"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Ronchetto sul Naviglio – Un nuovo grande Ospedale

Ci siamo, ci sono i soldi per creare il nuovo grande ospedale che unirà il San Carlo (Quarto Cagnino) e il San Paolo (Barona) per creare il “San Cristoforo” da costruire in zona Ronchetto sul Naviglio. Dei 660 milioni di euro destinati alla Lombardia per l’edilizia sanitaria dalla Finanziaria 2019, la Regione Lombardia destinerà 450milioni al progetto ASST-SSPC (Azienda Socio Sanitaria Territoriale Santi Paolo e Carlo).

I due grandi ospedali (San Carlo con i suoi 494 posti letto e il San Paolo con i suoi 479) si unirono in un unica società nel 2016 e da allora si è fatto più concreto il progetto di creare un unico ospedale che garantisse una migliore operosità e più moderne strutture.

Ristrutturare i due edifici, uno edificato nel 1966 (san Carlo) e l’altro nel 1978 San Paolo) costerebbe comunque 90milioni di euro, comportando un intervento lungo nove-dieci anni (gli ospedali dovrebbero rimanere operativi anche durante gli interventi), mentre costruire ex-novo permetterebbe di realizzare un nuovo edificio sanitario ad hoc, oltre ad un risparmio stimato di 15-20 milioni l’anno.

La nuova struttura dovrebbe avere circa 750 posti letto e dovrebbe esser realizzato in 5 anni. Vicino ci sarebbe la stazione ferroviaria di San Cristoforo e quella della M4 che aprirà tra tre anni (qualcuno ipotizza anche una fermata a Ronchetto, per servire il futuro ospedale.

La Regione Lombardia ha intenzione di inserire nel capitolato d’appalto la presa in carico dei due vecchi ospedali da parte del vincitore del bando in modo da abbassare i costi dell’opera con il valore immobiliare delle due strutture. Unica incognita rimarrebbe quella della destinazione dei due vecchi edifici (San Carlo ha 10 piani e il San Paolo 9).

Per giunta, all’interno del complesso del San Carlo si trova la stupenda chiesa di Santa Maria Annunciata, progettata da Gio Ponti e realizzata nel 1969.

La chiesa è direttamente collegata al complesso sanitario tramite una breve pensilina che termina nei pressi dell’ingresso posteriore dell’ospedale. È però accessibile, in autonomia rispetto al complesso ospedaliero, anche dalla via San Giusto.

L’edificio, sviluppato a partire da una pianta a losanga, è servito da due diversi ingressi. Posti sui fronti lunghi a nord e sud, essi sono preceduti da scalinate che inquadrano i portali, composti da quattro fornici sormontati da timpani triangolari. Al fronte posteriore sono addossate anche quattro cappelle esagonali coperte a padiglione, servite da un atrio che funge da snodo nel collegamento con l’ospedale. Come nella chiesa di San Francesco al Fopponino, la figura del diamante ritorna sia nelle finestre che scandiscono le facciate, sia nel rivestimento in piastrelle (prodotte dalla ditta Ceramica Joo di Milano), che stavolta però non invade la struttura portante in cemento armato – lasciata a vista tanto all’esterno quanto all’interno della chiesa – e che, nei contorni delle aperture, cede il passo a formelle piane. Il tetto a falde è invece interamente rivestito da grandi lastre di rame e viene retto da un sistema di capriate in cemento grezzo che poggia sui ventidue pilastri, insieme ai quali instaura un contrasto cromatico con le pareti interne, intonacate di bianco.

All’illuminazione naturale contribuiscono sia la grande vetrata policroma disegnata da Ponti e Zuccheri sopra il portale a nord (realizzata dalla Venini di Murano), sia le numerose feritoie del fronte sud, schermate all’interno da una serie di tavole in quercia – opera di padre Costantino Ruggeri – su cui sono raffigurati i Santi Ospedalieri. Descrivendo l’edificio, Ponti scriverà di come “la cappella “appare” più grande di quello che è; più sottile di quello che è; più leggera, sotto il sole, di quello che è; mutevole di colori e riflessi… l’illusività e la realtà delle opere d’arte” (1966).

Le due facciate lunghe si distinguono per il proprio ruolo nella lettura dell’edificio di giorno e di notte, quando anche la chiesa di San Carlo si trasforma in un’architettura auto-illuminata. La zona dell’altare, sopraelevata insieme alla porzione terminale dell’aula, è segnata da un fondale in cemento su cui spicca un gruppo scultoreo di tre croci. Pensata per ospitare fino a seicento sedute per i fedeli, la cappella è dotata anche di un piano interrato in cui sono stati ricavati due auditori e la cripta. (fonte Lombardia Beni Culturali)




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


33 thoughts on “Milano | Ronchetto sul Naviglio – Un nuovo grande Ospedale

  1. Claudiogi

    Ma come, tutte le storie sul consumo di suolo e poi andiamo a urbanizzare una fascia ancora di campagna? Una fetta oggi, una domani, sempre con le migliori intenzioni naturalmente e il verde se ne va. Purtroppo è un film già visto molte e molte volte.

    1. Andy

      E tu chiami verde dei terreni incolti, pieni di sterpaglie, non usufruibili dalle gente, dai cani, dai gatti o dagli orango tango? Ben venga l’ospedale, anche se l’unificazione di 2 ospedali non mi garba affatto perché si parla di “risparmio”. Ma risparmio che cosa? La Sanità della Lombardia è in attivo e 2 ospedali come il San Carlo e il San Paolo fungono da importante luogo di cura per chi abita nella zona sud e ovest di Milano.

  2. Luca

    Stiamo facendo passare per vetusti, edifici costruiti 50 anni fa… consumando suolo in una delle poche zone a bassa densità costruttiva e creando due nuovi mostri che rimarranno abbandonati per chi sa quanto. Alla faccia della sostenibilità.

    1. Andy

      Ci fai capire cosa ci faresti con quel suolo “consumato” se non costruissero un ospedale? Quelli sono terreni incolti, pieni di puzzolentissime sterpaglie. Poi sentire parlare di “mostri” fa venire l’orchite. Ma mostri che cosa? Vogliono fare un ospedale dove ricoverano la gente malata e tu lo chiami mostro?
      Poi, che sia assurdo far passare come vetusti edifici di 40 o 50 anni fa, sono d’accordo.

  3. giò i man dal nichel

    Sul consumo di suolo sono d’accordo anche se a dire il vero quella zona è una discarica abusiva.. dall’alto non si vede ma vi assicuro che è così. Spero che dall’edificazione dell’ospedale vengano salvate e addirittura restaurate le tante cascine che sono ancora presenti in zona… magari potrebbero diventare degli alloggi per i parenti dei malati come succede all’oncologico di via Ripamonti. Se la costruzione deve esserci che almeno ci sia un risarcimento di questo tipo. Con la creazione di un parco ben piantumato al servizio del quartiere… Io lancio al proposta.

    1. Anonimo

      Discarica abusiva è leggermente esagerato ed ingiusto. E adiacente ci sono i 97.000mq del Parco Teramo, che molto bello e frequentato.

      Concordo che nel resto della zona andrebbero meglio valorizzate le rogge, le cascine e il paesaggio agricolo milanese (come da missione del Parco Sud). Invece tra Ospedale Kolossal e capolinea di M4 temo si abbatterà una valanga di strade, svincoli e parcheggi.
      Del resto non puoi chiedere a tutti quelli che fanno i turni in ospedale di andare al lavoro col bus o a chi porta un malato a una visita di andare con la metro e fare un pezzettino a piedi.

  4. Luca

    Mah , discarica abusiva in parte , e non è che perche c e una discarica abusiva per toglierla bisogna costruire un ospedale gigante proprio li . Ci sono rogge , c e’ campagna e cascine , che purtroppo cambiera’per sempre . A me sembra , abitandoci , una zona molto congestionsta e stretta oltretutto, un ospedale quasi il doppio rispetto a quelli che va a sostituire sinceramente dovrebbe asfaltare una grossissima porzione di quella zona , tra parcheggi , vie d accesso ecc. bo, spero non lo facciano li

  5. Luca

    Le cascine sono abitate .. non sono mica vuote.
    Comunque li proprio non ci sta , meta’ di quel tratto di verde che arriva fino a assago gia’ se n e andato con la MM4 e va bene., adesso pure l ospedale , che per carita’ , servira’ e sara’ piu efficiente non ho dubbi pero proprio li , no,trovo che sia incastrato e dovranno radere al suolo molto per fare in modo che ci siano adeguati collegamenti .

  6. Marco Ferrari

    Distruggeranno le belle vie di campagna Bardolino,Valpolicella, Tre Castelli, Merula. Sarà la scusa per completare la famigerata Gronda Sud.
    E poi parcheggi.
    Un angolo bellissimo della città che se ne va.

    1. Andrea

      Mi hai commosso…mi vengono i lacrimoni di nostalgia…
      Mi chiedo come mai tu e gli altri soloni qui sopra non diciate nulla sul fatto che il parco Sud – ettari ed ettari di parco creati anni fa – sia un’emerita schifezza, dove non ci sia un solo centimetro quadrato di terreno adibito a verde calpestabile e utilizzabile dai cittadini come avviene altrove. Parco sud? Ma dove sarebbe questo parco? Ci siete mai stati?

    1. Andrea

      Nel tuo piccolo anche tu consumi suolo, caro innominato.
      Un suolo lasciato a marcire come è il parco sud – dove non c’è un parco, un bosco, una panchina, un’area giochi per bimbi, uo spazio per fare sport. Nulla – avrebbe invece bisogno di interventi. Non si parla certo di mega centri commerciali o residenziali. Ma destinare qualche ettaro a ospedale a parcheggio e ad area verde curata lo chiamerei un miglioramento, non un consumo di suolo (che tra l’altro è una espressione del c****)

    1. Anonimo

      In realtà la Costituzione Italiana affida proprio alla Regione il potere praticamente assoluto sulla Sanità (dal 2001) 🙂

  7. Anonimo

    Basta semplicemente demolire i vecchi ospedali e fare dei parchi al loro posto cosi da bilanciare il consumo di suolo del nuovo. Non è difficile come concetto.

    1. Anonimo

      Giusto, se poi l’ospedale nuovo lo facciamo sulla ex piazza d’armi (che dista un paio di km al massimo), non solo bilanciamo il consumo di suolo, ma lo miglioriamo pure.

  8. Stefano Vigo

    C’è un’aspetto non valutato nella questione ovvero la comodità per gli utenti di avere il territorio presidiato da un’ospedale, che offre anche il Pronto Soccorso-D.E.U (Dipartimento Emergenza Urgenza)..
    In particolare se scompare il San Carlo, verrà lasciata scoperta la popolosa zona San Siro; Quarto Cagnino; Trenno; Quinto Romano; Figino; il Gallaratese; Baggio; Settimo Milanese; ecc.
    Se i molti Cittadini di queste zone dovranno spostarsi al nuovo ospedale non è nenche detto che la M4 sia poi così utile da molte di queste aree dove in effetti a volte non c’è proprio la Metropolitana (Baggio; Quinto Romano; Trenno; Figino; Settimo Milanese; ecc), e quindi avremmo perlomeno evidenti disagi per i collegamenti, o troppi cambi con lenti bus su strade intasate dal traffico.
    Niguarda e il Policlinico sono stati ricostruiti (o in corso di ricostruzione), esattamente nelle stesse aree della città, senza consumare altri terreni, ne lasciare ruderi abbandonati ad un’incerto destino.
    Non parliamo poi della burletta del trasferimento a Sesto San Giovanni dell’Istituto dei Tumori, e del Besta, con i lavori di costruzione che non sono ancora iniziati (anzi la bonifica dei terreni delle vecchie acciaierie è ancora in corso).
    Siamo così sicuri che invece non sia molto più sensato (ed economico) ristrutturare i 2 Ospedali attuali mantenendoli come presidi territoriali, modernizzandoli, e rilanciandoli?
    Secondo la stampa questo costerebbe circa € 90 Mln, contro ben € 450 Mln, di un nuovo ospedale.
    Quanto al Comune di Milano se quest’area è nel Parco Sud, non ha senso sostenere che il PGT prevede meno consumo del territorio, quando una così piacevole area agricola, verrebbe cementificata con la scusa di un nuovo ospedale, e poi magari qualche altro quartiere da sviluppare “casualmente” nei suoi pressi per la gioia di qualche palazzinaro.
    Piuttosto se ci sono quattrini per l’edilizia sanitaria oltre a ristrutturare il San Carlo, e il San Paolo, si dovrebbero anche spendere per le sedi degli ambulatori delle ASL, come in Via Masaniello a Baggio da rilanciare e potenziare sia come infrastrutture che dal punto di vista dei servizi ambulatoriali offerti (che danno un’evidente mano anche a decongestionare le liste di attesa degli ospedali).
    Speriamo che si apra un dibattito pubblico nei Municipi 6 e 7, su questo tema degli ospedali, della zona Sud-Ovest di Milano, ascoltando le esigenze dei Cittadini, senza che qualche politico furbacchione decida tutto quanto secondo altre logiche che potrebbero anche non essere affatto disinteressate!

    1. _

      In realtà se parli di Pronto Soccorso, l’accessibilità coi mezzi pubblici è abbastanza irrilevante e comunque potrebbe essere il catalizzatore per sviluppare i trasporti pubblici trasversali che tanto mancano a Milano.

      Io penso che fare il nuovo ospedale di fianco al Naviglio non sia l’idea migliore, ma che sia meglio avere un Ospedale ben organizzato e con tutti i reparti pienamente operativi e attrezzati (specie al Pronto Soccorso) rispetto a due a mezzo servizio è lapalissiano.

      Quanto ai “politici furbacchioni”, di sicuro più ospedali ci sono sparpagliati in giro più sedie, poltrone, strapuntini, concorsi e nomine assortite proliferano.
      Quindi l’idea di accorpare ha una sua logica (poi bisogna vedere se hanno il coraggio veramente di farlo)

  9. Gian

    L’obiettivo di questa giunta è quella di aumentare il verde in città e non solo. Lo stanno già facendo e, il verde, crescerà ulteriormente nei prossimi anni.
    Andate a vedere lo scenario che propone l’amministrazione con “Milano 2030” e ve ne renderete conto.
    Proviamo a ragionare guardando oltre il singolo intervento ( criticabile o meno ) perché è cosi che si costruisce il futuro di una città e si rafforza la sua comunità.

  10. Anonimo

    è scandaloso che:
    1) si vada a costruire dove c’è del verde e non si recuperino edifici abbandonati da decenni (in zona ce ne sono diversi;
    2) il numero dei posti letti cala da quasi 1.000 a 750 (25% in meno);
    3) prima di decidere di costruire un nuovo ospedale o qualsiasi altra costruzione che sostituisce una precedente (in questo caso ben 2) bisognerebbe avere già destinato i vecchi edifici ad un altro uso ma ciò non è stato fatto;
    4) c’è il parco sud;
    5) consumo di suolo, abbattimento alberi esistenti, aumento microclima, cementificazione e strade, congestionamento del traffico ecc…;

    ma non dovevano piantare 3 milioni di alberi?!
    vince chi la spara più grossa…
    tristezza…

    1. Anonimo

      Gentile signor anonimo, a parte che il “verde” dove lo costruiranno non è per nulla verde ma è un ammasso di sterpaglie o terreni semi incolti, si rende conto che lei suggerisce di costruire un ospedale da 750 posti letto recueprando vecchie cascine distanti anche un chilometro l’una dall’altra? Seguendo il suo profondo pensiero, avremmo la sala parto a 300 m dalle camere per le puerpere, la rianumazione a 550 m dalla cardiologia, l’accettazione e la radiologia separate da un bel terreno incolto con le nutrie e i falchi pellegrini.
      Ma ti rendi conto di quello che dici?

  11. Davide il razionale

    Sono contento che la razionalizzazione delle strutture sanitarie porti una miglior efficenza ed un risparmio che ovviamente non vedrò perché non mi abbasseranno le tasse in busta paga.

  12. Davide il razionale / 2

    Sono contento che :

    Settimo milanese
    Baggio
    Quarto cagnino
    Cesano boscone
    Trezzano sn
    Corsivo
    Quinto romano
    Buccinasco
    Giambellino
    Lorenteggio
    Barona
    Sant’ Ambrogio
    Stradera
    Assago
    (Ne dimentico sicuramente qualcuno)

    Abbiano un solo pronto soccorso e una sola Pediatria.

    Se mi sono dimenticato L humanitas di rozzano e perché non avete idea di quanta gente ci sia sempre lì ..

  13. Anonimo

    Continuano a parlare di carenza di posti letto negli ospedali, e che fanno? Accorpano due ospedali in uno solo che avrà più di 100 letti in meno sul totale dei due vecchi.

  14. Luca

    Gian , scusa ma il tuo ragionamento per me non funziona. Cioe, visto che abbiamo una piccolissima porzione ancora di parco sud cementiamola del tutto tanto poi faremo un paio di parchettini al posto degli ospedali? È questo il senso? Invece di sfruttare cio che gia c e , migliorandolo , lo si distrugge del tutto.

  15. Marco

    Il nuovo ospedale dovrebbe essere il fulcro di un progetto complessivo volto a riqualificare l’area del Ronchetto.
    La M4 dovrebbe avere una fermata aggiuntiva e proseguire fino a Corsico e Buccinasco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.