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Milano | Porta Venezia – Arredo urbano: le fioriere dimenticate

Ma chi piffero si occupa delle 4/5 fioriere che si trovano lungo Corso Buenos Aires?

A guardarle, ci si rende conto che se ne occupano i negozianti che hanno il negozio proprio di fronte; forse alcuni se ne occupano per pietà, ma almeno sono ancora vive e curate in qualche modo. Ma ce ne sono due che sono completamente dimenticate, sopratutto una è completamente secca da mesi.

Possibile che la tanto rinomata Asco-Baires, l’associazione di commercianti del corso, non si vergogni a mantenere una via commerciale come questa in questo stato?

Se noi gestissimo questo lungo corso commerciale (circa 1600 metri), pretenderemmo più attenzione, distribuiremmo lungo tutto il corso una serie di belle fioriere con pianticelle e un po’ più di ordine in generale.

Eppure in tutti questi anni l’associazione pare non si sia curata minimamente dell’aspetto estetico della via, via che deve sempre più competere con i centri commerciali che proliferano tutt’intono alla città e propongono la stessa tipologia di shopping, in un ambiente migliore, forse, e al fresco nei mesi caldi dell’estate o al caldo in quelli invernali.

Le immagini mostrano le poche fioriere collocate oltre venticinque anni fa come primo test per scegliere quale fioriera fosse meglio per il corso (forse era la giunta di Albertini): come si vede nessuno scelse nulla e le fioriere, all’epoca anche belle, rimasero come oggetti buttati lì e dimenticati.

La solita sciatteria di Milano.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Porta Venezia – Arredo urbano: le fioriere dimenticate

  1. Wf

    I commercianti dovrebbero vergognarsi.

    Zelanti nellintervenire contro ogni ipotesi di allargare un Po lo spazio per i pedoni ma scompaiono quando devono dare acqua a 4 piante.
    Costa troppo?

  2. alberto tadini

    Prendendo spunto da questo, non si può non notare che qualunque amministrazione comunale e qualunque associazione di via vuole e attua interventi spot, giusto per avere la notizia al telegiornale e far pensare a tutti “ma come sono bravi”. Non è il posizionamento politico di amministrazioni comunali o di associazioni che conta. il fatto è che siamo tutti (mal) abituati a prendere per cose fatte quelle che si limitano ad essere annunci, a ritenere risolto un problema solo facendo una dichiarazione in merito alle possibili soluzioni.
    Politica dell’annuncio? Sì ma non solo.
    Non siamo capaci (tutti, nessuno escluso; ed è un fatto che coinvolge tutta l’attività di governo, da quella comunale a quella regionale a quella statale ed europea) di avere un progetto a lungo termine, venti, trenta, cinquant’anni: non siamo capaci di vedere più in là della prossima elezione o del prossimo sondaggio. manca una visione unitaria e globale. manca l’idea del futuro, anche di quello che ci sarà quando saremo noi che non ci saremo.
    Per le fioriere è stato sufficiente piazzarle lì. Per quelle in Cadorna lo stesso. Rifacciamo viali e strade e piazze ma non si è capaci di dare uniformità all’illuminazione e all’arredo urbano. Insomma è una cosa tipo “una scarpa e una ciabatta”.
    Per cui, oltre all’arrabbiatura immediata, poi non c’è nulla; oltre all’intervento per ripiantare degli alberi secchi, poi non si fa niente, neppure controllare se hanno sete o no.
    E’ il cervello che va cambiato.

    1. Adriano

      E’ quello che dico sempre.
      Questo sindaco come altri non ha una visione a 20 / 30 anni, o meglio ce l’ha solo per il suo amato progetto del naviglio riaperto, che se iniziasse con l’idea di apriamo in alcuni punti in periferia, farebbe la stessa fine di queste fioriere, o lo rendi navigabile o non serve a un c…o.

      Purtroppo solo chi ama milano sa fare delle scelte a lungo termine o almeno ci prova.
      Secondo me Albertini ci aveva provato, la moratti con i progetti faraonici city life e garibaldi ed expo ci è riuscita a lasciarci qualcosa per i prossimi 20/30 anni, pisapia e sala per ora, nulla che possa avere una prospettiva 20/30ennale…. Però tutti si ricordano di pisapia e non ho ancora capito perché. E poi ci stupiremo quando a fine mandato sala inizierà a far vedere i suoi progettini che non sapremo mai se saranno manutenuti negli anni successivi..

      Io ricordo quando pisapia ha tolto i vigili di quartiere, grande cagata, ed ora sala li rimette.
      E’ evidente che servono per monitorare le cose che noi denunciamo sempre, ma devono essere pro attivi e non pensare solo alle multe., devono se c’è un palo fuori posto oppure in un marciapiede manca uno scivolo devono segnalarlo..insomma manutenzione e controllo e progetti a 30 anni di questo ha bisogno milano,.
      Ma se tu sistemi una fioriera nessuno se ne accorge, invece se apri un pezzo del naviglio hai una impatto mediatico molto grosso, anche se poi dopo 5 anni è tutto sporco e il lavoro è da rifare.

      Secondo me per ogni intervento di urbanistica, bisognerebbe avere un controllo sul territorio che ogni mese verifica se è tutto ok.
      Anche i tecnici comunali, anzichè stare alla scrivania, gli dovrebbero dare un pezzo di città da controllare insieme ai vigili e se dividi la città riesci a tenerla ordinata.

      E tutto questo lo fai pagare da chi tutti giorni viene da fuori città con la macchina, 1 euro per entrare nel comune di milano. 700000 euro al giorno di badget per fare tutto quello che ho scritto e oltre…

    1. Davide V.

      Servono a manifestare contro l’eliminazione dei posti auto, a boicottare le pedonalizzazioni domenicali, ad impedire l’allargamento dei marciapiedi, ecc.

      Lungimiranza ZERO.

  3. Anonimo

    I commercianti di Cso B. Aires sono dei barboni. Sempre a piangere miseria e pretendere invece di tirarsi su le maniche e contribuire a rendere la via più vivibile. Infondo B. Aires è in primis casa vostra. Il fatto che non la sappiate curare la dice lunga sulla vostra capacità di fare affari e di attirare nuovi clienti.

  4. Wf

    E la città rimane in ostaggio delle teorie urbanistiche di questi che non riescono a tenere decorose 4 piante e vogliono dettare l’agenda urbanistica.

  5. -Ale-

    Perchè dovremmo curare le piante in C.so Buenos Aires… è una fantastica suprestrada urbana.
    Le piante io le toglierei, magari ricaviamo qualche parcheggio in più sui marciapiedi.
    Sai, 2 o 3 parcheggi in più e magari fai 2 o 3 clienti in più, di questi tempi di crisi nera!

    ALLARGARE I MARCIPIEDI E ALBERARE è l’unica soluzione.

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