Milano | San Cristoforo – Torri Richard, quando i lavori son fatti al ribasso

Le Torri Richard, costruite a metà degli anni Ottanta dall’ormai famoso Ligresti, hanno un po’ di evidenti problemi: si stanno letteralmente ‘sbucciando’. Le torri per uffici replicate in città diverse volte (Viale Giulio Richard, Zona Stephenson, Zona Forlanini, al Vigentino-Ripamonti o in Via dei Missaglia, per citarne alcune) con lo stesso modello architettonico – parallelepipedi di 13/15 piani rivestiti con vetri a specchio – tanto da renderle quasi delle icone delle periferie milanesi, stanno perdendo i colpi.

Quelle di Viale Giulio Richard erano, fino ad un anno fa, occupate dagli uffici della Nestlé, rivestite con nuove vetrate di recente; ma si vede che i lavori di “rinnovo” portati avanti al ribasso sono durati veramente poco, tant’è che le pellicole colorate sui vetri, nel lato esposto a sud delle facciate, si sono letteralmente deteriorate con il calore del sole al punto che si stanno staccando, dando un aspetto ulteriormente degradato a questi brutti palazzi. Chissà mai se prima o poi qualche nuovo inquilino si mobiliterà per un loro ammodernamento? Stavolta si spera un po’ più duraturo

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9 commenti su “Milano | San Cristoforo – Torri Richard, quando i lavori son fatti al ribasso”

  1. La vogliamo o no capire che a nessuno importa del decoro?Se ci fosse un senso civico,estetico i milanesi (se ce ne sono ancora)pulirebbero le facciate delle loro case che sono QUASI TUTTE luride di scritte da anni e anni.L’amministrazione comunale dovrebbe MULTARE chi non provvede al decoro del proprio edificio(lo fanno in alcuni stati esteri).
    Ma tant’è anche in Comune del decoro non importa un fico secco.Ci dovrebbero essere assessori destinati al decoro urbano e quelli che ci sono dovrebbero aver studiato architettura,composizione architettonica,arte.Ma al massimo hanno fatto scienze politiche.

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  2. Hanno abbattuto Ligresti, spero che abbattano anche i suoi palazzi.
    Che tra l’altro sono quasi tutte vuoti.
    Ne farei delle torri garage.. almeno servirebbero.

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  3. Ligresti & Co. han sparpagliato queste torri tutte uguali per la periferia di mezza Milano.

    Sarebbe bello fare un Concorso Internazionale per trasformarne un paio in qualcosa di UTILE E BELLO e tenerle come monumento vivente alla buona Architettura che uccide quella brutta.
    Un atto “riparatore” verso la città, per non dimenticare.

    Il giorno dell’inaugurazione, facciamo una grande festa in cui vengono demolite tutte le altre con la dinamite. Un bell’evento mediatico per la Capitale del Design 🙂

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  4. Mi associo alla proposta di un comitato per la demolizione delle torri Ligresti, simbolo del palazzinarismo alla milanese.

    Credo che una colletta pubblica per l’acquisto del tritolo necessario alla bisogna potrebbe avere un ampio successo.

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  5. C’è un mare di costruito invenduto e non affittato eppure si continua a costruire. Secondo me bisognerebbe evitare ogni ulteriore consumo di suolo, si genererebbe una naturale corsa al recupero/ristrutturazione/restyling di tutto lo schifo che c’è in giro

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  6. premesso che costruire sul suolo già urbanizzato non costituisce consumo di suolo ma risparmio, queste torri nacquero perchè Ligresti seppe sfruttare i cavilli di un PRG che, ebbro di urbanistica mal concepita, pensava di poter impedire l’esodo dell’industria manifatturiera dal comune ponendo dei vincoli sull’uso delle aree, ma consentendo l’edificazione di uffici che avrebbero dovuto essere al servizio delle aree produttive stesse. Il risultato sono queste torri, economiche, costruite con prefabbricazione spinta e con nessun rispetto per l’ergonomia degli occupanti, al centro di enormi aree industriali rimaste per anni desolate e dismesse. Una storia e degli edifici che sarebbe certamente decente cancellare.

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