Milano | San Siro – Quartiere Selinunte tra cantieri e fragilità: si prova a ripartire

Milano, San Siro.

Maggio 2026. Mentre nel settore settentrionale e occidentale di San Siro si guarda al futuro – tra ipotesi sul destino dello Stadio Meazza e nuovi interventi urbani – nella porzione più interna del quartiere, racchiusa tra via Albertinelli, via Carlo Dolci, via Ricciarelli, via Civitali e via Paravia, con al centro Piazzale Selinunte, si torna finalmente a parlare di riqualificazione.

Nel quartiere Selinunte, cuore del grande comparto di edilizia residenziale pubblica, riemerge infatti il tema – mai davvero risolto – del recupero del patrimonio abitativo. L’intervento, da oltre 3,5 milioni di euro, punta a migliorare le condizioni di edifici segnati da decenni di criticità strutturali, energetiche e manutentive.

I lavori riguardano principalmente l’involucro edilizio, con la posa del cappotto termico per ridurre dispersioni e costi energetici, oltre alla sistemazione delle parti comuni, come le cantine, e a un più ampio programma di efficientamento energetico.

Parallelamente procede il recupero degli alloggi sfitti, uno dei nodi più critici dell’edilizia pubblica milanese: dei 19 appartamenti in manutenzione, diversi sono già in fase avanzata. Emblematico il caso di un alloggio liberato nell’ambito delle operazioni coordinate con la Prefettura, riqualificato rapidamente e già pronto per una nuova assegnazione. Un segnale concreto di come il riuso del patrimonio esistente possa offrire risposte immediate al bisogno abitativo.

Il tutto si inserisce però in un contesto fragile, dove degrado edilizio e criticità sociali si intrecciano. Interventi come questo rischiano di restare isolati se non accompagnati da politiche più ampie: servizi, presidio del territorio e qualità dello spazio pubblico.

Sul fondo si intravede un possibile cambio di passo con il nuovo piano casa, atteso da anni, che dovrebbe dare maggiore continuità a operazioni di recupero come questa. Resta da capire se si tradurrà in una strategia strutturale capace di incidere davvero sul futuro del quartiere.

Selinunte, originariamente denominato “D’Annunzio”, è uno dei più grandi complessi di edilizia popolare milanese: oltre 6.100 alloggi realizzati tra il 1935 e il 1947 su progetto di Albini, Camus, Palanti e altri. Un impianto razionalista, ordinato e seriale, sviluppato però con alta densità edilizia e una storica carenza di verde e servizi.

Al centro si apre il vasto Piazzale Selinunte, da cui si diramano le principali direttrici del quartiere, come viale Aretusa e viale Jonio, insieme a una rete di strade minori che ne definiscono l’ossatura urbana.

Sempre all’interno del quartiere, nel marzo scorso si è concluso il percorso partecipativo per la riqualificazione dell’ex mercato coperto, alla presenza di assessori comunali e rappresentanti istituzionali. Il Comune di Milano prevede un investimento fino a 3 milioni di euro (coprendo l’80% dei costi) per trasformare lo spazio, oggi inutilizzato, in un centro multifunzionale dedicato alla socialità, in particolare per i giovani.

Negli ultimi anni l’area, di circa 968 mq, è stata mantenuta attiva grazie ad attività temporanee. Il progetto punta ora a creare una “piazza coperta” aperta alla comunità, con funzioni educative, culturali e aggregative, favorendo inclusione, mix sociale e partecipazione diretta dei residenti.

L’intervento rientra in un piano più ampio di rigenerazione urbana che coinvolge otto edifici pubblici dismessi. Il percorso partecipativo ha coinvolto circa 250 persone tra cittadini, associazioni, istituzioni e commercianti, attraverso incontri, laboratori e questionari, delineando una visione condivisa: uno spazio gratuito, flessibile e inclusivo, con servizi di prossimità come laboratori, formazione, supporto alle famiglie e attività per giovani e lavoratori.

Il progetto proseguirà con un bando pubblico a giugno 2026 per individuare il soggetto gestore, con l’obiettivo di avviare le attività entro gennaio 2027.

Nel frattempo, l’intervento si inserisce in un quadro più ampio di azioni sul quartiere San Siro, che includono progetti sociali, iniziative per i giovani, programmi di welfare di prossimità e interventi di riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi, GoogleMap
  • Quartiere Selinunte, San Siro, Piazzale Selinunte, riqualificazione, Aler, Case Popolari
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4 commenti su “Milano | San Siro – Quartiere Selinunte tra cantieri e fragilità: si prova a ripartire”

  1. Ne hanno sistemato rapidamente uno ma sono centinaia quelli che da anni sono devastati, poi c’è la mafia delle occupazioni abusive. Speriamo bene…

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  2. Ottimo il lavoro atteso e promesso 15 anni fa durante la campagna elettorale per il sindaco di Milano : con Pisapia tornano gli alberi in via Paravia.
    Andrebbero però aggiunti altri 6 alberi (2 dietro le panchine all’incrocio con via Zamagna, 2 sulle aiuole davanti all’uscita dall’asilo e 2 sulle aiuole di fronte a p.zza Segesta) ed altrettanti cestini accanto ad ogni panchina perché quelli messi sono purtroppo insufficienti.
    Per quanto riguarda via Zanagna esiste uno spazio abbandonato (ex asilo) che dovrebbe essere riconvertiti in laboratorio artigianale di restauro di mobili ritirati dai giovani dalle cantine e rivenduti per finanziare la scuola artigianale ed i ragazzi del quartiere e le persone che frequentassero i corsi. A fine giugno si dovrebbe poi organizzare 1we con un mercatino tipo quello dei Navigli per la vendita dell’usato (mobili, abbigliamento, oggettistica).
    In via Zamagna sulla sinistra verso p.zza Selinunte si trovano 2 negozi chiusi da tempo. Perchè non organizzare in collaborazione con la Regione Lombardia laboratori per ASO e corsi di cucina etnica dove ogni settimana si alternano diverse cucine (algerina, egiziana, eritrea, etiope, marocchina, somala, latino-americana e di eventuali altre comunità di paesi extra europei presenti sul territorio). Anche in questo caso a fine giugno, in concomitanza con il mercatino dell’usato, si potrebbero allestire sulla via Zamagna banchetti con le specialità diverse di ogni comunità dove i giovani che le preparano raccontano come ed illustrano le eccellenze (frutta, verdura, bevande, cibi) del loro Paese. Durante l’anno il laboratorio di cucina dovrebbe anche offrire 1 servizio di catering/asporto per chi volesse organizzare a casa propria 1 cena per una ricorrenza e stupire gli ospiti con “piatti nuovi”. La pubblicità del passa parola sarebbe la cosa migliore per garantire il successo e far conoscere le abilità dei giovani del quartiere.
    Anche lo spazio delle Cascine Nuove dovrebbe essere coinvolto. Qui si dovrebbe creare un laboratorio calzaturiero dove i giovani realizzano lavori di sartoria, scarpe su misure e plantari per persone con difficoltà di deambulazione a prezzi non esorbitanti e realizzare nel contempo zainetti, borse e borsoni anche su richiesta personalizzata dei singoli clienti. Sarei felice di poter contribuire al successo di questa iniziativa che potrebbe unire il quartiere S. Siro creando 1 spirito di appartenenza in grado di coinvolgere e unire L’INTERO QUARTIERE!

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  3. L’edificio in copertina venne progettato dagli architetti Moroni e Natoli (come buona parte di quel quartiere); i due architetti li troviamo impegnati anche in via Segneri (blocco Segneri-Lorenteggio-Odazio-Apuli). Moroni fu anche autore della fondazione don Gnocchi a Niguarda. Naturalmente ha progettato molti altri edifici; credo che gli eredi posseggano ancora il suo vasto archivio professionale.
    Prima di screditare e demolire è importante sforzarsi di mettere in risalto la storia, le ragioni (ed anche la qualità) di intere parti di Milano.

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  4. Io e mio fratello siamo nati in viale mar jonio lui a 70 e io 62 ora…. Il quartiere era una dei più belli in quegli anni , ora è diventato solo un insieme di extracomunitari anche abusi e spacciatori… mio fratello abita ancora lì e credo sia uno dei pochi italiani rimasti perché purtroppo proprietario della casa comprata tanti anni fa . Penso solo che il quartiere venga riqualificato per questa gente che non c’entra nulla e anzi sarà sempre peggio… peccato!!!!!

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