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Milano | Bullona – Un nuovo padiglione al Buzzi

Pare finalmente che la travagliata storia per l’Ospedale dei Bambini Buzzi, di Via Castelvetro alla Bullona, sia giunta ad un buon punto.

C’è solo rimasto un ultimo intoppo burocratico per avviare i lavori, quello di risolvere la questione del terreno dove sarà costruito il nuovo padiglione.

Infatti all’Ospedale Buzzi sarà affiancato e collegato tramite un ponte, ad un nuovo edificio di sette piani. Al suo interno troveranno spazio, un nuovo pronto soccorso e una nuova sala per la terapia intensiva, ambulatori e sale operatorie, di cui una destinata alla chirurgia robotica.

La nuova struttura dovrebbe sorgere all’incrocio tra via Castelvetro e via San Galdino, accanto alla struttura già esistente.

Già nel 1999 si doveva metter mano al progetto, a cominciare dalla firma a Roma del VI Accordo di programma quadro tra il governo e la Regione. Un patto che prevedeva il finanziamento, da parte del ministero della Salute, dei progetti per la ricostruzione – o costruzione – di alcuni ospedali lombardi. Come quello del San Carlo, a cui in questo modo sono stati assegnati circa 38 milioni, e come, appunto, il Buzzi, dove i lavori, dopo oltre 15 anni di attesa, dovrebbero partire a breve.

Nel gennaio del 2018 dovevano avere avvio i lavori, ma durante gli scavi venne rinvenuto del piombo ritrovato proprio nei terreni da edificare tra la Via Castelvetro e via San Galdino. Subito la Regione si accollò il costo per le bonifiche.

Ora rimane quest’ultimo intoppo col Comune. Infatti il progetto per l’ampliamento del Buzzi ingloba un piccolo fazzoletto di terra di proprietà comunale. È così necessaria una permuta tra Palazzo Marino e l’ospedale, che cederà uno spazio oggi inutilizzato per compensare i metri quadrati sottratti. Vedremo se sarà veramente la volta buona per l’ospedale.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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