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Milano | Centrale – Memoriale della Shoah, le nostre impressioni

Domenica 27 Gennaio 2013 sono stato all’inaugurazione del Memoriale della Shoah.

La piazza era gremita sia da folle di visitatori, sia da forze dell’ordine e autorità. C’erano quasi tutti, dal Cardinale al Primo Ministro, Dal Sindaco al Segretario dei sindacati. Non mancava nessuno.

A parte questo, ecco il mio “reportage”.

Il Memoriale è certamente da vedere con tranquillità e in giornate meno affollate, visto che lo scopo primario di questo luogo e quello di fare riflettere. La struttura non è ancora completa; alcuni spazi sono ancora da ultimare, come la biblioteca, che pare proprio sarà molto suggestiva, situata all’interno di una gabbia in acciaio posta tra il seminterrato e l’entrata del memoriale stesso.

Superato l’ingresso, una rampa conduce al livello banchine dei binari, situati un metro e mezzo più in alto rispetto alla strada (sopra le nostre teste c’è la stazione passeggeri di Milano Centrale che tutti conosciamo). Su questo livello si snoda quasi tutto il Memoriale: una serie di navate, cinque in tutto, scandite da una serie di colonne in cemento armato a vista. A descrizione di tutto il museo, una volta ultimati i lavori, i poster attualmente appesi alle pareti saranno sostituiti da pannelli. Dopo la seconda fila di pilastri, ci si trova in un corridoio quasi del tutto avvolto nell’oscurità, dove troviamo il primo dei due binari, con una fila di vagoni, utilizzato per il trasporto dei deportati. Passando attraverso alcune carrozze, si accede all’altro lato, dove si trova il secondo binario, completamente vuoto. Sul pavimento alcune targhe riportano i luoghi di destinazione dei treni della morte. Il buio regna sempre sovrano. Ad un lato del corridoio troviamo un montacarichi che portava i vagoni dal livello superiore, quello della Stazione Centrale vera e propria, a quello inferiore, utilizzato in origine come scalo merci e che durante la Seconda Guerra Mondiale venne trasformato nel terribile “binario 21”. Sopra il binario senza vagoni, un pannello con videoproiezione elenca i nomi di tutti i deportati ai campi di concentramento.

Sul lato opposto del corridoio, la parte forse più suggestiva, si trova una grande struttura circolare rivestita di lastre metalliche ossidate. Qui, attraverso rampe a spirale, si accede ad un ambiente buio, dove l’unica luce è data da un piccolo pertugio al centro del soffitto. All’interno un silenzio assoluto, nonostante la folla che stipava l’ambiente. Tutto questo mi faceva pensare ad un forno crematorio. La poca luce e il silenzio davano un senso di pauroso rispetto. Infine altri pannelli e videoproiezioni illustravano alcuni momenti di questa pagina terribile della nostra storia.

Esternamente al Memoriale entrambe le aiuole laterali sono ancora da sistemare, mentre la piazza con una bella pavimentazione e blocchi anti sfondamento è finita e, secondo me, è pure ben riuscita.

 




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Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


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