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Milano | San Babila – Ma è ancora necessario quel cartello esplicativo della fontana?

La fontana disegnata nel nel 1997 dall’Arch. Luigi Caccia Dominioni e donata dall’Ente Fiera, pur essendo un progetto del grande architetto, non è mai piaciuta ai milanesi e onestamente neanche a noi.

Comunque, come accade spesso a Milano, la sua presenza è sempre meglio che niente.

La fontana per giunta, è leggermente sfavorita in questi anni dal cantiere della M4, per fortuna il Comune ha rimosso almeno il chiosco che si trovava lì dal 2015.

Comunque sia, le aiuole sono un po’ poco curate e i cespugli di bosso sembrano un po’ spennacchiati.

Ma quello che troviamo ancora ridicolo, è che, nel 1997, per spiegare la fontana -il monte, il fiume e il lago, simbolo della natura lombarda (ma Caccia Dominioni, quante fontane ha realizzato con lo stesso motivo? A Milano già ce ne sono due)- sia stato messo un cartello che, come si vede, col tempo si è piegato (a volte lo girano anche al contrario) ed è diventata una tavolozza per appiccicare “stickers” (adesive) e scarabocchi.

Non sarebbe il caso di rimuoverlo o perlomeno mantenerlo pulito?




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | San Babila – Ma è ancora necessario quel cartello esplicativo della fontana?

  1. lele

    Rimuoverlo, rimuoverlo.
    Quando potremo nuovamente uscire dalle nostre case e riprenderci le strade (sigh), sarebbe bello se Urbanfile lanciasse una caccia a segnalazioni per individuare tutti quei cartelli/pali/oggetti-sul-suolo-pubblico inutili di Milano che andrebbero rimossi.
    Sono tantissimi e probabilmente il Comune non ha una conoscenza così dettagliata del suo spazio pubblico.

    1. Anonimo

      è da quando andavo alle superiori che sento parlare di “depalificazione” a Milano….

      il primo censimento dei pali inutili l’aveva fatto la Moratti, se non ricordo male, o forse ancora prima era stato Albertini. Comunque i pali sono ancora tutti lì.

      1. Andy77

        Era decorato ai tempi della seconda giunta Albertini ad averlo annunciato in pompa magna come uno dei più grandi progetti…. Però bisogna considerare che appena ne tolgono uno arriva un comitato a caso che ne chiede un altro per un motivo diverso

  2. Anonimo

    Premesso che un monumento che ha bisogno di un cartello che lo spieghi ha fallito il suo obiettivo… etimologicamente: monu-mentum, un oggetto (mentum) che mi spiega (moneo) qualcosa…

    ciò premesso, è ovvio che la risposta non può che essere un rotondo NO, dopo tutti questi anni non serve a niente.

  3. ten

    onestamente a me non dispiace, è abbastanza sobria da inserirsi bene in quel nonsense architettonico che è S.Babila… andrebbe solo tenuta bene e valorizzata.
    poi, per carità… de gustibus

  4. Manuel

    Fa parte di MIlano.. del suo stile del suo arredo urbano. Ci sono cartelli stradali fissati ai pali della luce, per informare di cantieri stradali, effettuati negli anni 90 (novanta). 😀

  5. pram

    io trovo sempre deprimente l’uso in luoghi pubblici di una pianta puzzolente e deprimente come il bosso. Mi sembra adatta a chi ha un’idea mortifera del verde, che deve stare al suo posticino possibilmente tosato in forme geometriche, e infatti la fontana di Caccia Dominioni ha un aspetto vagamente cimiteriale. Quando passa corona, magari sarà utile per gli addetti del comune un corso di aggiornamento a Montpellier su come fare verde pubblico vivace e colorato dai viali di ingresso al centro di una grande città.

  6. Andy77

    Era decorato ai tempi della seconda giunta Albertini ad averlo annunciato in pompa magna come uno dei più grandi progetti…. Però bisogna considerare che appena ne tolgono uno arriva un comitato a caso che ne chiede un altro per un motivo diverso

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