Milano | Alla scoperta dei territori della città: Bicocca

Milano, Bicocca.

Alla scoperta dei territori di Milano

Sesto appuntamento della serie di articoli dove cercheremo di accompagnarvi alla scoperta – o riscoperta – dei territori, dei distretti e delle zone di Milano. Come avrete notato, abbiamo suddiviso la città non in quartieri, ma in 99 territori, aree più vaste che ricalcano, o cercano di ricalcare, gli antichi borghi o nuclei poi inglobati dalla grande Milano: gruppi di cascine, piccole comunità rurali e veri e propri paesi che, nel tempo, si sono uniti o sono stati assorbiti dall’espansione urbana.

Ricordiamo che la Grande Milano si è formata in due fasi. Fino al 1873 Milano era infatti una città relativamente piccola, racchiusa all’interno delle mura spagnole del Cinquecento. In quell’anno si fuse con il Comune dei Corpi Santi, un insieme di borghi, chiese e cascinali che la circondavano. Nel 1923 furono poi annessi anche i comuni autonomi della cintura esterna.

Con questi articoli esploreremo i territori, la loro storia, e vi mostreremo monumenti e architetture significative. Procederemo in ordine alfabetico, è il turno del territorio che fino a cent’anni fa faceva comune indipendente: Baggio

I territori

Acquabella – Affori – Arzaga – Baggio – BaronaBicocca – Boffalora – Bovisa – Bovisasca – Brera – Bruzzano – Bullona – Cagnola – Calvairate – Cascina Gobba – Cascina Merlata – Casoretto – Castello – Centrale – Centro Storico – Certosa – Chiaravalle – Chiesa Rossa – Cimiano – Cinque Vie – Città Studi – Comasina – Corvetto – Crescenzago – Dergano – Fiera – Figino – Forlanini – Forze Armate – Gallaratese – Gamboloita – Ghisolfa – Gorla – Gratosoglio – Greco – Guastalla – Isola – Lambrate – Lampugnano – Loreto – Lorenteggio – Macconago – Maddalena – Maggiolina – Montalbino – Monlué – Morivione – Morsenchio – Muggiano – Musocco – Navigli – Niguarda – Nolo – Nosedo – Ortica – Porta Garibaldi – Porta Genova – Porta Lodovica – Porta Magenta – Porta Monforte – Porta Nuova – Porta Romana – Porta Ticinese – Porta Venezia – Porta Vercellina – Porta Vittoria – Porta Volta – Portello – Ponte Lambro – Pratocentenaro – Precotto – QT8 – Quarto Cagnino – Quarto Oggiaro – Quinto Romano – Quintosole – Rogoredo – Ronchetto sul Naviglio – Roserio – Rottole – San Cristoforo – San Siro – Santa Giulia – Scalo Farini – Sella Nuova – Selvanesco – Sempione – Taliedo – Trenno – Tre Ronchetti – Turro – Vaiano Valle – Vigentino – Villapizzone.


BICOCCA

Bicocca è uno di quei luoghi immediatamente riconoscibili, sia dai milanesi sia da chi non lo è. È nota per il villino chiamato Bicocca degli Arcimboldi, per l’omonima Università degli Studi di Milano-Bicocca, per la Battaglia della Bicocca — di cui si può ammirare una raffigurazione all’interno della Cappella di Sant’Antonino di Segnano — e per essere sede della Pirelli. A ciò si aggiunge la presenza del Bicocca Village, che continua ad attirare numerosi giovani coi suoi intrattenimenti.

La Bicocca, che prende il nome dall’antico cascinale di campagna presente sin dal Quattrocento, si trova nella periferia nord-orientale di Milano ed è parte del Municipio 9. Il suo territorio è delimitato a sud dalle vie Santa Marcellina e Guido Venosta, a est dalle ferrovie dello scalo di Greco, a nord dal confine con Sesto San Giovanni e a ovest da viale Berbera e viale Suzzani.

Spesso il nome “Bicocca” viene impropriamente esteso anche ad aree limitrofe, in quanto più noto rispetto a toponimi come Segnano (parte di Greco) o persino alcune zone di Precotto prossime allo scalo ferroviario. Si tende così a dimenticare che tra questi quartieri si trova, ad esempio, il territorio di Greco, con il suo ex scalo ferroviario.

Origine del nome

Bicocca indica principalmente una piccola rocca, un fortino situato in posizione elevata, oppure, in senso spregiativo, una casa vecchia, fatiscente o una catapecchia. Il termine deriva dal longobardo bika (cima), indicando originariamente una casupola.

STORIA

L’ex Comune di Niguarda comprendeva un territorio piuttosto limitato (a differenza di altri comuni annessi alla “Grande Milano”) ed era suddiviso in due sole frazioni: Niguarda e Bicocca. Quest’ultima fu un comune autonomo, costituito da poche cascine sviluppatesi attorno alla storica villa, fino al 1841, anno in cui venne aggregata a Niguarda, seguendone poi le sorti fino all’annessione a Milano nel 1923. In precedenza era già stata annessa alla città durante l’età napoleonica, nel 1808, per poi essere nuovamente separata nel 1816 con il ritorno degli austriaci.

Durante la Repubblica Ambrosiana, la nobile famiglia Arcimboldi, originaria di Parma, fece costruire in quest’area — a circa cinque chilometri dalla città — la propria dimora di campagna: la Bicocca degli Arcimboldi, edificata intorno al 1450 e tuttora esistente. Il toponimo “bicocca” deriverebbe proprio da questa costruzione, indicando una fortificazione o residenza di modeste dimensioni posta in posizione elevata.

Con l’estinzione della famiglia Arcimboldi nel 1727, la villa passò ad altre proprietà e conobbe un progressivo declino. Restaurata all’inizio del Novecento, a partire dal 1913 ospitò i primi esperimenti di “scuola all’aperto” destinati a bambini con salute fragile, promossi dall’associazione privata “Per la scuola”, sostenuta — tra gli altri — dalla contessa Carla Visconti di Modrone e da Maria Giovanna Pirelli. Nel 1918 la villa fu acquisita dalla Pirelli, già presente nell’area con i propri stabilimenti.

Fu proprio la Pirelli a scegliere questa zona allora esterna alla città per trasferire i propri impianti dalla zona della futura stazione centrale, dove oggi sorge il Grattacielo Pirelli.

La località divenne celebre per la Battaglia della Bicocca, combattuta il 27 aprile 1522 tra l’esercito spagnolo di Carlo V d’Asburgo e quello francese di Francesco I di Francia, nell’ambito della Quarta guerra d’Italia (1521-1526). Lo scontro si concluse con la sconfitta francese e circa tremila caduti, dando origine al celebre detto “C’est une bicoque”. Una raffigurazione della battaglia è conservata nella Cappella di Sant’Antonino di Segnano.

Ancora nel Settecento l’insediamento della Bicocca non si estendeva oltre le pertinenze della villa: i soli 74 abitanti censiti nel 1751 spinsero i ministri dell’imperatrice Maria Teresa a ipotizzarne l’aggregazione a Niguarda, senza tuttavia esito. I residenti erano 143 al momento della prima annessione a Milano nel 1808, e poco più numerosi all’epoca dell’unione con Niguarda nel 1841. L’unico edificio religioso del minuscolo borgo era la cappella annessa alla villa, demolita all’inizio del Novecento.

A partire dagli anni Ottanta del Novecento, con la progressiva dismissione degli impianti produttivi Pirelli, si aprì un ampio dibattito sulla riconversione delle aree industriali. Nel 1985 l’azienda promosse un concorso internazionale per la riqualificazione dell’area, poi regolamentata dal Comune di Milano; nel 1988 venne selezionato il progetto dello studio Gregotti Associati International, finalizzato a integrare l’ex area industriale nel tessuto urbano e a farne un nuovo polo di riferimento per il Nord Milano.

Negli anni successivi ebbero inizio le trasformazioni: alcune aree furono rapidamente riedificate e destinate ad attività economiche, mentre altre vennero cedute al Comune come spazi verdi. La progressiva cessazione delle attività industriali, completata nel 1992, favorì le operazioni di bonifica e la riconversione complessiva dell’area.

Il progetto si evolse nel tempo, abbandonando in parte l’originaria vocazione tecnologica a favore di funzioni universitarie e terziarie, con la nascita del polo della Università degli Studi di Milano-Bicocca. Entro il 2005 l’intervento può considerarsi sostanzialmente concluso.

In seguito, l’espansione del progetto portò alla cosiddetta “Grande Bicocca”, che incluse nuove aree e funzioni, tra cui il Bicocca Village, l’HangarBicocca, ulteriori sedi universitarie, uffici e nuovi complessi residenziali.

Quartieri e luoghi notevoli

La Bicocca è un’area piuttosto estesa e può essere suddivisa in diversi quartieri, ufficiali e non.

Anzitutto il Quartiere Bicocca: un importante progetto di riqualificazione urbana dell’area milanese un tempo occupata dagli stabilimenti della Pirelli, rappresenta uno degli interventi urbanistici più rilevanti della fine del Novecento. Avviato nel 1985 tramite un concorso internazionale promosso dalla stessa Pirelli in collaborazione con il Comune e la Regione Lombardia, il piano fu affidato nel 1988 allo studio Gregotti Associati International. L’intervento, esteso su oltre 700.000 m², prevedeva la trasformazione dell’area in un polo tecnologico, combinando il recupero degli edifici esistenti con nuove costruzioni.

L’assetto urbano è organizzato in tre fasce parallele alla ferrovia, articolate in grandi isolati a corte disposti secondo una griglia ortogonale, con spazi pubblici e percorsi pedonali. Ai margini si collocano, da un lato, edifici destinati a funzioni terziarie e universitarie e, dall’altro, una collina artificiale realizzata con i materiali derivanti dalle demolizioni. Unica eccezione al disegno unitario è la sede di Deutsche Bank, progettata da Gino Valle. Tra gli elementi più rappresentativi spiccano piazza della Trivulziana, cuore del quartiere, e il vicino Teatro degli Arcimboldi.

Il Borgo Pirelli è invece un complesso di edilizia popolare realizzato tra il 1920 e il 1923: una serie di villette con giardino costruite dalla Pirelli all’indomani della Prima guerra mondiale, nell’ambito di politiche paternalistiche volte a ridurre il conflitto sociale e a fidelizzare la manodopera. Il villaggio fu progettato da Giacomo Loria, dell’Ufficio Tecnico sociale, in collaborazione con Pietro Allodi; la costruzione fu affidata all’Istituto Case Popolari di Milano, che ne curò anche la gestione.

Il Quartiere Niguarda fu edificato tra il 1911 e il 1912 insieme ad altri insediamenti coevi, come quelli di via Lulli, Lombardia (Casoretto) e Cialdini (Bullona), quest’ultimo destinato ai tramvieri. Questi complessi rappresentano i primi interventi realizzati dal neonato Istituto per le case popolari ed economiche di Milano, fondato nel 1909 dal Comune. Situato a nord della città, tra viale Suzzani e via Ponale, il quartiere sorgeva in prossimità dei grandi stabilimenti industriali della Breda e della Pirelli ed è attribuito agli ingegneri Gattinoni e Zanetti.

A nord del nucleo storico di Niguarda si sviluppa il Quartiere Fulvio Testi, un ampio insieme di edifici residenziali e servizi realizzati a partire dagli anni Cinquanta del Novecento. Tra questi spicca la Chiesa di Gesù Divino Lavoratore. L’area comprende anche case popolari del dopoguerra, in particolare nell’isolato compreso tra via San Miniato, via Arezzo, viale Suzzani e via Empoli. In questo tratto viale Suzzani si restringe progressivamente, accompagnando l’ingresso al Parco Nord Milano, preceduto da un parcheggio interrato. Nella zona si trova inoltre il Centro Sportivo “Rino Fenaroli”, dotato di pista di atletica e campo sportivo.

Ex Manifattura Tabacchi, è uno degli ultimi pezzetti della zona della Bicocca ad essere in trasformazione e recupero. Sono state fatte e sono in corso opere di rigenerazione che hanno visto la conversione degli spazi ex industriali in centro culturale col Museo del Cinema, in palazzi residenziali e in studentato. A breve dovrebbe sorgere anche una torre rivoluzionaria dal punto di vista estetico posta tra viale Suzzani e viale Esperia.

Spazi verdi

Aree verdi in zona ci sono, ma un po’ troppo frammentate. Sicuramente contribuisce l’estensione del Parco Nord, che lambisce la Bicocca nel settore Nord-Ovest. Il parco Sarca, il terrapieno che risale da viale Sarca e si appoggia al primo piano del complesso residenziale di piazza dei Daini e via Piero e Alberto Pirelli. Altro spazio verde pubblico lo troviamo tra viale Sarca e il Bicocca Village, famoso per la torretta piezometrica che gli da il nome, Parco della Torre Breda (parco che dopo oltre dieci anni dalla sua creazione rimane ancora spoglio di alberature). Ma il più incredibile e bello lo troviamo nel settore meridionale del quartiere Bicocca, dove nei pressi del Borgo Pirelli con le macerie delle demolizioni degli stabilimenti Pirelli, è stata realizzata una collinetta artificiale alta circa 25 metri (come un palazzo di sette piani) della Collina dei Ciliegi, una delle alture più alte di Milano che non sia un palazzo o simile.

Architetture di pregio

La Bicocca degli Arcimboldi fu costruita nella seconda metà del XV secolo su commissione della famiglia Arcimboldi, come casino di caccia e residenza di villeggiatura. Studi storici indicano due date chiave per la sua edificazione: il 1464, legata alla realizzazione del Banco Mediceo di Milano, da cui deriverebbe il fregio marcapiano con il motto “droit semper” sotto l’altana, e il 1488, anno della missione in Ungheria di Guido Antonio Arcimboldi, che commissionò la decorazione del portico — oggi in parte nascosta da graffiti successivi.

Dopo l’estinzione degli Arcimboldi nel 1732, la villa passò a varie famiglie, tra cui gli Arconati, e fu degradata a cascina rustica fino al restauro del primo decennio del XX secolo, probabilmente diretto da Luca Beltrami e realizzato dall’architetto della Sovrintendenza Ambrogio Annoni. Durante i lavori riemersero tracce della decorazione originale, delle arcate del portico e di affreschi interni. Il restauro seguì i criteri dell’epoca: ricostruzione in stile basata sulle tracce originali o per analogia con edifici lombardi coevi, con l’aggiunta di elementi ex novo, come camini sull’altana e un campanile a vela con orologio sulla fronte orientale.

Nel 1918 la villa fu acquistata dalla Pirelli, diventando sede del museo della gomma e di una scuola materna per i figli degli operai; una delle aule al piano terra fu affrescata con il motto “sempre el dovere”, ripetuto sulle pareti. Nel 1933 Annoni diresse un secondo restauro, completando la decorazione della “Sala delle Dame”, scoperta nel primo intervento. Negli anni Cinquanta, Piero Portaluppi introdusse la sua cifra stilistica, progettando uno scalone d’onore e modificando la distribuzione interna per esigenze funzionali. Negli anni ’90 Piero Castellini curò un nuovo intervento su giardino e arredi, consolidando la villa come un palinsesto di stili e approcci storici.

Il patrimonio fotografico della Fondazione Pirelli documenta ampiamente le vicende della villa. Le foto più numerose risalgono al restauro del 1910, quando la Bicocca era in stato di abbandono: le tracce dell’architettura quattrocentesca erano sepolte sotto tramezzi, usci, finestre e ballatoi del fabbricato colonico. Le immagini mostrano operai al lavoro sui ponteggi, dettagli del portico, interni della loggia e l’orologio sull’altana. Altre foto del 1911 documentano l’esterno della villa e la piccola cappella poi demolita, mentre due scatti di Dino Zani (1923-24) mostrano frammenti degli affreschi della “Sala delle Dame”. Queste fotografie, provenienti dall’archivio personale di Annoni e ora parte del patrimonio della Fondazione Pirelli, offrono una testimonianza storica preziosa della Bicocca degli Arcimboldi, esplorabile anche tramite il virtual tour disponibile online.

Hangar Bicocca è uno spazio espositivo dedicato all’arte moderna e contemporanea situato a nord del quartiere Bicocca. L’edificio era originariamente uno stabilimento industriale della società Ansaldo-Breda poi acquisito dalla Pirelli nel 2004 e in seguito oggetto di riconversione in 15.000 metri quadri di gallerie espositive.

Di seguito alcune significative costruzioni che possiamo ammirare in Bicocca.

  • Istituto Tecnico Ernesto Breda 1915 Architetto Giovanni Broglio.
  • Borgo Pirelli ICP, 1923 progettato da Giacomo Loria, ingegnere dell’Ufficio Tecnico sociale, in collaborazione con l’ingegnere Pietro Allodi.
  • La chiesa di San Giovanni Battista alla Bicocca realizzata nel 1927 su progetto dell’ingegnere Francesco Oniga Farra e completata nel 1973 su progetto dell’architetto Arnoldo Franzini.
  • Chiesa di Gesù Divino Lavoratore realizzato nel 1967 su progetto dall’architetto Ezio Cerruti.
  • Il Quartiere Niguarda realizzato tra il 1911 e il 1912 in via Ponale.
  • Scuola Primaria Giovanni Battista Pirelli costruita nel 1932.
  • Ospedale CTO di via Bignami 1 realizzato nel 1938 in stile déco su progetto dell’ingegnere Gino Filippini.
  • Centro Ricerche Pirelli alla Bicocca, realizzato nel 1994 su progetto dell’architetto Vittorio Gregotti.
  • Teatro degli Arcimboldi completato nel 2002 e realizzato su progetto dello Studio Gregotti.
  • Sede Pirelli Real Estate del 2003 anch’esso realizzato su progetto di Vittorio Gregotti, che integra perfettamente la torre di raffreddamento del vecchio impianto industriale della Pirelli.
  • Deutsche Bank del 2005, progetto dell’architetto Gino e Pietro Valle
  • Torri per uffici tra viale Fulvio Testi e viale Sarca riqualificati da vari studi come Scandurra Studio, Lombardini 22, Park Associati, L’edificio faceva parte della serie di palazzi per uffici progettati dall’Ingegner Vittore Ceretti tra il 1985 e il 1992 lungo un tratto di viale Sarca e viale Fulvio Testi.
  • 223 Viale Fulvio Testi, completato nel 2023 su progetto dello studio Botticini + Facchinelli ARW srl.
  • Mia Tower in costruzione (sarà completata per il 2028), progetto di Lombardini22.

Curiosità

Il campus di Bicocca ha recentemente celebrato i suoi 20 anni, confermandosi il più giovane tra i grandi atenei milanesi, nato come diramazione della storica Università Statale di Milano. Alla fine degli anni Ottanta, l’ateneo predispose un piano per trovare nuovi spazi dedicati alla ricerca avanzata in settori strategici e per ampliare l’offerta didattica in ambiti ancora poco coperti dal settore pubblico. Nel 1993 il Comune di Milano individuò l’area della Bicocca come sede del nuovo polo universitario.

Meno noto è il fatto che la Bicocca possiede una vera e propria cittadella sotterranea ad alta tecnologia. Tra i laboratori più innovativi si trova EuroCold (European Cold Laboratory Facilities), situato sotto Piazza della Scienza, un laboratorio “freddo” con atmosfera controllata capace di raggiungere -50°C, dove si conservano e studiano carote di ghiaccio provenienti dall’Antartide, dalla Groenlandia e dalle Alpi. L’accesso è rigorosamente su invito, e per chi non sa dove cercare, le porte grigie e i percorsi tortuosi del parcheggio rendono praticamente impossibile trovare l’entrata. Alcune storie parlano addirittura di esploratori che, dopo aver tentato di raggiungere questi laboratori sotterranei, non sono più tornati in superficie.

In Bicocca si trovano almeno due delle istituzioni culturali milanesi tra le più importanti sia per la città ma forse anche dell’Italia completa: il Teatro degli Arcimboldi e l’Hangar Bicocca.

Collegamenti

La Bicocca è ben collegata: ci sono tre fermate della linea M5 – Bicocca, Ponale e Bignami – e nelle vicinanze si trova anche la stazione ferroviaria di Milano Greco-Pirelli. Non mancano le linee tranviarie: il tram 7 attraversa l’area collegando Precotto e l’omonima stazione della M1, mentre i tram 31 e 4 completano il servizio. Naturalmente, diversi autobus assicurano ulteriori collegamenti tra i vari punti della zona.

Cosa non va bene

Disordine, abbandono e trascuratezza caratterizzano diverse aree intorno all’ateneo. Le tre piazze principali – Piazza della Trivulziana, Piazzetta Difesa per le Donne e Piazza dell’Ateneo Nuovo – mostrano segnali evidenti di degrado: alberi secchi, pavimentazioni rotte e sporcizia. In particolare, Piazzetta Difesa per le Donne un tempo ospitava un pergolato, che col tempo, senza alcuna manutenzione, è crollato fino a essere rimosso completamente, lasciando una distesa di cemento priva di fascino (le fontane presenti non riescono a migliorare la situazione).

La quarta piazza, quella del Calendario, è invece un enorme spazio aperto, privo di verde e di vita: un’area che potrebbe avere un aspetto “metafisico”, ma che oggi risulta solo fredda e cementificata.

Anche il Borgo Pirelli appare trascurato e decadente, mentre il parco della Torre non ha mai visto una crescita significativa degli alberi, probabilmente per problemi del terreno, ancora ricco di macerie, e di sera è infestato dai topi.

Un peccato che, dopo tutti questi anni, molte aree edificate o edificabili restino terra di nessuno, come l’area di viale Sarca 336, dove sopravvivono ancora i capannoni della Breda.

La stazione sotterranea della linea tranviaria 7, “Arcimboldi Ateneo Nuovo”, prima che, passando sotto lo scalo di Greco, porti gli utenti verso Precotto, è tra le stazioni ATM peggiori dal punto di vista di sicurezza e decoro.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi,
  • Le foto d’epoca sono immagini diffuse in rete e pertanto non di nostro possesso. Non si conosce autore e proprietario, a meno che non sia riportato sulla foto con watermark, che in quel caso noi segnaliamo.
  • Info: “Le Strade di Milano”, Newton Peridici 1991; Lombardia Beni Culturali; L’Architettura del Quattrocento a Milano, Luca Petetta, edizionei Città Studi 1991; Pure Milano Photo Project – Sosthen Hennekam; Skyscrapercity Milano Sparita
  • Bicocca, Milano, Manifattura Tabacchi, Arredo Urbano, Architettura, Teatro degli Arcimboldi, Bicocca degli Arcimboldi, Viale Sarca, Viale Zara, Viale Fulvio Testi, Niguarda, Greco, Università degli Studi Milano Bicocca, Università, Pirelli, Stabilimento Pirelli, Bicocca Village, Borgo Pirelli, Collina dei Ciliegi

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