Milano | Centro Storico – Raddoppio del Museo del ’900: i nuovi rendering

Milano Centro Storico.

Agosto 2026. I nuovi rendering di NovecentoPiùCento anticipano l’aspetto della futura espansione del Museo del Novecento, uno degli interventi culturali più significativi attualmente in programma nel cuore di Milano.

Giusto stamattina vi abbiamo mostrato l’avvio del cantiere del progetto che prevede la riconversione del Secondo Arengario in una nuova ala espositiva, ampliando gli spazi del museo e completando il percorso dedicato all’arte del XX secolo fino alle espressioni più contemporanee. Oltre alle nuove sale espositive, l’intervento comprenderà anche un auditorium, spazi per i servizi, un bookshop e una caffetteria, rafforzando il ruolo del museo come polo culturale di riferimento internazionale.

I due corpi saranno collegati dalla discussa passerella sospesa in vetro sopra via Marconi, la strada che separa i due arengari, elemento architettonico che rappresenta il segno più riconoscibile dell’intervento e che, fin dalla sua presentazione, ha acceso un ampio dibattito tra sostenitori e critici.

Milano – Centro Storico – Piazza del Duomo via Marconi > NovecentoPiùCento (nella mappa Urbanfile codice: CS38) (spazio culturale) (ristrutturazione) (riqualificazione) (manutenzione straordinaria) (seconda ala del Museo del Novecento) al link l’ultimo aggiornamento del progetto.

  • inizio cantiere: 08-2026
  • conclusione cantiere: prevista 2028
  • committente: Comune di Milano
  • progetto architettonico:  Sonia Calzoni insieme a Pierluigi Nicolin, Ferdinando Aprile, Giuseppe Di Bari e Bruno Finzi
  • Referenze immagini: Sonia Calzoni; Pierluigi Nicolin, Corriere della Sera
  • Duomo, Sonia Calzoni, Pierluigi Nicolin, Arengario, Arte, Cultura, Museo 900, Museo del Novecento, Ferdinando Aprile, Giuseppe Di Bari, Bruno Finzi

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

7 commenti su “Milano | Centro Storico – Raddoppio del Museo del ’900: i nuovi rendering”

  1. Portaluppi, Muzio, Galmanini, Magistretti, Griffini e Martini rovinati da Calzoni, Nicolin, Aprile, Di Bari e Finzi.

    Siamo nel 2026. Per rendere fruibili due spazi separati non si costruisce un ponte: si produce un biglietto con due QR code. Poca spesa, tanta resa e un monumento preservato.

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  2. Più che un commento bisognerebbe organizzare un presidio fisso per opporsi con tutti i mezzi a un intervento selvaggio che è un insulto sia a un manufatto, i due padiglioni dell’ex Arengario, che comunque è un esempio importante dell’architettura monumentale dell’immediato anteguerra, sia all’effetto prospettico di un asse importante – Galleria-Piazza Diaz – del complesso di piazza del Duomo. Ma ormai a Milano le devastazioni paesaggistiche non si contano più.

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  3. La vera domanda è come possa essere venuto in mente di mettere il museo del Novecento all’ Arengario (troppo piccolo) e poi di raddoppiarlo con quella soluzione balenga della passerella. Non era meglio utilizzare il palazzo dei vigili in porta Romana (svuotato e poi venduto)? O (ancora meglio) realizzare (in forma moderna ovviamente) il terzo lato dei portici del Mengoni, di fronte al Duomo? Lì sì si sarebbe fatto un bel lavoro. Invece sono state fatte scelte miopi, di corto respiro, senza competenza o pianificazione (come al solito). E perché non fare prima un bel concorso di idee sulla migliore localizzazione? Macché, hanno fatto tutto i soliti funzionari comunali ignoranti…

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  4. A me l’idea piace molto, bisogna avere coraggio, piazza Duomo è una piazza in cui c’è una forte stratificaizone storica.
    Rimane comunque un progetto reversibile qualora l’idea non piaccia più.

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