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Milano | San Cristoforo: e se si realizzasse una ciclabile?

Riceviamo e pubblichiamo questo contributo del nostro lettore Stefano Fabiani.


Via Pesto collega via Tolstoj con via San Cristoforo (insieme all’omonima e antichissima chiesetta) e – di conseguenza – la zona Giambellino/Solari con l’Alzaia Naviglio Grande.

Qui un passaggio a livello, uno degli ultimi rimasti all’interno dei confini comunali della città, sbarra la strada a senso unico che sbocca sul Naviglio Grande.

Ogni giorno tale passaggio è attraversato da numerose persone, ma anche da ciclisti: questo accesso è infatti uno dei pochi a “portata” di bici che consenta di raggiungere rapidamente la rete dei navigli e la Darsena, e sistematicamente decine e decine di ciclisti affrontano la via prendendola contromano.

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Perché non realizzare una ciclabile a senso unico alternato a quello veicolare?

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Ovviamente non vogliamo “regolamentare” la cattiva pratica dell’andare contromano, piuttosto vorremmo accentuare la vocazione ciclopedonale della zona sviluppando ulteriormente le reti ciclabili e i passaggi pedonali. Inoltre si potrebbe collegare questa nuova ciclabile anche a quelle esistenti in via Tortona e sul ponte delle Milizie, che si incrociano a poca distanza da qui (in direzione del ponte andrebbero eliminate le auto in sosta vietata di fronte all’uscita Mediaworld, spesso presenti come documentato da Google Maps, mettendo anche dei dissuasori del parcheggio).

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Andando verso il Naviglio, lo spazio si potrebbe ricavare rimuovendo lo stretto marciapiedino che circonda la chiesa e portando l’intera sezione stradale allo stesso livello. Sarebbe bello anche pavimentare con pietra questo tratto, eliminando l’asfalto, e istituire una zona 30.

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Attualmente, dall’Alzaia è possibile raggiungere la ciclabile tramite il ponte delle Milizie (bypassando il passaggio a livello) solo percorrendo questa ripida salita, affiancata dalla vasca/fontana ormai vuota da anni:

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Peccato che, una volta arrivati in “cima”, chi voglia proseguire per la ciclabile di via Tortona non possa farlo se non andando a sinistra e scendendo in direzione di piazza Napoli lungo il marciapiede (in senso contrario a quello della ciclabile) o andando a destra percorrendo tutto il cavalcavia per poi risalire dall’altra parte.

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Insomma, servirebbe mettere un po’ più d’ordine tra i collegamenti ciclabili esistenti dato che chi usa la bici non è comodo nel percorrere questi tratti e che i Navigli dovrebbero essere permeabili soprattutto alla “mobilità dolce”. Una possibile riqualificazione gioverebbe anche all’arredo urbano, oggi sciatto e immerso in un mare di asfalto.

 

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com


26 thoughts on “Milano | San Cristoforo: e se si realizzasse una ciclabile?

  1. Carlo Alberto

    Complimenti: ottimo contributo e buona proposta.
    Effettivamente risolve un problema pratico sentito.
    Speriamo che i Tecnici in Comune leggano e prendano in considerazione.
    Quando poi elimineranno ferrovia e passaggio a livello …

    1. Anonimo

      Concordo. Eliminare passaggio a livello e ferrovia, ripulire la zona e creare le nuove piste ciclabili e pavimentazione cambierebbe completamente tutta l’area (che così com’è adesso fa abbastanza schifo).
      Non aspettiamo i tempi lunghi della vendita aree FS dismesse per avere una zona piacevole e utilizzabile!

  2. Gabriele

    “la Cattiva pratica dell’andare contro mano” é una delle migliori soluzioni per incentivare la ciclabilità urbana. Soluzione riconosciuta in tutto il mondo, eccetto che dal nostro paesello.

  3. antonio

    Io sarei anche più drastico. Vietare il passaggio alle macchine e creare un piazza pedonale davanti san Cristoforo con eliminazione dei marciapiedi come detto dall’articolo. Rendendo la via solo ciclabile e pedonabile.
    Le macchine potrebbero risalire dal ponte delle Milizie e da qui con un apposito svincolo dirigersi a sinistra verso Piazza Napoli.

    1. Andy

      Vietare il passaggio alle macchine è una misura cretina e demenziale che non si può sentire. Suona molto “rossoverde” di questa cippa. Ossia di gente che non sa che cazzo fare nella vita se non rompere i santissimi orpelli agli altri. Già, perhé scommetto che tu non hai figli da accompagnare a scuola, non lavori o se lavori lo fai a breve distanza da casa. Ma va a ciapà i ratt…

      (ovviamente sono d’accordo con la proposta di UF sulle ciclabili. Ma sarebbe demenziale chiudere alle auto certe strade)

  4. Anonimo

    Purtroppo il vostro progetto prevede nella maggior parte una pista ciclabile non in sicurezza e cioè a livello della strada è delimitata solamente da una striscia di vernice. Questi interventi a mio avviso non possono essere chiamate ciclabili specie se si trovano su vie ad alto scorrimento. ( vedi circonvallazione esterna, cerchia dei Navigli etc.. ) Questo tipo di piste non fa altro che aumentare il senso di precarietà e pericolosità che un ciclista prova utilizzandole poiché sono regolarmente invase da automobili o peggio motorini. Se vogliamo veramente creare una rete di piste ciclabili che sia poi utilizzata da tutti ( es bambini che vanno a scuola ) facciamole bene mettendole in protezione dal traffico a motore con adeguati spartitraffico.

    1. GetFuzzy

      (Ti rispondo dato che la “proposta” è mia 🙂 ) Una piccola parte di me vorrebbe una sistemazione simile a quella di via de Castillia, con spazio per pedoni, bici e auto sistemati allo stesso livello e nonostante l’esiguità dello spazio (senza contare la pavimentazione, il bitume lì è inguardabile e poco più avanti infatti c’è un piccolo tratto – limitato – di pavé, davanti alla chiesetta)…
      il problema sono i costi e gli 8 milioni di cartelli che potrebbero mettere, siamo d’accordo…però data la (poca) lunghezza del tratto preso in considerazione e la relativa esiguità del traffico veicolare non è impossibile chiedere qualcosa di più della solita striscia dipinta per terra…
      Poi ok, il concetto è fare un passaggio ciclabile in quel punto, casomai migliorabile successivamente!

      1. robertoq

        Il futuro è la convivenza tra bici e auto attuata con riduzione velocità auto, numero delle stesse e educazione dei vari utenti (ciclisti, automobilisti e pedoni).
        Insomma la mia visione di Milano 2040 è una grande area 30 dove i vari tipi di mobilità convivono e dove le auto private non son più la modalità principale.
        Quindi ben vengano le strisce sulla carreggiata, mentre cordoli, muri, muraglie divisori e similia lasciamoli nel passato per favore… 🙂

        1. wf

          Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
          porterà una trasformazione
          e tutti quanti stiamo già aspettando
          sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
          ogni Cristo scenderà dalla croce
          anche gli uccelli faranno ritorno.

          Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno,
          anche i muti potranno parlare
          mentre i sordi già lo fanno.

          Mi sa che senza dissuasori ci resta solo capita Milàn per realizzare il sogno..
          https://www.facebook.com/611611855519970/videos/1500357269978753/

          1. robertoq

            wf, che noi Milanesi non siamo un Popolo di Sognatori e Visionari, questo è risaputo…

            In fondo anche Leonardo da Vinci dopo un po’ ci ha mollato nel nostro brodo e se n’è andato all’estero a far fortuna! 🙂 🙂

          2. Andy

            Dire che Milano non è visionaria dopo che qui sono nati o sono venuti a vivere i più grandi cervelli italiani mi sembra un tantino errato. Ma appena appena…

    2. -Ale-

      Nelle città più ciclabili d’Europa (Amsterdam, Berlino…) le corsie per le bici sono sempre solo delle strisce di vernice a bordo strada o sul marciapiede. Funzionano.

      1. Anonimo

        Ci vuole parecchia fantasia nel paragonare il rispetto del codice della stirata e lo stile di guida presente in città come A,sterrammo e Berlino con quello di Milano….

        1. robertoq

          Certo che finchè si ragiona solo in termini di muri, cordoli e muraglie, Milano ai livelli di Amsterdam o Berlino non ci arriverà mai…

  5. Renato S.

    Da condividere al 100 per 100, magari cercando di trovare spazi un po’ meno angusti. Ci passo in bicicletta e già oggi è davvero tutto moolto stretto.

  6. antonio

    Ad Amsterdam e berlino le cose sono diverse. Senza protezioni le piste ciclabili sarebbero prese d’assalto dai parcheggiatori assatanati.
    Qui non si rispettano nemmeno i parcheggi per disabili vuoi che i nostri automobilisti si lascino spaventare da una striscia rossa di vernice?
    Allora perché mettere i dissuasori sui marciapiedi?

  7. Fabrizio Delfini

    Proposta molto interessante. Da diversi anni c’è il gruppo denominato “6 via verde”, composto dalle associazioni Comitato Ponti, Parco Segantini e VerdDiSegni, che si sta adoperando per ricucire le aree verdi di zona 6 mettendole in rete attraverso percorsi ciclopedonali. Primo fra tutti c’è la proposta di collegare la zona 30 Tortona/Solari con la chiesa di San Cristoforo (attraverso per l’appunto via San Cristoforo), via Malaga/Santander, Romolo (IULM), Famagosta fino ai quartieri Sant’Ambrogio e Barona, porte d’accesso al Parco Agricolo Sud. Nella proposta, già presentata alla precedente amministrazione comunale e di zona, è stata indicata la criticità della via San Cristoforo, molto usata dai ciclisti,con gravi rischi per la loro incolumità.
    Oltre a collegare la zona 30 con la ciclabile del Naviglio Grande, questa proposta porterebbe inevitabilmente un primo impulso di riqualificazione in un’area che da troppi anni è lasciata al degrado! Per chi fosse interessato può scrivere alla pagina facebook del gruppo 6viaverde o direttamente sulla mia pagina facebook 😉

    1. antonino

      Nel tratto adiacente alla Mefdiaworld lo spazio non è molto, salvo usare un pezzetto dei terreni recintati, ormai abbondonati da anni (di hi sono poi? demaniali? statali? della ferrovia?)
      In quel caso si che si potrebbe fare un bel lavoro. magari anche realizzando dei normali parcheggi per le automobili (stile via tortona per intenderci) e dando ordine alla via.
      Comqune se non si fanno case (con criterio ovviamente) in quei terreni abbandonati, portando persone di giorno e di notte (motivo per cui non credo servano uffici) il degrado ci sarà sempre.

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