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Milano | Arredo Urbano – Marciapiedi, chi dovrebbe usarli: persone, bici, motorini, auto e monopattini?

Da diversi anni i nostri marciapiedi sono diventati un incubo.

Il primo grave problema, anche storico, sono le auto parcheggiate che spesso impediscono ai pedoni di utilizzarli, soprattutto a quelli con problemi di mobilità o ai genitori con carrozzina o passeggino.

Poi ci sono i pali; che si aggiungono a pali, che si sono aggiunti ad altri pali e così via… a volte rendendo il passaggio difficoltoso ai pedoni, ma sicuramente rendendo l’arredo urbano confuso, disordinato, sciatto e le indicazioni spesso poco comprensibili.

Altro problema sono i motorini, parcheggiati ovunque sia possibile, ovunque vi sia un minimo spazio, così i marciapiedi sono invasi da ogni tipo di due ruote motorizzato, specie in centro.

Stessa cosa per le biciclette, oltre a venire parcheggiate come i motorini, spesso utilizzano i marciapiedi assieme ai pedoni, sfrecciando a tutta velocità su luoghi, in teoria, predisposti per camminare.

Ultimo, ma non ultimo: l’arrivo in massa dei monopattini, motorizzati e non, monoruota e altre diavolerie simili, che utilizzano marciapiedi e non, venendo abbandonati un po’ dove capita e spesso d’intralcio.

Insomma, la vita dei poveri pedoni sta diventando, specie in zone centrali e affollate, un grande problema.

Possibile che non ci sia una soluzione? Possibile che il Comune, i vigili e, magari, anche lo Stato, non possano deliberare regole certe e chiare? Ma, soprattutto, sanzionare chi le vìola?

Secondo noi, i marciapiedi, come dice chiaramente anche la parola, dovrebbero appartenere solo ai pedoni, punto! Mettere al centro di una politica ragionata l’utilizzo improprio dei marciapiedi, risolvendo le situazioni di malcostume diffuso, è quello che chiediamo da anni, ma non ci è chiaro ancora se esista un piano organico in tal senso.

Sui marciapiedi non dovrebbero passare bici, monopattini e quant’altro. Sui marciapiedi non dovrebbero trovarsi intralci, motorini parcheggiati e automobili.

Problema principale, per chi utilizza le bici e i monopattini , è la pavimentazione in masselli grossi, il pavé (e anche i binari del tram), spesso dissestata e piena di salti, motivo che spinge i fruitori delle due ruote a utilizzare i marciapiedi. La questione, però, andrebbe risolta. Stessa cosa per i parcheggi, che andrebbero ridisegnati in maniera seria.

Quindi più piste ciclabili, più manutenzione delle strade e più civiltà e rispetto.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


16 thoughts on “Milano | Arredo Urbano – Marciapiedi, chi dovrebbe usarli: persone, bici, motorini, auto e monopattini?

  1. Lorenzo

    Non dimentichiamoci dei bisognini dei cani che se non stai attento quando cammini.. e dei venditori abusivi con relativa mercanzia o dei tavolini di bar che vanno oltre l’area loro permessa

  2. Alberto Tadini

    “sanzionare chi le vìola”
    la cosiddetta polizia locale è totalmente assente.
    soprattutto da quando da vigili urbani, preposti a viabilità e tutto quanto connesso, è stata trasformata in polizia locale e se fa qualcosa, non riguarda assolutamente la vigilanza su traffico, soste e connessi.

  3. Anonimo

    Le buche, gli avvallamenti ed i rappezzi rabberciati sul marciapiede sono un vero problema per chi ci cammina e magari non ha più 30 anni (e nemmeno 50).

    Comunque grazie per tenere alta l’attenzione sul tema. Alle auto in sosta sul marciapiede nessuno mai si abituerà e si vede sempre di più la giusta insofferenza.
    Invece alla distesa di motorini o ai ciclisti che ultimamente anzichè seguire il flusso dei pedoni, si mettono pure ad usare il campanello(!) si rischia di farci l’abitudine e se quasi tutti noi che leggiamo UF probabilmente abbiamo una età dove su queste cose ci puoi anche fare l’abitudine, c’è tutta una fascia di milanesi (anziani e diversamente abili) che andrebbe maggiormente protetta se vogliamo essere una città civile.

    Un altro cancro della città sono i furgoni delle consegne a bloccare tutto di traverso sui passi carrabili con le doppie frecce. Quanto ai cani, sono simpatici e meravigliosi ma vedere tutti i cestini dell’immondizia corrosi dalla loro pipì alla base fa veramente impressione (non so che si possa fare però).Oltre al fatto che se spingi i tuoi genitori con la sedia a rotelle e trovi le cacche di cane il rischio che le schiacci per sbaglio con le ruote è molto maggiore che se sei a piedi da solo (e il risultato ancor più devastante)

    1. Alessandro

      Concordo in pieno. Soprattutto ritengo che il coacervo di auto parcheggiate sui marciapiedi sia mortificante e dequalificante per una città che si confronta e rapporta alle grandi capitali europee.
      Viviamo in una metropoli con una densità di abitanti superiore a 7000 ab/kmq.
      Un’amministrazione comunale che guarda al futuro deve scoraggiare con decisione l’utilizzo del mezzo privato indipendentemente dal “colore politico”.
      Come si ottiene questo risultato? Favorendo il car/scooter sharing e privilegiando la micromobilità urbana (monopattini e bici elettriche).
      A tendere l’automobile deve essere percepita come extrema ratio per spostarsi in città quando proprio non sia possibile altra soluzione e non come mezzo preferenziale per percorrere anche solo 500m.

  4. Davide M.

    Ci sono anche situazioni ibride non proprio ottimali, tipo la ciclopedonale lungo i giardini di via Pallavicino, finita la quale il ciclista che viene da Pagano e va verso corso Sempione non può che continuare lungo il marciapiede anche se dissestato.

  5. Anonimo

    vanno presentate denunce per omissione in atti d’ufficio nei confronti della Polizia locale che fa finta di non vedere le macchine parcheggiare sul 90% dei marciapiedi di Milano, vedrai che il loro atteggiamento connivente cambia subito…

  6. francesco rizzo

    con tutto il rispetto, tipico articolo scritto da chi non sa nemmeno di striscio cosa significhi andare in bici a milano. cioè, rischiare la pelle essenzialmente a causa delle auto, non delle buche. ora, in una città (in un Paese) in cui l'(ab)uso dell’auto è religione, la larga parte dei pedoni sono anche automobilisti. che, quando guidano, considerano un diritto parcheggiare in doppia fila (tradotto: mettere in pericolo la vita di chi pedala), fermarsi sulle cliclabili, affollarsi davanti alle scuole perché bibì e bibò non possono camminare, spalancare portiere senza guardare, superare a piena velocità. quando camminano diventano solerti censori della inciviltà altrui senza saper collegare i due aspetti. i furgoni per le consegne citati in un commento, sono bombe per chi va in bici. ma, appunto, bisogna andare in bici per sapere di cosa parliamo. il che non significa danneggiare i pedoni. ma ai pedoni – che non sono entità astratte – andreebbe suggerita una riflessione complessiva. un consiglio, quindi: fatevi viale monza-piazza duomo in bici in un giorno feriale. poi ne riparliamo.

  7. Andrea

    Il principale problema dei marciapiedi in città è che questi esistono.

    In un luogo ad alta densità di popolazione i marciapiedi non hanno senso perché incentivano quello che è il principale problema della città cioè la guida spericolata di alcuni automobilisti che, vedendo i pedoni relegati fisicamente ai bordi della strada, non si fanno problemi a spingere sull’acceleratore provocando così quest’anno *26 morti e più di 1400 feriti* (fonte: la Repubblica).

    Le strade cittadine dovrebbero essere pensate prima di tutto per gli utenti che utilizzano mezzi adeguati ad un ambiente ad alta densità di popolazione quindi: pedoni, biciclette, monopattini, skateboard, carretti vari, ecc… Chi utilizza altri mezzi non adeguati come l’automobile, *DEVE* ritrovarsi in una situazione di disagio che lo obblighi ad andare piano, pena il rischio di combinare evidenti disastri che anche il più stupido e maleducato degli italiani vorrebbe evitare.

    Una strada con due marciapiedi ai lati, evidenziati in alcuni casi anche da una striscia bianca, suggerisce a chi guida un’automobile “vai pure dritto che qua lo spazio è per te, gli utenti deboli sono protetti ai lati”. Ecco ma se invece di chiamarli “utenti deboli” noi li chiamassimo “utenti che utilizzano un mezzo appropriato” ci accorgiamo che per colpa dei marciapiedi la stragrande maggioranza dello spazio sulle strade della città è dedicato a utenti che utilizzano mezzi non appropriati e che tra l’altro statisticamente sono anche la minoranza della popolazione.

    Il problema di Milano NON è la maleducazione delle persone, gli italiani NON sono più maleducati degli altri popoli europei. Il problema di Milano è l’eccessivo utilizzo di mezzi non adatti alla città che per loro natura hanno un altissima probabilità di creare danni indipendentemente da chi li guida… e i marciapiedi con la loro presenza sulle strade in quasi tutta la città ne approvano e ufficializzano l’utilizzo amplificando i loro aspetti negativi.

    1. Anonimo

      La teoria è bella, ma faccio fatica a capire come mettere gli automobilisti in condizione di andare molto piano (cosa giustissima peraltro), aiuti i pedoni e le persone in difficoltà a non trovarsi il loro spazio dissestato, con i furgoni e le auto in sosta vietata sopra, disseminato di pali, coi tavolini dei bar che si allargano oltre le regole, occupato da venditori e da baracchini dello street food (in certe zone), usato come parcheggio dai motorini e scooter, come wc dai cani, come pista ciclabile dalle bici e prossimamente da scooter, hoverboard e chissà che altro.

      Basta vedere cosa succede nelle zone pedonali (dove il problema auto non esiste) per capire che c’è un po’ una sottovalutazione delle esigenze dei pedoni e di chi vuole camminare per spostarsi.

      1. Andrea

        In Nord Europa esiste il concetto di strada a prededenza pedonale e ciclistica”. Il concetto è molto fumoso ma nei fatti gli utenti deboli hanno il diritto di muoversi sull’intera carreggiata e nessun automobilista ha diritto a suonare il clacson e inveire per chiedere spazio. L’unico modo che avrebbe per creare danni sarebbe: parcheggiare l’auto letteralmente in mezzo alla strada (non in modo “ordinato” sopra o accanto al marciapiede visto che questo non esiste), accelerare e investire le persone che si trovano davanti a lui in mezzo alla carreggiata.

        Chiedo a te e agli altri lettori di immaginarvi come vi comportereste in una strada del genere rispetto alle strade attuali con marciapiedi.

        1. Anonimo

          Non mi sembra molto diverso da una strada pedonale come ce ne sono molte a Milano: avresti le auto del carico e scarico e della polizia che circolano molto lentamente e con attenzione.

          Poi tavolini che non rispettano le distanze, motorini parcheggiati con impunità, pali, venditori di ogni tipo e…i ciclisti che scampanellano per chiedere strada o ti fanno il pelo.

          Comunque a parte il mio tristerrimo realismo, non hai torto e quello che descrivi dovrebbe essere lo standard per le zone 30 a Milano.
          Mutuo rispetto.
          Marciapiedi e ciclabili protette non fanno altro che aumentare i rischi complessivi anche se sembran la soluzione. Però questa è la teoria e noi siamo ancora all’età del parcheggio selvaggio. Cominciamo da paracarri e sbattere motorini, scooter ed auto giù dal marciapiede, che non è il loro posto.

  8. Konrad

    Ho provato alcune volte a richiamare l’attenzione di pattuglie della Locale su quanto da voi chiaramente denunciato, ovvero sia l’improprio uso dei marciapiedi e, aggiungo da ciclista urbano, l’altrettanto utilizzo improprio delle ciclabili da parte di altri ciclisti (il contromano è la regola) o, peggio, di altri utenti della strada.
    Tralascio le risposte che hanno coperto un gamma variabile tra la sopresa e l’ammissione del dato di fatto.
    Soluzioni porposte: nessuna.
    Coscienza (reale) dei fatti: men che meno.
    Ho francamente perso la speranza

  9. lisander

    uno dei tanti problemi è certamente l’inciviltà diffusa e il senso di impunità che fa si che chiunque faccia del marciapiede un oggetto a proprio uso e consumo; il marciapiede è dei pedoni pertanto bici monopattini o altro genere di veicoli non dovrebbero essere tollerati, anche se qualcuno potrebbe obiettare che una sana e rispettosa convivenza tra pedoni e bici/monopattini/monoruota/overboard e quant’altro andrebbe incentivata per incoraggiare la cosidetta mobilità dolce, inoltre auto parcheggiate sui marciapiedi pali inutili e contropali e altro genere di ostacoli, certo non favorisce la regolare fruizione dei marciapiedi; sarebbe utile tanto per cominciare vietare in maniera assoluta, comminando multe salatissime ai trasgressori la sosta delle auto dai marciapiedi, posando ovunque dissuasori che ne impediscano la sosta; oltre a cio’una presenza capillare di agenti di polizia locale andrebbe a scoraggiare comportamenti scriteriati di ciclisti e monopattinatori arroganti e menefreghisti; servono quindi interventi strutturali (parigine antiparcheggio, come avviene ovunque!) e pesanti sanzioni a tutti coloro che trasgrediscono le normali regole di convivenza civile e rispetto reciproco;

  10. Anonimo

    Mancano parcheggi per bici e scooter, soprattutto in centro. Bisognerebbe che si riducessero pesantemente i parcheggi per auto a favore dei parcheggi per scooter.
    Non si capisce poi perché abbiamo dei solertissimi ausiliari della sosta che si concentrano su auto parcheggiate regolarmente, magari con tagliando scaduto e non si impegnano queste risorse per multare a tappeto le auto su marciapiedi, parterre, radici e aiuole. Ci sono posti come piazzale lagosta che sono assediati dalla sosta selvaggia e nessuno muove un dito!

    Il comune deve decisamente cambiare passo, se provi a parcheggiare in certi modi in Svizzera non solo non trovi più la macchina, ma si aprono le porte del carcere.

    Maran batti un colpo!

    1. Anonimo

      tecnicamente gli ausiliari della sosta possono rilevare solo le violazioni attinenti al rispetto della sosta regolamentata (strisce blu e gialle) gestita dal loro datore di lavoro (ATM).

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