Milano | Propositi: cosa vorremmo per il 2018

Con l’inizio dell’anno nuovo, si esprimono anche i desideri, e noi abbiamo pensato a cosa ci piacerebbe che accadesse nella città di Milano.

Abbiamo pensato a cosa veramente ci piacerebbe augurarci per il prossimo anno e abbiamo pensato che tutto sommato basterebbe semplicemente un po’ più di rispetto per tutti e tutto: a dirla così sembrerebbe un tema stile “la pace nel Mondo” (ogni tanto bisognerebbe dirlo) ma, scherzi a parte, se si iniziasse dal rispetto avremmo una città decisamente più vivibile. Sì, perché fondamentalmente è quello che manca sempre più in questa società sempre più individualista.

Potremmo partire col problema principale di questi ultimi mesi, con un po’ più di rispetto per le bici a parcheggio libero, ma più rispetto anche per i pedoni che si trovano le bici parcheggiate ovunque sui marciapiedi in posizioni che sembrano sfidare il buonsenso.

Senza contare che, continuando in questo modo, questo servizio potrebbe non durare a lungo e sarebbe un fallimento per il concetto di condivisione e di città civile.

Ci vorrebbe più rispetto per chi paga per usare i mezzi pubblici.

Ultimamente si vedono sempre più persone infilarsi nei modi più assurdi nella metro senza biglietto, quasi fosse naturale non pagare per un servizio che ha un costo e che è fondamentale per la città.

E ancora: più rispetto per regole della civile convivenza che insegnano a non parcheggiare in divieto, sui marciapiedi, sugli scivoli che consentono di vivere più agevolmente lo spazio comune a pedoni, carrozzine e cittadini con difficoltà deambulatorie.

Ma servirebbe che anche il Comune rispettasse gli automobilisti e creasse, in maniera scientifica e oculata più parcheggi per tutti, nel rispetto di quello che ci sta intorno , non limitandosi a creare zone pedonali, ma a riordinare il sistema di parcheggi in città che al momento è da città da terzo Mondo in molte, troppe, zone.

Ci piacerebbe più rispetto per i nostri muri, i muri delle nostre case e dei nostri monumenti, imbrattati all’inverosimile, quasi fossero lavagne per esprimere con prepotenza una poco condivisibile creatività. Servirebbe che le Istituzioni – Comune e Governo – studiassero regole con pene certe e severe che funzionino come deterrente per questo vandalismo dilagante che altri luoghi ,come Stati Uniti e Inghilterra, sono riusciti a ridimensionare.

E vorremmo rispetto per i monumenti violentati da cartelli, luci, pali, automobili, e che la sera cadono spesso nella penombra.

Più rispetto per la storia dei luoghi: Milano è città inclusiva, costituita ormai per una percentuale rilevante da abitanti che non ne conoscono la storia. Persone che possono arricchire la città con la propria cultura, ma che dovrebbero conoscere e rispettare anche la cultura del luogo in cui hanno scelto di vivere o semplicemente di transitare.

Al di là dei progetti architettonici, dello sviluppo urbanistico, della valorizzazione delle eccellenze di Milano, ci auguriamo (e auguriamo a tutti i milanesi) che il 2018 possa essere un anno in cui si possa partire da un concetto semplice e bellissimo come il rispetto.

Buon 2018 Milano!

il guardrail, il ponte e i cartelli
il guardrail, il ponte e i cartelli
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24 commenti su “Milano | Propositi: cosa vorremmo per il 2018”

  1. Concordo sul concentrarsi sulla parola “rispetto”.

    Aggiungerei alla carrellata moto, motorini e scooter, che sono una piaga nefasta come le altre giustamente citate nell’articolo.

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  2. Che tolgano una volta per tutte i panettoni dalle strade e vernicino i pali (almeno) semaforici, di color Nero.e che traccino le corsie di marcia nelle strade più larghe

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  3. il rispetto andrebbe chiesto a chi specula sul degrado.
    Lo sa bene chi è consapevole che non esiste buono senza cattivo, bianco senza nero, potente senza debole, ricco senza povero.

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    • “non esiste buono senza cattivo, bianco senza nero, potente senza debole, ricco senza povero”

      Chi specula sul degrado? Chi lo denuncia a suo uso e consumo (e quindi raccoglie facile consenso) o chi ne fa ragione di vita e soldi a palate (tipo alcune onlus e cooperative)?

      Entrambi non cambiano la vita di nessuno di noi e nemmeno degli altri.

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  4. La speranza è che molto presto la Lombardia diventi una regione autonoma in grado di tenere in loco gran parte dei PROPRI soldi. Una volta ottenuto questo, si può partire con i miglioramenti sperando di avere amministratori regionali e comunali intelligenti e onesti, a prescindere dall’area politica.

    Complimenti agli amici che gestiscono questo blog!

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    • Non vorrei raffreddare i tuoi entusiasmi, ma anche se venisse approvata la devoluzione di tutte e 23 le materie concorrenti (cosa che ovviamente NON avverrà, per non creare un precedente), questo, contrariamente alla propaganda che si è sentita in questi mesi, non comporterà AFFATTO che la Lombardia possa tenere in loco più soldi, figuriamoci “gran parte”.

      Quello che succederà sarà semplicemente che le cifre che lo Stato GIA’ SPENDE OGGI in Lombardia per un determinato servizio che viene devoluto, saranno erogati dalla Regione anziché direttamente dallo Stato. Facciamo un esempio: la gestione dei giudici di pace, una delle materie “devolvibili”. Diciamo che lo Stato oggi spende per questa voce in Lombardia (invento un numero) 50 milioni l’anno. Questi soldi passeranno alla Regione nello stesso capitolo, che continuerà a spenderli per le stesse voci.

      Certo, se la Regione si dimostrerà più efficiente dello Stato centrale potrebbe, ad esempio, spenderne 45 invece di 50 e destinare a qualcos’altro i risparmi, oppure spenderne sempre 50 ma migliorare il servizio. Ma in ogni caso scordiamoci di vedere miliardi e miliardi “in più” rimanere in Lombardia.

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      • La realtà della devoluzione è un po’ meno “facilona” di come la metti giù tu (il che spiega anche come mai lo Stato non abbia molta voglia e tantomeno fretta di concederla) ma chiaramente non risolverebbe tutti i problemi, su questo hai ragione.

        Il punto vero è l’equilibrio tra tasse pagate e servizi (ossia soldi) ricevuti, che al momento svantaggia la Lombardia rispetto a tutte le altre aree Europee con cui compete (la stessa Catalogna che è mezza in rivolta, “cede” allo Stato centrale di Madrid una percentuale delle sue tasse molto inferiore a quella che Milano e la Lombardia cedono a Roma)

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        • Mi spiace raffreddare anche i tuoi, di entusiasmi, e Sarei felicissimo che tu mi smentisca, ma nel tuo commento c’è semplicemente la fotografia dello stato di fatto e nessuna spiegazione di come funziona, secondo te, “realmente” la devoluzione. Studia e vedrai che la devoluzione funziona PROPRIO COSÌ.

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  5. Consapevole che solo il 40% degli italiani legge almeno un libro l’anno, dato in continua diminuzione (così dice l’ISTAT), mi permetto di suggerire ai forumisti una lettura illuminante sul tema del rispetto (della cosa pubblica, ma non solo) che sta allietando le mie vacanze:

    Why Nations Fail. The Origins of Power, Prosperity and Poverty,
    di Daron Acemoglu (economista del MIT) e James A. Robinson (politologo all’Università di Chicago), Crown Publishers, New York

    Esiste anche in italiano:
    https://www.amazon.it/nazioni-falliscono-origini-potenza-prosperit%C3%A0/dp/8842818739/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1514557916&sr=8-1&keywords=perch%C3%A9+le+nazioni+falliscono

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  6. Mettere come primo punto la sosta irregolare delle bici mi sembra esagerato. Le auto e gli scooter sui marciapiedi non è un problema più grave? Io trovo ben più disturbante che i pochi spazi pedonali della città siamo invasi da mezzi a motore, invece che qualche sparuta mobike o ofo che sono microscopiche al confronto

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    • l’italia è il terzo paese più vecchio del mondo. età media oltre i 44 anni!
      e tu li vuoi fare andare in bici! ahahahaha!
      demografia portami via.

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  7. Ridurre seriamente la quantità di macchine che circolano a Milano. Non è possibile che tanta gente pensa di aver il diritto di spostarsi in macchina. Una sola auto occupa più di 12mq di spazio pubblico. In una metropoli lo spostamento tramite questo mezzo privato deve essere l’eccezione, nn la regola.

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    • l’alternativa sarebbe la bici o i mezzi pubblici?

      Se per spostarmi con dei pacchi con i mezzi ci metto 1 ora con l’auto 30 minuti e in bici 45 minuti….spiegami qual’è il mezzo più comodo e quindi quello che più persone useranno?

      La risposta è l’auto.

      Allora non devi fare la battaglia alle auto ma aumentare i mezzi pubblici velocizzarli con semafori intelligenti e fare in modo che ci si metta lo stesso tempo dell’auto…a quel punto puoi dire che l’auto può essere ridotta.
      E cmq ti ricordo che in Lombardia siamo in 9 Milioni mentre a Milano 1300000, quindi non capisco perchè a Milano devo rinunciare alla macchina mentre tutti i residenti della Lombardia possono usarla e venire a casa mia con la macchina?
      secondo me bisogna far pagare queste cose a chi non è di milano e sfrutta e denigra la nostra città.
      1 euro ogni auto entrante e hai risolto tutti i nostri problemi. Ovviamente escluso il residente che deve essere tutelato.

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      • AMEN!!!!!!!! ma anche qui postano soltanto 15 anni amici di maran o idolatri del no oil. ahimè. persone di buon senso, invece, poche.

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