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Milano | Mobilità e decoro: l’incubo bici gialle si deve risolvere

Col fallimento ed il dileguarsi del servizio di free floating Ofo, per le strade milanesi rimangono i “cadaveri” delle bici gialle.

Molte infatti sono le bici Ofo rotte e gettate come pezze agli angoli più disparati della città, anche perché fatte di un materiale leggero e poco resistente.

Altre invece sono abbandonate ma ancora utilizzabili.

Di bici gialle sparse sul territorio cittadino ce ne sono quasi quattromila, e questo costituisce un reale problema. Bisogna recuperarne il più possibile e al più presto.

Il vicepresidente del Consiglio di Municipio 3, Filippo Andrea Rossi, insieme al collega assessore alle Politiche Sociali sul territorio Massimo Scarinzi, ha ideato una vera e propria “Caccia alle Ofo”, con tanto di lancio video sui social. Grazie alle segnalazioni dei milanesi sono già stati raccolti oltre 250 veicoli a due ruote.

La “caccia” è cominciata dopo le vacanze, il 26 agosto, ed è stata attivata subito una mail per le segnalazioni.

Gli utenti hanno inviano le foto e l’indirizzo di dove si trovano i rottami, quindi i due membri del Consiglio del Municipio 3 hanno girato la segnalazione a chi di dovere.

Con la localizzazione corretta si possono far rimuovere le biciclette in maniera solerte.

Per le segnalazioni sul territorio di Milano mandate le foto con posizione a: segnalaofoabbandonata@gmail.com




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


4 thoughts on “Milano | Mobilità e decoro: l’incubo bici gialle si deve risolvere

  1. Anonimo

    Ottima iniziativa.

    Suggerisco anche la “Caccia all’Assessore ed al Funzionario che han firmato il contratto delle Ofo”, perchè far mettere migliaia di bici in giro per i marciapiedi ad una società che può fallire senza che si prenda carico dello smaltimento rottami (tramite fideiussione cautelare per i costi ad esempio), è abbastanza degno di “caccia”. 🙂

    Se poi invece il contratto era scritto a prova di bomba (e di fallimento) e prevedeva la fideiussione (o qualsiasi altro meccanismo), non si capisce perchè non si sia intervenuti prima o ci si limiti al pur lodevolissimo spirito di collaborazione di noi cittadini!

    Comunque se fanno un minimo di pubblicità alla cosa, è anche divertente.

  2. Anonimo

    Ma agli incivili che lasciano bici in quelle condizioni e dentro le fontane o sopra gli alberi nemmeno una multa? Ci saranno telecamere in questa città….
    Mai visto una cosa del genere in un’altra capitale europea o in Asia/USA/Australia

  3. Luca

    No ma, fatemi capire..quelle bestie (e sto offendendo un animale) hanno ridotto così le OFO, e IO devo pure segnalarle e aiutare nel recupero ? Ahahahahahah

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