Milano | Centro Storico – Addio al pavé? Proseguono i lavori tra via Torino e via Cesare Correnti… in rosso

Milano, Centro Storico.

Giugno 2026. Alla fine ci si arrende, o quasi. È quanto sta accadendo con il progressivo addio al pavé in alcune delle strade più rappresentative del centro di Milano. Dopo via Meravigli, che circa un anno fa ha visto la rimozione dei tradizionali masselli in granito a favore dell’asfalto, ora tocca a via Torino e a via Cesare Correnti, anch’esse private, almeno in parte, della loro storica pavimentazione.

Come spesso accade, il tema divide profondamente. Da una parte c’è chi considera il pavé un elemento identitario della città, dall’altra chi ritiene necessaria la sua sostituzione per migliorare sicurezza e comfort. Eppure, per oltre un secolo, i masselli di granito hanno caratterizzato il paesaggio urbano milanese, rendendolo riconoscibile quasi quanto i sampietrini lo sono per Roma.

Sui social il dibattito è acceso. Molti giudicano questi interventi un impoverimento del patrimonio cittadino, mentre altri ricordano come negli anni via Torino sia stata teatro di numerose cadute e incidenti che hanno coinvolto ciclisti e motociclisti, spesso a causa della pavimentazione sconnessa. Un problema che si è accentuato nel tempo, anche se non mancano esempi di strade con masselli ancora perfettamente regolari.

Sull’origine del pavé milanese non esistono informazioni facilmente reperibili. La nostra impressione, basata su fotografie storiche e testimonianze di esperti, è che la sua diffusione sia avvenuta tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, parallelamente allo sviluppo della rete tranviaria elettrica. Prima, le strade erano generalmente in terra battuta o realizzate con la cosiddetta “rizzata lombarda”, composta da ciottoli di fiume e lastre di granito. (ai due link due nostri articoli precedenti sulla pavimentazione in masselli 20182021

Chi scrive ammette di essere particolarmente affezionato al pavé. Fa parte dell’identità di Milano e contribuisce a dare carattere alle sue strade. Tuttavia, da ciclista, è impossibile non riconoscere quanto possa risultare scomodo e, in alcuni casi, persino insidioso.

Come osservava il giornalista Lorenzo Viganò sul Corriere della Sera Milano: «Le lastre di pietra e porfido danno anima e carattere a ogni centro storico. Semmai il problema del pavé è curarne la manutenzione».

Venendo ai lavori, il tratto di via Torino tra piazza del Duomo e il Tempio di San Sebastiano è stato ripristinato con i masselli in granito. Diversa la situazione tra il civico 34 e via della Palla, dove il pavé è stato sostituito da una pavimentazione in asfalto rossastro. Tra via della Palla e via Santa Maria Valle il cantiere deve ancora ripartire, mentre da via Santa Maria Valle fino al civico 61 l’intervento è già stato completato, sempre con l’asfalto rosso.

Dal civico 61 fino al Carrobbio i lavori sono ancora in attesa di completamento, mentre nel piazzale del Carrobbio il cantiere è ripreso sul lato dispari. Situazione simile anche in via Cesare Correnti, dove l’intervento procede per fasi e il nuovo asfalto ha già sostituito ampi tratti della tradizionale pavimentazione in granito.

Per un giudizio definitivo sarà comunque necessario attendere la conclusione dei lavori. Nel frattempo il Municipio 1 ha individuato alcune strade e piazze dove ricollocare parte dei masselli recuperati: via Santa Maria Valle, piazza Santo Stefano, via Bergamini, l’area dell’Università Statale e via Clerici.

Quanto a noi, continuiamo a coltivare un piccolo sogno: vedere un giorno tutte le strade delle Cinque Vie completamente lastricate in pietra, valorizzando uno dei quartieri storici più affascinanti e monumentali di Milano.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi
  • Centro Storico, Cordusio, Via Orefici, Via Dante, Arredo Urbano, Area Pedonale, Riqualificazione, ATM, Tram, Metropolitana, Via Torino, via Cesare Correnti, Binari, Riqualificazione
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

17 commenti su “Milano | Centro Storico – Addio al pavé? Proseguono i lavori tra via Torino e via Cesare Correnti… in rosso”

  1. Che squallore!
    Ma non si era detto che anche il tratto del Carobbio e della chiesa di San Giorgio al Palazzo avrebbero mantenuto i masselli in pietra?
    Invece è stato tutto volgarmente asfaltato.
    Questa giunta è incapace!
    Andando avanti di questo passo con la scusa della sicurezza il pavé sarà completamente cancellato dalla città.
    Via Medici per esempio non è una strada percorsa da mezzi pesanti in cui il traffico è praticamente inesistente eppure i sampietrini sono stati rimossi ugualmente per sostituirli con una colata di volgare asfalto.

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  2. Le mie chiappe di ciclista ringraziano e chiedono pietà anche in via cesare correnti e molte altre. Esse non chiedono piste di alcun tipo, solo asfaltature decenti.
    Sennò andrò a cavallo

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  3. Proprio vero: il problema è la manutenzione.
    O meglio, l’abilità con cui si lavora sul pavé. Ormai non c’è più nessun operaio che ne è capace (necessari forza, acqua e sabbia).
    Basta vedere come è conciato il pavé di piazza 4 Novembre (rifatta solo pochi anni fa) e come, in certe parti, sia stato “rappezzato” molto male, addirittura con il catrame.
    Da ciclista dico no pavé, anche se il suo fascino è innegabile.

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  4. Ma scusate ma che lavoro è coprire i masselli con l’asfalto? poi è ovvio che si creano le buche. Va rimosso tutto, ma come si lavora?

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  5. ma il pave non era adatto ormai, costosissimo da mantenere in buono stato o spostare per fare lavori alle infrastrutture sotto, causava problemi alla mobilità morbinda e con le piogge diventava anche scivoloso, molto meglio sostituirlo con un’altro tipo di pavimentazione ed un po’ di verde

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  6. Buona parte delle strade delle Cinque Vie sono già in pavé e lo stato di manutenzione è pietoso: basti vedere via San Maurilio (inguidabile, con una buca pericolosa in corrispondenza di un tombino) o il tratto iniziale di via Santa Marta.

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  7. però non capisco, se lo vuoi togliere lo togli tutto.
    che senso ha, in quel pezzo rimasto il ciclista cosa dovrebbe fare, scendere dalla bici?
    e poi mettiamolo qualche albero ogni tanto…
    e speriamo che l’asfalto non salti via

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  8. Personalmente trovo la discussione pavé asfalto una cosa ideologica. Ben venga che venga tolto dalle strade trafficate, dato gli innegabili vantaggi della pavimentazione in asfalto, ma questo deve essere accompagnato dal riiutilizzo oculato in altri luoghi primo fra tutti i marciapiedi delle zone centrali, che tutt’ora sono spesso in catrame scadente e danno un impressione estramemtne sciatta della città

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  9. identitario si, ma per restare in tema “denti” era talmente sconnesso che in scooter uscivano le otturazioni. quindi o si mantiene curato e perfetto oppure lo si lasci sono in zone pedonali o di scarsissimo traffico. Su dai che ce la fate ad entrare nel terzo millennio.

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  10. Quando imparai ad andare in bici, papà mi insegnò di stare fuori dalle rotaie e di atrraversarle il più perpendicolarmente possibile, per non finirci dentro cadere. mai caduto. Se i cicliesti odierni cadono, beh imparino (alcuni vanno zigzagando per assenza cronica di equilibrio, dunque..). Uj! in Olanda, patria dei cicliesti, cìè pieno di tram e nessuno li incolpa!
    Imasselli vanno ben tenuti, perchè si muovono e, inoltre il rotolamento dei veicoli su gomma provoca un rombo continuo e penso che chi abita lavora su via Torino, ne trarrà giovamento.
    Spiegazioni sul colore rosso? per non farlo nero, ok. Altre?

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  11. Finalmente un intervento fatto bene, sebbene molto costoso. Asfalto in strada, massello sul marciapiede, come dovrebbe essere ovunque!! Benissimo. Prossima volta un paio d’alberi e ci siamo…

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  12. penso che lo stadio Meazza possa essere trasformato in una grande coltura idroponica sul modello di quelle dell A>rgentina e Brasile in alto vasche in plastica collegata per la piscicoltura l acqua utilizzata per la crescita delle piante e poi recuperata pannelli solari forniranno la corrente mentre robot guidati dall intelligenza artificiale montati su rotaia coltiveranno e poteranno frutta verdure di ogni tipo 25 ore su 24 sistemi di discesa porteranno il ricavato a valle dove si procedera allo smistamento specchi montati sulla parte alta serviranno insieme ai led all illuminazione da calcoli fatti si puo recuperare la spesa in 7 8 anni
    salrap@gmail.com

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