Milano, Rottole.
Settembre 2026. Nuovo capitolo giudiziario per le Park Towers di via Crescenzago, alle Rottole, i due edifici residenziali affacciati sul Parco Lambro già da tempo al centro di uno dei principali filoni dell’inchiesta sull’urbanistica milanese. (Complesso completato nel 2024)
Il 2 settembre 2026 il Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Milano ha eseguito un sequestro preventivo per oltre 12,5 milioni di euro nei confronti di Bluestone Crescenzago, società che ha realizzato il complesso, e dei suoi rappresentanti. Le ipotesi di reato contestate dalla Procura sono truffa aggravata ai danni dello Stato e indebita compensazione di crediti d’imposta inesistenti.
Al centro del nuovo filone c’è ancora una volta la questione che accompagna le Park Towers praticamente dall’inizio dell’inchiesta: la loro classificazione come “ristrutturazione edilizia” anziché “nuova costruzione”.
Le due torri, alte rispettivamente circa 81 e 59 metri, per complessivi 113 appartamenti, erano state autorizzate nel 2020 attraverso una SCIA per ristrutturazione edilizia, a seguito della demolizione di un precedente edificio adibito a magazzino-deposito. Secondo la Procura, tuttavia, dimensioni e caratteristiche del nuovo complesso avrebbero richiesto una diversa procedura urbanistica e la qualificazione dell’intervento come nuova costruzione. Su questo aspetto è già in corso il relativo processo per presunta lottizzazione abusiva.
Ed è proprio questa distinzione ad aver aperto ora il nuovo fronte fiscale.






Secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza, tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 Bluestone avrebbe maturato 8,976 milioni di euro di crediti d’imposta legati al Sismabonus, benefici che, secondo l’accusa, non sarebbero spettati proprio perché l’operazione sarebbe da considerare una nuova costruzione e non una ristrutturazione. Di questi crediti, circa 3,59 milioni sarebbero già stati utilizzati in compensazione, mentre altre quote sarebbero state cedute a soggetti terzi.
Da qui il provvedimento autorizzato dalla gip Angelica Cardi, che ha portato al congelamento complessivo di poco più di 12,5 milioni di euro. Secondo la giudice esisterebbe inoltre il rischio che i crediti ancora disponibili possano essere ulteriormente ceduti, compensati, dispersi o occultati.
La difesa di Bluestone respinge però l’impostazione dell’accusa. Il legale della società ha dichiarato che l’operazione sarebbe stata condotta nella convinzione di agire correttamente, sulla base di pareri di consulenti e indicazioni provenienti da fonti istituzionali che avrebbero confermato la possibilità di accedere alle agevolazioni fiscali.
Il nuovo filone rende così ancora più delicato il caso delle Park Towers: la discussione sulla differenza tra ristrutturazione e nuova costruzione, che negli ultimi anni ha investito numerosi cantieri milanesi, non riguarda più soltanto titoli edilizi, oneri e procedure urbanistiche, ma potrebbe avere anche pesanti conseguenze fiscali qualora venisse definitivamente accertata l’illegittimità degli interventi e, di conseguenza, la decadenza dai bonus utilizzati per realizzarli.

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- via Crescenzago, Via Privata Ruggero Ruggeri, Rottole, Parco Lambro, Park Towers, Inchieste, Urbanistica, Procura
Be ma è conseguenza logica del fatto che sono ristrutturazioni+nuove costruzioni … se cade l’accusa vale il sismabonus, e viceversa. Non ha molto senso questa nuova scenata…