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Milano | Baires – Il cielo sopra il Corso

Articolo prodotto per Urbanfile e Affari Italiani Milano

 

L’arredo urbano a Milano non esiste: un certo decoro, il buon gusto si sono persi col passare degli anni e, come abbiamo già scritto altre volte, dopo la Seconda Guerra Mondiale si è proseguito a fare lavori di “riparo” anziché interventi mirati e più completi; così oggi ci troviamo piazze o vie intere allestite come se aspettassero di essere sistemate dopo un intervento temporaneo.

Nel lontano 2010 iniziarono i lavori per il rifacimento (secondo noi discutibile, perché avremmo voluto marciapiedi più grandi, aiuole e lampioni) di Corso Buenos Aires.

Dopo quattro anni vennero sostituite le luci appese (in gergo tecnico tesate) aggiungendone una fila in più per illuminare meglio la via. Siamo nel 2017 e ancora ci chiediamo dove abbiano studiato i tecnici che hanno “allestito” gli impianti di illuminazione di questa via.

Ad esempio osservate il cielo sopra Piazza Lima, dove non c’è una luce al giusto posto: alcune ravvicinate e altre collocate senza alcun criterio. Se avessero fatto un lavoro simile a casa nostra probabilmente avremmo citato per danni gli elettricisti.

Perché Corso Buenos Aires, una delle vie dello shopping più importanti di Milano è trattata come una qualsiasi strada secondaria? Perché a Milano si continuano a stendere cavi che zigzagano il cielo senza neanche un disegno? In quale altra città si trovano simili interventi?

Non sarebbe meglio eliminare gli antiestetici cavi da vie così grandi (Corso Buenos Aires, Corso Venezia, Corso Vercelli, Corso Genova, per dirne alcuni) e installare dei bei lampioni, regolari, magari inframezzati da vasi (per corso Buenos Aires dove la metro sottostante non permette alberature) o fioriere?

Se imparassimo a prestare attenzione a questi che possono apparire dettagli, siamo certi che la città potrebbe apparire più ordinata e bella.

 

La nostra serie di articoli riguardanti il nostro punto di vista sul corso

Corso Buenos Aires, la vetrina incompiuta- Parte 1

Corso Buenos Aires, la vetrina incompiuta- Parte 2

Corso Buenos Aires, la vetrina incompiuta- Parte 3

Corso Buenos Aires, la vetrina incompiuta- Parte 4




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


8 thoughts on “Milano | Baires – Il cielo sopra il Corso

  1. Anonimo

    Non concordo che la metro non permetta la piantumazione di alberi. Con un lavoro di vasche rialzate potrebbe benissimo ospitare alberi di media caratura e se proprio vogliamo dirla tutta andrebbe in gran parte pedonalizzata.!! Non parlatemi di traffico di scorrimento perché in realtà questo corso quando va bene ha una corsia per senso di marcia a causa di tutte le auto h 24 ferme in doppia fila

  2. ocia87

    Posto che i lampioni sono stati installati male, preferisco comunque i cavi appesi a ulteriori pali per i lampioni classici. Liberano spazio a livello marciapiede, non si sporcano, non si riempiono di adesivi, non pendono, sono sobri e si notano a malapena.

  3. Anonimo

    Obiettivamente corso Buenos Aires non è il centro di Milano dove hanno senso estese aree pedonali con lampioni e alcuni vasi e pochissimi alberelli. La bellezza e il senso di corso Buenos Aires è di essere una via in stile newyorkese tipo Times Square o tipo la ginza di Tokyo, con un pò di tutto, negozi, pedoni, auto, hotel, piccoli centri commericali ecc. Quindi qualsiasi intervento proposto nell’articolo snaturerebbe la via, con tra l’altro vasi e lampioni sui marciapiedi che ostacolerebbero il flusso dei pedoni e di chi fa shopping. Per quanto riguarda quei lampioni sospesi nell’aria non si notano quando si cammina, e comunque sia qualora si volesse sostituirli si potrebbe pensare a lampioni attaccati alle pareti dei palazzi che si affacciano su corso buenos aires. Posso capire, umanamente, che si voglia ostacolare quelli che fanno lo shopping nei negozi di corso Buenos Aires per avvantaggiare l’ecommerce, però non possiamo trasformare la newyorkese corso buenos aires in una via provinciale solo per qualche “aggiungi al carrello” in più. Piuttosto penserei a una sistemazione di piazzale loreto, sfruttandola maggiormente a livello commerciale e con ristoranti e tavolini all’aperto, e in stile piccadilly circus portando le insegne pubblicitarie luminose sui palazzi (anche magari rifacendo qualche palazzo più in continuità con il perimetro della piazza) che una volta c’erano in Piazza Duomo.

    1. Wf

      Snaturerebbe cosa?
      Lo schifo di sul che c’è Ora?

      Che non ci sono neanche 2 metri per andare a piedi su marciapiedi larghi mezzo metro?

      Ofelè fa El to mestè

    2. Cico

      Maledette lobby degli ecommerce che vogliono palificare le città per impedire ai pedoni di entrare nei negozi! ahaha! Qui c’è lavoro per Crozza!

      1. Wf

        “La newyorchese corso Buenos Aires…” ??

        Prova a lasciare la,cafonmobile in doppia fila a New York,
        Poi torna a raacccontarci l’esperienza…

      2. Anonimo

        Embè al comune probabilmente per diminuire l’afflusso di clienti dei negozi anche in Buenos Aires questo inverno volevano costringere i negozi a tenere chiuse le porte inventandosi una fantomatica pseudo supercaxxola di colpi di calore climatici che investivano i passanti causati dalle porte aperte e dal riscaldamento dei negozi. La solita marchetta alle solite lobby: forti coi deboli e deboli coi forti!

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