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Milano | Arzaga – Il “complesso” dell’ex-Provincia in rovina

In zona Arzaga, in via Soderini 24, nel 2012 venne realizzato il complesso polivalente della Provincia di Milano. Qui vennero radunati diversi assessorati della Provincia. Ma a dire il vero questo nuovo complesso non ha mai funzionato come sperato. Perlomeno non per quello che si era pensato; un nuovo polo di uffici aperti al pubblico per la provincia. Infatti l’istituzione venne cancellata e trasformata in Città Metropolitana nel 2013.

Oggi questi edifici sono utilizzati come sede di vari istituti e uffici della Città Metropolitana e dalla Regione Lombardia, come: l’Ufficio Scolastico Territoriale; l’AFOL Metropolitano; USR Lombardia; AFOL Moda.

Peccato che, pur essendo utilizzato, l’edificio, specie quello realizzato nel 2012, sembra un luogo abbandonato al degrado totale. Per giunta, come avevamo già fatto notare nell’articolo del 2013, il tetto dell’edificio venne sistemato a verde, con una specie di piazza pubblica focalizzata sul punto più alto con una struttura metallica dalle forme avveniristiche e una lunga fontana a piccoli salti, spenta orami da sempre. Questo spazio a dire il vero non è mai stato utilizzato per nessuno scopo e col tempo, come è immaginabile, si è andato deteriorando. Vi sembra possibile lasciare uno spazio pubblico in queste condizioni? Per giunta, le vetrate, collocate al posto delle cancellate, secondo noi, sono diventate decisamente pericolose, perché quasi tutte in frantumi.

Muri imbrattati, come sempre, vetrate in frantumi, sporcizia e sotto la inutile (non ne comprendiamo il motivo) pensilina la situazione è anche peggio.

Possibile che luoghi, istituzionali, che dovrebbero essere simbolo di rigore, diventino spesso luoghi imbarazzanti?

Sul retro, verso via Caterina da Forlì si trova un piccolo giardino pubblico.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


19 thoughts on “Milano | Arzaga – Il “complesso” dell’ex-Provincia in rovina

  1. Andy77

    Un vero peccato. L’edificio sarebbe anche pregevole. Milano ha bisogno di centri come questo, non si possono solo costruire appartamenti e uffici, c’è bisogno di strutture che facilitino la funzione pubblica.

  2. Pax20

    Ma il problema sono i centri commerciali, vero? Quelli che ancora oggi sono perfettamente in uso e pieni di gente, come Arese.

    Si vede invece che bella fine fanno questi “spazi polivalenti” di cui non frega una beata fava a nessuno. Contro questa bella colata di cemento, all’epoca, non c’era nessuno a protestare o alzare la voce?

    Questi sono i veri ecomostri. Loro e chi lI sostiene.

    1. gg

      Eh ma il centro commerciale è fatto da privati che lucrano speculando su terreni che invece potrebbero essere sfruttati dai giovani della comunità che non vedono l’ora di sbombolettare su muri di cemento armato.

      Qualunquismo a parte, se il pubblico non riesce a manutenere qualcosa che venga dato a privati, mi sembra inutile insistere.
      Poi come pretendi che il geometra ultra 50enne del comune sappia disegnare spazi per adolescenti?

  3. Dr.olleb

    Che aborto deforme di progetto, va venire l’orticaria solo a gaurdarlo. E l’idea idiota di mettere recinzioni vetrate, quella pensilina dalle forme inguardabili, quantità di cemento assurde. Un progetto indegno che ha ricevuto il feedback che meritava

  4. UMS

    Trasferiamo i quattro uffici (o quel poco che c’è) in uno dei tanti immobili comunali, ristrutturiamo e facciamo li la Grande Biblioteca che non abbiamo fatto a Porta Vittoria o il Museo di Arte Contemporanea che Pisapia ha cancellato a Citylife.

    1. Marisa

      Bellissima idea!

      Tra l’altro gli spazi sorgono in un bel quartiere residenziale a due passi da poli importanti come il Mudec. Si potrebbe pensare anche di creare una galleria dedicata all’arte giudaica visto che ci troviamo nel cuore del Quartiere Ebraico di Milano, cosa che in pochissimi sanno.

    2. Luca

      Sai che all’idea del Museo di Arte Contemporanea non avevo mai pensato?
      Sarebbe un’idea fantastica che ridarebbe vita ad un bel quartiere purtroppo un po’ trascurato negli ultimi tempi.

  5. Anonimo

    Inaugurato nel 2012 ma sembra un progetto del 1972, con pensiline ed archi senza funzione, fontane dentro vasconi e verde progettato male.

    O si ridisegna completamente il sedime a parco contemporaneo, o si venda tutto a un developer che dovrà comunque rispettare la destinazione al 50% a verde. Almeno la Provincia, o come si chiama oggi, fa cassa.

    Per musei e biblioteca non è il luogo, lontano da metropolitane e decentrato.

  6. Hy

    Il progetto comunque e’poco calibrato al livello di vandalismo ben conosciuto…poi oltre alla cattiva manutenzione…i particolari costruttivi sono poco robusti ed il verde buttato li….forse i progetti vanno studiati per fruitori ….strategie….e con una specializzazione per gli spazi pubblici

  7. giò i man dal nichel

    Mi sembra che il problema sia la non fruibilità dello piazza e del verde. Sono a uso esclusivo degli uffici ma se poi il comune regione, Provincia o quello che è diventata, non se ne prendono cura.. questi sono i risultati. la biblioteca e il Museo sono pessime idee.. dovrebbero buttare giù tutto e ricostruire. Gli spazi non sono sufficienti.

  8. Milanese

    Forse perché ho bene a mente il meraviglioso progetto della giunta Moratti di fare il museo di arte contemporanea in quel bel edificio iconico a gradini a city life che proprio non mi vedo questo museo riadattato qui… un po’ miserello…Vada per la biblioteca o il centro ebraico ma arte contemporanea in un edificio così farebbe venire il latte alle ginocchia a chiunque ci andasse… per niente iconico (quasi da vergognarsi)

    1. Anonimo

      E’ più da vergognarsi che non ne abbiamo uno. E quindi non accumuliamo le collezioni di Arte Contemporanea che tutte le altre città del mondo stanno accumulando mostra dopo mostra.

      Ok, c’è la Fondazione Prada, ma se fra qualche anno vendono tutto – che so ai francesi – a noi che resta?

    2. G

      Si potrebbero demolire le brutte palazzine che sono stati mantenute nel complesso e affidare ad un grande architetto internazionale un edificio iconico che potrebbe inserirsi nel contesto 😉

    3. Anonimo

      Va bene anche una ristrutturazione leggera, magari con aggiornamento energetico, in fondo erano già spazi polifunzionali.

      Il punto è che Milano ha bisogno anche di servizi e non solo di case più o meno di lusso, centri commerciali, piazze per bar e locali, luoghi tattici di cazzeggio e iniziative private.

      Siamo pieni di spazi per coworking (solo WeWork si prenderà due palazzoni in centro) e di spazi museali che purtroppo producono quasi solo mostre “chiavi in mano” pensate e organizzate da strutture esterne con logiche molto da botteghino (pieno).

      Però se vuoi andare in una biblioteca a studiare, leggerti un libro o anche lavorare col tuo computer…o vai in un bar figo o pressappoco ti arrangi.

      Quanto all’arte contemporanea ed alla capacità di sviluppare iniziative in collaborazione con gli altri musei europei, vogliamo paragonare il MAXXI all’Hangar Bicocca?

  9. Luca

    un polo INUTILE, brulicante di tanti poveri precari e disoccupati. Il risultato di una politica del precariato ormai radicata nella nostra società. Maledetti

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