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Milano | Porta Volta – Piramide Bis e Giardino Crispi

Il 19 settembre scorso l’annuncio del tanto atteso avvio dei lavori al giardino della propende di viale Crispi, un parco lineare di 3.300 metri quadrati progettato dallo studio Herzog&De Meuron e SD Partners.

Durante l’estate 2018 la sovrintendenza ha dato il via libera alla copertura delle mura spagnole con la terra necessaria al parco, lavoro che è stato completato a settembre 2018, poi per un anno il cantiere è rimasto abbandonato. Nel frattempo la spianata si è riempita di erbacce e le transenne, così come i jersey in cemento, si sono riempiti di graffiti.
I lavori sono ripartiti il 19 settembre 2019. Come prima cosa sono state ripulite le transenne di delimitazione e sono stati pitturati i jersey, in modo da cancellare tutti i graffiti. Ora il cantiere si presenta molto più in ordine, se visto dall’esterno.
Successivamente sono state rimosse tutte le piante selvatiche cresciute nel corso dell’ultimo anno, le quali sono state accatastate in un angolo dell’area.
Infine è stato installata l’attrezzatura di cantiere quali baracche, bilichi, sanitari e attrezzi.
La presenza degli operai è molto saltuaria, il che spiega un termine dei lavori previsto fra quasi un anno.  

Qui sotto lo sperone già “restaurato”, superstite delle mura cinquecentesche. Come si vede, nel corso del tempo è stato “rammendato” alla meglio con i materiali a disposizione, fra i quali i masselli del pavé.

Mentre giusto ieri c’è stato il via libera dal Consiglio comunale di Milano per la costruzione del secondo palazzo “piramidale” progettato da Herzog&De Meuron lungo viale Montello, e che completerà la simmetria del complesso a Porta Volta dei palazzi Feltrinelli. L’aula ha infatti bocciato l’emendamento del consigliere del Partito democratico Carlo Monguzzi che chiedeva, riprendendo le osservazioni presentate dai cittadini al Pgt, di vincolare quell’area come spazio verde.

“Il progetto di Herzog prevedeva due parti simmetriche – ha detto l’assessore all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran, in aula – una è già stata realizzata. Si tratta di uno dei progetti più interessanti di riqualificazione fatti in Europa negli ultimi dieci anni e sarebbe un peccato non andarlo a completare”.

Le settimane scorse dei cittadini del quartiere hanno occupato il lotto dove sorgeva il benzinaio e dove dovrà venir eretta la nuova piramide, e hanno, per protesta, piantato un albero all’insegna “MENO CEMNTO PIU’ VERDE PUBBLICO”. Protesta a quanto pare, che ha provocato poca sensibilità da parte del Consiglio. “Serve verde in città e quando i cittadini chiedono qualcosa bisogna ascoltarli e non solo in periodo di elezioni”, ha commentato anche la consigliera dell’M5S, Patrizia Bedori.

Il progetto prevede una costruzione identica al palazzo piramidale di Feltrinelli-Microsoft, ma in versione ridottissima, un’area verde e la valorizzazione delle antiche mura rinvenute durante le bonifiche.

Intanto piazzale Baiamonti è ancora in attesa di venire completato, e come si vede sta cadendo nel degrado. Auto parcheggiate ovunque, aiuole incolte e sporcizia sparsa.

Viale Pasubio, oltre a poter ospitare delle alberature, avrebbe potuto avrete anche una piccola ciclabile, mai pensata.

La propende di viale Crispi, lato Feltrinelli.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


40 thoughts on “Milano | Porta Volta – Piramide Bis e Giardino Crispi

    1. Anonimo

      solito piagnisteo per il piagnisteo: viviamo in una delle città più vivaci d’italia, dove tutto funziona a livelli indubbiamente sopra la media del resto del paese, ma arriva giacomino e batte con forza i piedini per terra. mah

        1. Anonimo

          E vai col complottismo! Sicuramente Boeri fa parte del gruppo Bilderberg, del resto ha il cognome che comincia con la B, mi sembra una prova lampante.

          Ah, e non dimentichiamoci delle scie chimiche!

        2. Anonimo

          Le strutture e le aree intorno ai progetti non sono eseguiti da chi ha costruito i palazzi che opera come stazione appaltante del Comune a scomputo oneri di urbanizzazione?

          SE è così, non è a Boeri a cui bisogna andare a chiedere perchè in un posto i lavori son finiti ed in un altro no…:-)

        3. Andrea

          La differenza sta nella destinazione dei due edifici: un edificio residenziale ha valore solo se anche tutto attorno è messo bene altrimenti nessuno acquista gli appartamenti. La sede di una multinazionale invece serve per dare una sedia e una scrivania ai dipendenti, il giardino dei “nullafacienti” non è una priorità.

          1. Anonimo

            C’è anche da dire che Maran sono ormai 8 anni che imperversa a Milano…Salvini a quei tempi era ancora alla ruota della fortuna 😉

    2. Anonimo

      Caro Giacomo, hai perfettamente ragione. Non sono stati realizzati in città più grattacieli in questo decennio che nei100 anni precedenti, Milano non è divenuta più attrattiva per investimenti – anche immobiliari e urbanistici -, non è emersa come un polo turistico di primo livello dopo l’Expo, non sta aumentando la popolazione residente – in parte considerevole straniera – dopo decenni di decrescita, le università non stanno rinnovandosi con campus avanzati in luoghi di produzione industriale abbandonati, i poli museali non vengono modernizzati e incrementati, non si stanno realizzando le strutture ospedaliere moderne che attendevamo da molti anni, né finalmente rinnovate strutture sportive e previste di nuove. Le infrastrutture, metro, superficie e aereoportuali non vengono aggiornate ed estese. Naturalmente questo è dovuto ad una mancata sinergia di più fattori ed interventi su più livelli, nessuno dei quali pianificati da tempo né affidati al futuro. Sono solo render, e nessuno è più cieco di chi non vuole vedere, buona domenica.

      1. Anonimo

        Non si può negare che la valanga di denaro gratis che si è abbattuta sul mondo dopo la crisi del 2008 abbia avuto un effetto benefico su Milano, che adesso è piena di investitori globali a caccia di iniziative immobiliari da promuovere. E a Milano han trovato terreno fertile visto che era piena di aree da sistemare o in avanzato stato di sistemazione.

        La sfiducia nei rendering invece è su un altro livello, le piste ciclabili, il verde (vero), l’arredo urbano, la politica di mobilità pubblica, i servizi, le biblioteche.
        Tutte cose renderizzate ma che francamente avanzano a velocità inferiore rispetto a quella dei rendering.

        Milano ha compiuto nel periodo 1985-2015 la difficilissima riconversione da città industriale.
        Adesso però deve accelerare se vuole essere competitiva tra le grandi città hub globali.

        Finora abbiam giocato in serie A, e ce la suonavamo e ce la cantavamo. Adesso in Champions League la competizione è più dura, e se ti adagi sugli allori o hai lentezze assurde per inefficienza amministrativa, ti puniscono senza pietà.

  1. enrico

    Mai capito come sia possibile compiere un investimento senz’altro rilevante come quello della stecca Feltrinelli-Microsoft e poi mostrarsi così meschini e pezzenti nel preferire una spianata d’asfalto piuttosto che spendere due lire per costruire una ciclabile e piantare quattro alberi. Il marciapiede di Pasubio è imbarazzante.

  2. Milanese

    Se avessero completato seriamente il verde attorno alla piramide già esistente la gente avrebbe accolto molto più volentieri la nuova costruzione

  3. Anonimo

    Se nella nuova piramide avessero fatto una biblioteca spazio studio per studenti anzichè i soliti uffici, magari la gente era più contenta.

    Ancora non mi capacito come l’edificio principale, nato come Fondazione Feltrinelli e quindi aperto alla cittadinanza, si diventato….la sede della Microsoft (che paga affitto stratosferico) con un bar caffetteria annesso che ha dei libri a fare da tappezzeria sui muri.

      1. Anonimo

        Terzo piano. Si è quella che doveva essere la funzione del palazzo. Quanto è grande e quanto era grande l’area? Vogliamo fare i soliti paragoni con l’estero?

        1. Anonimo

          parti dal presupposto che è un palazzo privato realizzato su un terreno privato: vai all’estero e cerca le biblioteche in palazzi del genere, poi ne riparliamo.

          ah, e non contare gli stati uniti dove queste cose le fanno tutte per non pagare le tasse, mica per filantropia eh 😉

          1. Anonimo

            Quando è stato proposto il palazzo per le autorizzazioni era per la Fondazione Feltrinelli, L’idea di affittarne 3/4 ad un privato è saltata fuori…dopo che l’han finito

          2. Anonimo

            All’estero i privati pagano tutte le tasse che devono e poi con quei soldi le biblioteche vere le costruisce lo Stato.

    1. Gabriele

      Mentre qui tutti dibattono su funzioni e affitti, su Coima e Boeri, perché non leggo nessun commento che si lamenti del fatto che per L’ENNESIMA VOLTA, L’archeologia di Milano viene bistrattata, coperta e dimenticata?
      Nessuno si lamenta che fanno lo scavo, trovano mura e le sotterrano anziché integrarle in qualche modo?

      Io trovo più ridicolo questo.

      1. N

        In realtà il progetto è stato modificato proprio per tutelare le rovina
        se guardi nel nuovo render sono infatti lasciati visibili i resti.

      2. Anonimo

        Non sei aggiornato… il progetto è in ritardo proprio per l’affiorAmemgo delle mura, che hanno richiesto una modifica del progetto per renderle visibili nel nuovo edificio.

        E toglimi una curiosità: come mai quando le mura stavano sotto a una pompa di benzina nessuno trovava niente da ridire?

        1. bt

          esatto. tutti si lamentano e criticano dalla poltroncia reclinabile dietro lo schermo.
          nessuno però mette una lira di suo.

          quanto al verte pubblico, l’unico parco urbano decente è ancora il parco sempione. e io direi invece perchè non limitare il numero di corse/eventi/bar e disco al parco sempione?
          possibile che le debbano fare tutte lì?!?!

      3. Anonimo

        Non sei aggiornato… il progetto è in ritardo proprio per l’affioramento delle mura, che hanno richiesto una modifica del progetto per renderle visibili nel nuovo edificio.

        E toglimi una curiosità: come mai quando le mura stavano sotto a una pompa di benzina nessuno trovava niente da ridire?

  4. bis bald

    la base è buona.
    mancano solo l’utilizzo della pista, e la sistemazione di altri dissuasori.
    di sera è un disastro con le auto poste sui marciapiedi

    1. Andrea

      Dici “solo” ma la pista ciclabile e i marciapiedi nuovi sono l’unica cosa che sarebe andata a beneficio dei cittadini di tutto questo progetto.

      Se sei un manager Microsoft ti capisco ma da cittadino mi verrebbe da dire che, a parte la nuova sede di Microsoft, non è stato fatto nulla di quanto promesso dal progetto (iniziato diversi anni fa).

  5. Luca

    Non ho capito, tutto sto casino per evitare che si costruisca solo sulla parte del benzinaio , giusto?
    Il parchetto accanto rimarebbe dove è ?
    Ho capito bene?

  6. Wf

    Mettete sti cazzo di dissuasori che è uno schifo vedere i larghi marciapiedi della fondazione Feltrinelli con sopra le automobili come una esselunga qualsiasi!!

    DISSUASORI CAZZO!!

    SIAMO IL TERZO MONDO

    Facciamo un’opera darte architettonica e poi la lasciamo andare allo sbando…

  7. Anonimo

    Che l’edificio della Fondazione Feltrinelli sia un capolavoro di architettura è quantomeno discutibile.
    Che ci sia addirittura bisogno di un gemello lo è ancora di più,

    1. Anonimo

      che sia un capolavoro potrà anche essere opinabile, per quanto la qualità dei progettisti sia indiscussa e molto approfondito lo studio compiuto per calarla nella dimensione cittadina, rendendola di fatto unica nel suo genere.

      che vada completata come da progetto è un rispettabile principio di serietà: l’opera ha da sempre un senso con il suo gemello mignon, che ristabilisce un accesso tipo quello dei caselli daziari che intende citare: lasciarla incompiuta sarebbe l’ennesimo vizio dell’incompiuto all’italiana, sul quale ormai si scrivono libri e si descrive uno stile…

    2. Sdd

      Caro Anonimo, non è un’aggiunta. Può piacere o meno, ma il progetto era previsto così e una volta che è stato approvato è giusto che sia completato. Non poso che sottoscrivere il commento di chi mi ha preceduto.

      Io personalmente, anche se speravo in maggiore leggerezza, sono contento che ci sia un po’ di architettura contemporanea – certamente non banale – a Milano.

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