"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Scalo Farini – Il Campus delle Arti allo scalo

Milano non si ferma a quanto pare e continua a trasformarsi. Infatti è stato presentato il progetto tanto sofferto del nuovo Campus delle Arti dell’Accademia di Brera allo Scalo Farini.

Inizialmente era previsto lo spostamento dell’accademia nell’ex caserma di via Mascheroni, ma da lungo tempo l’attenzione si era spostata ormai allo Scalo Farini.

L’ampliamento dell’accademia nasce innanzitutto da esigenze di trovare nuovi e più efficienti spazi per gli studenti, le attività di ricerca e laboratorio, allo scopo di migliorare l’offerta formativa, ottimizzare gli spazi e in definitiva di rendere più attrattiva l’Accademia.

Così archiviato lo spostamento in zona Magenta-Pagàno nell’ex caserma di via Mascheroni, troppo costoso, la scelta è caduta sullo scalo ferroviario dismesso da anni, prossimo ad una trasformazione.

La lettera d’intenti siglata insieme al Comune e a Fs Sistemi urbani risale a dicembre. Il protocollo d’intesa è stato poi ratificato a inizio anno da parte del Consiglio accademico e del Cda. Giovedì, infine, due nuovi passaggi fondamentali. Il progetto è stato formalizzato con la firma della convenzione per l’uso degli spazi dell’area di via Valtellina.

Già dal prossimo anno accademico dovrebbero essere pronti gli spazi per ospitare circa 1.460 studenti delle due scuole attualmente collocate nelle vicinanze di viale Marche, ovvero Progettazione artistica per le imprese e Nuove tecnologie: in totale oltre 3mila mq contro i 1.550 mq di viale Marche ( su cui pende uno sfratto). Seguiranno i laboratori delle scuole di Scultura, Restauro e la falegnameria, che necessitano di regimi di sicurezza e di un’impiantistica particolari.

Un accordo, con il Politecnico, consentirà la rapida progettazione architettonica della struttura per adattarla alle esigenze dell’Accademia, in fase di studio già da alcuni anni.

L’edificio prescelto è quello al centro dello scalo ferroviario dove fino a qualche decennio fa i camion scaricavano o caricavano la merce sui carrelli ferroviari.

Si tratta di una struttura per l’interscambio modale dal ferro alla gomma delle merci costruito inizialmente negli anni Trenta del ‘900 e trasformato in seguito sul finire degli anni Settanta con la costruzione dell’edificio di “testa” per gli uffici e un nuovo padiglione verso Ovest.

Noi ci chiediamo come farà l’accademia a convivere con i cantieri del futuro scalo che sicuramente dureranno per molti anni, progetto fra l’altro che sarà rivelato nei prossimi mesi.

Al progetto di «Brera2» in Farini, seguirà anche una «Brera3», all’Idroscalo di Segrate: «Abbiamo tanti progetti di ampliamento – aggiunge la presidente dell’Accademia, Livia Pomodoro -. Le risorse? Le troveremo. Oltre ai finanziamenti pubblici, sono certa che non mancheranno contributi privati: Brera è un grande brand internazionale che ha sempre attratto sponsor e investimenti». Ma in tutto questo, precisa la presidente, «Non abbandoniamo la sede storica di via Brera 28, che anzi sarà anch’essa ristrutturata e rinnovata. Il Campus allo scalo Farini, così come il progetto di ampliamento a Segrate e la ristrutturazione di Arcore fanno parte di un grande progetto di rilancio dell’Accademia di Brera, che assieme alla Pinacoteca è uno dei più prestigiosi brand di Milano e del Paese».

Il progetto per la nuova sede dell’Accademia allo Scalo Farini, in questi giorni è oggetto di una mostra allestita nella sede storica dell’istituto, in via Brera 28.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Scalo Farini – Il Campus delle Arti allo scalo

  1. Davide V.

    Ma scusate quindi il futuro masterplan di rigenerazione dello scalo sarà condizionato dal mantenimento di quel catafalco enorme nel bel mezzo dell’area?! Dubito che dopo aver speso soldi per riadattarlo verrà abbattuto in favore di una nuova sede più alta e meno ingombrante. Sbaglio?

  2. Alessandro

    Ma dai, facciamo un interporto di logistica che così passa la paura.
    E’ sconvolgente quanto, a livello generale, la politica / il regolatore preferisca il consumo di suolo allo sviluppo verticale. Poi ci si lamenta dell’assenza di verde…

  3. Anonimo

    Non capisco: con quella roba li in mezzo e la valangata di case e uffici che ci devono fare, il verde dove finisce?
    Calcolano come parco anche i fili d’erba tra le mattonelle autobloccanti dei vialetti condominiali??

  4. paolotto13

    non posso che concordare con tutti i commenti qui sopra; prima lanciano lo scalo Farini come Central Park stile New York e poi ci si ritrova con un rottame al centro (quindi in parco di per se non sarà più tale) abbandonando l’idea della ex caserma che era più comprensibile e dava nuova vita ad uno stabile d’epoca (o quasi). Ma che brava giunta, pronta all’innovazione!!!

  5. Anonimo

    Sinceramente penso che sia un errore trasferire l’Accademia allo Scalo Farini abbandonando il progetto di trasferimento nella caserma Mascheroni. La zona Magenta è molto più adatta ad ospitare questo tipo di istituzione ancorata all’arte.

  6. Anonimo

    Quella zona per i prossimi 20 anni sarà il più colossale cantiere edilizio di tutta Milano.

    Sarà veramente un piacere per le prossime due/tre generazioni di studenti studiare li…

  7. Anonimo

    Follia Italiana….come si fa a mettere un ateneo in mezzo ad un cantiere che durerà decenni ? Solo qs giunta composta da gente che probabilmente ha studiato poco, poteva partorire un idea simile. Zona Magenta era una soluzione perfetta per Brera. Speriamo che qualcuno un po’ pi assennato ci ripensi.

  8. Milanese

    Follia pure! Un mastodontico piatto vecchio mostro.. se volevano avere spazi economici perché non andare negli edifici vuoti che lascerà la Statale a Città Studi? Sarebbe sicuramente più funzionale (l’area di città studi si sta spopolando, così oltre al politecnico rimarrebbe un’a Università (Brera) avrebbe più senso sia nel nome (città studi con solo il politecnico farebbe un po’ ridere) sia pratico: più vicino che Segrate e Idroscalo e Farini avrebbe più verde, oltretutto lo scalo di Farini è orrendo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.