"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Baires – Corso Buenos Aires dimenticato

Corso Buenos Aires aspetta ancora un decoro, ci avevano promesso fioriere e altri decori che rendessero la via dello shopping più bella, visto che qualche anno fa è stata rifatta quasi completamente, ma ancora nulla. Un esempio eclatante a coronare la “bellezza” di questo corso è la presenza ancora dei cavi della vecchia illuminazione che zigzagano il cielo rendendo il tutto ancora così “sporco” e precario.

Giusto ieri i rappresentanti del Comune e dei rappresentanti della via si sono incontrati al battesimo del neonato Consorzio, nella cornice del teatro Elfo Puccini.

Diventare il primo centro commerciale all’aperto di Milano. È la missione di corso Buenos Aires. L’unica strada, dice l’assessore al Commercio, Franco D’Alfonso, «dove ha senso lo shopping anche serale fino a tarda ora». Quel miglio di negozi tra piazza Oberdan e piazzale Loreto è un’asse strategica e l’operazione «sicurezza» sponsorizzata dal Consorzio Buenos Aires – con un investimento di mezzo milione di euro per installare telecamere nei punti strategici – è il primo passo per il rilancio. «Non siamo a Scampia – ha spiegato l’ad del consorzio Domenico Zimbalatti -. Ma le telecamere e le vetrofanie che informano i cittadini della videosorveglianza in atto sono essenziali perché questa diventi la via sicura per fare shopping». Ogni settimana 135 mila persone transitano dal corso per fare acquisti, sei milioni all’anno.

Noi attendiamo questi segnali di rinnovo.

Condividi questo articolo su:
Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.