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Milano | Bicocca – Cantieri vari in zona: maggio 2020

Nuovo aggiornamento dalla Bicocca dove si trovano diversi cantieri.

Molti di questi cantieri sono un rinnovo e riqualificazione di edifici facenti parte del complesso terziario progettato dall’Ingegner Vittore Ceretti tra il 1985 e il 1992 distribuito lungo un tratto di viale Sarca e viale Fulvio Testi all’altezza di via Chiese. 

Iniziamo dall’Urban Cube, il cantiere che vede il rinnovo del palazzo su viale Sarca al civico 223, progettato da Park Associati.

Segue il progetto Whitemoon, di Viale Fulvio Testi 280. Si tratta di un edificio acquisito qualche tempo fa da Kryalos SGR S.p.A che è oggetto di un profondo e interessante intervento di riqualificazione a opera di Scandurra Studio

Di fronte al Whitemoon si trova l’edificio di Sarca 222, oramai completato. Il progetto è dello studio Lombardini22.

Subito dopo, confinante con Sarca 222, si trova il palazzo di viale Sarca 220. Quasi ultimato, il piccolo edificio che si trova nel complesso formato dagli Headquarters del Gruppo Pirelli, si è rivelato una piacevole sorpresa. Progettato dallo studio Onsitestudio, si presenta su tre livelli ed è adiacente col giardino della quattrocentesca Bicocca degli Arcimboldi. LA palazzina per uffici presenta una facciata decorata con “graffiti” che riproducono, sulle pareti grigie, i motivi dei pneumatici, così come le grate delle finestre al piano terra. Un collegamento con l’originaria vocazione della Pirelli.

Saltiamo isolato ed eccoci come di consueto al lotto dove troneggia il cantiere misterioso di via Chiese e via Pietro e Alberto Pirelli. Il cantiere è di Caltagirone e dovrebbero essere delle residenze, oramai giunte da tempo alla sommità.

Nei terreni che si trovano tra la via Stella Bianca e via Chiese, sono in fase di realizzazione diversi complessi, tra i quali questo edificio pronto a diventare, con ogni probabilità uno studentato.

Ancora fermo il cantiere che vedrebbe l’erezione del nuovo complesso U10 dell’università Bicocca, tra via dell’Innovazione e via Sesto San Giovanni.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


12 thoughts on “Milano | Bicocca – Cantieri vari in zona: maggio 2020

  1. Anonimo

    La bicocca urbanisticamente è proprio sfortunata. È stata pensata in un periodo in cui si concepiva ancora l’auto come indispensabile per gli spostamenti e infatti ha stradoni dritti che paiono autostrade e in cui le auto superano tutte ma proprio tutte i 50 all’ora di limite.
    Spero che le nuove aggiunte portino un verde più diffuso e spazi pedonali più di qualità, non ipogei o delimitati da stradoni che sono di fatto dei muri e degli ostacoli per avere un quartiere vivo e vivibile.
    E che si faccia qualcosa per via Chiese, è più larga che lunga e chi va al centro commerciale rischia costantemente la vita.

    1. Anonimo

      -“stradoni dritti che paiono autostrade”? A me risulta che siano viali alberati a una corsia.
      -“auto come indispensabile per gli spostamenti”? Tre linee di autobus, una di tram, una di metro.
      -“verde più diffuso”? Due parchi e una collina.
      -“spazi pedonali du qualità”? Marciapiedi piastrellati larghissimi, 5 piazze pedonali (non ti piace quella ipogea? Mi dispiace.)
      -“E che si faccia qualcosa per via Chiese” Qui sono d’accordo, è in progetto da
      anni di renderla un viale con spartitraffico alberato come Viale Pirelli e viale dell’Innovazione, che si faccia.

      1. Anonimo

        A me invece sembra che quel quartiere sia tutto sbagliato.
        Auto, auto ovunque e che corrono a tutta velocità, pedoni e negozi e fermate del tram sottoterra. Verde relegato in giardinetti o colline da scalare, non integrato.
        La bassa vivibilità del quartiere la si percepisce nel weekend o in generale quando non ci sono gli studenti, è un deserto, gli stessi abitanti non lo vivono, o si spostano in auto altrove o vanno nel centro commerciale.
        A me questo pare sufficiente per dire che non ha avuto il successo di altre realizzazioni concepite con canoni più moderni come City Life o Porta Nuova, dove sono le auto a andare sottoterra

        1. Giuseppe

          Da residente del quartiere potrei smentire parola per parola questo stupido commento senza senso ma non vale la pena perdere tempo a rispondere a uno che parla di pedoni e negozi e tram sottoterra, verde relegato e non integrato, colline da scalare…

          1. Anonimo

            I “residenti” hanno sempre una visione romantica e benevola del posto dove abitano.
            Bicocca non sarà il devasto che molti dipingono, ma di sicuro nessuno sano di mente la rifarebbe così nel 2020….

    2. Matteo Belotti

      Le uniche due vie problematiche sono sarca e via chiese che sono delle lastre di asfalto orrende. È stato completato da poco un nuovo parco attezzato all’incrocio chiese/sarca, bisogna andare avanti così, ci sono ancora spazi che si possono destinare a verde.
      La concezione del quartiere non è di certo a passo con i tempi ma il vero problema di questo quartiere è la sua manutenzione, estremamente carente.

      1. Anonimo

        “La concezione del quartiere non è di certo a passo con i tempi”
        Assolutamente senza spirito polemico e per voglia di discussione, posso chiederLe Sig Belotti cosa intende e quale quartiere di Milano vede al passo con i tempi se non perché realizzato più recentemente?
        Una supplica però: non mi parli di” maglia ortogonale” oppure la discussione finisce qui.

  2. Adriano

    Caltgirone ha fatto i palazzi più alti dei permessi che aveva, quindi la solita speculazione edilizia di quello s…..o ….vedremo come andrà a finire..

  3. Anonimo

    No Sig Paomi, il “cantiere misterioso” cui si riferisce l’articolo è quello dei Caltagirone, più o meno fermo da anni e del quale non si hanno rendering e non esiste un ufficio vendite.
    Le “Terrazze su Bicocca” sono in realtà a VillaSanGiovanni ed effettivamente da qualche terrazza si potrà scorgere oltre la ferrovia il quartiere Bicocca.
    Sulle linee ATM, se come dice lavora in zona da 3 anni, le consiglio di informarsi meglio, sempre che si parli di Bicocca o VillaSanGiovanni.
    In viale FULVIOTesti comunque esiste anche una comoda metropolitana .

  4. Andy77

    Concordo sul fatto che il problema risieda in Viale Sarca e Via Chiese due vie che sono cosi dagli 60/70. La manutenzione è in linea con tutti i quartieri di Milano, quindi si è carente ma diffusa su tutta la città.
    Non capisco cosa non sia al passo coi tempi:
    – Marciapiedi degni di questo nome pavimentati a betonblock anzichè in catrame
    – Pianta ordinata
    – Mezzi ATM presenti (anche la M1 è a un tiro di schioppo a meno di non essere un culo piatto), la fermata dei treni regionali a Greco Pirelli non viene mai menzionata.
    – Alternanza di ogni tipologia di attività
    – Spazi aperti (questo al milanese imbruttito potrebbe in effetti dare fastidio, perché non densificare anche il giardinetto con bilocali soppalcati?)
    L’unico problema è la mancanza di esercizi commerciali di vicinato e a raso che portino maggiore frequentazione ma è anche vero che una rigenerazione urbana di tale portata e non ancora ultimata richiede decenni.
    Tutto questo lo dico pur odiando Gregotti e la sua concezione scadente dell’architettura e delle persone che devono abitare nelle sue creazioni.
    Se il quartiere è deserto provate ad andare alla Maggiolina, sia parte nuova che vecchia, dove sono i servizi, dove sarebbe la frequentazione? Bisogna concentrarsi in Viale Sarca o Via Cagliero. Questo è solo un esempio ma Milano ne è piena.

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