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Zona Porta Venezia – La biblioteca imbrattata, poco rispetto per la storia e il buongusto

Come ogni edificio, anche gioielli del liberty a Milano vengono presi di mira dai soliti “bambini” imbrattamuri che si divertono a lasciare un segno di riconoscimento sui muri dei palazzi, forse per sentirsi importanti e dichiarare al mondo che loro hanno messo la firma su questo o quell’edificio.

Così anche l’ex Cinema Dumont è finito – come il resto della città – scarabocchiato.

Nel 1908 i fratelli Galli, proprietari dell’area, iniziano la costruzione di un Cinematografo in via Paolo Frisi 8. La numerazione della strada comprendeva allora il primo tratto di via Melzo. Poi divenne via Frisi 2.

Il cinema fu completato nel 1910, data a cui risale l’autorizzazione all’apertura. Era uno dei primi cinematografi di Milano costruiti appositamente per questa destinazione. Gli autori del progetto sono gli architetti F. Tettamanzi e G.Mainetti, con studio in via Filodrammatici 3. Il progetto è conservato presso il fondo “Ornato Fabbriche” dell’Archivio Storico Civico al Castello Sforzesco di Milano.

Il nome Dumont, comune in Francia, è probabilmente “preso a prestito” da qualche cinema francese o parigino, dando quel tocco raffinato e molto cinematografico alla nuova sala; non dimentichiamo che l’invenzione del cinema è opera dei fratelli Auguste e Louis Lumière (1895).
Vedere da anni lo stato in cui versa questo grazioso edificio denota la scarsa cura da parte del Comune per quanto riguarda la lotta contro questo fenomeno stupido e l’inesistente rispetto per la storia dei “ragazzini” che si divertono a sporcare la città.
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Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


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