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Milano | Tre Torri – CityLife, lo “Sdraiato”: il portico d’unione

Come abbiamo visto pochi giorni fa, nel quartiere di CityLife, saranno realizzati il quarto e quinto edificio negli ultimi due lotti rimasti liberi nel settore nord del complesso. In tutto saranno 53.500 m2 come nuovo accesso a piazza Tre Torri. Due singoli edifici collegati però da una struttura dal tetto sospeso lunga 140 m, che formeranno un poderoso porticato su scala urbana come l’ingresso in una nuova città.

L’edificio è stato concepito come una vera e propria porta d’accesso che non occultasse quanto già realizzato, ma lasciando libera la visuale sulle altre tre torri, simbolo del quartiere.

Il sito del concorso è composto da due distinti lotti di fronte l’un l’altro, nominati Boezio e Duilio. L’asse di via Domodossola e via Anna Maria Ortese, separano e delimitano l’area edificabile per entrambi i terreni a livello strada, mentre sottoterra, i due lotti sono delimitati dal tunnel per la metropolitana della Linea 5.

Il nuovo complesso del “Porticato” o dello “Sdraiato” (ribattezzato per unirsi al gruppo del Dritto, lo Storto e il Curvo, già realizzati o in ultimazione) comprende uffici, un hotel di oltre 120 camere, un podio in comune, servizi e terrazze panoramiche con bar e ristorante. I lotti saranno suddivisi in questo modo: sul lato Boezio, sarà realizzato l’hotel di 10 piani; mentre nel lotto più grande, il Duilio, saranno realizzati nuovi uffici. Entrambi gli edifici avranno comunque spazi comuni che interagiscono con la circostante piazza.

I cortili centrali dei due edifici porteranno generosa luce del giorno ad ogni piano e una naturale ventilazione negli edifici, oltre a consentire una vista sorprendente sui giardini privati al loro centro. Con una profondità di 18 m, i piani per ufficio sono estremamente efficienti e consente la possibilità di layout interni flessibili. Mentre i piani dell’hotel avranno una profondità di 9 m per una disposizione efficiente delle stanze con corridoi aperti rivolti verso l’esterno e un atrio pieno di vegetazione lussureggiante al piano strada.

Per unificare i due edifici di forma irregolare, sono state generate due semplici curve formate da cerchi puri su ciascun lato: uno creato alla fine dell’asse Domodossolae l’altro in Piazza Tre Torri, l’epicentro del sito.
La geometria del tetto è generata come una porzione di una sfera. Il profilo del tetto enfatizza l’asse ricurvo, sollevando i bordi e abbassandosi verso il
centro. Con la realizzazione del porticato ricurvo, si unificano i due edifici in un’unica forma.
I due edifici raggiungono rispettivamente nei punti più alti: 105 e 53 m.

La massa dell’edificio risultante massimizza l’orientamento ottimale per ciascuna porzione. La facciata più ampia dell’ufficio è rivolta a nord, il che è ottimale per il risparmio energetico e il comfort termico annuale. I cortili fungono da filtro per oscurare in parte la luce che raggiunge la facciata da sud.

Come dicevamo, i due edifici separati da via Ortese, saranno collegati da un porticato nell’area non edificabile, che trasforma i due edifici separati in un’unica soluzione.
Il risultato sarà un mix di usi e funzioni, che insieme formano un generoso
e ampio spazio pubblico per la gente del posto e i visitatori che amano stare all’aperto per più di nove mesi all’anno.

Concludendo, il progetto di BIG – Bjarke Ingels Group, è concepito come un’entità formata da tre parti: i due edifici e lo spazio pubblico coperto, tutti unificati da un grande colonnato. Questo rappresenta e rende omaggio alla tipologia classica del portico come un elemento che collega, dona ombra e protegge, facendo riferimento alla storia dei porticati realizzati nel corso dei secoli soprattutto in Italia. Sull’asse centrale, verranno rimosse le rampe in cemento esistenti e sarà trasferita la sosta per i taxi, dando un nuovo ingresso al parco per formare anche il nuovo spazio pubblico.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


25 thoughts on “Milano | Tre Torri – CityLife, lo “Sdraiato”: il portico d’unione

  1. Si Tav

    Se penso che se uno a Milano volesse praticare sport all’aria aperta (ma anche al voperto) fa una fatica pazzesca mi chiedo perché non costruire delle aree per il tempo libero a vantaggio dei cittadini invece di altri palazzi.
    Mi rendo conto che i grandi edifici portino soldi al comune mentre una pista di atletica-piscine-campi da tennis-calcio-basket-pallavolo pory8no solo le briciole ma ricordo che il comune è un soggetto che deve fare gli interessi dei cittadini e non fare soldi.
    Sono le imprese che devono fare soldi.

    Poi…per carità…il palazzo è anche bello

  2. Davide bassini

    Vedo che continuate imperterriti a dare nomignoli cretini e puerili ai progetti prima ancora che nascano, nonostante gli appelli di molti di noi seguitori di UF. Per tale ragione ho deciso che anche voi, a questo punto, ve ne meritiate uno. Da oggi per me, e spero per tanti altri, UF sarà l’acronimo di URBAN FUFFA. Enjoy it!

      1. Davide Bassini

        @anonimo delle 15:02 Impara l’italiano prima di scrivere bestialità. Dal dizionario italiano, seguitore: chi segue (anche in senso figurato), seguace, discepolo.

        1. Anonimo

          copia giusto da internet…
          Hai dimenticato di ricopiare “ant”.
          http://www.treccani.it/vocabolario/seguitore/

          E’ una parola che ha usato Boccaccio nel 13 secolo… Non so se gli anglofobi la stiano rilanciando, ma secondo me un minimo di sarcasmo ci sta tutto. Comunque take it easy (troppo anglofilo?), prima di dare della bestia agli altri. 🙂
          Love and peace.

      2. Wf

        LANITAL LA LANA DEGLI ITALIANI!

        Prossimamente su “documento cittadino”!

        Un prodotto che non mi esimio di defenire… autoctono!

        🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤘🤘

        1. Davide Bassini

          Devo dire che sei simpatico come una spinta dalle scale, o come un chewing gum nei capelli, visto che ami i termini inglesi. By the way (ora già immagino la tua eccitazione pelvica) quando vuoi un posso darti anche delle ripetizioni d’inglese, lingua che parlo benissimo ma non uso ad cazzum.
          P.S. Usalo un nome ed un cognome, o almeno un nickname quando commenti se no sembri proprio un leoncino da tastiera.
          Peace and joy.

          1. Anonimo

            In realtà anche “leone da tastiera” è la traduzione in italiano di una espressione inglese (keyboard warrior) 🙂

            Però è una traduzione più azzeccata e simpatica che chiamare i followers…”seguitori”

            Rilassati, si fa per scherzare un po’ sulle parole, non credo faccia male a nessuno.

    1. Gügiroeu

      Quella di dare soprannomi agli edifici, diciamo così, più evidenti della città è un’antica e gloriosa tradizione milanese che esprime tutto il sano sarcasmo meneghino.

      Non per niente abbiamo una Cà Granda, una Cà de Sass e una Cà Brütta, e una volta avevamo perfino una Cà dij Ciapp (cioè, la casa c’è ancora ma le ciapp non ci sono più).

      Certo, i nostri antenati avevano più fantasia, ma che vuoi farci… i tempi sono quello che sono.

      1. Davide Bassini

        Io non sono affatto contrario ai soprannomi, se questi vengono dati spontaneamente dai cittadini, che come dici tu esprimono il noto sarcasmo meneghino. Trovo fastidioso che UF li crei al primo rendering presentato, tra l’altro il più delle volte con effetti abbastanza patetici. Tipo “sdraiato” in questo caso o “brita” per la torre Gioia 22. Lasciamo lavorare di fantasia i milanesi una volta edificati i vari progetti e ne sentiremo sicuramente di molto più ironici.

  3. Artusice

    senti campione quando avrai messo su un blog che quotidianamente tiene tutti informati gratuitamente e con grande accuratezza degli sviluppi della città, potrai dare appellativi al blog che vuoi. Per il momento dato che fruisci del lavoro di UF stai buono al tuo posto ed evita nomignoli

  4. Elius

    Anche io ringrazio. Per questi approfondimenti guardo ogni giorno il sito. È un peccato che quelli di Roma e Napoli non sono così dettagliati.

    1. Milanese

      Ora che ci faccio caso… vorrei chiedere ad URBAN F, perché compaiono tra le città solo:

      MILANO
      ROMA
      NAPOLI
      CASERTA
      SALERNO
      CATANIA

      a parte Milano per ovvie ragioni e tutto sommato Roma, volete farmi credere che le altre 4 sono tra le 6 città Italiane più interessanti e dinamiche in fatto di urbanistica e architettura contemporanea? E Torino, Firenze, Venezia, Genova, Mestre ecc, sono meno attive di Salerno e Catania? O semplicemente chi gestisce il blog viene da lì e non si può avere aggiornamenti da Torino per esempio?
      Perché avere ben 3 sezioni di un’area che è in realtà solo Napoli (Salerno, Caserta, Napoli), quando a Torino, Firenze, nel Veneto, ecc ecc si fanno molti edifici interessanti? O si mettono tutte le principali città italiane che hanno un po’ di rinnovamento urbanistico oppure è un po’ ridicolo per questo blog avere queste 6 città disomogenee all’eccesso; con tutto il rispetto per Salerno e Caserta…

      1. giusva

        Posso chiederti quanto paghi di abbonamento annuale a Urbanfile? Te lo chiedo xchè con quello che pago io il mio commento è “meno male che c’è gente appassionata che mi tiene informato sulle novità di alcune città italiane “

      2. Roberto Arsuffi Posta autore

        Sono le città dove abbiamo o avevamo “corrispondenti” non per altro. Purtroppo alcuni si sono ritirati per motivi di tempo e altri impegni. Per ora sono rimasti Roma, Napoli e basta.

        1. Joe

          Roma è un elefante immobile dove nulla avviene, se non le bustarelle date a destra e a manca.
          Complimenti per il sito, naturalmente. Forse non ve lo avevo mai detto.

  5. Emanuele Mezzanzanica

    Si comunque nella didascalia della seconda foto (quelle con le bandelle nere sopra e sotto) avete sbagliato a scrivere: a SINISTRA l’edificio Boezio e a DESTRA l’ediicio Duilio. Se la vista e’ da Domodossola e se quello a sinistra e’ il padiglione…Boezio sta a sinistra

  6. Alex

    I ragazzi di Urban File fanno un gran lavoro, a me il blog piace. Lo “Sdraiato” è un nome assolutamente coerente con gli altri delle 3 torri. A chi non piace, lo invito a lamentarsi prima con la società di City Life che non ha dato un nome al nuovo edificio. A Porta Nuova UF non ha invenatto nomi semplicemente perchè già c’erano.

  7. Luca

    Concordo con Davide Bassini.
    E Trovo la cosa un po’ forzata . sembra quasi che lo si faccia per “abbellire” progetti che non sono cosi belli e originali, a parer mio .
    Comunque per tutto il resto ,stima a UF

  8. GT

    Ci vogliono molti urban file in Italia e permettere il dibattito su urbanistica,spazi pubblici ed architettura….parlare delle citta’ e’ essenziale…Bravi UF!

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