"Anche le città hanno una voce" – Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Porta Vittoria – La situazione a Porta Vittoria e la fine della BEIC

2017-01-27_Porta_Vittoria_00

Articolo di Stefano d’Armento.

Martedì 17 gennaio si è tenuto un incontro sull’area di Porta Vittoria, ormai da anni in fase di stallo, in un luogo tanto poco conosciuto quanto molto interessante.
Negli spazi sovradimensionati della stazione del passante di Porta Vittoria, fuori misura come tutte le stazioni del passante milanese, hanno trovato posto diverse associazioni culturali e un teatro, probabilmente l’unico teatro in una stazione sotterranea del trasporto pubblico.
Il Comune, nella figura dell’Assessore all’Urbanistica Maran, si è confrontato con i cittadini del quartiere, evidentemente stufi di avere sotto casa una zona degradata.
A settembre dello scorso anno, l’immobiliare Porta Vittoria Spa di Coppola è stata, finalmente, dichiarata fallita, ponendo fine a vani tentativi di riavviare il progetto da parte del Comune. Ora finalmente il capitolo è stato chiuso e si può andare avanti.
Il vero problema è che il Comune non sarà in grado di recuperare i crediti, ovvero i soldi dovuti per gli oneri di urbanizzazione dall’immobiliare, che erano in seno a due finanziarie, strategicamente fallite appena prima della società di Coppola. Questa dinamica, ha assicurato Maran, legata ai vecchi interventi urbanistici, non dovrebbe più ripetersi, dati i maggiori controlli e garanzie richieste dal Comune stesso per salvaguardarsi da questo genere di speculatori.

Area_Porta_Vittoria
Cosa succederà ora? Se la parte di costruzioni private è stata quasi totalmente ultimata, anche se in gran parte non immessa sul mercato, l’altra metà di area, quella, ovviamente, da destinare a parco pubblico e centro sportivo, da realizzarsi mediante scomputo oneri di urbanizzazione, è ora una gigantesca area abbandonata recintata.
Dopo la bonifica l’area sarà destinata a parco, da Viale Umbria a Viale Molise, e verrà realizzato un centro sportivo, come previsto, nell’area oltre Viale Molise.

Porta_Vittoria_BEIC
Capitolo BEIC.

La Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, grande progetto che avrebbe dovuto occupare la parte di area fronte a Viale Umbria, è da darsi per accantonata. L’area verrà adibita a parco, nella speranza che in futuro si possa realizzare una biblioteca. Se infatti il progetto BEIC è stato sottoposto a critiche perché sovradimensionato, restano senza risposta diverse questioni che avrebbero potuto far ripensare il progetto senza metterlo da parte.
Infatti, la Sormani, biblioteca centrale, è ormai piccola rispetto alle esigenze; il quartiere di Calvairate sta per perdere la sua modesta biblioteca rionale che verrà chiusa per essere ricostruita tale e quale nello stesso posto; le esigenze per spazi di aggregazione, sale studio moderne e accoglienti sono sempre crescenti. Quindi forse non c’era bisogno di quel progetto della BEIC, ma si può pensare che una grande biblioteca avrebbe comunque potuto trovare il suo posto nell’impianto urbano.
A detta dell’Assessore, per l’acquisizione dell’area di Porta Vittoria ci sono già diversi segnali da possibili attori interessati a prendere in carico il progetto, ultimando ciò che resta da finire di residenze e albergo e realizzando il parco e il centro sportivo. I tempi saranno comunque lunghi, almeno due anni per poter bonificare e iniziare la creazione del parco. Ora la palla è in mano al curatore fallimentare. Resta comunque una ferita urbana, esempio, parole di Maran, di tutto ciò che non va fatto quando si pianifica una parte di città, come se ci fosse bisogno di dirlo.

Stefano d’Armento

Il vecchio piano urbanistico

P.I.I. PORTA VITTORIA planivolumetrico

P.I.I. PORTA VITTORIA planivolumetrico

Condividi su:Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


19 thoughts on “Milano | Porta Vittoria – La situazione a Porta Vittoria e la fine della BEIC

  1. Dado

    YEAH! si gira pagina, era ora. Ok ci vorrà tempo, peccato.
    Ma non capisco pero’ cosa significa per “accontonata”: forse non c’è troppo da essere contenti. Hanno accantonato il mega progetto, il lotto che diventerà un parco, i soldi… le ambizioni? Insomma cosa resta della BEIC a parte il nome?
    Arriverà a Milano oppure no? “Sovradimensionata” significa che Milano non è adatta per la BEIC?

  2. loris

    il progetto, diciamocelo, non era un granchè, così come il concorso che lo ha partorito..
    il costo era esorbitante e con molto meno si potrebbero avere diverse biblioteche in varie aree cittadine.

    dunque non tutto il male viene per nuocere (salvo la perdita secca degli oneri di urbanizzazione, incresciosa).

    ora si riparte, staremo a vedere.

  3. robertoq

    Anche a me il progetto BEIC piaceva poco e sembrava veramente datato, però mi piacerebbe lo stesso se potessero riprendere l’idea di biblioteca.
    Potrebbe essere una grande sala di lettura con magari la possibilità di accedere elettronicamente a libri e giornali (per evitare di spendere milioni di euro in depositi libri e personale), magari trovando uno sponsor “del ramo” (da Microsoft a Facebook a Google per intenderci) e secondo me farebbe rifiorire la zona molto più che lasciar tutto a verde.

    Poi visto che al Comune stanno sperimentando con l’edilizia pubblica in legno…io mi ispirerei ad un progetto tipo questo http://lga-ap.com/project/libraries/tplscarborough

    1. Adriano

      Ma vai a c….. guarda le minchiate che hanno partorito i due assessori all’urbanistica non hanno mai realizzato qualcosa di concreto e definitivo sempre tutte pezzettini qua e la sempre con stili diversi e poi gli scali ferroviari siamo ancora qui a parlarne.
      Se non ci fosse stata la moratti non avresti avuto piazza gae aulenti ma ancora un posto di merda come tutti gli altri scali ferroviari…

        1. Adriano

          Ma dici sempre cose fuori contesto, stai sempre a guardare e fare dietrologie…fai ridere come tutti i sinistrorsi di milano e poi tra l’altro non sei nemmeno nato a milano quindi torna da dove sei venuto…

  4. Gio

    A mio parere tutto ciò che hanno costruito in quell’area è orrendo dalle residenze all’hotel (se non ho capito male).
    Bisognerebbe abbattere tutto oppure un grandissimo restailing, ma non so se basterebbe questo intervento s rovinate la zona. (Non ci porterei neanche il cane a fare i bisogni)

    1. Anonimo

      Hai ragione. Al tuo cane i bisogni falli fare sul divano di casa tua perché nessun angolo di milano ne tanto meno i milanesi si meritano l sua merda

  5. GP

    L’idea della Biblioteca è un’idea bellissima.
    Ok le Biblioteche di quartiere ma vuoi mettere cosa vuol dire avere una grande Biblioteca di riferimento per tutta la città?
    La Biblioteca è un luogo di incontro, di cultura, di scambio che può far solo del bene alla città e ai suoi cittadini.
    Sarebbe un toccasana in un mondo sempre più chiuso e spaventato. Sarebbe davvero un progetto che arricchirebbe tutti noi.
    E poi non solo Biblioteca ma anche Bar, Ristoranti, Cinema, Librerie, Mostre etcc… Insomma un luogo di cultura accessibile a tutti.

  6. Renzo

    Sul capitolo biblioteche consiglierei agli amministratori milanesi di farsi un giro a Bologna, che da vent’anni ormai ha la meravigliosa Sala Borsa in pieno centro.
    Comunque la Beic esiste, esiste una biblioteca digitale, esistono migliaia di libri già comprati. Non esiste la sede. http://www.beic.it/

    1. robertoq

      Salaborsa a Bologna è in un edificio figo ma a mio parere NON è quello di cui Milano ha bisogno: a noi serve un posto pratico, bello, luminoso dove le persone possano semplicemente (e facilmente) incontrarsi, leggere, studiare e socializzare intorno ai libri.

      Quindi: tanti posti a sedere per chi legge i propri libri (a Bologna sono veramente pochissimi) e orari di apertura “civili” (a Bologna chiude alle 19!!!!). Insomma salaborsa è esattamente quello che dobbiamo evitare a Milano.

      Fatta bene invece si potrebbe rivitalizzare quella parte di città, secondo me perché ne nascerebbe un indotto (anche di attività commerciali) interessante.

      1. wf

        Hai perfettamente ragione.
        Poi la zona ha proprio bisogno di ricucire tutti i quartieri intorno a quello che adesso è un buco vuoto.
        Una bella biblioteca immersa in un parco aperta alla fruizione.
        Ottima idea.

  7. Dado

    Vado controcorrente: secondo me una biblioteca comunale di grandi dimensioni, come quelle che vediamo soprattutto all’estero, dovrebbe stare in un quartiere popoloso e popolare di Milano. Anche di recente costruzione ma non per forza. Quando Sala parlo’ di ripartire dalle periferie io ho sperato a interventi di questo tipo. Quartieri popolosi e ben serviti (anche da futura metro Blu) si trovano ovunque in città, da corso lodi, Corvetto, alla Bicocca, il Portello, Rogoredo, il quartiere in costruzione di fronte a EXPO, di posti da “umanizzare” ce n’è a non finire. Dove era stato pensata la BEIC c’è un bel parco, che è già uno spazio pubblico, e uno in progettazione. Non distante c’è l’ex macello che attende un destino piu’ corposo in ambito culturale e aggregativo, chissà. Per non parlare del progetto dell’orto mercato che a credere alle buone intenzioni potrebbe creare una cittadella del cibo. Poi c’è la Bocconi e la nuova residenza in costruzione, con ulteriori spazi aperti al pubblico. Ci sarà poi un centro sportivo di grandi dimensioni. Francamente questo quartiere non mi sembra necessiti di una biblioteca per migliorare. Infrastrutture di pregio -piu’ o meno vicine – ne ha diverse. Pensiamo a chi sta peggio e facciamo politica culturale seria, ora o mai piu’.

    1. Anonimo

      Veramente le biblioteche Comunali di Milano (a parte la Sormani) sono già tutte in zone popolose e periferiche, è una bella eredità degli anni 60 e 70. Ecco l’elenco se è un po’ che non le frequenti: http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/vivicitta/luoghicultura/Biblioteche/Sistema_Bibliotecario_Milano/Sedi

      E ad esempio la Calvairate (che è abbastanza vicina a Porta Vittoria) verrà a breve rifatta completamente (credo causa amianto) il che è un bel segnale che il Comune sulla cultura qualche volta ci investe.

  8. Dado

    Ma certo! non dico affatto il contrario. Dicevo solo che se un progetto contemporaneo per una biblioteca/mediateca/polo culturale di un certo peso, dovesse mai andare in cantiere, (stile questi 3 esempi a caso di altre città europee – link sotto), allora sarebbe cosa buona e giusta fare due cose insieme, investire in cultura rigenerando tessuto urbano con criticità. Cose trite e ritrite, lo so. Ma a Milano una cosa sembra manchi piu’ di tutte: una visione urbanistica d’insieme della città. Mi correggo. Forse andrebbe solo condivisa di piu’ tra le menti che la studiano, e quelle che decidono e realizzano i progetti. Per ora vedo solo dibattiti infiniti sugli scali ferroviari e il post expo. Cioè progetti immensi, ma per i prossimi 30 anni!! 🙁

    http://www.archiportale.com/news/2017/01/architettura/la-bibliothèque-alexis-de-tocqueville-firmata-oma_56096_3.html

    http://www.archiportale.com/news/2014/04/architettura/paesi-bassi-il-centro-culturale-rozet_39219_3.html

    http://www.archiportale.com/news/2014/04/architettura/paesi-bassi-l-eemhuis-cultural-centre-di-neutelings-riedijk_39020_3.html

  9. Dado

    Si’ si’ – dicevo solo che vorrei vedere la “trés grande biblioteque milanese” – se mai si farà un giorno – meglio collocata, appunto per dare ossigeno e speranza a quartieri da recuperare. L’esistente mi sembra non basti a coprire tutti quei quartieri che dicevo. Tutti lo dicono : per risanare le periferie e/o quartieri infelici servono le vitamine di progetti culturali.
    Anche se non sarà proprio il progetto faraonico che tutti vogliamo va bene lo stesso.

    giusto a titolo d’esempio:

    http://www.archiportale.com/news/2014/04/architettura/paesi-bassi-il-centro-culturale-rozet_39219_3.html

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.