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Milano | Unire le zone Morsenchio, Santa Giulia con Porto di Mare e Corvetto

Calvairate, Ortomercato, Castagnedo, Corvetto e Porto di Mare da un lato e Taliedo, Morsenchio (col nuovo quartiere di Merezzate), Santa Giulia e Rogoredo dall’altra parte, nel mezzo la ferrovia che di fatto diventa una vera e propria barriera e separa le due porzioni d città.

Per connettere le due porzioni di Milano, ci sono solo due passaggi, incredibile ma vero. Circa 3, 5 chilometri separano i due “varchi”, uno attraverso il Cavalcavia Pontinia, a Rogoredo, (altrimenti a piedi si deve passare sotto i passaggi della M3) o in Piazza Cartagine, all’altezza di Piazza Ovidio, a Taliedo-Forlanini. Insomma, una bella distanza e decisamente un handicap per gli abitanti della zona Sud-Est (tanto per cambiare).

Se un cittadino delle zone prima elencate, volesse passare, anche a piedi da un “versante” all’altro ha solo tre possibilità: il sottopassaggio ferroviario della fermata M3 Rogoredo che conduce alla zona di SkyItalia.

Oppure, poco distante, può prendere il Cavalcavia Pontinia, che è un ponte costruito sul finire degli anni Venti e primi anni Trenta e che scavalca la ferrovia. Oggi però è molto degradato, anche perché prossimo alla zona di spaccio famosa come “Bosco di Rogoredo”, perciò diciamo: impraticabile.

L’altro passaggio, quello di Piazza Cartagine, che dista appunto circa 3,5 km, mette in collegamento piazza Ovidio con la zona dell’Ortomercato. Anche questo passaggio, se si vuole fare una “passeggiata”, non è certo un bel luogo da percorrere a piedi. Insomma se non si ha un auto o un mezzo pubblico, la traversata della ferrovia diventa una vera impresa.

Sappiamo che qui, presto, ci saranno nuovi sviluppi, anche perché arriverà il Palasport per le Olimpiadi 2026, il nuovo quartiere Santa Giulia (ma quando cominceranno?), il prolungamento della Paullese e la riqualificazione dello Scalo di Rogoredo.

Noi abbiamo provato ad immaginare due passaggi, automobilistici o solo pedonali, che scavalchino la ferrovia consentendo altre rapide connessioni tra i due quartieri.

Un varco, ad esempio, potrebbe essere nella parte a nord, quella di Castagnedo, dove via Sulmona e via Toffetti si incrociano e potrebbe connettersi con via Medici Del Vascello e via Bonfaldini, proprio all’incrocio con via Cascina Merezzate.

L’altro varco potrebbe corrispondere, ad esempio, più a sud, dove la via Boncompagni si incrocia con via Toffetti, connettendosi al quartiere di Santa Giulia in via Giacomo Manzù. Insomma, due varchi che secondo noi, andrebbero pensati per non isolare i quartieri ad est della ferrovia.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


6 thoughts on “Milano | Unire le zone Morsenchio, Santa Giulia con Porto di Mare e Corvetto

  1. Gianluca Brescia

    Sono collegamenti da fare. Serve anche un collegamento tra Ungheria e Santa Giulia (nel progetto iniziale di Santa Giulia era previsto un collegamento tranviario). Tutti i quartieri della cintura Est risultano spezzati e credo che sarà difficile ricongiungerli (ad esempio Santa Giulia con la vecchia porzione di Rogoredo in Piazza Mistral). Prima di Piazza Cartagine è presente un sottopasso che a mio parere dovrebbe essere demolito (mi riferisco al raccordo sopraelevato ex Stazione di Porta Vittoria con l’Ortomercato). Anche il Cavalcavia Pontinia è in una situazione di degrado.

  2. Anonimo

    Concordo che siano collegamenti da fare ma con due avvertenze.

    1) Divieto assoluto per i TIR, altrimenti uccidiamo i due quartieri che vogliamo unire anzichè aiutarli.
    Il problema è che in zona c’è l’ortomercato, ma visto che l’Urbanistica non ha pensato che fosse ragionevole spostarlo, speriamo almeno che la Viabilità rimedi al fiasco.

    2) Prevedere collegamenti che siano anche a misura di bici, sia i ponti che le zone limitrofe. I rendering che vedo fanno un po’ paura per la bici, ma son rendering per dare una idea, lo capisco.

  3. Andy77

    E’ un problema che accomuna questa zona alla Bovisa, Bicocca/Viale Monza, Isola…
    Purtroppo l’anello ferroviario dovrebbe essere interrato, anzi bisognerebbe interrare le linee ferroviarie almeno fino a Monza e Rho…

    1. Bruno

      Il tuo commento mi sembra viziato dal fatto che le ferrovie in superficie a Milano portano in molti casi a degrado, e quindi non riesci a cogliere possibilità diverse.
      Ti inviterei a valutare ad esempio come sono gestite le ferrovie in superficie a Berlino, ad esempio la Hauptbanhof e linee afferenti. Magari cambieresti idea.

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