Milano, Porta Nuova.
Giugno 2026. Tra i palazzi storici più importanti e meno valorizzati di Milano c’è sicuramente Palazzo Dugnani, al civico 2 di via Manin, tra Porta Nuova e Porta Venezia, affacciato sui Giardini Indro Montanelli e a pochi passi sia da piazza Cavour che dai grattacieli del moderno quartiere di Porta Nuova. Si tratta di uno degli ultimi grandi palazzi nobiliari settecenteschi della città giunti fino a noi in condizioni sostanzialmente integre, soprattutto per quanto riguarda i suoi preziosi interni decorati.



Un po’ di storia
Le origini del palazzo risalgono alla fine del Seicento, quando la proprietà apparteneva alla famiglia Cavalchini. L’aspetto attuale è però il risultato delle trasformazioni promosse dai Casati negli anni Trenta del Settecento e completate successivamente dalla famiglia Dugnani, che acquistò l’edificio nel 1753. In quel periodo il palazzo divenne uno dei principali salotti culturali della Milano illuminista.
Nel 1846 il Comune di Milano acquistò l’edificio insieme alle collezioni naturalistiche del conte Giovanni Vimercati. Palazzo Dugnani divenne così la prima sede del Museo Civico di Storia Naturale, prima della costruzione dell’attuale museo di corso Venezia. Nel corso del tempo ha poi ospitato scuole civiche e diverse altre funzioni pubbliche.


Il capolavoro di Tiepolo
La vera meraviglia del palazzo è il Salone delle Feste, decorato tra il 1731 e il 1732 da Giambattista Tiepolo.
Il Salone delle Feste o Centrale, occupa due piani dell’edificio, è coronato al secondo piano da un ballatorio con parapetto in ferro battuto.




Gli affreschi, dedicati alle vicende di Scipione l’Africano, sono considerati tra le opere più importanti del periodo giovanile dell’artista veneziano. Durante la Seconda guerra mondiale vennero preventivamente staccati per proteggerli dai bombardamenti, una scelta lungimirante che ne ha garantito la conservazione, a differenza di altri importanti cicli tiepoleschi milanesi andati perduti, come quelli che decoravano Palazzo Archinto.
Per molti anni il salone è stato utilizzato anche come sede per la celebrazione dei matrimoni civili del Comune di Milano.






Quindici anni di abbandono
Il paradosso è che uno degli edifici storici più importanti della città risulta sostanzialmente inutilizzato da circa quindici anni. Dopo la cessazione delle attività pubbliche che vi erano ospitate, il palazzo è rimasto privo di una funzione stabile e il degrado ha progressivamente iniziato a manifestarsi in diverse parti dell’edificio.
Nel 2025 il Comune aveva tentato di rilanciarlo attraverso un bando che prevedeva due possibili destinazioni:
- un Museo dei Media e delle Immagini;
- un polo scientifico e culturale collegato al vicino Museo Civico di Storia Naturale.
L’operazione richiedeva però investimenti molto consistenti, stimati in circa 20 milioni di euro per il restauro e l’adeguamento dell’immobile. Il bando, infatti, andò deserto.









Il futuro: cosa potrebbe diventare?
Ora, nel giugno 2026, Palazzo Dugnani è stato inserito tra i principali beni storici inutilizzati che il Comune intende valorizzare. È stata avviata una nuova raccolta di manifestazioni di interesse rivolta a soggetti pubblici, privati e del terzo settore, con l’obiettivo di individuare una destinazione sostenibile e reperire le risorse necessarie per il recupero del complesso.
A nostro avviso, la soluzione più coerente sarebbe quella di trasformarlo in una vera e propria casa-museo permanente, aperta regolarmente al pubblico, con percorsi di visita dedicati agli affreschi del Tiepolo e agli ambienti storici del palazzo. Gli spazi potrebbero inoltre essere arricchiti con opere e materiali provenienti dai depositi di importanti istituzioni cittadine, come la Pinacoteca di Brera, creando un nuovo polo culturale nel cuore della città.

Milano, infatti, conserva pochissimi interni settecenteschi accessibili al pubblico. Un eventuale “Museo del Settecento Milanese”, oppure un centro dedicato ai rapporti culturali tra Milano e il Veneto nel XVIII secolo, rappresenterebbe un’importante attrazione culturale e turistica. Il progetto potrebbe inoltre integrarsi perfettamente con il vicino Museo Civico di Storia Naturale, con la Galleria d’Arte Moderna e con l’intero circuito culturale di Porta Venezia.
Milano custodisce uno dei più importanti cicli di affreschi realizzati da Tiepolo in città, ma da anni è quasi impossibile per cittadini e turisti ammirarlo con regolarità. Una situazione che meriterebbe una soluzione definitiva. Sarebbe infatti un vero peccato se Palazzo Dugnani finisse per assumere una funzione esclusivamente privata, limitando o addirittura impedendo la fruizione pubblica di uno dei suoi più preziosi patrimoni artistici.

- Referenze Immagini: Roberto Arsuffi, Google
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