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Milano | Inquinamento: il mostro del lago Gerundo è tornato in vita

In questi giorni di metà ottobre, quando i riscaldamenti ancora non sono stati accesi o lo sono solo parzialmente (perché le temperature sono ancora elevate), l’aria che si respira in città è già pessima.

Per giunta da tre giorni continua a bruciare un deposito di rifiuti urbani in zona Bovisasca, rendendo l’aria irrespirabile.

Il Comune di Milano sta cercando di bloccare, con provvedimenti Area C e B, l’utilizzo di mezzi inquinanti in città.

Tutti provvedimenti che si cerca da anni di inventare e attivare per sconfiggere questo dramma che vive la metropoli meneghina: l’inquinamento. Con risultati finora insufficienti.

Come abbiamo potuto vedere, il problema maggiore è proprio causato dal traffico automobilistico (visto che i riscaldamenti ancora non sono attivi): milioni di persone che si muovono con le loro piccole scatole metalliche, magari una persona per auto, ognuna sicura di non essere artefice del grande problema dell’inquinamento.

La questione però non riguarda soltanto Milano, ma l’intera Pianura Padana, che va dai piedi delle Alpi torinesi alla laguna veneta e friulana. Si tratta di 20 milioni di abitanti: un terzo degli abitanti dell’Italia intera, che vivono e si muovono all’interno di un’area di circa 47 820 km².

Gli sforzi di Arpa e del Ministero dell’Ambiente non sono finora sufficienti e bisognerebbe meglio focalizzarsi sull’inquinamento dell’intera Val Padana (tra le zone più inquinate d’Europa) con sforzi maggiori e obiettivi ambiziosi supportati da politiche ad hoc; per lo meno per quello che riguarda l’area milanese.

Perché intorno a Milano vivono e lavorano oltre 5 milioni di abitanti; Milano non è solo il Comune, piuttosto piccolo a voler vedere, ma Milano è una moltitudine di agglomerati urbani che si espande per molti chilometri oltre i suoi confini amministrativi e che deve spostarsi agevolmente senza inquinare.

Anziché investire in nuove autostrade sparse sul territorio, forse andrebbero incrementati i trasporti su ferro, molto meno inquinanti. Fare funzionare meglio l’esistente, ma anche potenziare l’infrastruttura, aggiungendo binari per aumentare la capacità delle linee, e creando anche nuove interconnessioni territoriali nei quadranti dove non vi sono ancora collegamenti su ferro (e ce ne sono!)

Le metropolitane ancora faticano ad uscire dal territorio comunale e i trasporti su area vasta sono spesso insufficienti e complicati da usare, rendendo a volte difficoltosi i movimenti dei pendolari

Bisogna portare milioni di viaggiatori ad utilizzare i mezzi pubblici e a lasciare a casa il proprio mezzo, da usare in rari casi. Partire da una razionalizzazione del trasporto sia su base regionale, ma soprattutto nella Città Metropolitana (che, tra le altre, ha anche questa competenza specifica) creando un’authority che riunisca le varie sigle di autotrasporto (non esiste solo Atm) e le coordini, occupandosi anche del trasporto su ferro, compresi i treni per i pendolari.

Bisogna attuare politiche di incentivo all’uso di veicoli elettrici, all’uso della bici per gli spostamenti quotidiani, all’uso dei veicoli condivisi.

Insomma, bisogna pensare alla salute dei cittadini, no? Ovviamente puntando anche a una maggiore efficienza del trasporto, dato che minori veicoli privati su strada significa anche minore congestione e maggiore velocità negli spostamenti.

Ed ovviamente minore smog.

Sembra quasi che il famoso mostro del lago Gerundo, quello che infestava, come una gigantesca palude, parte del territorio padano tra Milano, il cremonese e la bassa bergamasca, sia tornato in vita, portando i suoi maleodoranti effluvi sulla pianura.

Il presunto lago, la cui esistenza non è mai stata confermata dai geologi, ma che è rimasto nelle leggende padane e nella toponomastica di alcuni luoghi, era un gigantesco acquitrino paludoso, infestato da zanzare e odori nauseabondi di acque stagnanti e infestanti.

Tale aria putrefatta poteva solo ispirare la fantasia popolare del tempo con creature maligne che vivevano nelle acque del Lago Gerundo, come ad esempio il drago serpentiforme di nome Tarantasio che, avvicinandosi alle rive, faceva strage di uomini e soprattutto di bambini e che ammorbava l’aria circostante con il suo alito asfissiante. Probabilmente le esalazioni, in effetti, potevano essere dovute alla presenza nel sottosuolo di metano e di idrogeno solforato; un fenomeno misterioso per la popolazione di allora che, pertanto, incolpava esseri sconosciuti e fantasiosi.

Oggi il ‘serpentone’ lo troviamo sullo stemma dei Visconti diventato successivamente simbolo di Milano.

Speriamo che prima o poi il mostro padano torni nelle fantasie di un tempo; e che i cittadini tornino a respirare aria migliore.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


16 thoughts on “Milano | Inquinamento: il mostro del lago Gerundo è tornato in vita

  1. _

    Mentre Trenitalia ristruttura la rete ferroviaria e aumenta i binari e Trenord compra nuovi treni e che le estensioni delle varie MM vanno a regime, che ATM diventa il gestore unico del trasporto in tutta l’area metropolitana (buona idea questa, così si aggira pure l’obbligo della gara europea su Milano) e tutte le altre cose che condivido in pieno e che nel 2045 saranno a regime:

    Mi domando visto che c’è emergenza smog, perchè oltre a riaprire il Lago Gerundo (i Navigli), non iniziamo anche a progettare la M6?

  2. BLANCO

    Entro 5 anni eliminazione totale delle caldaie a gasolio, 50 euro di ticket dei non residenti per entrare a Milano in macchina, e sempre entro 5 anni BUTTARE tutti i veicoli dall euro 5 in giu ( macchine camion camioncino. ..)

    1. Gigi

      50 euro di ticket..
      A parte che se tu dovessi limitare l’ingresso in un modo così drastico dovresti fornire valide alternative (se tu avessi letto l’articolo con più attenzione, sapresti che ci sono zone dell’hinterland non collegate tramite trasporti su ferro, ma da mezzi spesso spesso poco affidabili, datati e inquinanti esattamente come un’auto).. ma poi, ti rendi conto che i non residenti sono anche lavoratori che vengono a guadagnarsi il pane e magari a fornire servizi anche a te? Non esistono solo i perdigiorno con l’Hummer che vengono a fare shopping. Ti scrive un residente all’interno della cerchia, tanto per toglierti il dubbio.

  3. Anonimo

    La M6 tra quanto potrà essere pronta? Se iniziassimo a pensarla ora come progetto da farsi effettivamente (2018-2019) sarebbe pronta tra 15/20 anni (se va bene)…direi che il problema dello smog lo avremmo comunque per il futuro prossimo !
    La vera questione riguarda le auto, il comune sta provando ad introdurre delle limitazioni per entrare in città (che possono essere più o meno discutibili) ma è chiaro che il problema è a livello regionale e allora mi chiedo fino ad ora la Destra che governa la Lombardia da decenni cosa ha fatto?? Poco e niente! È chiaro che il problema dello smog non rende politicamente e quindi passati gli allarmi di qualche mese invernale la gente se ne dimentica. Comunque se si usassero i soldi per dare incentivi ai proprietari di mezzi inquinanti a cambiare le proprie macchine (pagare il 30/40% dell’auto fino agli euro 3 diesel) si ridurrebbe almeno in parte questo problema! È una questione di volontà politica, che poi alla fine l’aria la respiriamo tutti quindi dovrebbe essere un auspicio comune indipendente da destra e sinistra, invece..

    1. Anonimo

      Riassunto: la M6 non serve ne ora ne fra 20 anni.
      Il vero problema è “la Destra” e il fatto che se ne frega e non elargisce soldi per cambiare la macchina. Il Comune (di Sinistra) invece ci prova imponendo i blocchi auto inquinanti (che al momento non sono altro che l’applicazione della nuova Normativa Regionale, ma questo non la sfiora minimamente).

      Posso essere perplesso?

      1. Anonimo

        Forse il problema é proprio la normativa regionale, che da anni a questa parte di benefici ne ha portati ben pochi. Converrebbe investire per far cambiare l’auto piuttosto che imporre normative che hanno un impatto patto praticamente nullo sulla qualità dell’aria. E sono al governo da qualche anno ormai dai…

  4. Anonimo

    Bell’articolo. A Milano serve un servizio comparabile a quello che a Parigi è la RER, ossia un servizio suburbano parallelo alla metropolitana che attraversa la città con poche fermate e permette di muoversi da nord a sud o da est ad ovest molto più velocemente che la metro. Progettare solo metropolitane migliorerebbe il trasporto cittadino, ma non risolverebbe il problema della mobilità di tutta l’area urbana (estendere le metropolitane in maniera eccessiva creerebbe problemi di capacità e di tempi di percorrenza ). Le linee S dovrebbero essere potenziate con binari dedicati per treni con una frequenza attorno ai 10 min (tarda sera inclusa), altrimenti non ha senso fare crociate contro il trasporto su auto. Che fine han fatto i progetti di quadriplicamento della Milano-Chiasso e del secondo passante?
    A livello urbano un potenziamento con semafori dedicati (e chiusura del centro storico alle auto ) della rete tram viaria potrebbe costituire a mio avviso una soluzione di più facile attuazione e più economica della costruzione di nuove metropolitane. La priorità, secondo me, è la creazione di una efficace rete extra-urbana

    1. Gigi

      Assolutamente d’accordo. Limitare l’ingresso con sanzioni per tamponare il problema non serve a nulla senza una valida alternativa. E, come giustamente spieghi tu, i fronti da migliorare sono molteplici.

    2. Luca Algeri

      Certo. Dovrebbe essere così. Solo che quando hanno progettato il raddoppio dei binari (da 2 a 4) sulla Milano – Gallarate (assolutamente necessario, dato che passano anche treni internazionali e quando si guasta un treno va in blocco tutta la linea) i cittadini di Parabiago, Nerviano, Legnano ecc. hanno minacciato di erigere barricate. E’ il solito discorso : espandete le linee su ferro, ma non sotto casa mia. Forse in alcuni comuni ad alta densità abitativa occorrerebbe però pensare anche all’interramento delle linee. Costa di più ma, oggettivamente, quattro linee su ferro in molti comuni dell’hinterland milanese sono veramente impattanti

      1. Anonimo

        La linea internazionale (che è quella del Sempione per intenderci) non ha alcuna necessità di passare dal centro di Parabiago, Nerviano e Legnano (passaggi a livello compresi) ma può benissimo girare al largo.

        Certo, se RFI non fa investimenti seri ma pretende di far passare sulla stessa coppia di binari treni merci, Eurocity internazionali, Regionali e la S5 non ti puoi lamentare se la S5 è sempre in ritardo e con frequenze insufficienti.

  5. Anonimo

    Secondo me il futuro della mobilità nell’area di Milano e quindi della riduzione smog è sicuramente il passante.
    Quindi nuova circle line, secondo passante da iniziare a progettare e soprattutto rifacimento e miglioramento di tutta l’infrastruttura (binari e segnaletica) senza interferenze su cui poi possano passare treni adatti con frequenze metropolitane. Ad esempio il progetto di trenitalia per la circle line prevede frequenze a 10/15 minuti massimo (dove va bene): questo NON è il servizio che serve nell’area metropolitana. Altrimenti poi tutti chiedono la metropolitana, che estendere troppo fuori città ha poco senso (tutti quei soldi per portare due linee a Monza per me è ridicolo).
    Poi servono tutte le altre cose da paese civile, come i parcheggi sicuri a ampi in tutte le stazioni di corrispondenza ai bordi di Milano e fuori e il fatto che se proprio giri a Milano in macchina il parcheggio lo devi pagare sempre e comunque.
    Dentro Milano con la popolazione che cresce prima o poi la M6 andrà fatta, ci sono quadranti scoperti e spero non perdano inutilmente troppo tempo prima di iniziare a progettarla. Su ATM (a parte la metro) e peggio ancora il servizio subito fuori Milano credo ci sia poco da dire per non sparare sulla Croce Rossa.

    Però questo mese abbiamo avuto condizioni climatiche eccezionali a peggiorare l’inquinamento. Di solito il problema esplode con i riscaldamenti e li una soluzione radicale va imposta subito.

  6. Wf

    Il nodo principale da sciogliere è proprio trenord e il trasporto ferroviari regionale.

    Dove il ferroviario regionale funziona le auto nelle citta calano bruscamente.

    1. TS

      Hai perfettamente ragione. Trenord non ha un servizio comparabile a quello delle città Europee.
      Purtroppo il problema di base è in RFI prima che in Trenord – i cui soci poi comunque ce ne mettono del loro per peggiorare le cose.
      Temo che sia molto costoso e lungo metterci mano, non si tratta di comprare solo qualche bel treno nuovo.

  7. Anonimo

    La giunta interviene come può pensando solamente a blocare le auto. Sarei favorevole se dall’altra vedessi anche le istituzioni mettere mano al portafoglio per opere come trasporto e piantumazione alberi.

    Possibile che non ci renda conto che uno dei problemi dello smog di Milano è dovuto anche alla mancanza di alberi e che ci sono intere zone e viali della città completamente scoperti ? Capisco che piantumare le vie di Milano a causa della presenza di numerosi sotto servizi non sia facile ma da qualche parte bisogna pur incominciare prima o poi.

    Sinceramente da questa giunta mi aspettavo di più in termini di verde.

  8. Wf

    Finché i politici in regione daranno soldi allla pedemontana veneta, alla brebemi, e alle autostrade che sono in perdita e non cambieranno impostazione dallalto dei fondi nazionali e li investiranno nelle ferrovie regionali non cambierà nulla per i pendolari.

    Anzi, un leggero miglioramento dei collegamenti stradali porterà ancira di piu pendolari a privilegiare lauto rispetto al treno…

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