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Milano | Quadronno – Via Crivelli 30

Il bruttissimo palazzo di Corso di Porta Vigentina al 52, con ingresso anche su via Crivelli 30 ed ex-sede del Coni, verrà abbattuto per far posto ad un nuovissimo palazzo residenziale.

Il nuovo progetto è firmato dalla Bluestone, l’immobiliare che ultimamente sta riqualificando diversi edifici sparsi per la città.

Anche qui sarà realizzata una nuova palazzina di pregio che riqualificherà questa parte del Corso di Porta Vigentina.

A pochi metri – da anni – è previsto un nuovo complesso residenziale bloccato a causa di vari fallimenti dopo le demolizioni.

Speriamo che questo intervento sbocchi anche il cantiere congelato.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


18 thoughts on “Milano | Quadronno – Via Crivelli 30

  1. Davide Piva

    Dal rendering sembra che la facciata sia rivestita in ceppo. Già un passo avanti rispetto ai piestrelloni da toilette che si vedono in giro oggi.

    1. Anonimo

      Ognuno ha le sue opinioni, per carità….ma dove lo vedi lo squallore e il grigiume????
      Per me siete un po’ fissati….

      1. Anonimo

        Sembra un carcere. Ma come si fa a fare un’abitazione completamente grigia! Si dice tanto dei palazzotti degli anni ’60 ma sta roba è peggio.

        1. robertoq

          Non è “grigio”: è il colore della pietra naturale e soprattutto di una pietra che si usa da sempre negli edifici del Nord Italia- finalmente qualcuno che usa materiali di qualità.
          Concordo pienamente con la campagna contro il grigiume, ma in questo caso – a mio parere – sbagli completamente bersaglio!

          1. lorenzo lamas

            Ma infatti, un conto è l’intonaco color “grigio” altro è, per esempio, la pietra serena.

            Poi ognuno ha i suoi gusti, e si può benissimo preferire una facciata intonacata color rosa pisello e trovare squallida una facciata in marmo, che riprende i colori grigio e bianco.

        2. Anonimo

          Come hanno già risposto altri, c’è una bella differenza tra il grigiume e materiali come la pietra.
          Se uno dicesse “a me non piace”, ok capisco, ognuno ha i suoi gusti. Ma definire questo edificio squallido o addirittura paragonarlo agli aborti anni ’60, mi sembra assurdo.
          Anche i corpi bassi di Palazzo Lombardia sono in pietra grigia…tu lo definiresti un esempio di grigiume o squallore?

          1. Anonimo

            Non c’è nessuna differenza! Il grigio è grigio. Il ceppo poi è la pietra più brutta che ci sia, decisamente omogenea, dello stesso colore del cemento, per nulla adatta all’ambito residenziale. Nulla a che vedere ad esempio col caldo rivestimento dei bei palazzi di piazza della Trivulziana ad esempio. Palazzo Lombardia non è completamente ricoperto di ceppo. Un conto è limitarsi a qualche dettaglio, un altro è ricoprire interamente di grigio l’edificio.

  2. robertoq

    I materiali esterni sono di qualità e l’insieme è abbastanza sobrio e rigoroso. Secondo me si inserisce bene e soprattutto fra 20 anni avere ancora una sua grazia e valore (a differenza delle cose “modaiole” tutte finestrelle asimmetriche e rivestimenti da idrosanitaria bianchi che van tanto di moda in altri interventi)

  3. Wf

    Stavolta concordo anche io con Roberto, Lorenzo e gli altri.
    Una cosa è il grigio topo altro è la pietra e comunque se sono fedeli i rendering la,tonalità della stessa ha una viratura su toni caldi di sabbia. Leggerissima ma sembra essere.

    Inoltre nel complesso è una bella grana e anche un bella architettura.
    Mi fa paicere che si colga la differenza tra grigio conformista milanese e un medio bella lastricatura in graniti.

    Rimango sempre contrario al grigio imperante in città frutto di scarsa competenza cromatica degli architetti. Ma questa è un’altra cosa.

  4. Ludo

    Al di là dei rendering, il ceppo è stato usato in diversi palazzi di nuova costruzione e, a lavori ultimati, l’effetto è a mio avviso molto bello. Per niente paragonabile al grigio cemento degli anni 50 e 60.
    E comunque a parte il ceppo il progetto in questione non mi sembra nè brutto nè squallido. Belle specialmente le maxi-finestre, nei nuovi palazzi vedo che sono sempre più diffuse.

  5. Anonimo

    @Anonimo rispetto le tue opinioni ma non concordo assolutamente…il concetto che hai di grigiume mi sembra un po’ strano…grigiume significa sciatteria, bruttezza, banalità, squallore, cementozzo armato a vista, commie block, etc
    Da come parli tu (“il grigio è grigio”), sembra che l’unica cosa che conti sia il colore esterno…se è grigio fa schifo, se è colorato è bello
    Ci sono fior fiore di palazzotti “colorati” che sono di uno squallore e tristezza unici e vanno a dare sensazione di grigiume, non certo questo progetto
    Basta vedere quel coso che c’è ora in quel punto, non è grigio ma quello sì che è inguardabile

    1. Anonimo

      L’aspetto di un edificio è dato da due caratteristiche: forma e colore. Dato che raramente la forma è avveniristica come la sede Microsoft/Feltrinelli di Herzog&DeMeuron, il colore diventa fondamentale. Spesso palazzi anonimi sono salvati da colori gradevoli. Molto raramente purtroppo questo succede a Milano che ha un disperato bisogno di più colore.

      1. Lorenzo lamas

        Forse, se ci si ferma a guardare il disegno di un palazzo fatto sulla carta e colorato con i pennarelli.
        Se poi, si vede dal vivo, il palazzo intendo, penso si possano anche apprezzare i materiali e gli effetti ottici che questi danno. Non credo che esteticamente (ed economicamente) si possano paragonare facciate realizzate con pietre/ marmi a muri intonacati.
        Poi tutto si può dire nella vita: il grigio è grigio, un buco è un buco, e così via…

        1. ocia87

          M’introduco nella discussione. Purtroppo non c’è da attendere la costruzione di questo palazzo per “apprezzarne” il risultato, dato che negli anni ’60/’70 sono stati realizzati tanti brutti edifici in ceppo.
          (esempio su tanti, l’ex chiesa di scientology http://www.iskrae.eu/wp-content/uploads/2015/06/Scientology-via-Lepontina-4-Milano-600×400.jpg )
          Poi non vedo davvero perché un muro intonacato dovrebbe essere meno gradevole di uno piastrellato. Non sempre maggior costo vuol dire maggior piacevolezza.

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