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Milano | Cultura: salvare i vecchi tram per un futuro museo

Il 13 Settembre scorso, ATM ha pubblicato un bando di demolizione per QUARANTADUE tram ricoverati fuori uso da anni nel vecchio deposito del trenino di Desio. Il bando scade il 18 Ottobre.

Il deposito dei Tram di Desio

Sono tutti tram dall’elevato valore storico, i più vecchi sono del 1926, i più recenti del 1953.

Chiediamo che venga modificato il bando di demolizione in modo che sia possibile salvare per il futuro Museo dei Trasporti milanesi e lombardi almeno i tram più particolari e storici, tra i quali la “Littorina” 114 del 1935 che in quell’anno raggiunse i 100 km/h lungo viale Monza a Milano, stabilendo il record di velocità italiana per i tram.

Chiediamo che ATM permetta la conservazione della storia e del ricordo di migliaia di persone che hanno viaggiato e lavorato su questi tram.

Sperando nella realizzazione di un MUSEO dei Trasporti degno di una città come Milano.

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Immagini Milano Trasporti




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


15 thoughts on “Milano | Cultura: salvare i vecchi tram per un futuro museo

  1. Claudio

    Continuo a trovare assurdo che Milano con la sua tradizione dei tram (e ci vandiamo di averne spediti a San Francisco) non abbia un museo, non faccia corse sui tram storici.

  2. Precotto doc

    È troppo da operai e gente comune , i radicalchic della giunta si trovano meglio davanti al piedone Esselunga in CityLife, non se ne farà niente

    1. _

      L’hai detto in modo rozzo e offensivo, ma concordo che la “cultura” (in senso lato) a Milano è a mio parere gestita in modo forse troppo etereo, effimero e commerciale. L’esempio di cosa è programmato per Leonardo 2019 è lampante.

      Venerdì sull’inserto di Repubblica c’era un lungo articolo che bastonava il modo superficiale e furbetto con cui si fan le mostre in Italia. Parlava dell’Italia in generale ma non troppo tra le righe la bastonata a Milano si vedeva tutta.

  3. Wf

    Concordo che a milano per la cultura accessibile si fa ancora troppo poco è manca ancora il marketing territoriale dove i cartelloni degli eventi culturali dovrebbero essere messi in rete è coordinati tra loro.

    Avete ragione su questo punto siamo indietro.
    Bisogna dare un quadro nuovo di riferimento con una gestione 2.0

    Basta semplicemente come vengono gestite mostre e spazi del castello Sforzesco e si anche Leonardo 2019.

  4. Precotto doc

    beh , se questo è offensivo !!!!!! È la verità , la cultura aristocratica non si mischia con quella della gente comune , si sentono superiori

    1. _

      Precotto se la metti sul personale non ti ascolta nessuno!
      Non credo ci sia qualcuno che si crede superiore. Piuttosto è che la cultura borghese dei grandi nomi, dell’evento, del “mi da sensazioni”, del “figo”, della coda e del selfie per instagram ha il sopravvento sul fare le cose giuste e sull’educare e sulla memoria storica.

      In qualche modo forse se la cultura in Italia prendesse qualcosina di più “aristocratico” non sarebbe male, ma è discorso scivoloso e che esula dagli estemporanei commenti sul bel forum di UF.

      Di sicuro su instagram ci sta meglio il piedone di citylife che un vecchio tram di cui non si ricorda nessuno.

  5. enrico

    Qualcuno sa se c’è buttata da qualche parte ancora qualche vettura tranviaria serie 4800? In termini di rilevanza storica sarebbero fondamentali perché a loro tempo furono costruite utilizzando per la prima e l’ultima cassa quelle della serie 5300 degli anni Cinquanta, forse le più eleganti vetture che abbiano mai circolato sulla rete milanese… Un muso dei trasporti milanesi senza quelle vetture (anche nella versione “assemblata” per fare i jumbo tram serie 4800) sarebbe davvero monco. Qui la foto di una 5300 in via Orefici angolo via Torino davanti all’Alemanna: http://1.bp.blogspot.com/-If1pWrT9ly8/VLazTW2PqsI/AAAAAAAAB6Q/8BTp4qFuIN4/s1600/5300.jpg

    1. Stefano Vigo

      Al deposito di Via Messina c’è il Jumbo-Tram 4825, che ho visto durante il Porte Aperte ATM, del Dicembre 2017. Parlando con i Tranvieri mi avevano detto che era a posto per almeno il 95% dei pezzi.
      Purtroppo non era visitabile, e giaceva sui binari impolverato e semi-nascosto dietro un Bus Ibrido; e una Vettura a 2 Assi.
      Comunque lo avevo fotografato da lontano, molto deluso per questa evidente mancanza di sensibilità nei confronti dei Cittadini, che sono in sostanza cresciuti su queste moderne e innovative Vetture (e ovviamente su quelle a Carrelli Serie 1503-2002).
      Peccato in quanto è un pezzo di storia trasportistica di Milano, e per decenni ha viaggiato sui binari cittadini.
      Un motivo di restauro è sicuramente collegato anche al cinema/Tv, se si realizza una fiction sugli anni Settanta/Ottanta, non vedere (o far salire gli attori) su questa vettura stona pesantemente con la realtà di quel tempo.
      Anche a Desio erano presenti 3 Jumbo-Tram Serie 4800, parcheggiati sull’asta di manovra dietro al Bloccato che si vede nella foto (che mi pare un pò vecchia, in quanto i binari sono stati in buona parte smontati, assieme ai pali della linea aerea, che in effetti mancano quasi tutti).
      Spero che si faccia un Museo ATM; con Tram Restaurati, e Viaggianti, senza ovviamente “Demolirli Prima “, beninteso!

  6. Precotto doc

    Del corno , per il cavallo non di Leonardo non c è spazio in centro , perché non è originale , ma caspita in piazza d armi e in piazza del cannone è pieno di di giostre e bancarelle , il castello addirittura è stato ricostruito , cosa c è di originale ? La Fontana messa tolta è rimessa ? Le palme in duomo ? Non capisco questo atteggiamento da , so tuto io

  7. Precotto doc

    caproni , Guzzi , innocenti , Isotta freschini , L ambretta , bianchi , Alfaromeo tram , Breda , ecc , non c è un museo che ricorda le radici industriali di Milano

    1. Anonimo

      C’è la collezione Ogliari a Volandia, che ha anche vari tra,. Ma è tutto mezzo arruginito e cadente in una sezione esterna. Meglio che niente, ma triste (Volandia a Malpensa va bene per gli aerei, ma i tram?)

      1. zobi

        Aggiungo anche il MILS, il museo delle industrie e del lavoro di Saronno che ha macchinari tessili, treni Fnm, giganteschi motori Isotta Fraschini, ecc

  8. tommolo

    Rinnovo l’invito:
    Io sono tra quelli che vedono nello scorporo della sezione trasporti dal Museo della Scienza e della Tecnica in una nuova sede, che identificherei proprio nel sedime del futuro ex carcere di san vittore, in via di dismissione. Spazi giganteschi adatti a un museo davvero imponente.
    Gli ex padiglioni utilizzati in precendenza dalla sezione auto, aerei, navi e treni della sede degli Olivetani del MUST possono essere radicalmente riprogettati (dove non siano protetti da vincolo) come museo delle scienze naturali e storia della vita, dato che il museo di storia naturale in Porta Venezia è davvero sacrificato. Anche a Barcellona il museo della storia naturale è emigrato dalla sede storica del parc de la ciutadela.
    Come riferimento per la sezione di san vittore dedicata ai trasporti, prenderei forse il museo Riverside di Glasgow, che macina una milionata di visitanti l’anno (gratuito…)

    1. Precotto doc

      Sono d accordo con tommolo, anche se non in centro , si potrebbe fare anche in periferia , quando vedo che il museo alfa è a arese , piango , non perché è lì , ma perché il turista non ci va , la sede ideale è il portello , dove gl ex capannoni fiera potrebbe diventare la storia industriale di Milano

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