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Milano | PGT: si prepara per il prossimo anno

I punti cardine del nuovo PGT (Piano di governo del territorio), che è attualmente in discussione e che si appresta ad entrare in vigore l’anno prossimo, sono: la ricostruzione dei Navigli; nuove torri residenziali e per uffici; una città più verde; nuovi impulsi immobiliari che riqualifichino aeree periferiche e una più facile demolizione dei vecchi “scheletri” immobili da decenni.

Il PGT è stato esaminato ad una tavola rotonda organizzata dal Sole24 Ore e dallo studio legale Nctm, assieme ad investitori e architetti, che hanno visionato i molti punti di forza, e alcuni di debolezza, del documento che riassume la strategia del Comune per rendere il capoluogo lombardo sempre più internazionale e attrattivo. 

Foto Andrea Cherchi

Una città più vivace e dinamica è quella prospettata dal PGT, che punta a rendere più omogenee le aree cittadine, valorizzare le periferie e sopratutto incentivare la demolizione di edifici abbandonati.

Qualche investitore ha ribadito comunque che ci vorrebbe un PGT più visionario e coraggioso.

Anche il parere dell’associazione di categoria Assoimmobiliare è positivo, comunque con qualche dubbio, soprattutto sugli indici di edificabilità che scendono se i lotti sono lontani dalle stazioni della metropolitana.

Positivi i punti sulla conversione delle aree ex-industriali e il futuro degli edifici abbandonati, l’housing sociale e soprattutto l’individuazione di sei aree dove stabilire grandi funzioni urbane, quali: San Siro (circa 543mila mq), dove potrebbe arrivare un nuovo stadio, Bovisa-Goccia (354mila mq), Piazza d’Armi (24mila mq), Ronchetto sul Naviglio (55mila mq), dove è previsto un nuovo polo ospedaliero nato dalla fusione delle strutture San Carlo e San Paolo, Porto di mare (quasi 178mila mq) e Rubattino (poco più di 3oomila mq). In tutto 1,8 milioni di metri quadrati a cui dare una nuova destinazione. 

Grafico dal Sole24Ore

Sempre nel nuovo PGT ci sarà anche l’interesse a riqualificare e rigenerare alcune piazze importanti che si trovano oltre la cerchia della Circonvalla della 90/91. Piazzale Loreto, Maciachini, Lotto, Romolo, Corvetto, piazze connesse col resto della città ma che sinora non hanno ricevuto la dovuta attenzione.

Il Progetto dello studio di Architettura Citterio-Viel di Piazzale Loreto

«Vogliamo dirottare qui volumetrie direzionali importanti e abbiamo pensato a incentivi per gli investitori» come ha spiegato l’assessore all’Urbanistica, Piefrancesco Maran.

Altro tema poco gradito per gli investitori (che non dimentichiamolo vorrebbero edificabilità illimitata), è la quota obbligatoria prevista del 35% di housing sociale per interventi con superficie superiore a 10mila mq con modifica di destinazione d’uso (nel caso di interventi che prevedano funzioni residenziali per almeno il 120% della superficie lorda), soprattutto quando gli interventi sono di lusso.

Stesso parere negativo riguarda gli oneri di urbanizzazione molto alti per le conversioni in centro da uffici a residenziale.

Purtroppo per molti investitori il problema è la confusione e l’incertezza del periodo storico in cui viviamo. Infatti la domanda che molti si pongono è se Milano domani saprà attirare ancora i capitali internazionali?

Milano è un contesto considerato europeo, ma le incognite sono molte, a cominciare dal Governo nazionale da mesi in subbuglio o poco chiaro, poi la Brexit ancora una grande incognita e persino le prossime elezioni in Europa, minano per alcuni, le prospettive del futuro. 

Una delle ultime considerazioni sul PGT da parte degli investitori e dagli architetti, riguarda sempre la visione del futuro al suo interno, come la crescita demografica della popolazione, prevista per il 2030 a 1,5 milioni di abitanti, una visione poco ottimista. Il PGT è comunque poco immaginativo, dove per alcuni manca persino un piano adeguato sui grattacieli, una direzione obbligata per la crescita della città. Infatti tutte le città per natura stanno crescendo in altezza, anche Milano segue il trend, ma non si sta attrezzando nella maniera adeguata.

A quanto pare, inoltre, sono scomparsi i cosiddetti «Raggi verdi», contenuti nei PGT precedenti e di cui tanto la riapertura dei Navigli quanto la green line sui binari dismessi sono una derivazione. Si è preferito puntare sull’apertura di piccoli parchi in città, forse più realistici.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


13 thoughts on “Milano | PGT: si prepara per il prossimo anno

  1. Anonimo

    “Una delle ultime considerazioni sul PGT da parte degli investitori e dagli architetti, riguarda sempre la visione del futuro al suo interno, come la crescita demografica della popolazione, prevista per il 2030 a 1,5 milioni di abitanti, una visione poco ottimista. ”

    Il fabbisogno di servizi (metro, verde, funzioni pubbliche,strade, parcheggi,servizi sociali, ospedali) è calcolato sugli abitanti.

    Chiaro che conviene tenerlo basso (con la visione “poco ottimista” sugli abitanti), così puoi fare cemento senza il fastidio delle infrastrutture pubbliche.

  2. Anonimo

    “indici di edificabilità che scendono se i lotti sono lontani dalle stazioni della metropolitana” ottima cosa. Così come l’housing sociale e il verde in città.
    Purtroppo è vera la considerazione sul governo centrale: i 5stelle soprattutto hanno già dimostrato che Milano così ben governata è un problema per loro, alle prese con Roma allo sbando e Torino in grande crisi. La lega non parliamone, governa in regione e non sa portare a casa nulla da Roma, nemmeno un piccolo impegno per le Olimpiadi, un vero disastro.

    1. _

      In realtà sono gli indici di edificabilità che sono derogabili in densità ed altezza se sei vicino alle stazioni metro (per la gioia dei residenti attuali….).

      I costruttori han semplicemente “ribaltato” il punto, probabilmente col sogno che la deroga fosse più estesa? 😉

  3. ...

    Scompaiono da PGT i raggi verdi a favore di parchi più piccoli in città… robe da matti. Questa giunta ha fatto del verde il suo cavallo di battaglia ma la realtà è che del verde non le importa nulla. Basti pensare che in oltre due anni di mandato non hanno fatto assolutamente nulla. Non parlatemi di City Life o della biblioteca degli alberi poiché questi progetti sono stati validati e messi in cantiere dalle giunte precedenti. È veramente triste, dopo tante promesse ascoltate, assistere all’immobilismo di certi personaggi.

    1. Mostarda

      Il verde è giusto così, spazi più piccoli e fruibili che spezzano la contunuità degli edifici. Sprecare centinaia di miglaia di mq per fare prati dove nessuno andrà mai è roba da matti. Questa mania di avere chilometrate di verde ha fatto solo danni nelle nuove periferie, il primo dei quali è costringere la gente ad usare sempre l’auto perchè a distanza di cammino non c’è nulla.
      Anzi una cosa c’è: prati per ruminare.
      fatevi un giro al Q.re Adriano e capirete cosa è un quartiere vero e cosa sono dei palazzi buttati in mezzo al nuila in nome del “verde”

      1. _

        Esatto.
        Lo predicava Albertini quando introdusse i “piani d’area” con la sua micro segmentazione tra edificabile, commerciale e verde, mentre tutti gli ecologisti anzianotti a dargli contro che volevano il “grande verde pubblico” come da piano simil sovietico stile anni 60 e 70.

        Fa piacere che arrivati al 2018, pure la giunta “de sinistra” l’abbia capita.
        Però i Raggi Verdi a me piacevano…non sono distese verdi inutili, ma posti dove andare in bici in pace.

  4. Wf

    Matteo Salvini si È espresso a favore del progetto dei navigli aperti.

    Spero che da adesso le polemiche da destra contro i navigli si chiudano qui…

    🤣🤣🤣🤣

    1. Anonimo

      Ma che discorso del ca..o( del resto da wf cosa si può pretendere) per essere contrari alla riapertura dei navigli bisogna essere polemici di destra?Non basterebbe il buon senso?

      1. Anonimo

        Quelli “di buon senso” non volevano fare nemmeno Expo, meno male che non li abbiamo ascoltati.

        Operazioni di riapertura come queste si sono fatte in moltissime città europee, e non solo (p.e. Seoul) con grandissimo successo.

        L’effetto moltiplicatore sarà enorme, sugli investimenti immobiliari, sulle attività commerciai, sull’ulteriore incremento del turismo, sul valore immateriale del brand Milano, ecc., a fronte di disagi contenuti.

        Pensare che i corsi d’acqua affiancati da percorsi pedonali/ciclabili siano una cosa del passato è semplicemente miope.

        A molti potrà non piacere (sicuramente a Padanino non piacerà…) ma stiamo andando verso un mondo dove, almeno in città, l’auto privata di proprietà sarà poco più di un ricordo del passato.

        Chiunque abbia un/a figlio/a o nipote 18n sa che per i neomaggiorenni di oggi comprarsi la macchina (che noi sognavamo da quando di anni ne avevamo 14…) è una priorità 20 o forse anche meno… non gliene frega una mazza.

        1. Anonimo

          Se è per la circolazione delle auto, chiudi le vie al traffico e piantaci dei bellissimi alberi.

          Poi magari costruisci la MM6 così la gente ha delle alternative serie per la mobilità. Anche i figli e nipoti 18enni che al momento campano con la paghetta del papi (che noi quando avevamo 14 anni e sognavamo la macchina, ce la sognavamo – la paghetta, non solo la macchina o il motorino)

        2. Anonimo

          Seul… il Cheonggyecheon stream….
          Andatelo a vedere prima di postare paragoni senza senso.

          Oltre al costo. Circa un miliardo di dollari 15 anni fa. Lo stesso budget di Sala per le 5 pozzanghere (di cui na sotto casa sua 🙂 ), sicuro!!

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