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Milano | Greco – Il “Cementone” di via De Marchi

Da trent’anni almeno su Greco troneggia come un castello abbandonato l’edificio che doveva diventare, secondo le Ferrovie dello Stato, il centro di controllo e di calcolo per coordinare il trasporto ferroviario.

A quanto pare, all’epoca la zona doveva rimanere industriale, ma lentamente si è trasformata in residenziale e così il progetto non è più stato portato a compimento.

Ci troviamo nel triangolo di terra delle ferrovie incastrato tra la via De Marchi e via Breda.

Un ecomostro abbandonato e che, per fortuna, viene mantenuto in un contesto abbastanza pulito. Un grande graffito di «Cane Morto» funge da biglietto da visita per chi transita di qui.

Ciò non impedisce però che sia spesso abitato da senzatetto o vandali.

Chissà mai se prima o poi qualcuno si accorgerà di quest’edificio e ne cambierà la sorte.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


4 thoughts on “Milano | Greco – Il “Cementone” di via De Marchi

  1. davide bassini

    Immagino quindi che la proprietà sia di FS, che come sempre se ne sbatte altamente del degrado in cui lascia le zone della città di sua competenza, o mi sbaglio?

  2. L

    Visti i recenti progetti immobiliari della zona, spesso con balconi affacciati sui binari, non sarei stupito se venisse trasformato in “fantastici loft con uno sguardo sulla skyline di Milano”. Ovviamente a 4000€/mq!

  3. Simone De Pasquale

    Bisognerebbe iniziare a prendere seriamente in considerazione la fattibilità di interrare almeno una parte della rete ferroviaria che insiste in quella zona per ottenere almeno parzialmente una ricucitura fra quartieri adiacenti. Sono opere costosissime, ma una nuova visione urbanistica è il momento di considerarla.

    1. Anonimo

      È già difficile e costoso interrare una linea che corre in superficie, figuriamoci una sopraelevata…

      Ancora di più in quella zona dove numerose linee si accavallano e si intersecano per entrare nel fascio binari di Milano Centrale…

      Per assurdo costerebbe meno e sarebbe meno complicato costruire una nuova stazione da un’altra parte e smantellare tutto.

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