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Milano | Centro Direzionale – Giardini d’Inverno: marciapiedi e… gli alberi

Aggiornamento fotografico dei primi di dicembre da via Pirelli 33, in zona Centro Direzionale-Gioia, il cantiere del complesso residenziale dei Giardini d’Inverno.

Un reportage dettagliato realizzato da Valter Repossi al cantiere dei Giardini d’Inverno, oramai a buon punto.

Vista la torre, oramai completata, come abbiamo già visto, da qualche settimana si sta completando anche il parterre dei marciapiedi in pietra tutt’attorno all’isolato.

Ci hanno colpito due cose che, come al solito ci infastidiscono non poco: il verde e l’arredo urbano.

Anzitutto l’arredo urbano e i lampioni, anche qui, belli, ma del tutto personalizzati a gusto del costruttore. Sono di un modello che troveremo solo qui, quindi differenti da altre piazze e altri contesti. Come al solito il COMUNE non avendo imposto un arredo urbano ben studiato e serio, permette ad ognuno la libertà di acquistare e posizionare lampioni, cestini e fioriere a proprio gusto. Un vero peccato secondo noi, denotando una scarsa attenzione a questo problema.

Piante e il verde. Ora, era proprio necessario tutta questa distesa di cemento (è pietra Beola, ma in pratica è come se fosse la stessa cosa)? Una misera aiuola solitaria con un solo alberello?

Metri quadrati di marciapiede che, secondo noi, come si vede nelle nostre suggestioni qui di seguito, potevano benissimo venire alberati.

POSSIBILE CHE IN COMUNE NON VOGLIANO PENSARE AD ALBERARE (dove possibile) LE STRADE CITTADINE?

Per fortuna il Progetto dei Giardini d’Inverno prevedeva una grande aiuola nel cortile aperto su via Adda, dove finalmente sono state piantate le nuove alberature.

Il resto delle immagini mostra come è stato arredato l’isolato.

Qui di seguito due immagini dell’ingresso ai parcheggi sotterranei del complesso.


Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


43 thoughts on “Milano | Centro Direzionale – Giardini d’Inverno: marciapiedi e… gli alberi

  1. Anonimo

    ISOLE DI CALORE, queste sconosciute. Da giugno strade come queste si trasformano in forni. Il cemento, l’asfalto, le auto, e le pareti dei palazzi si comportano come placche termiche che cuociono l’aria. Il verde urbano, in una fase di pieno sconvolgimento climatico che registra aumenti della temperatura in tutte le stagioni, non va visto come solo decoro estetico, ma come rimedio alla catastrofe. PERCHE’ il Comune di Milano continua a guardare dall’altra parte!!!!???

    1. Anonimo

      Mi viene solo un dubbio, che affido a chi qui di dubbi non he ha, beato lui. Ma il sedime pavimentato a beola – è il caso di dire “pietra dello scandalo” – è pubblico o privato? Perché se è la seconda, è il privato a scegliere liberamente se coltivare il mais o farci altro..mah

      1. Anonimo

        Vero fino a un certo punto… non stiamo parlando del soggiorno di casa tua… per quanto di proprietà privata, è uno spazio aperto al pubblico e quindi su cui la collettività, tramite le istituzioni, può e deve dire la sua.

        1. Anonimo

          il quesito è interessante.
          il “può e deve” invece è fantasia normativa: non è detto da nessuna parte che il comune possa imporre: se nulla osta deve consentire che la proprietà eserciti la sua libertà di fare un progetto anziché un altro, con o senza alberi

          1. Anonimo

            Cioè sul marciapiedi di via Pirelli il Comune non poteva imporre che fosse alberato, se voleva?

            Sono tutti lavori a scomputo oneri di urbanizzazione (ossia soldi nostri)

    2. city lover

      trovo più desolante e angosciante lo spazio enorme lastricato che c’è fra il Vittoria ass.ni building e Casa Milan in zona ex portello-fiera milano city.
      Ci sono andato in una mattina grigia di un giorno feriale, non c’ era anima viva, mi è salita un ansia che non vi dico, al confronto questo Gioia 22 sembra un allegro e vivace”bosco orizzontale” ;))

  2. Anonimo

    Questa è la dimostrazione che il famoso piano di forestazione urbana è solo fumo negli occhi ai poveri milanesi da parte di politici che vogliono solo farsi belli e restare attaccati alle loro poltrone.

    Com’è possibile che in una zona centrale con ampi spazi che viene totalmente riqualificata si permetta questo scempio ?

  3. Anonimo

    Un isola di calore pazzesca. Il palazzo si chiama “giardini d’inverno” e in piazzetta hanno messo un alberello. Perfetto esempio di grennwashing. Che tristezza .(

  4. Anonimo

    Più che altro uno spiazzo così grande diventerà un enorme parcheggio per moto e scooter, come purtroppo già avviene in Porta Nuova sotto all’Unictedit, senza che nessuno intervenga e senza fregare niente a nessuno.
    Alla faccia di chi vede miliardi di ciclisti sui marciapiedi, quando ahimè sui marciapiedi ci sono i ben più grossi e inquinanti scooteroni

    1. Wf

      Secondo me nella testa degli “autori” Cè propio questa intenzione e non hanno voluto mettere gli alberi proprio per ritagliarsi un parcheggio abusivo ad uso e consumo proprio e dei clienti.

      Okkio che le cose spesso non nascono così per sbaglio…

      1. Anonimo

        La sosta selvaggia è una piaga. Peccato per la gente comune che si trova sempre di soffrire auto ovunque. Che consumano spazio, inquinano e producono rumore.

        1. AndreaUPl

          Mesi che aspettavo l’apertura della piazzetta davanti alla Galfa e ai giardini d’inverno. Il verde manca, ed è ridicolo essendo una zona che sta venendo completamente ridisegnata. Melchiorre Gioia in estate è un magma di asfalto bollente senza un albero in croce e la cosa va avanti. Incredibile.

    2. Anonimo

      Gli scooter sui marciapiedi sono come la peste perchè ostacolano il passaggio e contro di loro non c’è dissuasore che tenga.

      Non capisco perchè il Comune parli tanto di depavimentazione, tanto da andare a farla anche in un piccolo spartitraffico di fianco ad un parco gigante e poi in zona centrale, autorizza interventi così impermeabilizzanti senza profferire verbo.

      Avessero messo gli autobloccanti o qualcosa del genere, ci liberavamo pure dai ciclisti sfreccianti, visto che non amano la scomodità dei sobbalzi 🙂

  5. Wf

    Greenwashing 2.0

    Potevano direttamente chiamarli Giardini d’asfalto

    Oppure

    Giardini scomparsi

    Una landa desolata fa chic nella testa dei ricchi?
    Ma che testa è?
    Bha

  6. Biagio

    Il fatto è che questa Amministrazione Comunale gode di buona stampa. Con Albertini e la Moratti a Milano le polveri sottili superavano per molti giorni i valori massimi e ora non se ne parla più; la ‘ndrangheta si era impadronita dell’economia della città e ora non si dice più; interventi come City Life e Garibaldi PortaNuova sarebbero stati bollati come cementificazione selvaggia mentre adesso ci si compiace dello sviluppo edilizio di Milano. La buona stampa come nelle dittature addormenta i cervelli e la maggioranza di noi sarà contenta dell’alberello isolato nella spianata di belle.

    1. Anonimo

      Caro Biagio,
      stimolato dal suo messaggio sono andato a cercare il bollettino della qualità dell’aria, perenne tallone d’Achille della città, ma in effetti pare che i valori medi 2016, 2017, 2018 e 2019 siano qualcosina in miglioramento o sbaglio?
      https://www.amat-mi.it/it/ambiente/bollettino-qualita-aria/
      Concordo però con lei che si può e deve fare di più e che con l’area B andrà probabilmente meglio su questo versante.
      Cari saluti

      1. Anonimo

        Rimane il fatto che gli sforamenti sono ancora ben presenti e troppi…non respiriamo aria molto pulita, però ora si parla solo dei progressi (piccoli o grandi che siano) e non del problema in valore assoluto.

        Su questo la rozza analisi di Biagio non è del tutto sbagliata.

          1. Anonimo

            Dubito fortemente che pubblichino il mio post su Scientific American, ma almeno ho cercato di valorizzarlo. Perchè qualcosa di giusto lo dice.

            A me poi basta che i problemi li risolvano, invece questo articolo è la più palese dimostrazione che il Comune fa molti più post su instagram e twitter e greenwashing che fatti concreti dove andrebbero veramente fatti.

  7. Anonimo

    Nel regolamento edilizio di Milano serve una regola che per le nuove costruzioni è obbligatorio: fotovoltaico & tetto verde, piantumanzione di alberi in caso di pavimentazione. A Milano stiamo morendo di inquinamento, d’estate l’afa è insopportabile e respiriamo un’aria tossica. Bisogna cambiare e avere più corraggio. E sopratutto dobbiamo diventare una cittá davvero green. Siamo ancora a livelli di greenwashing imbarazzanti. Peccato, si poteva fare molto meglio senza nemmeno spendere un Euro in più.

    1. Anonimo

      In questo caso non so neanche se si tratti di un’area completamente privata o di un’opera di urbanizzazione fatta dal privato per il Comune a scomputo.

      In entrambi i casi il Comune ha tutti gli strumenti per imporre la sistemazione che crede più utile dal punto di vista ecologico…basta avere voglia.

      1. Anonimo

        In che senso scusi, dice – basta avere voglia -? Non credo capiti che il vigile entra a casa sua e le dica di piantare un albero nell’aiuola condominiale piuttosto che di pavimentare in cotto. Può essere più chiaro per cortesia?

        1. Anonimo

          Visto che sta parlando cel Comune, quindi di un’istituzione, pensò intendesse dire ‘basta avere la volontà politica’.

          1. Anonimo

            Non era difficile da capire… 🙂
            Nelle opere a scomputo le specifiche generali le da e le approva il Comune, non è che ognuno fa quel che gli gira (anche se certe volte sembra così)

          2. Anonimo

            No, non ci capiamo, e chiedo scusa perché evidentemente non mi sono espresso in modo appropriato. Non mi riferivo alla volontà, su cui per carità è meritoria la superiore precisazione, volevo solo richiamare l’attenzione sul fatto che lo slargo in pietra coll’alberello non è affatto detto che sia suolo pubblico. L’opera di urbanizzazione a scomputo credo sia l’insieme delle opere di urbanizzazione il cui onere è accollato al titolare del permesso di costruire, ed è come fosse un’opera pubblica da realizzarsi contestualmente alla costruzione privata, costituita da diverse tipologie (opere di urbanizzazione primaria, primaria funzionali, secondaria ecc.). Ma pubblica. Qui il suolo è pubblico? Altrimenti torniamo al paradosso di pretendere che venga il vigile a dire cosa fare nel proprio cortile. Lascio ad altri la risposta, e auguro tantissimi auguri di buone feste.

          3. Wf

            I diritti edificatori del palazzone mica sono privati.

            Sono un bene pubblico concesso al privato in cambio di…

            Qui poi è una area ad accesso pubblico.

            Quind la polemica sul suolo prvato è pretestuosa.

            E un assessore può anche alzare la cornetta e dire al privato:
            “Che cazzo combini! Nei rendering e nei progetti che abbiamo approvato c’erano 7 alberi alti 4 metri e non un solo alberello nano a cazzo di segugio.
            Adesso i rispacchi tutto e ci metti quello che avevamo approvato per darti il via libera al progetto”.


            Te capì.

            E Biagio un po di ragione purtroppo ce l’ha.

            Cè troppo greenwashing ultimamente in questa giunta.

            E lo dico io… figurati

          4. Anonimo

            Le foto “incriminate” sono quelle del marciapiedi in via Pirelli e quelle di si curo non sono spazi privati.

            Lascio il beneficio del dubbio a chi vuole crederci sulla “piazzetta”, anche se dubito fortemente che chi costruisce appartamenti lasci uno spazio “privato” aperto al pubblico.

            Tra l’altro, fosse stato condominiale sarebbe stato soggetto alle stringenti norme comunali sulla permeabilità del suolo, che nelle piazze pubbliche chi se ne frega, ma se costruisci un palazzo te le fanno applicare alla lettera e senza sconti.

  8. Anonimo

    Tutto dipende da che albero è!
    Che dalla foto si fa fatica a capire.
    Se fosse un albero normale tempo 5/10 anni diventa alto 6/10 metri.
    Perché nel caso a piantarne due si rischia di spendere un sacco di soldi per il taglio dei rami.
    Per esperienza non bisogna farsi ingannare che sembra troppo vuoto appena hai piantato l’albero.

    1. Anonimo

      Si una magnolia chd proprio messa li fa una tristezza ….ci vuole un albero frondoso e con chioma ampia…il problema e’ che sembra una misera aiuoletta con un albero che non fara’ molto…non sj puo’ limitarsi a questa banalita’ senza alcuna prospettiva…

  9. Anonimo

    Per i negozi non so, ma visto il target dubito che la gente che andrà ad abitare lì vada in giro in scooter (magari in Cayenne e le signore in taxi), e se anche per sfizio si comprano lo scooterone, hanno anche i soldi per il box dove metterlo e non devono certo lasciarlo sul marciapiede.

    PS se hai più di 15 anni, meglio evitare di scrivere ‘okkio’ con due K 🙂

    (ma almeno stavolta ci hai evitato una delle tue citazioni in latino maccheronico invariabilmente sbagliate 😀 😀 )

  10. Anonimo

    RIDICOLO…..una magnolia…avessero mesdo almeno un platano che si allarga o altro albero… Il Comune risponda per questa ennesima beffa di rendering FUFFA VERDE…come si spiega il progetto ora?

    1. Anonimo

      La magnolia è è lentissima a crescere, ma poi diventa bella.

      Certo che ne han messa una bella nana . Quelle più grandi, come quella che han messo alla Darsena costano e non sembra l’immobiliarista fosse molto volenteroso a spendere soldi veri in alberi 🙂

  11. Anonimo

    Ma va la’…tutto sto gran parlare di verde,forestazioni e nomignoli green e poi si presentano con questi risultati disarmanti…poca qualita’…zero attenzione agli spazi pubblici e chi li vivra’….

  12. Anonimo

    La cosa piu’ idiota e’ non investire nel verde ed alberi che poi renderebbero gli immobili di maggiore pregio, prestigio e sarebbero utili ai cittadini ed al microclima….questo progetto ha qualcosa che non quadra….

  13. city lover

    il problema degli spazi senza alberi è presente in molti plessi, ad es. lo spazio enorme lastricato che c’è fra il Vittoria ass.ni building e Casa Milan in zona ex portello-fiera milano city; ulteriormente raggelato da una grandissima pensilina/tettoia stile distributore di benzina.
    Ci sono andato in una mattina grigia di un giorno feriale, non c’ era anima viva, atmosfera spettrale, mi è salita un ansia…. al confronto questo Gioia 22 sembra un allegro e vivace “bosco orizzontale” ;))

  14. Anonimo

    In questo caso, invece di uno spiazzo insensato, con tale larghezza di strada si poteva benissimo conciliare una striscia di parcheggi a esse, un filare di alberi e un marciapiede comunque generoso. Invece spesso si progetta senza ragionare troppo e così ci si ritrova questo luogo insensato, con anche il cuneo dei due parcheggi disabili che poteva essere decisamente pensato meglio!

    1. Anonimo

      Si tratta di progettisti poco attenti agli spazi pubblici…fanno edifici ,ma non conoscono il progetto dello spazio aperto/pubblico…poi gran parte degli architetti hanno paura che gli alberi nascondano i loro “capolavori”….il comune dovrebbe assegnare il disegno dehli spazi pubblici si paesaggisti e non ad architetti di edifici…

      1. Anonimo

        Hai detto tutto, è proprio così: gli architetti amano “piastrellare” le piazze e le vie, senza metterci alberi perché pensano che il verde disturbi le loro opere.
        Citylife e Porta nuova sono su un altro pianeta come cura degli spazi pubblici…

  15. Milanese

    Beh vedo che il comune è stato attento a non mettere in pratica il piano di avere più verde in città….. confortante 😕

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