Milano | Porta Ticinese – Un disastro urbano da riqualificare

Uno dei nostri crucci urbani da risolvere a Milano, assieme a via Cusani, piazza Santo Stefano, Via Larga e Verziere, è senza alcun dubbio via dei Fabbri, antico vicolo snaturato dal dopoguerra in poi.

Il Vicolo dei Fabbri in origine era una porzione dei tanti “Terraggi” che circondavano, dall’interno delle mura medioevali, la città di Milano, un anello di servizio per le mura prima, poi per la cerchia dei navigli e oggi quasi ovunque abbandonato o degradato, ad eccezione di via della Spiga e pochi altri esempi: : via Pioppette, via Campo Lodigiano, via Terraggio, via Lanzone, via Caminadella, via Marziale e via Anselmo Ronchetti.

Il piano urbano scellerato che prevedeva la demolizione dell’isolato per rettificare le vie

Negli anni trenta uno scellerato piano regolatore prevedette un completo stravolgimento di questa parte di città. Vie più larghe, palazzi moderni e allineati al posto delle vecchie case popolari di impronta medievale. Qualche demolizione venne effettuata, ma poi giunse la II Guerra Mondiale e la distruzione che ne seguì, proseguita con la ricostruzione maldestra degli anni Quaranta e Cinquanta, che però si arrese, snaturò il quartiere, regalandoci oggi un Vicolo dei Fabbri deturpato, spezzato e abbandonato.

Ad aprire la pista dello scempio fu il garage di via de Amicis, costruito già nel 1948 firmato dall’architetto Tito Bassanesi Varisco. Che all’epoca della sua costruzione creò non poco malcontento. Sorsero successivamente gli immobili di Via Gian Giacomo Mora 9,11 e 13, moderni e dirompenti, sgraziati e fuori contesto, che fecero bella compagnia col palazzo di via Edmondo de Amicis, 4, quello brutto davanti alle colonne romane.

Questi nuovi edifici dovevano essere l’inizio per la sistemazione razionale del quartiere, che avrebbe eliminato il contesto antico per una città moderna e di servizio. Così il vicolo venne spezzato con l’idea di farlo sparire definitivamente, ma come abbiamo visto, per fortuna, la cosa non venne conclusa, solo che oggi se ne vedono le conseguenze.

Siamo ripassati a vedere la situazione di completo abbandono da parte della città a due passi dalle Colonne di San Lorenzo di questa via divisa in due parti.

Palazzi fatiscenti, muri imbrattati, odore d’urina negli angoli, il “Bronx” in pieno centro.

Se si ricostruissero i palazzi mancanti, se aprissero altri locali, come ristoranti o botteghe, forse questo vicolo potrebbe tornare ad essere dignitoso, anche perché è a due passi dalle Colonne di San Lorenzo, lo meriterebbe.

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

4 commenti su “Milano | Porta Ticinese – Un disastro urbano da riqualificare”

  1. Un bel rompicapo. I palazzi costruiti nel dopoguerra per me andrebbero abbattuti. ma non si può. Quindi si potrebbe almeno riaprire Via dei fabbri
    con dei passaggi ottenuti tra i palazzi moderni.
    Capisco che anche questo è un bel problema ma almeno la zona rivivrebbe.. a parte le colonne il resto un un deserto urbano. E sistemare una volta per tutte le colonne di san Lorenzo.

    Rispondi
  2. Solo un nuovo grande piano di risamento urbano con sostituzione edilizia può migliorare la situazione.
    Come avvenuto in molte altre parti della città, è stato “scellerato” interrompere il piano urbanistico già avviato lasciando inevitabilmente delle orribili incompiute.

    Rispondi
  3. Certe volte bisognerebbe costruire per chiudere dei brutti buchi vuoti. Soprattutto di fronte alle colonne di san lorenzo….possibile che non si riescano a costruire bei palazzi? Personalmente costruirei anche un palazzo sul lato de amicis su piazza vetra ma che sia iconico…stile quello di praga

    Rispondi
  4. Vorrei segnalare che all’origine della criticità vi sono alcuni punti su cui rapidissimi e relativamente economici interventi da parte del Comune potrebbero essere significativamente risolutivi:

    1. mancanza di illuminazione pubblica
    2. mancanza assoluta di arredo urbano e manutenzione – non vi è nemmeno un cestino!
    3. edificio De Amicis 16 abbandonato in stato di cantiere di proprietà di un privato che non ne fa messa in sicurezza/manutenzione come invece previsto da Regolamento Edilizio

    Le segnalazioni fatte ai vari enti del Comune sono state innumerevoli e regolari nel tempo, ma nulla viene fatto, nemmeno l’installazione di un lampione la dove manca o di un cestino.Tutto il tratto corrispondente ai civici 16 e 18 e al retro del De Amicis16 è completamente sprovvisto di illuminazione pubblica! (i lampioni visibili in foto sono privati, in proprietà De Amicis16, non collegati alla rete pubblica, pericolanti)
    In poche parole, la via – che è una via pubblica a tutti gli effetti, e con essa i suoi residenti, viene deliberatamente ignorata dal Comune e dai vari enti. Persino Amsa batte la via solo su segnalazione.

    Ribadisco: basterebbero: l’installazione dei corpi illuminanti mancanti + almeno un cestino + un’ingiunzione alla nuova proprietà di DeAmicis16 per migliorare significativamente la situazione.

    Rispondi

Lascia un commento