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Saturn il 13 dicembre aprirà in Stazione Centrale di Milano

Prosegue l’operazione di trasformazione della Stazione Centrale in Shopping Center.  Qui di seguito l’articolo riguardante la prossima apertura del nuovo negozio Saturn nei vecchi locali della stazione.

Saturn festeggia 10 anni regalandosi un negozio con vista sui binari della Stazione Centrale di Milano. Un flagship store da oltre 4 milioni di euro, nuovo anche per l’inedita collocazione nei locali restaurati della sala principale dei bagagli di prima classe. Gli spazi sono diversi da quelli del centro commerciale, così come la maggioranza della clientela.

Ecco perché l’impronta Saturn verrà conservata, ma contemporaneamente sarà importante offrire ai viaggiatori una serie di prodotti a loro dedicati. E qualche partnership, «da sviluppare con calma, magari qualcosa per l’utenza business di Trenitalia sulla tratta Milano-Roma-Napoli, visto che vendiamo anche prodotti di intrattenimento», ipotizza Pierluigi Bernasconi, amministratore delegato di Mediamarket, la società che controlla le insegne Saturn e Mediaworld.

Dal distributore automatico Mediaworld, installato in stazione l’anno scorso come esperimento e punto di visibilità del brand, si passa nel 2012 a qualcosa di più concreto, benché programmato da due anni: 2.500 mq su quattro piani, quattro come i milioni di euro investiti da Mediamarket per realizzare un progetto che riporta alla ricchezza originale marmi, componenti architettonici, artistici e storici di un immobile del 1931. Fra questi, lo stile liberty dei lucernai e i cartelli di informazione passeggeri in lingua tedesca. «Per l’inaugurazione (il 13 dicembre, ndr) stiamo pensando a qualche effetto speciale», sorride l’a.d. della società che nel 2011 in Italia ha fatturato 2,3 miliardi di euro.

Il 19esimo negozio Saturn «ha un format diverso da quello dei centri commerciali», spiega a ItaliaOggi, «abbiamo tenuto conto dei ripristini architettonici dei pavimenti e degli ambienti, ripensando il modo di presentare i prodotti. Abbiamo fatto un gran lavoro con la Sovrintendenza dei Beni culturali, le autorità e Grandi Stazioni (la società partecipata da Ferrovie dello Stato ed Eurostazioni che gestisce, riqualifica e valorizza le 14 principali stazioni ferroviarie nazionali, ndr). La nostra scelta non è solo in chiave economica, riguarda l’immagine della catena», dice Bernasconi.

Fra le ricadute positive dell’accogliere i viaggiatori della Centrale, che si può ormai definire uno dei centri commerciali più affollati d’Italia, con i suoi 150 milioni di passeggeri in transito ogni anno, si contano «almeno 60 posti di lavoro», per un negozio che prolungherà l’apertura serale fino alle 22, oltre agli investimenti sull’indotto. «Siamo in buona compagnia», osserva l’a.d., «con Feltrinelli (2.500 mq, ndr), Zara e Nike (615 mq, ndr), ma il nostro negozio è l’unico con l’ingresso da piazza IV novembre (vi si accede senza bisogno di entrare per forza in stazione, ndr)».

Questo magari sarà apprezzato dai clienti tradizionali, meno da viaggiatori e pendolari, che nel negozio Saturn della stazione avranno meno tempo per aggirarsi fra gli scaffali. Che sono meno ampi, ma più ricchi di servizio alla clientela, e molto spazio è dedicato alla tecnologia mobile. Anche perciò, particolare attenzione è data al cliente ipertecnologico. La distribuzione del negozio risponde alla duplice necessità di servire clientele diverse.

Nella parte bassa del punto vendita, saranno allestiti i corner delle grandi marche, quindi a salire gli elettrodomestici piccoli e grandi, oltre al già citato spazio per i viaggiatori al piano ferro, all’altezza dei binari, dove una serie di totem interattivi accoglierà i clienti. Aprire un nuovo negozio potrebbe influire positivamente sul finale del 2012, con prudenza: «Se siamo bravi, faremo le cifre dell’anno scorso nell’ultimo trimestre», conclude Bernasconi.

Italia Oggi




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Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


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