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Milano | Giambellino – Le incongruenze lungo via Tolstoj

In via Tolstoj 45 una negoziante si è arrangiata vista la negligenza del Comune e ha sistemato la piccola aiuola davanti al negozio in modo decente con fiori e pianticelle. Un piccolo caso lungo una via abbastanza lunga (circa un chilometro) che va da via Pesto a via Soderini. Infatti in tutta la sua lunghezza la via cambia aspetto ma mantiene una costante sciatteria. Probabilmente in origine era abbellita da aiuole con dei grandi cespugli fioriti, all’inizio del Novecento, quando venne creata, mentre i quartieri oltre piazza Napoli si stavano sviluppando, ma solo nel tratto che andava da via Savona a via Lorenteggio, come testimoniano anche le diverse case degli anni Venti e Trenta. Poi con gli anni la via si estese fino a via Soderini cambiando però disegno. Non più abbellita da aiuole laterali con cespugli, ma con un’aiuola al centro. La parte iniziale era troppo vicina alla ferrovia e alle fabbriche da venire considerata, quindi rimase senza alcuna aiuola come lo è tuttora.

Misteriosamente le piante di cespuglio col tempo sono sparite. Così col passare degli anni, alcune piante a grosso fusto sono nate al posto dei cespugli che pian piano venivano falciati dalle autovetture parcheggiate sopra. Oggi l’aspetto di questo tratto è veramente deprimente, con alberi infestanti oramai diventati grandi e aiuole spoglie o abbandonate.

Possibile che a nessuno sia mai venuto in mente di prendersi cura di questa via? Ora il quartiere è interessato dai lavori della M4 che stanno sconvolgendo la zona attorno a Via Lorenteggio; speriamo che, una volta conclusi, i tecnici si accorgano di queste aiuole e facciano qualcosa.

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Di seguito una serie di immagini che mostrano le incongruenze di arredo urbano che caratterizzano via Tolstoj. Alberi, aiuole e archetti buttati senza senso e senza cura.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


18 thoughts on “Milano | Giambellino – Le incongruenze lungo via Tolstoj

  1. robertoq

    Nelle foto ci sono macchine parcheggiate dappertutto e nei modi più assurdi. Eppure in Via Tolstoj c’è un gigantesco parcheggio sotterraneo con tariffe Comunali (avete fatto la foto alle macchine parcheggiate in sosta vietata sul marciapiede proprio sopra all’ingresso parcheggio…).

    Inutile dire che il parcheggio è semideserto (credo che in Via Tolstoj l’ultimo Vigile sia passato quando era Sindaco Carlo Tognoli)

    1. Claudio K.

      Invece ci sarebbe. Dissuasori, volgarmente detti PARACARRI. Che, a differenza dei vigili, stanno sempre lì e costano poco.

      Fai un giro in una qualsiasi cità europea e vedrai che sono dovunque ci sia rischio di parcheggio selvaggio.

      Il vero problema è che se a Milano ti metti contro gli autotalebani, è matematico che perdi le elezioni successive. Bisogna fare un passettino avanti (ad es. Area C o piste ciclabili) e due indietro (ovvero tollerare la sosta selvaggia)

    2. wf

      Dissuasori di sosta.
      Come dice il nome stesso, i dissuasori di sosta o di parcheggio sono dei dispositivi stradali aventi lo scopo di impedire la sosta abusiva dei veicoli in determinate aree.

      La loro funzione principale è quindi quella di impedire il parcheggio davanti a portoni o in prossimità di passi carrabili, ma possono essere utilizzati anche per altri scopi, come quello di delimitare aree circoscritte, come quelle pedonali, a verde, strade o spazi privati.

      Infatti, anche il privato cittadino, su richiesta, può utilizzare i dissuasori per delimitare spazi di proprietà esclusiva

      Da questo orecchio non ci volete proprio sentire eh.
      Chiedere i vigili è come sapere di non volere risolvere il problema a monte.

    3. robertoq

      Io non sono contrario a disseminare Milano di paracarri e dissuasori, ma faccio notare che la superiorità del paracarro sul vigile usa le stesse argomentazioni che usa Donald Trump per dire che il Muro col Messico è molto più efficace della Polizia di Frontiera. 😉

          1. wf

            🙂

            Basterebbe che passi il concetto qui, almeno su Urbanfile…
            PubblicOpinion in Jurghen Habermas..

            Magari UF potrebbe fare una piccola campagbna di sensibilizzazione con le foto ESTERO vs. MILANO, perchè in queste foto la cosa che differisce sono essenzialmente la presenza di paracarri.

            Diffondere il concetto di paracarro a Milano.
            Ciao

          2. wf

            Ma sai che pensavo la stessa cosa…

            Sul design dellurbanistica:
            Non capisco perchè a Milano i paracarri sono brutti e non sono belli come quelli bassi che si trovano in francia, ma anche all’estero in genere, bruniti, eleganti, solidi, di metallo pesante…che aumentano il decoro urbano perchè belli.

            Uf potrebbe proprio aprire una rubrica settimanale “Design dell’urbanistica: Esempi di arredo urbano estero” (da applicare ieri a Milano ndr.)

  2. Lorenzo lamas

    La verità è che per il milanese medio – ma il discorso potrebbe essere ampliato – non si deve pagare per parcheggiare. E mica per tirchieria, perché poi i dane’ vengono spesi e anche per minchiate a volte. Quindi parcheggi a pagamento vuoti e marciapiedi zeppi di auto. Detto questo, in qualche caso tariffe più basse servirebbero.

  3. CM

    in occasione della realizzazione dei portici di via savona nel 2007, il tratto iniziale di via tolstoj sarebbe dovuto essere sistemato così: http://www.ordinearchitetti.mi.it/media/cache/arch_img_big/media/resize/copy/0/43/2010-11-12-12-09-05-Vista-a-volo-d%27uccello.jpg
    Per quale motivo il comune ha autorizzato una soluzione differente, che ha favorito la sciatteria che oggi subiamo? Chi era il responsabile dell’arredo urbano e del’edilizia sotto la giunta moratti (2005-2011)??

    1. robertoq

      L’unica differenza col rendering è che mancano gli alberi nello spartitraffico sul parcheggio e marciapiede adiacente.

      Certo che di tempo per mettere gli alberi e l’erba sullo spartitraffico ne abbiamo avuto…
      Magari UB potrebbe fare un articolo, sembra una cosa talmente logica a guardar le foto!

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