Milano.
Aprile 2026. Il 13 aprile 2026, presso Palazzo Marino, è stato presentato Möves, il nuovo piano del Comune di Milano dedicato alla mobilità a piedi e in bicicletta. L’iniziativa delinea obiettivi, strategie e interventi per rendere la città più accessibile, sostenibile e orientata alle persone. A illustrarne i contenuti sono stati il sindaco Giuseppe Sala e gli assessori Arianna Censi, Marco Granelli, Marco Mazzei e Gaia Romani.
Il piano nasce da un percorso partecipativo articolato, che ha raccolto oltre 1.100 contributi tra cittadini, associazioni ed enti locali. Möves propone un cambio di prospettiva: non interventi isolati, ma una visione complessiva che integra pianificazione urbana, infrastrutture, sicurezza e inclusione. Alla base c’è l’idea che ridurre l’uso delle auto migliori la sicurezza, diminuisca l’inquinamento e renda più vivibile l’ambiente urbano.

Per quanto riguarda la mobilità ciclabile, il documento prevede una rete complessiva di 565 km, articolata in 210 km di percorsi principali (suddivisi in 29 itinerari) e 355 km secondari. Attualmente è stato realizzato circa il 46% della rete principale. Alcuni tracciati strategici sono già oltre l’80% di completamento, tra cui Buenos Aires-Monza, Gioia-Martesana, Monforte-Corelli, Naviglio Pavese (VenTo), Naviglio Grande, Sempione-Gallarate e Garibaldi-Testi.
Sono già in corso diversi interventi, come la pista ciclabile lungo la circonvallazione filoviaria nord-ovest (dal cavalcavia della Ghisolfa a piazzale Zavattari) e quella in via Boifava, nel quartiere Chiesa Rossa. A breve partiranno anche i lavori per il secondo tratto della Beats (Bagolari East to South), che collegherà Porta Romana ai Navigli. È stata inoltre individuata una soluzione per l’attraversamento di piazzale Dateo, grazie a un semaforo dedicato che garantirà continuità tra San Babila e Segrate.

Accanto allo sviluppo delle infrastrutture, il piano punta anche a migliorare i servizi per i ciclisti, ampliando le opportunità di sosta e sharing, soprattutto in prossimità dei nodi di interscambio con il trasporto pubblico.
Sul fronte pedonale, Möves individua 194 spazi urbani da ripensare per un totale di quasi 1,9 milioni di metri quadrati, oltre a 109 aree scolastiche da riqualificare per aumentare sicurezza e fruibilità. Sono inoltre previsti interventi su 404 km di percorsi pedonali principali. Le strategie includono il rafforzamento delle connessioni tra quartieri, la creazione di percorsi continui e sicuri e il miglioramento dell’accessibilità ai servizi e ai luoghi di interesse.
























Tra le azioni concrete già previste, l’Amministrazione proseguirà con l’installazione dei cosiddetti “cuscini berlinesi” per la moderazione del traffico, dopo le prime installazioni in via Carlo Boncompagni. Interventi analoghi sono programmati anche in altri Municipi, a partire da via Asiago. È previsto inoltre un ampliamento dell’uso dei paletti dissuasori per proteggere i marciapiedi, con l’obiettivo di raggiungere almeno 200 installazioni per ciascun Municipio.
Sono state individuate anche circa 25 aree prioritarie in cui intervenire con misure come riduzione della velocità, nuovi attraversamenti pedonali e ampliamento dei marciapiedi. I lavori riguardano, tra gli altri, corso di Porta Romana, piazza 25 Aprile, via Asiago, il quartiere Gorla, Quarto Cagnino e Rubattino.
La riduzione dei limiti di velocità è strettamente legata alla sicurezza: per un pedone, la probabilità di sopravvivenza in caso di impatto con un veicolo a 30 km/h è molto alta, mentre a 50 km/h si riduce drasticamente.

Per rendere davvero centrali gli spostamenti a piedi e in bicicletta, il piano sottolinea la necessità di politiche strutturali: infrastrutture sicure, eliminazione delle barriere architettoniche, incentivi, campagne di sensibilizzazione e integrazione con il trasporto pubblico.
Möves si basa su una visione in cui camminare e pedalare diventano scelte quotidiane naturali, con benefici concreti. Ridurre l’uso dell’auto significa meno traffico e maggiore efficienza complessiva del sistema urbano. Inoltre, la bicicletta occupa meno spazio, riduce le emissioni e contribuisce a migliorare la qualità dell’aria.
Dal punto di vista economico e sanitario, i vantaggi sono rilevanti: andare in bici costa meno rispetto all’auto e apporta benefici alla salute. Bastano 20 minuti al giorno per ridurre significativamente i rischi legati a malattie cardiovascolari, diabete e ipertensione. Nelle ore di punta, inoltre, la bicicletta può risultare più veloce dell’auto.
Il progetto Möves nasce quindi come uno strumento guida per orientare le politiche cittadine verso una mobilità più sostenibile, vista non solo come scelta ambientale, ma anche come opportunità per innovazione, sviluppo economico e turismo di qualità.






- Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Comune di Milano
- Comune di Milano, Palazzo Marino, Möves, mobilità, piste ciclabili, Pista ciclabile, Arredo Urbano, Piazze Tattiche,
In un mondo normale un piano del genere deve uscire nel primo anno di mandato della giunta ed essere sviluppato e quasi completato negli anni successivi.
Invece qui al 9° anno di mandato si fa un piano che si sovrappone incoerentemente a tutti i piani urbanistici e viabilistici fatti finora, che in tema di viabilità e in particolare di viabilità ciclabile indicavano percorsi differenti.
Anche questo è populismo.
Poi personalmente penso che mettere piste ciclabili sulla circonvallazione filoviaria o su quella dei bastioni sia senza senso. Sono strade dove il transito ciclabile andrebbe scoraggiato a favore di itinerari paralleli su strade meno trafficate.
Perfettamente d’accordo su tutto, si tratta di manovra politico elettorale per andare a rincuorare gli elettori più delusi. Sono automobilista, utente dei mezzi pubblici, ciclista e sono deluso da tutto ciò, dalla pista ciclabile in Buenos Ayres, dove si potevano realizzare con molta efficienza piste ciclabili a basso costo e basso impatto (Benedetto Marcello, Morgagni..), ma si è preferito la bassa efficienza ad alto impatto, per soddisfare i delusi.. Lo scontro tra auto e bici, forse una via diversa ma tra testa (Sindaco e giunta) braccio (Uffici comunali) c’è poco da pretendere il livello è basso, troppo basso. Deluso dal mancato adeguamento delle corsie protette, ma soprattutto dalla mancata programmazione, altro che PUMS un accozzaglia di stato di fatto e cose improponibili/irrealizzabili. Non ci siamo, dieci anni di poco troppo poco, nulla, torna a Varedo e restaci
Ancora una volta grandi progetti, intendimenti var-i ecc…ma poi a cosa serve tutto questo, ammesso (il dubbio c’è…) che tutto quanto venga davvero realizzato? Ovvero, ma chi amministra, le usa le ciclabili, si o no? Faccio solo un esempio: da direzione zona piazzale Dateo, si arriva fino in San Babila, teoricamente, su una ciclabile, solo che:
– al ritorno si prende il cosiddetto “scivolo”, fino all’ incrocio con la cerchia interna e poi? Boh, si resta lì accampati…ma perchè non l’ hanno fatta lungo via Mascagni, che c’ era tutto lo spazio per un doppio senso di marcia?
– Poi, teoricamente è una ciclabile, ma nel tratto dalla cerchia, fino a San Babila, è solo un parcheggio gratis h24 per furgoni e auto private…ma ci va un giorno con i suoi vigili a dare le multe?
– Senza dimenticare i vari “intoccabili”, nel senso che di loro non si può parlare male, che percorrono i tratti citati a bordo delle loro finte bici elettriche/veri motorini leggeri CONTROSENSO DI MARCIA, fregandosene altamente dell’ incolumità degli altri ciclisti che si comportano regolarmente.
Non che su altre ciclabili la situazione sia molto diversa.
Per i sostenitori della giunta dico anche che la ciclabile del Sempione è una meraviglia, certo, sempre che non dobbiate frenare in continuazione per evitare i vari Einstein che non riescono a capire che non è una marciapiede o una pista di atletica per le loro smanie da maratona.
sarei proprio curioso di sapere la soluzione trovata a dateo
Möves? Ma che cosa volevano dire? Se fosse un riferimento al dialetto milanese, per dire “muoviti” la corretta scrittura sarebbe Mœuves. Lo stesso Granelli sbaglia anche la pronuncia, dicendo mUves. Roba da matti
Meno male che verrà sistemato l’incrocio a Piazzale Dateo, così come è ora è ridicolo.
Un piano al posto di interventi a caso era davvero necessario, però qualcosa mi dice che molta di questa rete sarà fatta di una semplice striscia di vernice o un cartello con su scritto “30”. D’altronde se si considera che secondo il comune il piano è già completo al 46% (ma dove?) vengono lasciate poche speranze.
Speriamo solo che con il tempo inseriscano cordoli di protezione in tutte le ciclabili, perché senza con certi pazzi che girano in auto e SUV, si rischia la vita.