefano e successivamente lungo il naviglio di San Gerolamo (oggi via Carducci). Con la copertura del naviglio, l’attività fu trasferita proprio in viale Gorizia, per poi essere definitivamente spostata nel dopoguerra in zona Certosa, complice anche l’abbandono del trasporto fluviale.

Gli edifici industriali vennero così demoliti, lasciando spazio ai palazzi residenziali realizzati tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Il civico 5 (1959) fu progettato da Luigi Caccia Dominioni con Francesco Nava e ospitò anche la scuola del coro della Cappella Musicale del Duomo, come testimonia ancora oggi lo stemma della Veneranda Fabbrica presente all’ingresso. Il numero 7, completato nel 1955 su progetto di Giancarlo Malchiondi e Ugo Zanchetta, è probabilmente il più grazioso dal punto di vista architettonico secondo noi. Chiude il trittico il civico 9, realizzato nel 1950 su progetto di Enrico Ratti.

Dopo quasi un decennio di abbandono, i due edifici coinvolti torneranno dunque a nuova vita, valorizzando una posizione tra le più suggestive della città, affacciata direttamente sullo specchio d’acqua della Darsena.

Gli edifici menzionati nell’articolo sono siglati nella mappa Urbanfile con le sigle: PG15 e PG16.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Milano Sparita, Skyscrapercity, Investire SGR
  • Le foto d’epoca sono immagini diffuse in rete e pertanto non di nostro possesso. Non si conosce autore e proprietario, a meno che non sia riportato sulla foto con watermark, che in quel caso noi segnaliamo. 
  • Ringrazio gli amici di Skyscrapercity Milano Sparita
  • Porta Genova, Darsena, Riqualificazione, Veneranda Fabbrica del Duomo, Luigi Caccia Dominioni, Francesco Nava, Viale Gorizia, Giancarlo Malchiondi, Ugo Zanchetta, Enrico Ratti, Investire SGR, Partners Group
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

5 commenti su “Milano | Porta Genova – Nuova vita per gli ex edifici abbandonati di viale Gorizia sulla Darsena”

  1. Bell’articolo grazie.
    Vi prego pero’ di correggere il nome dell’architetto Giancarlo Malchiodi (non Malchiondi).
    Grazie, saluti.

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  2. Datele ai poveri le case , a persone italiane che vivono in condizioni pessime per colpa di burocrazie e prezzi mastodontici … Vi guadagnereste un posto in paradiso anziché sprofondare degli abissi delle maledizioni collettive per il vostro arrancare denaro e ricchezze al prezzo della sofferenza altrui …
    Altri progetti per soli ricchi che già ne hanno di case e di abitazioni lussuose … siete scontati e prima o poi un letto di rimpianto e sofferenza spetta anche a voi in età avanzata

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  3. Il progettista dell’edificio al numero 7 è l’Arch. Gian Carlo Malchiodi, realizzato per l’appunto nello studio dell’Arch. Ugo Zanchetta, presso il quale Malchiodi all’epoca lavorava.

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